Aspettando Capodanno….

San Silvestro

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La data del Capodanno

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Il capodanno legale è fissato oggi alla mezzanotte del 1° gennaio. Ma, fino a qualche secolo fa, le date del Capodanno variavano secondo gli stati e in Italia addirittura da città a città.
A Firenze, per esempio, vigeva fino al 1749 lo stile dell’Incarnazione, ovvero il Capodanno al 25 marzo, che prevalse anche in Roma fino al XVII secolo.
A Venezia si usò per gli atti pubblici e ufficiali lo stile veneto, 1° marzo, fino al 1797.
A Milano lo stile della Natività, 25 dicembre, fino al 1797 .
In Sicilia, fino al XVI secolo, convivevano lo stile fiorentino e quello della Natività.
A Bari, fino al XVI secolo, lo stile bizantino fissava il Capodanno al 1° settembre.

D’altronde nell’antica Roma la tradizione del Capodanno al 1° gennaio si era consolidata già all’inizio dell’Impero, come testimonia Ovidio nei Fasti, dove immagina che in quel giorno gli appaia il dio Giano, ovvero Ianus.

Gennaio -Ianuarius in latino, era dedicato infatti al dio bifronte Ianus «che guarda indietro e avanti, alla fine dell’ anno trascorso e all’inizio del prossimo».
Lo si rappresentava con due volti, l’uno barbuto e vecchio, l’altro giovane.
La sua funzione era di presiedere agli inizi, alle soglie, ai passaggi da un periodo temporale a un altro, compreso quello fra pace e guerra.

A Giano era dunque dedicato il mese che aveva sostituito marzo
come inizio dell’ anno.
A lui il sacerdote offriva farro mescolato a sale e una focaccia di cacio grattugiato, farina, uova e olio cotti al forno, forse per propiziare l’influenza benefica del dio sulla natura e sui futuri raccolti.
Quel giorno i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi in un candido vaso miele con datteri e fichi rugosi accompagnati da ramoscelli di alloro come augurio di fortuna e felicità.

Oggi la giornata di Capodanno è dedicata al riposo dopo la notte di San Silvestro, né ci si scambiano doni perché l’usanza è stata spostata al Natale.
Ci si limita a mangiare lenticchie a pranzo, se non lo si è fatto a mezzanotte, perché si dice che propizino la prosperità economica nell’anno che comincia.
Ma forse non si ricorda che una volta gli Ebrei ne mangiavano quando erano in lutto, in ricordo di Esaù che per un piatto di questi legumi aveva perso ciò che aveva di più prezioso: la primogenitura.

Un ‘ultima annotazione può riguardare la figura di San Silvestro, la cui ricorrenza, non a caso, cade il 31 dicembre.
Questi è stato Papa dal 314 al 335 in un lungo pontificato molto importante nella storia della Chiesa, perché seguì immediatamente l’editto di Milano con il quale l’Impero accettava la religione cristiana.
Secondo alcune fonti, Silvestro avrebbe battezzato l’imperatore Costantino, chiudendo così simbolicamente l’era pagana e aprendo quella cristiana.
Per questo motivo verrebbe festeggiato, con la funzione di un Giano cristiano, l’ultimo giorno dell’anno.

Tratto da : http://www.reportonline.it

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NATALE, UN GIORNO

Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo è un grande recinto.

Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

Perché
il colore della pelle non è indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.

Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale – un giorno – gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno “Buon Natale!” a Natale, un giorno.

(Racconto di Natale di Hirokazu Ogura)

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Pensieri, aforismi, citazioni…come vengono.

AUGURI DI NATALE
di Alberto Presutti

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Tra poco sarà Natale
e una cometa di ricordi
mi porta via
mentre la vita
mi spoglia a poco a poco
della mia giovinezza e idealita’,
e vorrei portare a ritroso
le lancette dell’orologio
quando acerbo bambino
credevo a Babbo Natale
e non ero il solo…
vorrei tornare fanciullo
per un’unica notte.
Quella di NATALE!

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BABBO NATALE stanco

Buon Natale

A tutti voi che passate di qua, a te Val che so che ci leggi.. 🙂 , e a te Cons. cara amica e compagna di viaggio in questo fantastico mondo dove, potendo finalmente lasciare libera la nostra fantasia, riusciamo a vedere le cose dal loro lato migliore … 🙂 1344445.gif
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😀

Natale in Finlandia

Beh…mi sembra che non potevamo concludere degnamente questo nostro breve “viaggio di Natale” senza andare in…Finlandia, no? 🙂

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Natale in Finlandia

Il culmine delle celebrazioni di Natale in Finlandia avviene dal 24 al 26 dicembre. I preparativi fervono già dal mese di novembre sia per le decorazioni nelle case che per gli addobbi dell’albero di Natale. I dolci natalizi finlandesi sono delizioni: ad esempio, i biscotti di pan di zenzero e le crostate di prugne. All’inizio di dicembre le luci di Natale si accendono e illuminano di gioia tutti i negozi. Nei giorni che precedono il Natale, nei grandi e soprattutto nei bambini scatta il trepidante conto alla rovescia. Molti di loro posseggono il calendario natalizio personalizzato con le sapienti illustrazioni a tema natalizio oppure… sgranocchiano uno zucchero di cioccolata.

Pensate che l’albero di Natale viene solitamente tagliato nella foresta con gli amici finlandesi o gli aiutanti di Babbo Natale, oppure acquistato da un rivenditore di alberi prima della vigilia di Natale. Tutti i familiari e gli amici partecipano alla decorazione dell’albero e all’illuminazione delle candele. A mezzogiorno della vigilia di Natale la gente si raccoglie intorno al proprio focolaio domestico e viene “proclamata” la pace natalizia in Finlandia.

Indossa sempre un cappotto rosso, un gilè, una camicia di lino e stivali pesanti. La sera del 24 dicembre, Babbo Natale si reca nelle case dei più piccini: al suo arrivo, di solito chiede:
“C’è qualche bambino bravo in questa casa?”

Babbo Natale consegna i regali a chi è stato buono durante tutto l’anno; ma attenzione!: può anche lasciare solamente i rami secchi del bosco ai bambini cattivi, e questo, i bambini finlandesi già lo sanno.
La leggenda dice che finora Babbo Natale non ha mai avuto bisogno di portare rami secchi a nessun bambino.

Cantare le canzoni natalizie, visitare la chiesa e il cimitero, assaporare le specialità gastronomiche natalizie, fare la sauna, naturalmente finlandese, alla vigilia: tutto ciò fa parte del caldo Natale nordico. Gli adulti spesso ricordano con dolcezza e nostalgia il Natale della loro infanzia.

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Una colazione a base di uno squisito porridge di riso dà inizio alla giornata della vigilia. Molte famiglie leggono i vangeli natalizi durante il giorno e s’incontrano e si riuniscono per l’appuntamento con l’appetitoso cenone di Natale: prosciutto o a volte tacchino con mostarda fatta in casa, pesce, rapa in casseruola, carote e patate in casseruola con la tradizionale insalata fredda finlandese.

Si trascorre in famiglia l’intero giorno di Natale, ma il giorno dopo, Santo Stefano, è dedicato alla visita dei parenti e degli amici.

Passato Natale, si comincia ad aspettare il Capodanno. Dopo il 06 gennaio, l’albero di Natale vien messo via, e si attende, il prossimo caldo Natale…!

Fonte : http://www.santagreeting.net
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Il tradizionale Natale Finlandese