I cornuti.

Beh…a proposito di San Martino, mi sono sempre chiesta che relazione ci fosse fra lui ed i “cornuti”…! post-1329-1166486574.gif

Ecco la risposta…anche per quelli che si sono fatti la mia stessa domanda…. 😀

San Martino, la festa “dei cornuti”
Scritto da Giusy

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La festa di S.Martino, vescovo di Tours, nasce in Francia, quando questa era ancora sotto l’influsso pagano dei Celti, che celebravano l’inizio del nuovo anno a novembre.
San Martino è poi finita per diventare la festa dei mariti traditi, forse perché nel giorno dedicato al Santo si svolgevano, in più località, fiere di bestiame, per lo più “munito di corna”.

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Secondo un’altra ipotesi, anticamente, si celebravano, proprio a novembre, 12 giorni di sfrenata festa pagana, di tipo carnevalesco, durante i quali avvenivano spesso gli adulteri.

I mariti traditi venivano fatti oggetto di scherno e di una vera caccia, sia pur simulata, nella quale essi dovevano interpretare il ruolo del cervo, animale dalle ricche e ramificate corna.

In questo caso, quello del cervo, per richiamare il cantautore Branduardi, per gli interessati, non era da considerarsi propriamente un “dono”.

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IL DONO DEL CERVO

Dimmi, buon signore
che siedi così quieto
la fine del tuo viaggio
che cosa ci portò?
Le teste maculate
di feroci tigri,
per fartene tappeto le loro pelli?
Sulle colline
tra il quarto e il quinto mese,
io per cacciare,
da solo me ne andai.
E fu così che col cuore in gola
un agguato al daino io tendevo,
ed invece venne il cervo
che davanti a me si fermò.
“Piango il mio destino,
io presto morirò
ed in dono allora
a te io offrirò
queste ampie corna,
mio buon signore,
dalle mie orecchie tu potrai bere.
Un chiaro specchio
sarà per te il mio occhio,
con il mio pelo
pennelli ti farai.
E se la mia carne cibo ti sarà,
la mia pelle ti riscalderà
e sarà il mio fegato
che coraggio ti darà.
E così sarà, buon signore,
che il corpo del tuo vecchio servo
sette volte darà frutto,
sette volte fiorirà.”
Dimmi, buon signore
che siedi così quieto
la fine del tuo viaggio
che cosa ci portò? …che cosa ci portò?

(A. Branduardi)

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A Roccagorga (Latina), l’11 novembre ha luogo una sfilata dei “cornuti”, accompagnati dalla banda musicale.

Segue distribuzione di zuppa “rappacornuti” e l’elezione del “cornuto” dell’anno.

Una curiosità: la zuppa “calma cornuti” è così chiamata perché, una volta preparata, si mantiene calda per ore; ciò permetteva alle donne di avere tempo libero da dedicare ad altro! 😮

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San Martino, castagne e vino

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San Martino – la leggenda

Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.

Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. “Poveretto, – pensa – morirà per il gelo!” E pensa come fare per dargli un po’ di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.

E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un’idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto.
“Dio ve ne renda merito!”, balbetta il mendicante, e sparisce.

San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l’aria si fa mite.

Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l’estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell’atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio lui in persona.

Buona notte…

SOLITUDINE di Saffo

Tramontata è la luna,
e le Pleiadi insieme…
E mezzanotte,e l’ora
del tempo s’allontana…
E sola io resto,sola…

questo lo dice Saffo…noi invece vi diciamo …. 😀

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Pensieri, aforismi, citazioni…come vengono.

Ferma le sensazioni
e se riesci vivile
vedrai sarà tutto più facile
ascolta il cuore non la testa,
fermati a parlare
senza la paura di provare.
Ferma la sensazione se ci riesci
ed ogni volta avrai il cielo
nelle mani.

da : Laura Battaglia

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Celine Dion – Taking Chances

Don’t know much about your life.
Don’t know much about your world, but
Don’t want to be alone tonight,
On this planet they call earth.

You don’t know about my past, and
I don’t have a future figured out.
And maybe this is going too fast.
And maybe it’s not meant to last,

But what do you say to taking chances,
What do you say to jumping off the edge?
Never knowing if there’s solid ground below
Or hand to hold, or hell to pay,
What do you say,
What do you say?

I just want to start again,
And maybe you could show me how to try,
And maybe you could take me in,
Somewhere underneath your skin?

What do you say to taking chances,
What do you say to jumping off the edge?

Never knowing if there’s solid ground below
Or hand to hold, or hell to pay,
What do you say,
What do you say?

And I had my heart beaten down,
But I always come back for more, yeah.
There’s nothing like love to pull you up,
When you’re laying down on the floor there.
So talk to me, talk to me,
Like lovers do.
Yeah walk with me, walk with me,
Like lovers do,
Like lovers do.

What do you say to taking chances,
What do you say to jumping off the edge?
Never knowing if there’s solid ground below
Or hand to hold, or hell to pay,
What do you say,
What do you say?

Don’t know much about your life
And I don’t know much about your world.

 

Senza parole…

musica0162.gif Rondò – Tempo di Minuetto – Mozart

from : Mirna Zoff

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L’arte di tacere

Molte volte basta uno sguardo.

Sostenere uno sguardo.

I tuoi occhi negli occhi di un altro.

Indovinare il significato dei “luccichii”

Leggere il futuro immediato oltre le pupille

Vuoi dire molte cose ma trattieni la voglia.

Stringi le labbra.

Permetti che le idee circolino senza uscire all’esterno

Allunga lo spazio fra le domande e le risposte.

Lascia che i muscoli si disegnino nel volto.

Attendi un segnale di allerta.

Trattieni il respiro.

Pensa che anche l’altro pensa.

Analizza. Attendi.

L’economia delle parole:

una virtù che non è esclusiva delle monache di clausura.

Un gioco che praticano quelli che sanno fare i pazzi.

Coloro che capiscono che non tutti gli interrogativi hanno bisogno di una risposta.

Che la soluzione non sempre arriva dall’aprire la bocca.

Perché dire tutto?

Perché non conservare dentro un poco di ciò che si pensa?

Perché non lasciare segrete alcune idee che appaiono all’improvviso almeno con l’illusione che il tempo le maturi e le trasformi in idee più durature?

Perché non capire, una volta per tutte, che la parola non sarà mai veloce quanto il cervello?

E che non tutto ciò che ci viene in mente può trasformarsi in parole?

Capire che si può anche parlare coi gesti.

Che… il silenzio a volte urla

Si sta in silenzio negli ospedali, nelle veglie funebri, nei momenti solenni…

Si fa silenzio per pudore, per rispetto, per dolore…

Si fa silenzio per il dolore che è incapace di convertirsi in pianto.

Silenzio quando il pianto sfinisce e sfinisce chi piange…

Bisognerebbe imparare a tacere senza altro motivo se non la volontà di farlo.

Tacere per ascoltare.

Tacere per guardare.

Tacere per imparare.

Tacere per tacere.

Tacere, per convertire il silenzio in un complice.

Per sapere se l’eco esiste.

Tacere, perché non tutto ciò che ci conviene ascoltare ce lo dicono all’orecchio, con l’intimità di una confessione, col volume di un grido, con l’accento delle grandi rivelazioni

Tacere, per capire che il silenzio è la maschera che copre i suoni più belli…..

Gestire il silenzio è più difficile che gestire la parola (Clemenceau)

Traduz. di Sol