
Tutto Zen…(angolo meditativo per volerci bene)

Per stare insieme…e divertirsi…e imparare sempre cose nuove.
Oggetti smarriti lungo il cammino della vita e… ciò che viviamo.


“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata” (Oriana Fallaci)

FRAPPE: storia e ricetta del dolce di Carnevale.
Uova, farina, burro, zucchero: pochi ingredienti che ben amalgamati danno vita ad un dolce semplice ma che nel periodo del Carnevale non può mancare sulle tavole disseminate lungo lo stivale. Fritte o al forno, declinate in numerose varianti, le frappe sono sempre una golosità a cui anche chi è a dieta non può rinunciare. 😋
Bugie, cenci, chiacchiere, gasse, maraviglias, sfrappole, stracci: mille nomi, un solo dolce che unisce l’Italia in una sfoglia fritta, zuccherosa e friabile.
Chiacchiere è il nome con cui sono più comunemente; ma qual è l’origine di questo appellativo? Sembra che la Regina Margherita di Savoia desiderasse un dolce da gustare assieme alle sue amiche “tra una chiacchiera e l’altra”. Ecco allora che lo chef Raffaele Esposito unendo magistralmente pochi e semplici ingredienti, realizzò questi gustosi dolcetti che per l’occasione presero proprio il nome di chiacchiere.
L’origine delle frappe sembra risalire ai Saturnalia che si celebravano nell’antica Roma; durante questa festa che per alcune sfumature può ricordare l’odierno Carnevale, venivano distribuiti tra la folla i frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale ricoperti con il miele. Apicio, gastronomo, cuoco e scrittore romano vissuto a cavallo fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., le descrive, nel suo De re coquinaria, come “frittelle a base di uova e farina di farro tagliate a bocconcini, fritte nello strutto e poi tuffate nel miele”.
Le bugie, un dolce che ha attraversato la storia
Cosparse di zucchero, immerse nel cioccolato o nel miele, le bugie sono arrivate ai nostri giorni attraversando i secoli; una ricetta che nel tempo si è perfezionata, arricchita, alleggerita per andare incontro alle esigenze dei più salutisti che ne prediligono la versione al forno. (da: orizzonte cultura.com)

Cosa ti annoia?

Mi annoia la quotidianità sempre uguale e ripetuta come in un loop temporale. E’ vero che ora sto molto più a casa ed ho meno possibilità di diversificare le mie giornate ma qualcosa di nuovo può sempre accadere, io non rinuncio mai a questa possibilità.
E poi, ora arriverà la primavera e con essa la vita si risveglia, nella natura sta già accadendo.

P.S. Mi annoiano a morte anche le persone che non fanno altro che parlare sempre di ricette di cucina: “ io faccio così…io metto questo…a me viene bene…”🤦🏻♀️

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.