Due per la strada…(viaggio virtuale)-Valencia (8)

Viene da QUA

Ma Sol, scusaaaaa… 😮 mica te la berrai solo te la horchata alla valencianaaaa…vero ?

Anche io ho molta sete e anzi, ti dirò di più, ho anche fame e così mi bevo la horchata e mi mangio anche i fartons…

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Ehm…mi sa che questo spuntino valenciano è molto buono, vero? Comunque ti faccio vedere le foto… andando in giro per la città, ricordi ? 🙂

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E poi..cosa dire del Museo Oceanografico…fuori….

e che spettacolooo..dentrooo…!

Eccoooo…ho anche ritrovato un video…ops…ma è un pò lento a caricarsi… ci conviene bere un’altra horchataaa…. ! 😀

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Fonte foto Museo Oceanografico : Webshots channel – posted by iwona30

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Due per la strada…(viaggio virtuale)-Valencia (7)

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…viene da qua

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Ma a proposito di cose tipiche come la “barraca”, non si possono dimenticare le feste di “moros y cristianos”. Nate per ricordare la lunga “Reconquista” contro l’invasore arabo, si celebravano originariamente in quasi tutta la Peninsola Iberica ma ora è nella zona della Comunità Valenciana e Murcia dove trovano il loro scenario abituale.

Ci sono, logicamente, i due schieramenti: i mori ed i cristiani, vestiti con i costumi tipici dell’epoca medievale anche se molto fantasiosi a volte 🙂 Ognuno dei due schieramenti entra in città e la occupa finendo per scontrarsi in una battaglia condotta dai cristiani per conquistare il castello vero o allestito con questo scopo. Di gran colore la sfilata con cavalli, elefanti e dromedari, accompagnamento di musiche e “polvere pirica” in abbondanza.

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Sai una cosa Luna, mi si sta asciugando la gola da tanto parlare, tu che hai le tasche piene sempre di sorprese, per caso non hai dimenticato in un angolino delle foto di Valencia da farmi vedere mentre sorseggio una rinfrescante “horchata” valenciana? Dai Luna….

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Messer tulipano al Castello di Pralormo

C’era tanta gente, aveva piovuto tanto e persino grandinato in settimana ma la mostra Messer tulipano al castello di Pralormo sta per finire fra pochi giorni e così nonostante queste premesse tutte negative ed il non perfetto stato di tanti tulipani sono felice di essere stata il 25 aprile scorso a vedere quel meraviglioso spettacolo offerto da 75.000 tulipani sparsi in aiuole lungo il parco del castello. Il viaggio è stato veloce, la distanza era veramente poca e già per strada la campagna, normalmente verde e piatta ci riservava allegre sorprese con campi coltivati di un giallo meraviglioso. Ma appena 10 minuti di strada e già vedevamo in lontananza il castello.

La giornata era magnifica con un sole veramente caldo. L’organizzazione era buona e nonostante l’afflusso, nell’enorme parcheggio allestito in paese c’era spazio… Sistemata la macchina e pagato il parcheggio, la navetta che porta al castello non si è fatta attendere. Il percorso dal punto dove si ferma il pullman al castello era pieno di bancarelle di prodotti tipici… asparagi, salumi, formaggi, torte, piante, fiori…roba da mangiare e no. La coda all’ingresso non era particolarmente lunga e così appena entrati siamo stati accolti da una bellissima giara che versava…fiori 🙂 non potevamo aspettarci di meglio…

Le aiuole di tulipani, lunghe striscie colorate nel verde del prato del parco, appena mosse dal vento, mi sembravano le onde su un mare verde con la sua schiuma increspata e colorata con tutti i colori inimmaginabili 🙂 … Era bellissimo e l’unico dispiacere era non essere riuscita ad andare che dopo una settimana intera di tempo bruttissimo che non aveva certo fatto un gran bene a quei poveretti tulipani… E pensavo: se è già tutto così bello, chissà come sarà stato due settimane fa…? peccato…

Il bel laghetto per raccogliere l’acqua per irrigare con la barchetta, i tronchi tagliati belli massicci e bitorzoluti disposti come panchine, il bel parco, le casette per gli uccellini, i pensieri di scrittori famosi in tema sparsi qua e là, i vari percorsi fra odori, profumi, piante aromatiche, le serre, la cascina, l’orangerie, i gazebo, le varie bancarelle, tutto era curato, allegro profumato ed armonioso… Ho percorso ogni angolo che ho visto del parco, cercando di non perdermi un solo fiore e man mano che il tempo andava avanti, ero più stanca e la gente aumentava ma trovavo tutto così bello che, nonostante la stanchezza, il caldo (mi ero vestita pensando alla settimana passata più che a quella splendida giornata di sole), i problemi che i profumi dei fiori mi creavano con l’allergia, non mi sono fermata che quando ho finito di vedere tutto il parco ed ogni fiore lì piantato… Ma non potevo fermarmi, troppo bello per lasciarmi abbattere dall’allergia sempre in crescendo, dovevo farmi forza e cercare di non perdere nulla di quell’arcobaleno di fiori 🙂

Finito il parco rimaneva il castello. Benchè di fuori non sia che un grande castello non particolarmente aggraziato, volevo vedere il primo castello abitato che mi capitava di aver vicino. Fatto il biglietto, c’era da attendere mezz’ora prima che il gruppo a cui eravamo stati assegnati potesse entrare. A quel punto senza perdere tempo… il bar, prendere almeno una bottiglia d’acqua!!… la mia gola con l’allergia sembrava ormai a fuoco…. Unica nota dolente: c’è un solo bar, che ovviamente avevo già passato nel mio giro ma, essendo pieno, avevo deciso di visitare, se possibile, a giro del parco completo finito… Per fortuna la gente arrivava ad ondate… fra due di esse sono riuscita ad arrivare e farmi dare quasi subito la mia bottiglietta d’acqua… Ed ho trovato persino una sedia dove sedermi che, dato l’aumento costante di persone, non sembrava possibile. Ero veramente stanca della camminata e cotta e sudata così tanto vestita con quel sole 🙂

La visita del castello, abitato dai conti Beraudo di Pralormo, si è rivelata molto interessante. Il castello nei secoli ha perso il suo carattere difensivo e con varie modifiche, la chiusura del fossato e del cortile fra le altre, ha preso man mano più le carateristiche di una gran residenza… piena di utensili di ogni tipo dei tempi passati che lì si usavano… Particolarmente interessante la cucina con ogni marchingegno immaginabile… come la ghiacciaia che garantiva il ghiaccio praticamente da neve a neve e che in caso di bisogno, permetteva a qualunque abitante di Pralormo di ottenere il ghiaccio… chiedendolo, o la stufetta dove scaldare tutti assieme contemporaneamente una ventina, mi pare di ricordare, di ferri da stiro in ferro … 🙂

Potrei parlare per ore delle tantissime cose interessanti che si trovano lì, molto ben tenute ed esposte… dalla gran sala da pranzo allestita, al bel cortile chiuso, lo studio, la saletta dei giochi dei bambini, ai “bordati bandiera” che furono la soluzione per presentare al meglio damaschi e velluti di divanetti, letti e sedie ormai ridotte male ma senza spendere i soldi che probabilmente non c’erano e poter ricevere la famiglia reale con le tappezzerie in ordine 🙂 ma non voglio addormentarvi… Meglio vedere, se volete, uno slide con le altre fotografie della mostra nel parco del castello. Dentro non è possibile fotografare purtroppo, solo la cappella con ingresso esterno, può esserlo…

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altri:

Due per la strada…(viaggio virtuale) – Valencia (6)

….viene da qua

Beh…a dire la verità ne avrei un altro di slide sulle “fallas”… ma è l’ultimoooo…tranquilliii…!

Ehm… se fosse per noi…ne guarderemmo altre mille di foto, vero Sol… ?! 😀

Comunque tu avrai bisogno di inumidirti la gola… prima di raccontare ancora un pò…così approfitto per mettere l’ultimo slide… 😀

Mi raccomando guardatelo sempre con…calmaaaa…! (upload lento)

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Due per la strada…(viaggio virtuale)-Valencia (5)

…viene da qua

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E, parlando di riso, non possiamo non accennare all’Albufera a sud di Valencia, a solo 12 chilometri dal centro della città. E’ un lago di acqua dolce separato dal mare da una stretta striscia di terra e con un sistema di dighe che impedisce l’entrata dell’acqua del mare per mantenere intatto il livello adatto alla coltivazione del riso ed allo sviluppo della fauna e vegetazione tipica dei laghi…

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Formato dai sedimenti dei fiumi e separatosi dal mare in epoca romana oggi ha una stensione minore da allora dovuta all’incremento del coltivo del riso. Dichiarato Parco Naturale è importante per la richezza ittica e il birdwatching, per l’agricoltura e per il turismo… Noleggiare una barca per girarla ci può riservare straordinarie emozioni. Qua possiamo ancora trovare la “barraca” fatta di fango e canne, costruzione tipica della zona.

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Ma dimmi una cosa, non hai ancora altre immagini da farmi vedere delle bellissime fallas? 🙂 Uno “slidino” dimenticato in tasca? Dai Luna….

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