Babbo Natale in Australia

Beh…girando, girando e sempre aspettando Natale… ecco che siamo arrivati in Australia… 😮

Il Natale in Australia, un caldo Natale al sole.

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Le immagini tradizionali del Natale sono per noi legate a paesaggi invernali di tranquille località montane. Cosa sarebbe infatti il Natale senza la bianca, soffice neve, senza le renne di Babbo Natale, senza le sciarpe di lana e i guanti per ripararsi dal freddo? mb13wn0.gif
Eppure c’è chi il Natale lo trascorre al caldo, in piena estate. In Australia e in tutti i Paesi della fascia equatoriale, per esempio, le temperature raggiungono in questo periodo i 30°, cosicché le famiglie approfittano delle festività natalizie per godersi le meritate vacanze al mare.
Sembra che non ci sia niente di meglio di un bel bagno rinfrescante allo scoccare della mezzanotte di Natale, per scacciare un po’ l’afa e festeggiare al fresco la nascita del Bambino Gesù. In Australia esiste la figura di Babbo Natale che è molto simile a quello americano: l’unica differenza è che, invece di giungere con il suo carico di doni dal cielo e poi infilarsi nei camini delle case, qui arriva cavalcando le onde dell’oceano su un surf!

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La cena di Natale di solito prevede il sacrificio di un tacchino, oltre a prosciutto, carne di maiale arrosto e dolci. Una attrattiva turistica è quella di organizzare delle sontuose cene di Natale in riva al mare, per esempio a Bondi Beach, una località a est di Sydney che in quel periodo attira migliala di persone.

Le case sono decorate con felci e foglie di palma, insieme a specialissimi fiori. Uno, chiamato “Cespuglio di Natale”, ha grappoli di piccoli fiori; un altro, “Campana di Natale”, è a forma di campanella.
Una palma in un vaso, una volta addobbata, si trasforma in albero di Natale. palm-tree-decorated.gif

Tratto da : http://www.ilnatale.org

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Tropical X-MAS (e.card)… 😀

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Christmas in Australia

Santa Claus, Babbo Natale in Inghilterra

Ecco, aspettando Natale, ce ne andiamo in Inghilterra… santa9.gif

Il Natale e Santa Claus in Inghilterra.

Anche in Inghilterra il Natale è una festa molto sentita. Le strade vengono decorate con luminarie e festoni di piante sempreverdi, mentre le vetrine dei negozi e le finestre delle case sono ornate di neve artificiale e merletti che riproducono le geometrie perfette dei cristalli di neve. Su ogni porta viene appesa una ghirlanda come segno di buon augurio mentre i fidanzati si baciano sotto rami di vischio promettendosi eterno amore.
Babbo Natale è rappresentato secondo la tradizione, cioè come un dolce vecchietto dalla lunga barba bianca con addosso panni di un rosso vivido, bordati di pelliccia bianca.

La grande attenzione che in questo Paese viene riservata alle festività natalizie ha fatto in modo che molte tradizioni, dapprima patrimonio esclusivo degli inglesi, siano state adottate anche in Europa e nell’America del Nord, aree geografìche dove tuttora si perpetuano.
Un dolce della tradizione natalizia inglese è il Christmas Pudding che richiede una lunga e laboriosa preparazione. Ha la caratteristica di poter essere conservato per molti mesi. È ricco di zenzero, noce moscata, mandorle, uva sultanina, ciliegie e agrumi canditi. Viene servito leggermente caldo con del burro sbattuto a frusta con del brandy.

Tratto da : http://www.ilnatale.org

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CHRISTMAS PUDDING

Storie di Natale: Il bastoncino di zucchero

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Il bastoncino di zucchero è stato a lungo un simbolo del Natale, con il suo gusto di menta.
Perché i bastoncini di zucchero sono bianchi a strisce rosse? La tradizione vuole che fossero inventati da un dolciaio che aveva intenzione di creare un dolce che ricordasse Gesù alle persone. Ecco cosa rappresenta il bastoncino di zucchero:
E’ fatto di caramello solido perché Gesù è la solida roccia su cui sono costruite le nostre vite (Matt 16:18 ) (1Thess 5:24).
Al caramello diede la forma di una “J” per Jesus (Gesù in inglese) (Atti 4:12), mentre per altri è la forma di un bastone da pastore, perché Gesù è il nostro pastore (Giovanni 10:11).
I colori sono stati scelti anche per rappresentare l’importanza di Gesù: il bianco per la purezza e l’assenza di peccato in Gesù (Heb 4:15) , e la larga striscia rossa rappresenta il sangue di Cristo versato per i peccati del mondo (Giovanni 19:34-35). Le tre strisce rosse sottili rappresentano le strisce lasciate dalle frustate del soldato romano (Isaia 53:5).

Il sapore del bastoncino è di menta piperita che è simile all’issopo, pianta aromatica della famiglia della menta usato nel Vecchio Testamento per purificare e sacrificare. Gesù è il puro agnello di Dio venuto a sacrificarsi per i peccati del mondo.

Molte leggende narrano che l’abete è uno degli alberi dal giardino dell’Eden.
Una narra che l’abete è l’albero della Vita le cui foglie si avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.

Un’altra leggenda narra che Adamo portò un ramoscello dell’albero del bene e del male con lui dall’Eden. Questo ramoscello più tardi divenne l’abete che fu usato per l’albero di Natale e per la Santa Croce.

Tratto da: http://www.ilnatale.org

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LEGEND OF THE CANDY CANE

Aspettando Natale – Pére Noèl

Beh…mentre aspettiamo che Sol finisca il suo racconto sul NATALE in SPAGNA ( Prima parteSeconda parte ), ho pensato di andare a vedere qualcosa sul NATALE di altri paesi.

Certo, non tutto è nuovo ma, come già sapete, a me piace leggere e rileggere e anche scrivere di tutto ciò che parla di leggende, di tradizioni, di fatti ed avvenimenti di tanto tempo fa…il cui significato si perde nella notte dei tempi… ma che oggi, con l’occhio attento del web…. 😀

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riusciamo di più a capire e a dare anche una risposta a qualche domanda che, almeno io, mi sono fatta da bambina… 🙂

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BABBO NATALE IN FRANCIA: Pére Noèl.

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In lingua francese Babbo Natale ha il nome di «Pére Noèl» ed è raffigurato come un dolce vecchietto dalla soffice barba bianca e dal sorriso dolce che se ne va in giro appoggiandosi a un bastone fatato con al termine una stella brillante.

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Le mamme in Francia raccontano questa storia ai loro bambini. Un tempo il crudele Erode mandò le sue truppe armate in giro per il regno col compito di uccidere tutti i bambini di età inferiore ai tré anni: tra questi ci sarebbe stato sicuramente anche il Bambin Gesù. Si racconta che Maria e Giuseppe, avvertiti dall’angelo Gabriele, si incamminarono verso l’Egitto a dorso del loro asinelio per fuggire a questo destino. Orbene, dopo una lunga giornata di cammino la cavalcatura era stanca e Maria scese al bordo della strada con in braccio il bambinello, mentre Giuseppe se ne andò a cercare una pozza d’acqua dove poter abbeverare l’animale. La Madonna stava allattando il piccolo Gesù quando da lontano cominciò a sentire fischi e grida e il suolo rimbombare degli zoccoli dei cavalli. «I soldati di Erode!» esclamò spaventata e subito si diede a cercare un posto dove nascondersi. Si avvicinò a un cespuglio di rose e disse: «Roseto, pianta di rose, ti prega una mamma addolorata che teme per il suo bambino, fiorisci tutto così che possiamo nasconderei tra i tuoi rami!». Ma la pianta di rose rispose: «Vai lontano da qui, che i soldati non ti vedano vicino a me e rovinino la mia bellezza!». Allora la Madonna si avvicinò alla pianta che produce chiodi di garofano e la pregò: «Pianta dei chiodi di garofano, ti prega una mamma spa ventata per il destino del suo bambino, fiorisci, così che possiamo nasconderei tra i tuoi rami!». Ma quella pianta non si curò di lei e disse: «Non vedi che ora sono impegnata: vai piuttosto da quel cespuglio di salvia che non ha altro da fare che carità!»

La Madonna allora si avvicinò alla pianta della salvia che senza nemmeno essere pregata, capendo l’incombenza del pericolo, fiorì tutta improvvisamente e infoltì i suoi rami con nuove foglie al punto che Maria e Gesù ne rimasero tutti coperti, invisibili a chiunque. Passarono infatti i soldati a cavallo senza scorgerli. Maria tremava però dalla paura che il Bambino si mettesse a piangere. Ma ancora una volta la pianta della salvia venne in loro soccorso: con le sue foglie e il suo profumo rassicurò Gesù addormentandolo. Dopo un po’ Giuseppe tornò dalla fonte e Maria rimontò in groppa al docile asinelio riprendendo tranquillamente il suo cammino.

Fu così che da quel giorno la pianta delle rose ebbe spine e quella che produce i chiodi di garofano fiori dal profumo sgradevole. La salvia invece fu benedetta dalla Madonna e per questo ha mille proprietà curative, tant’è che un vecchio proverbio francese recita «chi si dimentica della salvia, non ama la Madonna».

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In Francia la notte di Natale è chiamata anche la «notte dei miracoli».
Si racconta infatti che alcuni minatori, decenni fa, assistettero per caso a uno spettacolo tremendo, mentre si attardavano a scavare una galleria durante la notte di Natale. Allo scoccare del dodicesimo rintocco, le rocce delle montagne, come gli scogli in fondo al mare, si aprirono d’un colpo, rivelando ai loro occhi immensi tesori nascosti al centro della terra. I minatori, invece di santificare la nascita del Bambin Gesù, si lasciarono ingannare dall’avidità e dalla cupidigia, tralasciando ogni preghiera e ogni atto di omaggio al figlio di Dio, e si addentrarono in quelle profondità. Subito le rocce si richiusero alle loro spalle, inghiottendoli per sempre.

C’è chi dice che ancor oggi, nelle notti di luna piena, quando il vento tace, si sentono quei minatori gemere alla ricerca di una via d’uscita da quelle oscure profondità.

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Si crede infine che, allo scoccare della mezzanotte della notte santa, gli animali della fattoria acquistino il fantastico dono della parola. Maiali, cavalli, buoi, pecore, tutti possono parlare tra loro la nostra lingua e così scambiarsi preziosi segreti sugli esseri umani e sui loro errori. Sarebbe proprio curioso ascoltare i loro discorsi, ma guai a chi si trova a origliare dietro le porte delle stalle o dei pollai! Può diventare sordo o addirittura morire.

Tratto da : http://www.ilnatale.org

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