Aspettando Carnevale – Le Maschere Italiane (4)

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Oggi continuiamo con: GIANDUIA, MENEGHINO e STENTERELLO

GIANDUIA

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Gianduia è una maschera popolare torinese nata nel 1798.

Ha tute le buone qualità di un popolano piemontese, ma è caparbio e sospettoso, se non vede chiaro in quanto gli accade intorno.

Indossa in testa un tricorno e la parrucca con il codino. Ha un costume di panno color marrone, bordato di rosso, con un panciotto giallo e le calze rosse. Sul collo porta un fiocco verde oliva e un ombrello sempre dello stesso colore. Ha le scarpe di color nero e i calzini rossi.
Gianduja è un galantuomo, con buon senso e coraggio che ama il buon vino e la buona tavola.

CARNEVALE

Che gaia mascherata!
Che allegra strombettata!
La Nuccia, sì piccina,
vestita è da nonnina.
Gli occhiali sul nasino
ha Giorgio birichino.
E Marco, sul cappello,
ha messo un campanello.
Così per casa vanno
e un gran chiasso fanno.
Che gaia mascherata!
Che allegra strombettata!

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MENEGHINO

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Meneghino è, una maschera che viene dalla Lombardia precisamente da Milano.

E’ un servo vestito alla popolana e non porta la maschera. Spavaldo a parole, ma cauto nei fatti è all’apparenza egoista ma con un’anima caritatevole.

Viene chiamato anche Pecenna perché strigliava certi italiani xenofobi.
Il suo vero nome è Domenico, mentre il diminutivo è “Domeneghin”.
Personifica la maschera milanese e risponde sempre pronto alle domande spiritose.

Carnevale   in   maschera

Arriva   Carnevale

con  tanti  personaggi

Balanzone, Pulcinella,

Arlecchino, Brighella

con   scene  birichine

per  far  felici  tutti   i   bambini.

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STENTERELLO

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E’ una maschera della tradizione italiana, tipica della Toscana.

Indossa una giacca blu con il risvolto delle maniche a scacchi rossi e neri.

Ha un panciotto puntinato verde pisello e dei pantaloncini scuri e corti.

Ha una calza rossa e una a strisce bianco – azzurro e le scarpe nere.

In testa porta un cappello a barchetta nero e una parrucca con il codino.

E’ molto generoso con chi è più povero di lui, è dotato di arguzia e di saggezza che, unite all’ottimismo, gli fanno superare le avversità della vita.

Spesso è ricercato dai suoi creditori.

CARNEVALE VECCHIO PAZZO

Carnevale vecchio pazzo
s’è venduto il materasso per comprare
pane, vino, tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle

la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve beve all’improvviso

gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia mangia.

Da :http://www.primocircolopotenza.it

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Aspettando Carnevale – Le Maschere Italiane (3)

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Eccoci ora a parlare di: PANTALONE, PULCINELLA e CAPITAN SPAVENTA.

PANTALONE

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E’  una maschera veneziana; vive nel Veneto.

Veste sempre molto semplicemente: ai piedi porta le pantofole; ha un camicione e una calzamaglia rossi con un colletto bianco e sopra indossa un mantello nero.

Porta una maschera in faccia e una cinta alla vita.

In testa ha una cuffia aderente che sembra un tutt’uno con la maschera.

Pantalone ha un carattere particolare: è nervoso e “rompiscatole” perché è il vecchio brontolone e testardo.

Lui spende poco, è attaccato al suo denaro.

Qualche volta la gente lo lascia perdere perché si lamenta sempre.

Impersona un vecchio mercante veneziano avaro e brontolone.

Crede solo nel denaro e nel commercio: autoritario e bizzarro è però facilmente raggirato dalla moglie e dalle figlie.

VIVA VIVA CARNEVALE

Su bambini facciamo festa,
è tornato il Carnevale!
Musica, balli, tanta allegria,
siamo felici in compagnia.
Pulcinella, Arlecchino,
Colombina e Brighella
cantano felici:
la vita è bella.
Le vetrine sono addobbate
con le maschere colorate,
stelle filanti,
coriandoli al vento,
ogni bimbo
è felice e contento,
e col cuore vuole cantare:
viva, viva il Carnevale.

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PULCINELLA

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Figura buffa e goffa; un gran naso, mascherina nera, gobba, cappello a punta, camiciotto e pantaloni bianchi.

E’ una delle maschere italiane più popolari.

Probabilmente originario di Napoli: anche il suo nome sembra che derivi dal napoletano “polece” (pulce).

E’ una figura essenzialmente popolare.

Impertinente, pazzerello, chiacchierone, rappresenta la personificazione del dolce far niente.

Le sue più grandi aspirazioni sono il mangiare e bere.

Pur essendo spesso fatto oggetto di pesanti bastonate, egli riesce simpatico anche ai potenti che prende in giro e inganna con amabile furbizia.

Pulcinella porta il cappello a pan di zucchero, una maschera nera con il naso adunco, cioè grosso e curvo; poi indossa un camiciotto e i calzoni molto larghi e bianchi.

Porta con sé un mandolino, sa cantare dolcemente.

Le sue scarpe sono nere e lunghe con dei calzini rosa scuro.

Ha l’abitudine di ubriacarsi e di mangiare in abbondanza; è un bastonatore, cioè picchia con il suo bastone.

E’ anche buono, ma egoista, ovvero pensa solo per sé.

LA TARANTELLA DI PULCINELLA

Cala la sera, si ripete la scena
E Pulcinella tornando per cena
Trova ritte alla sua destra
Due cameriere con la minestra.
Mentre la moglie conversa in salotto
con la signora del piano di sotto.

I figli son già tutti nel letto,
Pulcinella sale sul tetto
E non sapendo più cosa fare
“O sole mio!” si mette a cantare.
– Mio marito è un maleducato
ignorante, volgare e stonato:
sono stufa di questa canzone
voglio la radio, la televisione,
e a quel pesce dovrà domandare
anche una villa sulla riva del mare –

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CAPITAN SPAVENTA

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Il suo nome per intero è Capitano Rodomonte Spaventa, anche chiamato Capitan Fracassa.

Capitan Spaventa è una maschera tradizionale italiana della regione Liguria del XI secolo.

Ha un vestito a strisce colorate, gialle e arancioni, un cappello a larghe tese abbellito con piume colorate, ricchi stivali e una spada lunghissima che trascina facendo molto rumore.

Ha baffi ed pizzo castano.

E’ uno spadaccino temerario che combatte più con la lingua che con la spada (cioè parla e discute molto).

Era solito prendere in giro gli ufficiali di quel tempo.

CARNEVALE AL CASTELLO
Le maschere di giovedì grasso
sono sempre a far chiasso
nel castello di Re Sciupone
che ha cento stanze e un salone.
Con la faccia di cartapesta
le maschere han l’intenzione
d’improvvisare una festa.
S’inizia una festa coi fiocchi,
un divertente festa coi fiocchi,
un divertente festone.
S’illumina tutta la sala.
per un veglione di gala.

Da :http://www.primocircolopotenza.it

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Aspettando Carnevale – Le Maschere Italiane (2)

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Oggi parliamo di: BALANZONE e BRIGHELLA

BALANZONE

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Bolognese.

E’ la maschera che parla più di tutte.

Il dottor Balanzone espone le sue idee e i suoi consigli, ricorrendo a un diluvio di parole, piene di sentenze latine, di proverbi sgangherati nella grammatica e nella sintassi, ma pomposi, imponenti, tali da far restare a bocca aperta. Procede imperterrito nei suoi discorsi senza spaventarsi delle delle colossali baggianate che dice.

Veste pantaloni e camicia nera, guarnita di un colletto bianco. In testa ha un feltro a larghe tese, nero. Alla cintura un pugnale o un fazzoletto, e sottobraccio un librone.

E’ ARRIVATO CARNEVALE

Che fracasso!
Che sconquasso!
Che schiamazzo!
E’arrivato Carnevale
buffo e pazzo,
con le belle mascherine,
che con fischi, frizzi e lazzi,
con schiamazzi,
con sollazzi,
con svolazzi di sottane
e di vecchie palandrane,
fanno tutti divertire.
Viva viva Carnevale,
che fischiando,
saltellando,
tintinnando,
viene innanzi e non fa male,
e coriandoli e confetti,
porta seco, ed un fascio
di burletti e di sberleffi,
di dispetti,
di vestiti a fogge strane,
di lucenti durlindane,
di suonate,
di ballate,
di graziose cavatine,
di trovate birichine!
Viva viva Carnevale
con le belle mascherine!

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BRIGHELLA

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Servo di origine bergamasca, insolente e astuto.

Il suo personaggio era originariamente quello del servo buffo e intrigante (il nome brighella deriva da “briga”), al punto che non si riesce mai a capire se la furberia sia un voluto abbandonarsi al gioco degli inganni e se la balordaggine non nasconda una buona dose di finezza.

Vivace e insolente con le donne, chiacchierone coraggioso con i poltroni, abbassa il capo solo davanti a chi lo tiene in soggezione.

Brighella è una maschera tradizionale dell’Italia, che proviene dalla Lombardia precisamente da Bergamo.

La giacca e i pantaloni sono decorati di galloni verdi; ha le scarpe nere con i pon pon verdi.

Il mantello è bianco con due strisce verdi, la maschera e il cappello sono neri.

E’ un servo sempre in cerca di avventure.

Normalmente è lui che inizia a litigare, è un attaccabrighe.

Da questa sua caratteristica prende il nome Brighella.

Suona e canta molto bene: è un tipo spiritoso e scherzoso.

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BRIGHELLA

Son Brighella, attaccabrighe.
Ho la casacca con le righe,
righe verdi ed alamari,
sempre le tasche senza denari.
Mangio molto, non spendo mai:
niente soldi e niente guai!

Da :http://www.primocircolopotenza.it

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Aspettando Carnevale – Le Maschere Italiane

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Si è soliti dire che : dopo Natale è sempre Carnevale… 🙂

Con i tempi che corrono, forse la cosa si ridimensiona un pò 4_12_121.gif ma il fascino delle maschere resta.

E quel fascino ci attira come sempre nel loro mondo ingenuo ed allegro…

Iniziamo con : Arlecchino e Colombina

ARLECCHINO

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La maschera di ARLECCHINO è di tradizione italiana, proviene dalla Lombardia.

E’ tra le maschere più famose.

Abita a Bergamo, è molto conosciuto per il suo vestito di “cento” colori.

Il suo vestito è così colorato perché, essendo povero, i suoi amici, in occasione del Carnevale, gli regalano dei pezzi di stoffa avanzati dai loro costumi, in modo che possa averne uno anche lui.

Ha una maschera nera e una spatola di legno. E’ stravagante e scapestrato, ma pieno di astuzia e di coraggio. Soffre di una brutta malattia: la pigrizia.

IL VESTITO DI ARLECCHINO

Per fare un vestito ad arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchi,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
‘Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta.

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COLOMBINA

colombina

L’unica maschera femminile ad imporsi in mezzo a tanti personaggi maschili è Colombina, briosa e furba servetta.

E’ vivace, graziosa, bugiarda e parla veneziano.

E’ molto affezionata alla sua signora, altrettanto giovane e graziosa, Rosaura, e pur di renderla felice è disposta a combinare imbrogli su imbrogli.

Con i padroni vecchi e brontoloni va poco d’accordo e schiaffeggia senza misericordia chi osa importunarla mancandole di rispetto.

E’ una maschera del Veneto, per la precisione di Venezia. Indossa una cuffia e un vestito a fiori bianchi e blu che spiccano sulla gonna blu e sulle calze rosse.

Sulla fibbia delle scarpe c’è un fiocchetto azzurro.

E’ allegra e sapiente, civetta e furba, maliziosa e pungente, spensierata, chiacchierina.

Prende in giro le persone che le stanno vicino ed è portata a farsi beffe di loro.

LA MASCHERA

Vent’anni  fa m’ammascherai  pur’io!

E ancora tengo er grugno de cartone

Che servì p’annisconne  quello mio.

Sta da vent’anni sopra un credenzone

Quella Maschera buffa, ch’è restata

sempre cò la medesima espressione,

sempre cò la medesima risata.

Una volta je  chiesi: -E  come fai

a conservà  lo stesso bon  umore

puro ne li momenti der  dolore,

puro quanno  me trovo tra li guai?

Felice te, che nun te cambi mai!

Felice te che vivi senza core!-

La Maschera rispose:

– E tu che piagni che ce guadagni?

Gnente!

Ce guadagni che la gente dirà: povero diavolo,

te compatisco… me dispiace assai…

Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!

Fa invece come me, ch’ho sempre riso:

e se te pjia la malinconia

comprete  er  viso cò la faccia mia

così la gente nun  se scoccerà…

D’allora in poi nasconno  li dolori

de dietro a un’allegria de cartapista

e passo per un celebre egoista

che se ne frega dell’umanità!

Da :http://www.primocircolopotenza.it

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giocoliere





Mardì Gras in New Orleans

Beh..mica potevamo dimenticarci di New Orleans per il Mardì Gras…!!! 🙂 The Big Easy ci aspettaaaa…con il suo Carnevale al French Quarter e la musica jazz di Bourbon Street… 😉

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