…pensiero del giorno

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Un amico è colui a cui puoi rivelare

il contenuto del tuo cuore,

ogni grano e granello,

sapendo che le mani più gentili

li passeranno al setaccio

e che solo le cose di valore verranno conservate,

tutto il resto verrà scartato

con un soffio gentile.

(Proverbio arabo)

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NATALE, UN GIORNO

Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo è un grande recinto.

Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

Perché
il colore della pelle non è indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.

Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale – un giorno – gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno “Buon Natale!” a Natale, un giorno.

(Racconto di Natale di Hirokazu Ogura)

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Yamku, un racconto di Natale


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Sempre è viva la fede nel cuori degli uomini….Disse il sacerdote vedendo la chiesa piena.

Erano operai del quartiere più povero di Rio de Janeiro, riuniti quella notte con un unico obbiettivo comune: la messa di Natale. Si sentì molto confortato. Con passo degno, arrivò al centro dell’altare.

a,b,c, c, …..

Era, sembrava, un bambino colui che disturbava la solennità dell’ufficio. Gli assistenti si girarono indietro, disturbati.

a, b, c, d,…

-Fermati! – disse il prete.

Il bambino sembrava svegliarsi da un trance. Lanciò uno sguardo impaurito attorno, ed il suo viso divenne rosso dalla vergogna.

-Cosa fai? Non vedi che disturbi le nostre preghiere?
Il bambino abbassò la testa e le lacrime scesero sulle sue guance…

-Dov’è tua madre? -Insistette il sacerdote- Non ti ha insegnato a seguire la messa?

Con la testa bassa il bambino rispose:
-Perdonami padre, ma io non ho imparato a pregare. Sono cresciuto per strada senza padre ne madre. Oggi, com’è Natale, avevo bisogno di parlare con Dio. Ma non so che lingua Lui capisca, per quello dico solo le lettere che io conosco. Ho pensato che, lì in alto, Lui potrebbe prendere queste lettere e formare le parole e le frasi che gli piacciano.

Il bambino si alzò.

-Me ne vado -disse-. Non voglio disturbare le persone che sanno così bene comunicare con Dio.

-Vieni con me -gli rispose il sacerdote. Prese per mano il bambino e lo condusse all’altare. Dopo si diresse ai fedeli.

Questa notte, prima della messa, faremmo una preghiera speciale. Lasceremo che Dio scriva ciò che desideri sentire. Ogni lettera corrisponderà ad un momento dell’anno, in cui riusciremo a fare una azione, lottare con coraggio per realizzare un sogno o dire una preghiera senza parole. E gli chiederemo che metta ordine alle lettere della nostra vita. Chiederemo nel nostro cuore che queste lettere le permettano di creare le parole e le frasi che Lui gradisce.

Ad occhi chiusi, il sacerdote si mise a recitare l’alfabeto.
E così fece tutta la chiesa:
a, b, c, d,….

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(Paulo Coelho)

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