La camminata nel parco….(Castello di Racconigi)

Ci sono stata diverse volte, di preciso non so bene quante, ma almeno 4 di sicuro…Ah, ecco…dimenticavo, parlo del Castello di Racconigi… Uno dei primi posti che ho visto arrivando a vivere in Italia… Visto si, per forza…la statale che dalla mia città porta alla confinante provincia di Cuneo fiancheggia una parte del muro del parco del Castello finendo in una pericolosa curva quasi davanti al castello ed allora non c’erano altre scelte come ora, quella era l’unica strada che portava dalla nonna residente nella provincia di Cuneo. E subito avrei voluto visitarlo ma era chiuso e non si poteva vedere. Mi dissero che una volta all’anno nelle feste di Racconigi aprivano il parco, ma non seppero dirmi bene quando fosse. E così rimase quel desiderio che ogni volta che ci passavo in macchina davanti si rinnovava.

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Finalmente, dopo parecchi anni aprirono alle visite il Castello. E non aspettai molto. Infatti fui tra quei pochi fortunati che fecero la coda in strada per entrare a visitarlo, proprio in quella statale…stretta stretta al muro. Ma erano i primi tempi in cui si poteva visitare, ora non si fanno quelle code. Mi piacque molto, non a caso è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanita, ma i miei occhi andavano sempre verso quel parco che iniziava lì.

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Così quando seppi che si poteva visitare il parco del castello, che c’era un trenino, Max, che portava a fare il giro figuriamoci….ero già lì, subito con la testa… ed appena fu possibile eccomi nel parco!… Ma noooo!…il trenino è partito appena ora e bisogna aspettare il seguente… che si fa qua fermi? Ma no dai, andiamo adagio e prendiamo il seguente trenino alla prima o alla seconda fermata.

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Perché Max fa fermate, e si scende, si gira attorno e si vede ciò che lì è vicino, si risale e si parte di nuovo… Bisognava solo mantenersi sul percorso principale per prendere poi il trenino… Ma come potete figurarvi, ogni cosa bella in quel parco era ora a destra, ora a sinistra del percorso, in mezzo a quei grandi alberi, un po’ più in la, un po’ più in là ancora….e dai, andiamo di qua, hai visto che bei fiori?…e…guaaardaaa che alberi altiiii! E così ci siamo percorso tutto un lato del parco con incursioni verso il lago centrale quasi coperto di canne e ninfee al punto di stare quasi per entrarci dentro senza rendersene conto che incominciava proprio lì dove c’erano i nostri pieeeediiii! C’erano attorno i parapetti di canne per il bird-watching…. e apparentemente nessun altro essere umano…. 🙂

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Ormai la stanchezza si faceva sentire ma era scontato che trenini ormai non ne avremmo preso e che non potevamo fermarci molto perché bisognava tornare al castello, dove fuori aspettava la macchina, possibilmente prima che fosse buio o che chiudessero il parco…E così abbiamo finito quella parte del parco. Arrivati all’altro capo del parco, alla Margaria (dove un tempo si faceva il burro) che ospita le scuderie, il reposoir della regina, la cappella, il giardino dei principi, le serre c’era tanta animazione……Per fortuna quel giorno alla Margaria, c’era la “zuppa del re”…anzi, diciamola bene c’era il “Potager Royal” che fa molto più chic 😀 Fatto un giro veloce fra le bancarelle con ortaggi tipici e tutti ottimi per un “potage” stanca ed infreddolita, io che non amo le minestre, mi sono tuffata goduriosa su una bella scodella di “potage royal” che era bella calda e gustosissima….porri e patate penso fossero i componenti prevalenti… Mai gustato nulla che mi sia parso meglio…stanchezza e freddo sicuramente hanno aiutato tanto, ma era proprio buona!… Ci voleva proprio una sosta ed un “potage royal” caldo per riprendere le forze! 😀

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Visita veloce alle bellissime serre e di nuovo in marcia a passo leggero perché si fa tardi e bisogna ancora vedere la dacia russa, la fagianaia, la darsena, la casa del gufo reale e la grotta del Mago Merlino, e….tornare in tempo prima che chiudano per prendere la macchina! 😮 Ormai si va al trotto leggero e i piedi congelati vanno per inerzia. Eravamo ad ottobre ed anche se era una splendida giornata faceva sempre più fresco col passare delle ore… Ma percorso l’altro lato del parco, o almeno una gran buona parte, e visto tutto ciò che si sapeva che c’era, ormai distrutta, ecco la porta di uscita del parco del castello! Giusto 5 minuti prima dell’ora di chiusura…ma quanto è enooorme questo parco!! Non sentivo più da tempo i piedi, ero stanca morta e le orecchie ed il naso sembravano stessero per staccarsi dal resto della testa da quanto erano fredde ma finalmente avevo visto quel parco che tanto avevo sognato di vedere… e quanto mi era piaciuto!! Felice e stanca ho pensato di tornarci a vederlo con più calma appena possibile…

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Ma il tempo si sa com’è…non lo si trova mai…Sono solo tornata l’anno scorso e poi quest’anno di nuovo in questi giorni, ma ad un angolino del parco anzi ad uno degli inizi, a quello della Margaria… L’anno scorso al “ giardino d’inverno”. Uno splendido percorso notturno nella Margaria, le serre, cortile e dintorni… una vera mostra magica che racconta di ambienti e storia con luci, musica ed atmosfere da sogno…Si raccontava del centro di sperimentazione delle colture agricole e di allevamento che volle qua Carlo Alberto… Sono rimasta incantata ed affascinata delle luci, della bellezza del racconto sussurrato con colori ed ambientazioni….e sono tornata quest’anno…ma questo è un altro capitolo…

Tanto quel giorno nel parco, come la mia successiva volta nel “giardino d’inverno” non avevo dietro la macchina fotografica… Ho preso in rete ciò che ho trovato del parco del castello e del giardino d’inverno per farvi sentire un po’ le emozioni che quei giorni io ho provato… 🙂

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altri articoli sul castello ed il parco di Racconigi…


Mardì Gras in New Orleans

Beh..mica potevamo dimenticarci di New Orleans per il Mardì Gras…!!! 🙂 The Big Easy ci aspettaaaa…con il suo Carnevale al French Quarter e la musica jazz di Bourbon Street… 😉

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El Carnaval Carioca..

Bene… Venezia, Tenerife ed ora… Rio, ovvio ! 😀

Come si sa, il Carnevale a Rio de Janeiro è uno dei più grandi spettacoli al mondo e l’annuale Parata di Samba al Sambodromo riassume il massimo della festa e dei colori. Io sono stata a Rio de Janeiro parecchi anni fa… 😮 ed il Sambodromo, anche fuori del Carnevale, mantiene la sua atmosfera unica direi e non è un caso forse se dalle Favelas provengono alcune delle più note Escolas de Samba.

….”Ogni Favelas ha una sua “Escola de Samba” e se, entrandovi, si vedono ragazzini con mitra che controllano ogni accesso, nella scuola di samba si realizzano educazione e riscatto sociale e nasce l’orgoglio di essere “favelados”.

La Mangueira è forse la più famosa delle favelas carioca , divenuta simbolo del senso di appartenenza e dell’orgoglio dei favelados soprattutto grazie alla sua scuola di samba, che ha vinto per molti anni il carnevale di Rio.

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Vincere un carnevale in Brasile (e soprattutto il carnevale di Rio) ha un significato enorme. Il carnevale è il cuore della vita brasiliana, è arte, festa, riscatto sociale e impresa economica”….

E, chi vive nelle favelas fa di tutto per vedere attorno a se…un mondo a colori….e questo sogno diventa realtà, magari per un giorno, a carnevale.

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Per la sfilata al Sambodromo, ogni scuola sviluppa un tema ed un nuovo samba…

Citazioni da : Sambando la vita di Silvia Pochettino.

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Carnaval Brasil – Carnival Brazil – Mardi gras
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” ESCOLAS DE SAMBA DO GRUPO ESPECIAL CARNAVAL CARIOCA –
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CARNAVAL RIO DE JANEIRO 2008 “
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beijaflor.jpg Beija- Flor – carnavalrioviradouro.jpg Viradouro – granderio.jpg Grande Rio –
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imperatriz.jpg Imperatriz – mocidade.jpg Mocidade – portela.jpg Portela
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portodapedra.jpg Porto da Pedra – salgueiro.jpg Salgueiro – saoclemente.jpg São Clemente

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unidosdatijuca.jpg Tijuca – vilaisabel.jpg Vila Isabel – mangueira.jpg Mangueira

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Fonte foto slides : Linda Garrison

altri carnevali:

…il carnevale di Tenerife

Luna ci ha raccontato le origini dello splendido Carnevale di Venezia, io vi racconto quel poco che so sul Carnevale più famoso del mio paese, quello di Tenerife, nelle “Islas Afortunadas”: le Canarie…

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Anche se la mia generazione è nata e cresciuta senza carnevale, vietato nella Spagna della dittatura, ne abbiamo sentito raccontare da genitori e nonni e, in modo più o meno clandestino, i carnevali più famosi e popolari, quello di Cadiz e di Tenerife, hanno continuato a svolgersi. Prima a livello familiare e poi trovando espedienti vari come chiamare “Fiestas de Inverno” il famoso Carnevale di Tenerife ma una così lunga tradizione, risalente all’arrivo dei “conquistadores” nel XV secolo, non poteva essere cancellata per decreto… Negli anni, prima chiedendo il riconoscimento di feste di interesse turistico per le “Fiestas de Inverno”, poi chiedendo il titolo di feste d’interesse turistico nazionale si arrivò anche in periodi bui al riconoscimento quasi ufficiale del Carnevale come tale…

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Di carattere quasi caraibico, dovuto probabilmente anche al clima clemente, il carnevale di Tenerife può vantare una partecipazione assolutamente cosmopolita con turisti e isolani che gomito a gomito godono di queste feste in totale fratellanza…C’è il carnevale ufficiale, quello con le splendide carrozze, i vestiti pieni di piume ed orpelli, le bellissime ragazze tra cui si sceglie la “Reina del Carnaval” con più di 100 gruppi diversi composti da una media di 50 persone e quello della gente che mascherata in ogni modo festeggia, dopo aver presenziato a sfilata e manifestazioni ufficiali, il carnevale per le strade ballando, cantando e facendo festa per tutte le notti di durata del Carnevale. Ed a questa festa quasi continua partecipano migliaia di persone al punto che nel 1987, un concerto di Celia Cruz con i Billo’s Caracas Boys, a cui hanno asistito 250.000 persone, è entrato nei Guinnes dei primati come il più grande assembramento di persone in una piazza all’aria aperta per assistere ad un concerto, record che ancora rimane…

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Le variopinte comparse ed i vari gruppi (“Murgas” e “rondallas”) partecipano ai concorsi per la scelta dei migliori nelle varie categorie infantile, adulta e della “terza età”… Si preparano musiche e canzoni create per questa occasione, splendide carrozze, gruppi che mascherati per strada le accompagneranno e si scelgono le ragazze più belle per partecipare alla elezione della regina del carnevale, che rappresenterà il Carnevale in tutti gli atti e manifestazioni…. Le votazioni per la regina si svolgono il mercoledì precedente la settimana di Carnevale in un gran gala con una giuria di personaggi famosi e membri dell’amministrazione comunale a cui si aggiungono ultimamente i voti tramite sms per facilitare e velocizzare la scelta… I vestiti delle aspiranti, curati in ogni minimo particolare e frutto del disegno anche di sarti rinomati abbondano di piume e pietre raggiungendo un peso veramente difficile da trasportare (in media 150-200 chili) per cui le ragazze si aiutano con ruote per riuscire a trasportarli… Sono costosissimi, e generalmente vengono pagati dagli sponsor delle tante multinazionali presenti alle Canarie… Ogni anno viene dato un tema su cui si svilupperà poi la fantasia di ogni gruppo per rappresentarlo e un artista famoso realizza il cartello ufficiale del Carnevale che da il via all’inizio dei preparativi…

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L’annuncio dell’inizio del Carnevale è la prima sfilata di carri e gruppi che ha luogo la sera e notte del venerdì per le vie della città e che da il via fino al martedì ai vari concerti di artisti famosi, la musica ed il ballo ovunque. Il martedì la chiusura ufficiale del Carnevale con una sfilata ancora, ma questa volta di giorno. Questa sfilata è un po’ più turistica con l’arrivo di navi da crociera per l’ evento…

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La vera fine del Carnevale avviene però con un evento quasi “demenziale” per i non spagnoli… el “entierro de la sardina” (Il funerale della sardina) dove una gran sardina, che rappresenta il carnevale che finisce, è accompagnata fra lacrime e sospiri da vedovi e vedove vestiti in nero al suo funerale per finire bruciata… E’ la fine del carnevale…

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Ed eccovi un video della sfilata del carnevale di Tenerife

altri carnevali:

e altri sulla Spagna…

Com’è bella Venezia…

Com’è triste Venezia…ci canta Charles Aznavour

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ma com’è bella Venezia…soprattutto in questo periodo di Carnevale.

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ll Carnevale di Venezia, se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa.

Si hanno ricordi delle festività del Carnevale fin dal 1094, sotto il dogato di Vitale Falier, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima. Il documento ufficiale che dichiara il Carnevale una festa pubblica è del 1296 quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo l’ultimo giorno della Quaresima.

Tuttavia il Carnevale ha tradizioni molto più antiche che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le società, basti pensare ai Saturnalia latini o ai culti dionisiaci nei quali il motto era “Semel in anno licet insanire” (“Una volta all’anno è lecito non avere freni”) ed è simile lo spirito che anima le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali sull’esempio del “Panem et Circenses” latino.

Alcuni Carnevali sono passati alla storia: quello del 1571, in occasione della grande battaglia delle forze cristiane a Lepanto quando, la domenica di Carnevale venne allestita una sfilata di carri allegorici: la Fede troneggiava col piede sopra un drago incatenato ed era seguita dalle Virtù teologali, la Vittoria sovrastava i vinti ed infine la Morte con la falce in mano per significare che in quella vittoria anche lei aveva trionfato.

Nel 1664 in occasione delle nozze in casa Cornaro a San Polo, si organizzò una grandiosa e divertente mascherata a cui parteciparono molti giovani patrizi. Una sfarzosa sfilata attraversò Venezia e fece tappa in due dei più famosi monasteri della città: quello di San Lorenzo e quello di San Zaccaria, dove risiedevano le monache di nobile stirpe.

Il 27 febbraio 1679 il Duca di Mantova sfilò con un seguito di indiani, neri, turchi e tartari che, lungo il percorso sfidarono e combatterono sei mostri, dopo averli uccisi si cominciò a danzare.

Per il Carnevale del 1706: giovani patrizi si mascherarono da Persiani e attraversarono la città per poi esibirsi nelle corti e nei parlatoi dei principali monasteri di monache (San Zaccaria e San Lorenzo).

Per molti giorni all’anno, il mondo sembrava non opporre più resistenza i desideri diventavano realizzabili e non c’era pensiero o atto che non fosse possibile. Questa era Venezia nel Settecento, il secolo che, più di ogni altro, la rese luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo. Venezia era allora il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante, decorativo e galante, il mondo di pittori come Boucher e Fragonard, Longhi, Rosalba Carriera e Giambattista Tiepolo, la patria del padre della Commedia dei Caratteri, uno dei più grandi autori del teatro europeo e uno degli scrittori italiani più conosciuti all’estero: Carlo Goldoni che, in una poesia dedicata al Carnevale, così rappresenta lo spirito della festa:

“Qui la moglie e là il marito
Ognuno va dove gli par
Ognun corre a qualche invito,
chi a giocar chi a ballar”.

Nel XIX secolo, invece, Venezia e il suo Carnevale incarnano il mito romantico internazionale e la città della Laguna, con le sue brume e l’aspetto paludoso, diventa meta di artisti, scrittori, musicisti, avventurieri e bellissime dame di tutto il mondo: Sissi d’Austria, Wagner, Byron, George Sand, Ugo Foscolo.

Tratto da :http://www.carnevalevenezia.com

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Carnaval de Venise 2007

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