Beh…di cartoline pasquali ne abbiamo messe… però ce ne sarebbero tante ancora e davvero belline e soprattutto allegre… così, spinta anche da Sol, metto qua questo slide…. 🙂
( Le cartoline sono state prese da : brazilpostcard.com)
Per stare insieme…e divertirsi…e imparare sempre cose nuove.
Ecco, anche il compito sull’ Effetto Polaroid l’ho svolto… 😮 ed è proprio con questo che auguro a tutti… BUONA PASQUA..! 🙂
“Nell’uovo di Pasqua che mai ci sarà? C’è forse nascosta la felicità?
Apritelo piano se no la per là, la dolce sorpresa scappare potrà.” 😀
(Inserita da Elisabetta Eli)
Beh…l’uovo è da sempre il protagonista delle tradizioni della Pasqua e non soltanto gastronomiche. Chi di noi, da bambini, non vedeva l’ora che finisse il pranzo della domenica di Pasqua per aprire finalmente…l’uovo di cioccolato ? Che, io ricordo, faceva bella mostra di se sopra un mobile in sala da pranzo ma era vietato aprire la confezione se non dopo che si era mangiata la frutta.
Io parlo di quando non c’erano gli ovetti Kinder… 😮 e non si vedeva l’ora di aprire l’uovo per vedere la sorpresa… oltre che mangiarne la cioccolata.
Una pubblicità della Perugina.
Ed ora qualche curiosità dal web : (per il testo : “L’Uovo nella tradizione pasquale…” di Paolo Pignatelli, Wikipedia ; per le foto : Flickr, Wikipedia, Forbes.com)
Questa tradizione dell’uovo di Pasqua che per i cristiani è legata alla Resurrezione di Cristo, ha origini molto lontane…
Tra i primi cristiani si diffuse l’usanza di scambiarsi le uova benedette a seguito di molte leggende…che hanno in comune il fatto che le uova diventano sempre rosso fuoco, come il sangue versato da Cristo nella passione.
Una di queste leggende e forse la più famosa è quella che racconta come le uova deposte da Maria Maddalena ai piedi della croce siano diventate rosse dal sangue del Cristo il giorno della sua morte.
E, una delle tradizioni più vive nella Chiesa Ortodossa è quella di offrire uova sode, dipinte di rosso durante il pasto consumato a Pasqua.
La Pasqua cade in primavera, quando la natura esce dal suo sepolcro invernale e proprio quando nell’antichità si celebrava l’arrivo del Nuovo Anno e si celebrava mangiando uova.
In Occidente l’usanza di scambiarsi uova colorate risale al 1176, quando re Luigi VII rientò a Parigi alla fine della 2° Crociata. Per festeggiarlo, il priore dell’Abbazia di Saint German des-Pres gli donò la metà dei prodotti delle sue terre, incluse una grande quantità di uova. Le uova vennero dipinte e distribuite al popolo e ne nacque una tradizione immortale.
I colori che prevalgono nei diversi paesi sono il rosso in Grecia e in tutta l’area a forte presenza di Cristiani Ortodossi, il verde in Germania ed Austria, motivi geometrici di vario colore nei paesi dell’Europa Orientale, in Armenia c’è l’abitudine di dipingere sulle uova immagini del volto di Cristo, della Madonna o scene della Passione.
Ma veniamo al nostro “uovo tutto d’oro”… 😮 all’ uovo gioiello di Fabergè ![]()
la parabola della vita
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a 5 anni: mio papà sa tutto;
a 10 anni: mio papà sa quasi tutto;
a 15 anni: ci sono molte cose che mio padre non sa;
a 20 anni: mio padre non capisce niente;
a 30 anni: è inutile parlare con mio padre, non c’è dialogo;
a 40 anni: chiederò consiglio a mio padre;
a 60 anni: ah, se avessi ancora mio padre!
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