pillole di …spagnolo (3)

(viene da qua…)

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¡Hola a todos! smile.gif

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Arrivo oggi con un giorno di ritardo, ma mi ci è voluto tutto questo tempo per trovare il protagonista delle nostre “trappole per italiani” di oggi… Intendiamoci, non è che non fossi riuscita a trovare un “ratoncito” prima (ci sono ovunque!) ma io cercavo uno che sapesse parlare bene lo spagnolo blink1.gif laugh.gif… e questo, qua nel nord d’Italia, non è stato tanto semplice perché se prendevo uno che parlasse l’italiano sarebbe stato un topolino e in spagnolo “topo“, come vedrete, è un animale diverso…. 🙂

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Ma torniamo seri, ed incominciamo l’elenco delle nostre parole di oggi, proprio da lui….

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Topo (tópo ) …………………talpa
(topo = ratón (ratón )

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Afamado (afamádo ) ……………..famoso
(affamato = hambriento (anbriénto )

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Colorado (colorádo ) …………….. rosso
(colorato = coloreado (coloreádo )
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Seta (seta ) …………… fungo
(seta = seda (séda )

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Estanco (estánko ) ……………. tabaccheria
(stanco = cansado (cansádo )

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Tienda (tiénda ) …………… negozio
(tenda = cortina (cortína )
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¡Hasta la pròxima semana! hasta-pronto.gif

(continua qua…)

pillole di …spagnolo (2)

(viene da qua…)

23_33_51.gif de nuevo…. 🙂

Ed ecco il secondo elenco delle “trappole per italiani” cioè quelle parole che sono uguali o molto simili in spagnolo e italiano ma che hanno un significato completamente diverso….

Il nostro principale protagonista oggi è il “vino tinto” che benché possa sembrare una cosa ben diversa nulla ha a che fare con le tinture ma è soltanto il modo con cui noi spagnoli chiamiamo il vino rosso, wine2.gif cioè il vino che viene da ” uvas tintas” uva1.gif cioè non bianche ma di colore naturale però… 🙂

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vino tinto (vino tínto) ……vino rosso
tinto = teñido (tegnído)

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embarazada (embarazáda) ………. incinta
(imbarazzato = avergonzado (abergonzádo)

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sembrar (sembrár) …….. seminare
(sembrare = parecer (parezér)
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gimnasio (himnásio) ……..palestra
(ginnasio = escuela superior, secundaria (esquéla superior, sekundária)

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oficina (ofizína) ……ufficio
(officina = taller mecánico (tagliér mekániko)

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loro (lóro ) = pappagallo
(loro = ellos (églios )

E per oggi è tutto… ¡Hasta la pròxima y buena semana a todos! 23_49_61.gif

(continua qua…)

pillole di …spagnolo (1)

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¡Hola!

… Volevo mettere una emoticon che saluta in spagnolo, ma non sembra che si veda almeno per ora …e continuo a pensare sempre di più che sia un segno del destino… e che forse non dovrei incominciare… 8)

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Voglio presentarvi un amico, perchè questa prima pillola è dedicata a lui… Eccolo… 🙂

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…Ebbene si, 🙂 l’asino è il nostro primo protagonista perchè come molti di voi credo sapranno in spagnolo esiste la parola “burro” ma, ogni volta che la dite state nominando quel nostro amico di sopra… l’asino.. 🙂

Iniziamo, dunque, il nostro elenco con la parola che in assoluto ha creato più equivoci in spagnolo… perchè è ovvio che potete immaginare cosa pensa uno spagnolo di un italiano che gli dica che vorrebbe far colazione per esempio con …”pane e burro”… 😮

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Ah…nell’elenco lo spagnolo sarà in rosso, e la pronuncia figurata in verde…

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burro (bùrro)……. asino

burro = mantequilla (mantekìglia)

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largo (làrgo) ……… lungo

largo = ancho (àncio)

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gamba (gàmba) ……….. gambero

gamba = pierna (pièrna)

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aceite (azèite) ………. olio

aceto = vinagre (vinàgre)

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guardar (guardàr) ……….. conservare

guardare = mirar (miràr)

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salir (salìr) ………. uscire

salire = subir (subìr)

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E per oggi le nostre pillole sono finite… sempre che prima o poi riesca a postarle… 8)

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¡Hasta la pròxima! ….. 🙂 … Buena semana a todos y….

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(continua qua…)

pillole di Madrid: dolci, feste, ozio e.. hasta la vista a Madrid!

(viene da qua…)

I dolci di Madrid sono legati soprattutto alle feste della città. “Las torrijas”, il più importante di tutti, si mangia soprattutto nella Settimana Santa e sono fette grosse di pane inzuppate nel latte (o nel vino) passate nell’ uovo e fritte, tocco finale un po’ di cannella o miele. Le “huesos de santo” (ossa del santo) devono il loro nome alla forma allungata ed al fatto che si preparano il 1 di Novembre, il giorno di Ognisanti. Sono fatti di pasta di mandorle ripiena di crema. Sono il modo di ricordare i defunti dei madrileni, assieme ai “buñuelos”. Le “rosquillas del santo” si preparano per il 15 maggio festa di San Isidro, patrono di Madrid. Sono ciambelle e sono di tre tipi: “las tontas”(le sceme) chiamate così per non essere ricoperte di nulla; “las listas” (le furbe) ricoperte di zucchero fuso e quelle di Santa Clara ricoperte di meringa secca. Non si possono dimenticare “los churros” che abbiamo già menzionato e “los barquillos” cialde di forma cilindrica, molto simili a quelle dei gelati, che vengono venduti per strada in tutte le feste da caratteristici personaggi col tipico vestito del “chulapo” di Madrid che li trasportano in enormi e curiosi cilindri colorati con una apertura in alto che somiglia alla ruota di un timone, la “barquillera”…

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E siccome i dolci tipici si mangiano nelle principali feste cittadine, non si può non menzionare le tipiche feste di Madrid. Sono forse le uniche occasioni in cui si vede e si sente il “vero madrileno”. Sono molto popolari e si svolgono per strada, frequentate soprattutto da chi madrileno lo è da sempre e tutto l’anno convive serenamente ed in armonia con gente di ogni dove, ma che in queste occasioni torna a sentirsi “solo madrileño”. Nelle “verbenas”, balli per strada, si balla “el chotis”, il tipico ballo di Madrid, si fanno uscire dagli armadi i vestiti di “chulapos” e “chulapas” e si sentono suonare los “organillos” (piccole pianole da strada). Le principali feste sono: il 15 maggio per il patrono San Isidro ed il 15 agosto per la “Virgen de la Paloma” la patrona “popolare” di Madrid. Ovviamente si fanno anche processioni e per San Isidro si va anche alla “hermita del Santo”, mentre il quadretto della “Virgen de la Paloma” ogni anno per la sua festa viene amorevolmente preso in consegna dai pompieri, gli unici in grado con la loro scala di poterlo prendere e portarlo in processione per le vie. Come detto prima, la Virgen de la Paloma (Madonna della Colomba, nome datole per il ritrovamento del quadro che la rappresenta in una colombaia) è solo la patrona “popolare”. La patrona ufficiale è la “Virgen de la Almudena” la cui effigie rimase nascosta dentro la muraglia di Madrid dal 712, anno in cui fu nascosta per sfuggire all’assedio arabo, fino all’anno 1085 quando, finalmente riconquistata Madrid e non riuscendo a trovare più il luogo del nascondiglio, durante una processione fatta allo scopo di chiedere un segnale per trovarla, si aprì la muraglia con grande frastuono ed apparve l’immagine. Oggi in quel luogo c’è una targa a ricordo ed una piccola effigie.

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Ci sono infinità di cose che potrei ancora raccontare di Madrid, tantissimi posti appena accennati o lasciati da parte per non disperdere troppo il filo del racconto della “mia città”..C’è una gran offerta culturale con ben 73 musei, opera, teatri, spettacoli di ogni tipo, festival di musica e danza…estesi e curati parchi e giardini che permettono di passeggiare, remare, fare sport, persino di dare da mangiare agli scoiattoli in una città che è una delle capitali più verdi d’Europa…C’è l’enorme aeroporto internazionale dove arrivano settimanalmente più di 1000 voli provenienti da tutto il mondo; ci sono due Palazzi di Congressi, c’è il moderno recinto della fiera “del Campo de las Naciones” e ci sono più di 80.000 posti in altri centri di riunioni che fanno di Madrid uno dei centri di affari più rinomati d’Europa… C’è una metropolitana efficiente e molto estesa che permette non solo di raggiungere in pochissimo tempo qualunque zona della città ma che ormai raggiunge l’aeroporto e molti paesi della provincia…e ci sono tante altre cose ancora…

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Ma quel qualcosa che caratterizza Madrid è la sua profonda e contagiosa passione per la vita, la sua scatenata effervescenza così come quella dei suoi abitanti. Io direi che Madrid più che vista va “assaporata”, ad incominciare dai “volti” di Madrid, i volti della gente che si vede per strada…suonatori di bicchieri, piccole bands più o meno improvvisate, mimi…ovunque è un palcoscenico, ovunque ci si raduna…

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C’è un’ infinità di proposte per il tempo libero e lo svago. A Madrid esce settimanalmente un giornalino molto venduto, si chiama la “Guia del Ocio” e serve per poter conoscere almeno una parte dell’ampia offerta che c’è al riguardo. Locali, discoteche, bar, caffè e nuove terrazas aprono in continuazione. La zona vecchia, piena di animazione e sempre brulicante di gente fino a tardi, i quartieri di Chueca (per i gay), Bilbao (per i modaioli) e Malasaña (per gli alternativi) racchiudono il triangolo della moda madrilena, delle nuove tendenze e della vita notturna più scatenata. Ci sono anche Arguelles per gli studenti, Salamanca per i bar con musica e Huertas per tutti.

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E c’è anche una grande offerta commerciale e per lo shopping che va dalle piccole e caratteristiche botteghe del centro, a tutte le più grandi firme ed alla grande distribuzione con l’immancabile Corte Inglés, che si trova ovunque, la “esquina del Bernabeu” (vicino allo stadio del Real Madrid), Xanadù, Mercado Fuencarral, e “la Vaguada” per citarne solo qualcuno dei più noti.

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Non mi rimane che dire…anche se lo avrete già capito.. che io adoro Madrid con tutta la sua allegria, la sua confusione e le sue contraddizioni ma con quella vitalità che difficilmente si trova altrove. Spero che, se andrete in Spagna, visitiate Madrid perché, come già dissi all’inizio di queste pillole, noi madrileni diciamo…de Madrid al cielo y un agujerito para seguir viendo…(da Madrid al cielo…ed un forellino per poter continuare a vederla)

inoltre….

pillole di Madrid….andar “de tapas”

(viene da qua…)

La cucina di Madrid ha subito l’influenza delle cucine di coloro che sono arrivati qui da ogni parte, soprattuto da quando nel lontano 1561 Felipe II vi portò la corte e ne fece la capitale. E l’arrivo della corte contrappose la fino allora esistente cucina popolare, che si usava nelle case dei madrileni e nei “mesones”, a quella propria dell’aristocrazia di corte. Ed è proprio nei “mesones” che la cucina madrilena ha amalgamato ambedue subendo anche le influenze delle cucine regionali ed arabe . E lo fa così bene che l’aristocratica tortilla di patate, cucinata e mangiata per tanto tempo solo a corte, diventa uno dei piatti più popolari in assoluto a Madrid, mentre il “pastel de liebre” (pasticcio di lepre) amato e cucinato dal popolo, diventa un piatto della cucina di corte.

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I madrileni amano “picar” (“spizzicare”) fuori orario. I bar e le caffetterie sono pieni di gente a tutte le ore del giorno. Iniziando dal mattino quando si fa la colazione verso le 10, a volte con “el chocolate con churros” (cioccolata molto densa e calda con una specie di frittelle strette e lunghe, che può anche essere merenda nel freddo inverno, o chiusura di una lunga nottata di “movida”), si prendono tramezzini misti, croissant nelle croissanterie infarciti di ogni cibo immaginabile, toasts con burro e marmellata e verso pranzo o cena si prende l’aperitivo… ma si mangiano anche “bocadillos” (panini) dall’ eterno “bocadillo de calamares” alle altre tantissime varietà, come il “pepito de ternera” o ” el montado de lomo”….

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Ci si ritrova con gli altri per l’aperitivo prima di cena o di pranzo nei fine settimana. Si ordina un “chato” (piccolo bicchiere di vino rosso o bianco) o una “caña” (un bicchiere di birra), accompagnato da “tapas” (un intera porzione) o “pinchos” (porzione molto più piccola tenuta su sovente da uno stecchino). Per chi non lo sapesse, le tapas sono singole porzioni piccole ma molto sfiziose. Se ne mangiano tante in piedi al “bar de tapas”. “Tapear”, il verbo con cui si indica l’andare in giro per tapas non è solo un modo diverso di mangiare, per i madrileni è un modo di vivere: si sta insieme, si tira a far tardi, ci si sente parte della comunità. Abitualmente si prendevano una o due tapas per locale assieme ad una bevanda per passare poi ad un altro e prenderne altre ma ora, data la gran varietà che si trova in ogni bar, ci si ferma in uno solo a pranzare o cenare “tapeando” con.. Gambas al ajillo, gambas con gabardina, boquerones en vinagre, callos, patatas bravas, tortilla brava, setas al ajillo, caracoles a la madrileña, soldaditos de Pavia, pincho moruno, pinchos de lomo o chorizo … la varietà è enorme. Si trovano bar de tapas in qualsiasi zona della città. Il più conosciuto è “el Museo del Jamón” (prosciutto) dove una enorme quantità di prosciutti scende dal soffitto.

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Forse la parola “tapa” viene dall’antica abitudine di “tapar” (coprire) i calici ed i bicchieri di vino nelle taverne e mesones con un pezzo di pane o con un pezzetto di prosciutto per impedire che vi entrassero le mosche o la polvere. Sia questa o un’altra l’origine, è una tradizione molto antica risalente al medioevo e che oggi è diventata ormai un simbolo d’identità al punto che durante la Conferenza di Madrid, la regina Sofia ed il sindaco invitarono Raisa Gorbachova ad una bevuta con tapa durante la sua visita a Madrid.

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Ma si fa anche pranzo o cena normalmente, quando non si può “ir de tapas”, e la tradizione dei nostri pasti non è leggera e nemmeno aristocratica. Il piatto per eccellenza è “el cocido” (bollito con carne, insaccati, ceci e verdure varie), la tortilla de patata (frittata di patate), los callos a la madrileña (trippa con chorizo, un salame con paprica), el potaje de garbanzos con espinacas y bacalao (ceci con spinaci e baccalà), la sopa de ajo (zuppa d’aglio) e anche se può sembrare un paradosso, data la posizione di Madrid, una grande importanza nei piatti madrileni hanno il pesce ed i frutti di mare. “El besugo a la madrileña” è uno dei piatti madrileni più antichi e assieme c’è la gran varietà di piatti preparati col baccalà: los soldaditos de pavia, buñuelos, croquetas… perchè, anche se si stenta a credere, Madrid è il secondo mercato per importanza di pesce al mondo dietro a quello di Tokio.

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E si può andare di “tapas” o mangiare i piatti tradizionali madrileni in tanti mesones, fondas, taverne e ristoranti di ogni tipo. Qualcuno è anche tanto antico da figurare nel Guinnes dei Primati (il restaurante Botin che esiste dal 1725) , altri ancora decorati con mosaici alle pareti e molto caratteristici, altri moderni e con la cucina di ogni tipo e persino le “cafeteria” dei centri commerciali sono piene all’inverosimile e non si fa solo merenda, si fanno anche i pasti…

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Ma per ora finiamo qua, mi ha preso fame, 4665ade.png finiremo la prossima volta…

(continua qui….)