…27 gennaio, giorno della memoria

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.

(Primo Levi) .

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Così scrive Anna Frank pochi giorni prima che i tedeschi irrompano nell’alloggio segreto, dopo due anni di “semi-prigionia” , dal 9 luglio ’42 al 4 agosto ’44:

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« “la gioventù in fondo è più solitaria della vecchiaia.” Questa massima che, ho letto in qualche libro mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera; è vero che qui gli adulti trovano maggiori difficoltà che i giovani? No, non è affatto vero.

Gli anziani hanno un’opinione su tutto, e nella vita non esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio.

Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno una vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero di problemi che ci assillano, problemi per i quali forse noi siamo troppo giovani, ma ci incalzano di continuo sino a che, dopo lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti, che la annullano.

Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione.

Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.»

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Anna Frank, op. cit. , 15 luglio 1944, pp 268-268.

 

 

Come eravamo…Figli dei fiori (2)

(viene da qui…)

Eccomi ancora sul filo dei miei dischi.. musica016.gif 🙂 per i ricordi di quegli anni…quando appunto la rivolta giovanile squote il mondo ma al ritmo di rock’n’ roll.. 😀

I Beatles stanno ormai orbitando… anche se da noi…” l’impatto col ciclone Beatles ha l’effetto di un temporale estivo..”

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Lucy in the Sky with Diamonds

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Quando sono venuti in Italia per il loro primo concerto (1965) sono stati accolti …tiepidamente.. 😮 , sia forse per il prezzo troppo elevato del biglietto (sulle 100.000 lire di allora) ma anche perchè, in Italia, l’inglese non era ancora così di moda e quindi preferivamo i cantanti nostrani…soprattutto Celentano, Morandi, il vero re del mercato discografico.

Gianni Morandi “C’era un ragazzo…”

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Ma la protesta sociale, poco a poco, sale d’intensità e raggiunge quella americana. I Nomadi cantano ” Dio è morto” scritta da Guccini che l’ha ripresa dalla poesia “L’urlo” di Ginsberg.

(cliccare nella cover sottostante per ascoltare la canzone)

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Teatro delle canzoni del beat italiano non è però l’università, nè i circoli letterari ma una discoteca che farà epoca : il PIPER CLUB di Roma.

Spunti per il testo da : “Anni sessanta” di Igor Principe

continua QUA

Com’è bella Venezia…

Com’è triste Venezia…ci canta Charles Aznavour

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ma com’è bella Venezia…soprattutto in questo periodo di Carnevale.

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ll Carnevale di Venezia, se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa.

Si hanno ricordi delle festività del Carnevale fin dal 1094, sotto il dogato di Vitale Falier, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima. Il documento ufficiale che dichiara il Carnevale una festa pubblica è del 1296 quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo l’ultimo giorno della Quaresima.

Tuttavia il Carnevale ha tradizioni molto più antiche che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le società, basti pensare ai Saturnalia latini o ai culti dionisiaci nei quali il motto era “Semel in anno licet insanire” (“Una volta all’anno è lecito non avere freni”) ed è simile lo spirito che anima le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali sull’esempio del “Panem et Circenses” latino.

Alcuni Carnevali sono passati alla storia: quello del 1571, in occasione della grande battaglia delle forze cristiane a Lepanto quando, la domenica di Carnevale venne allestita una sfilata di carri allegorici: la Fede troneggiava col piede sopra un drago incatenato ed era seguita dalle Virtù teologali, la Vittoria sovrastava i vinti ed infine la Morte con la falce in mano per significare che in quella vittoria anche lei aveva trionfato.

Nel 1664 in occasione delle nozze in casa Cornaro a San Polo, si organizzò una grandiosa e divertente mascherata a cui parteciparono molti giovani patrizi. Una sfarzosa sfilata attraversò Venezia e fece tappa in due dei più famosi monasteri della città: quello di San Lorenzo e quello di San Zaccaria, dove risiedevano le monache di nobile stirpe.

Il 27 febbraio 1679 il Duca di Mantova sfilò con un seguito di indiani, neri, turchi e tartari che, lungo il percorso sfidarono e combatterono sei mostri, dopo averli uccisi si cominciò a danzare.

Per il Carnevale del 1706: giovani patrizi si mascherarono da Persiani e attraversarono la città per poi esibirsi nelle corti e nei parlatoi dei principali monasteri di monache (San Zaccaria e San Lorenzo).

Per molti giorni all’anno, il mondo sembrava non opporre più resistenza i desideri diventavano realizzabili e non c’era pensiero o atto che non fosse possibile. Questa era Venezia nel Settecento, il secolo che, più di ogni altro, la rese luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo. Venezia era allora il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante, decorativo e galante, il mondo di pittori come Boucher e Fragonard, Longhi, Rosalba Carriera e Giambattista Tiepolo, la patria del padre della Commedia dei Caratteri, uno dei più grandi autori del teatro europeo e uno degli scrittori italiani più conosciuti all’estero: Carlo Goldoni che, in una poesia dedicata al Carnevale, così rappresenta lo spirito della festa:

“Qui la moglie e là il marito
Ognuno va dove gli par
Ognun corre a qualche invito,
chi a giocar chi a ballar”.

Nel XIX secolo, invece, Venezia e il suo Carnevale incarnano il mito romantico internazionale e la città della Laguna, con le sue brume e l’aspetto paludoso, diventa meta di artisti, scrittori, musicisti, avventurieri e bellissime dame di tutto il mondo: Sissi d’Austria, Wagner, Byron, George Sand, Ugo Foscolo.

Tratto da :http://www.carnevalevenezia.com

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Carnaval de Venise 2007

altri carnevali:

 

 

 

 

…Capodanno “di fuoco” a Madeira

Prima di stabilirmi in Italia, ho vissuto per qualche anno fuori dal mio paese. Il lavoro mi permetteva di stare per un po’ in un paese e, passato un certo tempo e conosciuto ormai quel paese, di andare altrove a lavorare per poter vedere altri luoghi. E fu così che tanti anni fa arrivai all’isola di Madeira un posto che mi è rimasto, come nessun altro, nel cuore…

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Ho tanti splendidi ricordi di questo paradiso di fiori e paesaggi mozzafiato dove trascorsi un anno, un mese e dieci giorni della mia vita…

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Uno di questi ricordi è del Capodanno e dei fuochi artificiali veramente spettacolari con cui si saluta l’inizio dell’anno…

I fuochi più importanti sono quelli della capitale dell’isola, Funchal, anche se, allora almeno, li facevano anche in altre località dell’isola. Funchal è piena di turisti che arrivano per l’occasione. Le navi da crociera fanno scalo proprio lì per trascorrere il Capodanno e poter vedere questi straordinari giochi di luci e colori che hanno ottenuto l’anno scorso il riconoscimento dai Guinness come “il più grande spettacolo pirotecnico del mondo” con uno spazio occupato pari ad una ellisse di 6 km di estensione e 2,7 chilometri di larghezza.

Il 31 dicembre 2006, sotto il rigido controllo del funzionario incaricato dal Guinness dei primati, lo spettacolo durò 8 minuti e fu accompagnato dalle Quattro stagioni di Vivaldi. I fuochi partivano da 37 posti strategici (31 a terra, e 6 in piattaforme marittime), si usarono 17 tonnellate di fuochi, i lanci furono 660.300 con più di 8.000 “spari” al minuto per la gioia dei più di 100.000 presenti …

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Ma questi sono solo dati, interessanti, curiosi che servono per rendersi conto che non si parla di fuochi artificiali come altri, anche perché hanno una cornice meravigliosa come la bahia di Funchal ma credetemi, i dati non possono mai rendere giustizia a tanta bellezza… Io non me ne scorderò mai e mi sento fortunata di poterli aver visti dal terrazzo all’ultimo piano dell’albergo dove lavoravo… Tutti noi che lavoravamo quella sera siamo saliti con i clienti a vederli… tutto si è fermato e tutti siamo rimasti incantati ad ammirarli… ed è stata veramente dura riprendere poi a lavorare!! 😦

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Foto mie di quel giorno non ne ho perché, come potevamo vedere bene i fuochi se avevamo l’occhio attaccato all’obbiettivo della macchina fotografica?…Nessuno di noi ha fotografato…eravamo tutti a bocca aperta e guardavamo 😮 ….

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Ho fatto un collage di foto trovate in rete e se volete rendervi conto di cosa si prova quella notte ad essere lì, guardate questo video

6381….3 millones de euuurooos (tradizioni del Natale spagnolo)

Essendo stata interpellata dalla mia amica Luna sul sorteggio di Natale della Lotteria spagnola di quest’anno dopo che lo aveva letto in La Nochebuena se viene, la Nochebuena se va 1… non ho saputo rinunciare ai miei racconti sugli aggiornamenti del passato 22 ma sopratutto sui ricordi di una vita e così dopo aver fatto da sonnifero alla mia amica 🙂 mi sono messa a scrivere queste righe 😮 … Difficilmente a qualcuno interesserà perché credo sia difficile che un italiano trovi qualcosa di bello, poetico ed unico in un sorteggio della lotteria, ma per noi è lo scoccare del Natale ogni anno e sopratutto, per noi non giovanissimi, rappresenta il ricordo di una delle nostre più care tradizioni… 🙂

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Già da molto prima che inizi il sorteggio, c’è la coda per entrare. In questo giorno la lotteria ed i bambini di San Ildefonso sono gli autentici protagonisti, passando sopra ad ogni politico e a qualsiasi evento del giorno… Infatti, sono presenti a questo sorteggio tutte le radio e tv così come un gran numero di fotografi e giornalisti di ogni testata… e tanto pubblico che vuole assistere… E non pensate che sia un pubblico qualsiasi… tanti cercano di richiamare lo sguardo della dea bendata nei modi più strani come potete vedere qua sotto cliccandoci per ingrandire… 😀

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Come dicevo, i bambini, autentici protagonisti della giornata in Spagna, fanno il loro ingresso in sala accolti come stars…. Si sistemano davanti a tutti schierati in alto e iniziano i clicks dei fotografi e le riprese delle telecamere mentre il pubblico li applaude.

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Sono agitatissimi e tutti quanti temono che la pallina col numero cada loro di mano… anche se, a dire il vero, seppur succedesse, servirebbe solo a ricevere un caloroso applauso da parte di tutti… ma loro ci tengono ad essere perfetti e, tutti quanti, a “cantare” il gordo ed i premi maggiori ed essere loro quelli che portano la fortuna …

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Una volta, tutti i sorteggi della lotteria erano fatti col sistema tradizionale e con i numeri e premi cantati ed i bambini erano continuamente in allenamento dovendo fare ogni settimana minimo un sorteggio. Ora, rimasto ormai solo per questo sorteggio il sistema tradizionale, iniziano a prepararsi con 3 mesi di anticipo. Nel collegio di San Ildefonso con le palline dei numeri e dei premi e con tutto l’occorrente per 3 mesi si simulano i sorteggi con i bambini che cantano i numeri a coppie. Ovviamente il pericolo è sempre in agguato, il mal di gola e la febbre che, quando ormai non rimane tempo per farsi sostituire, potrebbe rendere problematico tutto….

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Ma veniamo a quest’anno, alla cronaca di quel giorno. “El gordo” (il primo premio) è stato il 6381 a cui corrispondevano 3 milioni di euro. Lo hanno cantato Raúl Barrak y Alvaro López Guerrero che avevano già cantato prima, pure loro, il secondo premio.

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Si vincevano 3 milioni di euro per serie… perchè in Spagna raramente una sola persona acquista un numero. I numeri sono divisi in serie e decimi, che a loro volta vengono divisi in partecipazioni…. così alla fine, come questo anno, il premio si divide fra tantissime persone in ben 11 provincie diverse di Spagna…. I premi sono tanti, 13 premi che vanno dai 3 milioni del gordo ai 50.000 euro, ai quali si aggiungono 1.774 premi da 1.000 euro conosciuti con il nome di “pedrea”… A questi si aggiungono premi ai numeri anteriori e posteriori al primo e secondo, che terminano come il gordo, ecc… Un’ enorme quantità di soldi si distribuiscono in Spagna quel giorno con grande gioia per tutti….

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Ci sono una infinità di aneddoti di tutti i tipi… da quel burlone che appena estratto “el gordo” si alzò in sala dicendo “miiiioooo” che uscì correndo seguito da tutti i giornalisti e fotografi per poi perdersi chissà dove, a quei due fidanzati che quest’anno avendo vinto hanno deciso d’ìnvitare al loro matrimonio i bambini di San Ildefonso, al pensionato che per paura di provocare un malore dando l’annuncio della vincita alla moglie dichiarava di non voler tornare a casa 😀 .

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Ma per oggi finisco qua… e se volete sentire come cambia la “nenia” dai numeri cantati di seguito premiati con ” 1000 euuuurooos” a quando vedono sotto gli occhi che è arrivato “el gordo”…. potete guardare l’inizio di questo piccolo video del natale 2006….