Piccoli Principi: sogni e memorie in real villeggiatura (luci, colori e musiche nella notte al castello di Racconigi)

Sono tornata al castello di Racconigi venerdì scorso, anzi, alla Margaria situata dal lato opposto, nel parco del castello. Ero stata l’anno scorso al “giardino d’inverno” un modo bello e diverso di raccontare la storia di quel luogo soffermandosi su un fatto particolare cercando di esprimere anche le emozioni attraverso luci e colori.

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Questa volta si evocano i “piccoli principi” cioè Jolanda, Mafalda, Umberto, Giovanna e Maria, figli di Vittorio Emanuele III e di Elena di Montenegro soliti venire qua in villeggiatura. Appartamenti allestiti con arredi e foto dell’epoca, visitabili di giorno nel castello, ci fanno rivivere quei giorni e come passavano per loro le giornate ma si è voluto rappresentare anche le emozioni, le illusioni e gli stati di animo della loro fanciullezza, come poteva essere percepita da loro questa villeggiatura… come un sogno meraviglioso e coinvolgente dove tutto poteva essere possibile, con le luci, i colori e le musiche che alla sera animano la Margaria e l’adiacente cortile e giardino.

E stata una esperienza che mi ha letteralmente travolta. In una serata particolarmente buia già l’arrivo alla Margaria illuminata è di particolare bellezza e di effetto suggestivo.

Nella biglietteria un’avvertenza: bisogna seguire il percorso tracciato dalle pietre luminose. Si parte dunque, come Pollicino, seguendo le grandi pietre luminose che segnano l’esterno del parco e che immettono nel percorso… Man mano che si avanza, collane di “perle” bianche e blu, stese a terra, illuminano l’erba tutt’attorno per arrivare fra alberi illuminati con diverse luci e colori, alla grande serra. Le finestre, illuminate di blu con le sagome che scorrono, pesci, meduse o qualunque cosa l’immaginazione possa far vedere, incantano…

Si continua il percorso che finisce nel cortile della Margaria con i portici e le finestre di un meraviglioso blu… ma il vero spettacolo mozzafiato è in mezzo al cortile…. Splendidi lampadari di cristallo sembrano appesi in aria, la fontana diventata una cascata di cristalli di luce bianca e, in centro, sotto il lampadario centrale un cerchio di azzurre cicogne…il tutto così bello, suggestivo e coinvolgente che ti senti catapultato in un sogno meraviglioso…

Sono rimasta stupita ed estasiata ed il fatto di essere completamente da sola in quel cortile ha reso il sogno ancora più reale; tutto sembrava possibile e raggiungibile, qualunque sogno poteva materializzarsi lì… Per fortuna, le altre persone erano molto indaffarate a fotografare con dovizia di particolari la splendida scenografia ed io ho sentito quel cortile solo mio…quella illusione creata lì ed io, da sola…

Lo so, la mia incapacità nello scrivere ed il mio italiano non riusciranno mai a far capire le emozioni che un gioco di luci, colori e musiche è riuscito a provocarmi… Per fortuna con me c’era chi, più concreto, ha fatto un piccolo video molto amatoriale e qualche foto. Le foto non sono venute bene ma ho cercato ciò che ho trovato in rete perché anche chi non avesse potuto andare potesse vedere….

e col video ed altro il sogno continua… 🙂

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altri articoli sul castello ed il parco di Racconigi…

Racconti di Castelli e…Fantasmi.

Da sempre, nell’immaginario collettivo, i castelli e soprattutto quelli più antichi sono la dimora preferita dai…fantasmi..! homa115.gif

Ora, vero o no… cosa01qg1.gif … le storie dei fantasmi e dei castelli popolati da questi hanno comunque un gran fascino e ci attraggono sempre…!

Ve ne racconterò alcune che ho trovato nella rete e mi sono piaciute… 🙂

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LA LEGGENDA DI AZZURRINA
La storia narra della giovanissima figlia di Ugolinuccio Malatesta, Guendalina che scomparve misteriosamente all’età di otto anni, mentre giocava rincorrendo una palla di stracci all’interno della fortezza del castello di Montebello, ec148cb3-7b59-4b2b-b9a7-1b6a283e9e5c.jpg una delle rocche più belle e meglio conservate della Romagna. Questa vicenda attira ai giorni nostri centinaia di turisti che, recandosi al castello sperano in cuor loro di divenire testimoni di “qualcosa” di soprannaturale. La piccola Guendalina aveva una particolarità: era albina e a quel tempo questa particolare anomalia era considerato un segno di stregoneria e quindi frutto del demonio. Le fu affibbiato il soprannome di Azzurrina in quanto la madre, per nascondere la sua malattia le tinse i capelli di nero. Ma la tipica chioma degli albini non trattenne a lungo la tinta che colò lasciando però ai capelli un particolare riflesso azzurrino.

La leggenda dice che l’ ultima volta che venne vista dal suo accompagnatore la bimba stava giocando a palla all’interno del castello in quanto era una giornata piovigginosa. “Guendalina, giocava con la sua palla di stracci e scomparve nell’intento di recuperarla, all’interno di un cunicolo alla fine delle scale che portavano nei sotterranei…”. e7c08a36-38ef-4b65-b907-c8c0894bf478.jpg Questo è il racconto delle guardie preposte alla sorveglianza della piccola; di lei rimase il solo echeggiare delle risa felici nei sotterranei. Non vennero mai ritrovati i resti della bambina e si ritiene decisamente impossibile che possa essere uscita dai cunicoli del castello in altro modo se non risalendo quelle stesse scale.Fuori le mura, imperversava un furioso temporale che si placò con la scomparsa di Azzurrina. 523px-azzurrina.jpg “Risate, giochi di bimba, 12 rintocchi di campane, il battere veloce di un cuoricino”, questi i fenomeni più volte uditi e registrati che si possono sentire solo in quegli anni che finiscono con lo “0” o il “5” nel giorno di solstizio.

Tratto da : http://www.riminirimini.com

La camminata nel parco….(Castello di Racconigi)

Ci sono stata diverse volte, di preciso non so bene quante, ma almeno 4 di sicuro…Ah, ecco…dimenticavo, parlo del Castello di Racconigi… Uno dei primi posti che ho visto arrivando a vivere in Italia… Visto si, per forza…la statale che dalla mia città porta alla confinante provincia di Cuneo fiancheggia una parte del muro del parco del Castello finendo in una pericolosa curva quasi davanti al castello ed allora non c’erano altre scelte come ora, quella era l’unica strada che portava dalla nonna residente nella provincia di Cuneo. E subito avrei voluto visitarlo ma era chiuso e non si poteva vedere. Mi dissero che una volta all’anno nelle feste di Racconigi aprivano il parco, ma non seppero dirmi bene quando fosse. E così rimase quel desiderio che ogni volta che ci passavo in macchina davanti si rinnovava.

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Finalmente, dopo parecchi anni aprirono alle visite il Castello. E non aspettai molto. Infatti fui tra quei pochi fortunati che fecero la coda in strada per entrare a visitarlo, proprio in quella statale…stretta stretta al muro. Ma erano i primi tempi in cui si poteva visitare, ora non si fanno quelle code. Mi piacque molto, non a caso è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanita, ma i miei occhi andavano sempre verso quel parco che iniziava lì.

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Così quando seppi che si poteva visitare il parco del castello, che c’era un trenino, Max, che portava a fare il giro figuriamoci….ero già lì, subito con la testa… ed appena fu possibile eccomi nel parco!… Ma noooo!…il trenino è partito appena ora e bisogna aspettare il seguente… che si fa qua fermi? Ma no dai, andiamo adagio e prendiamo il seguente trenino alla prima o alla seconda fermata.

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Perché Max fa fermate, e si scende, si gira attorno e si vede ciò che lì è vicino, si risale e si parte di nuovo… Bisognava solo mantenersi sul percorso principale per prendere poi il trenino… Ma come potete figurarvi, ogni cosa bella in quel parco era ora a destra, ora a sinistra del percorso, in mezzo a quei grandi alberi, un po’ più in la, un po’ più in là ancora….e dai, andiamo di qua, hai visto che bei fiori?…e…guaaardaaa che alberi altiiii! E così ci siamo percorso tutto un lato del parco con incursioni verso il lago centrale quasi coperto di canne e ninfee al punto di stare quasi per entrarci dentro senza rendersene conto che incominciava proprio lì dove c’erano i nostri pieeeediiii! C’erano attorno i parapetti di canne per il bird-watching…. e apparentemente nessun altro essere umano…. 🙂

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Ormai la stanchezza si faceva sentire ma era scontato che trenini ormai non ne avremmo preso e che non potevamo fermarci molto perché bisognava tornare al castello, dove fuori aspettava la macchina, possibilmente prima che fosse buio o che chiudessero il parco…E così abbiamo finito quella parte del parco. Arrivati all’altro capo del parco, alla Margaria (dove un tempo si faceva il burro) che ospita le scuderie, il reposoir della regina, la cappella, il giardino dei principi, le serre c’era tanta animazione……Per fortuna quel giorno alla Margaria, c’era la “zuppa del re”…anzi, diciamola bene c’era il “Potager Royal” che fa molto più chic 😀 Fatto un giro veloce fra le bancarelle con ortaggi tipici e tutti ottimi per un “potage” stanca ed infreddolita, io che non amo le minestre, mi sono tuffata goduriosa su una bella scodella di “potage royal” che era bella calda e gustosissima….porri e patate penso fossero i componenti prevalenti… Mai gustato nulla che mi sia parso meglio…stanchezza e freddo sicuramente hanno aiutato tanto, ma era proprio buona!… Ci voleva proprio una sosta ed un “potage royal” caldo per riprendere le forze! 😀

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Visita veloce alle bellissime serre e di nuovo in marcia a passo leggero perché si fa tardi e bisogna ancora vedere la dacia russa, la fagianaia, la darsena, la casa del gufo reale e la grotta del Mago Merlino, e….tornare in tempo prima che chiudano per prendere la macchina! 😮 Ormai si va al trotto leggero e i piedi congelati vanno per inerzia. Eravamo ad ottobre ed anche se era una splendida giornata faceva sempre più fresco col passare delle ore… Ma percorso l’altro lato del parco, o almeno una gran buona parte, e visto tutto ciò che si sapeva che c’era, ormai distrutta, ecco la porta di uscita del parco del castello! Giusto 5 minuti prima dell’ora di chiusura…ma quanto è enooorme questo parco!! Non sentivo più da tempo i piedi, ero stanca morta e le orecchie ed il naso sembravano stessero per staccarsi dal resto della testa da quanto erano fredde ma finalmente avevo visto quel parco che tanto avevo sognato di vedere… e quanto mi era piaciuto!! Felice e stanca ho pensato di tornarci a vederlo con più calma appena possibile…

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Ma il tempo si sa com’è…non lo si trova mai…Sono solo tornata l’anno scorso e poi quest’anno di nuovo in questi giorni, ma ad un angolino del parco anzi ad uno degli inizi, a quello della Margaria… L’anno scorso al “ giardino d’inverno”. Uno splendido percorso notturno nella Margaria, le serre, cortile e dintorni… una vera mostra magica che racconta di ambienti e storia con luci, musica ed atmosfere da sogno…Si raccontava del centro di sperimentazione delle colture agricole e di allevamento che volle qua Carlo Alberto… Sono rimasta incantata ed affascinata delle luci, della bellezza del racconto sussurrato con colori ed ambientazioni….e sono tornata quest’anno…ma questo è un altro capitolo…

Tanto quel giorno nel parco, come la mia successiva volta nel “giardino d’inverno” non avevo dietro la macchina fotografica… Ho preso in rete ciò che ho trovato del parco del castello e del giardino d’inverno per farvi sentire un po’ le emozioni che quei giorni io ho provato… 🙂

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altri articoli sul castello ed il parco di Racconigi…


Mardì Gras in New Orleans

Beh..mica potevamo dimenticarci di New Orleans per il Mardì Gras…!!! 🙂 The Big Easy ci aspettaaaa…con il suo Carnevale al French Quarter e la musica jazz di Bourbon Street… 😉

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El Carnaval Carioca..

Bene… Venezia, Tenerife ed ora… Rio, ovvio ! 😀

Come si sa, il Carnevale a Rio de Janeiro è uno dei più grandi spettacoli al mondo e l’annuale Parata di Samba al Sambodromo riassume il massimo della festa e dei colori. Io sono stata a Rio de Janeiro parecchi anni fa… 😮 ed il Sambodromo, anche fuori del Carnevale, mantiene la sua atmosfera unica direi e non è un caso forse se dalle Favelas provengono alcune delle più note Escolas de Samba.

….”Ogni Favelas ha una sua “Escola de Samba” e se, entrandovi, si vedono ragazzini con mitra che controllano ogni accesso, nella scuola di samba si realizzano educazione e riscatto sociale e nasce l’orgoglio di essere “favelados”.

La Mangueira è forse la più famosa delle favelas carioca , divenuta simbolo del senso di appartenenza e dell’orgoglio dei favelados soprattutto grazie alla sua scuola di samba, che ha vinto per molti anni il carnevale di Rio.

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Vincere un carnevale in Brasile (e soprattutto il carnevale di Rio) ha un significato enorme. Il carnevale è il cuore della vita brasiliana, è arte, festa, riscatto sociale e impresa economica”….

E, chi vive nelle favelas fa di tutto per vedere attorno a se…un mondo a colori….e questo sogno diventa realtà, magari per un giorno, a carnevale.

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Per la sfilata al Sambodromo, ogni scuola sviluppa un tema ed un nuovo samba…

Citazioni da : Sambando la vita di Silvia Pochettino.

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Carnaval Brasil – Carnival Brazil – Mardi gras
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” ESCOLAS DE SAMBA DO GRUPO ESPECIAL CARNAVAL CARIOCA –
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CARNAVAL RIO DE JANEIRO 2008 “
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beijaflor.jpg Beija- Flor – carnavalrioviradouro.jpg Viradouro – granderio.jpg Grande Rio –
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imperatriz.jpg Imperatriz – mocidade.jpg Mocidade – portela.jpg Portela
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portodapedra.jpg Porto da Pedra – salgueiro.jpg Salgueiro – saoclemente.jpg São Clemente

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unidosdatijuca.jpg Tijuca – vilaisabel.jpg Vila Isabel – mangueira.jpg Mangueira

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Fonte foto slides : Linda Garrison

altri carnevali: