…pensiero del giorno

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Quello che conta tra amici non è ciò che si dice, ma quello che non occorre dire.

(Albert Camus)

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…fine della festa

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La Sagra del Peperone di Carmagnola è finita ieri col consueto bellissimo spettacolo di fuochi artificiali. Quest’anno una specie di huracano, quello che mi coricò sul tetto il pino quarantenne del mio vicino, aveva distrutto tutti i peperoni e si pensò per un momento che non si sarebbe potuta svolgere ma fortunatamente i peperoni nascono e crescono se ripiantati e così c’erano i peperoni e c’erano tante persone alla fiera.

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Enorme affluenza al concerto di Edoardo Bennato così come ieri, ultimo giorno, alla “cena sotto le stelle” quando il centro di Carmagnola diventa un enorme ristorante con un tavolo lunghissimo e tanti commensali. 🙂

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Finita la cena il saluto di congedo della Sagra con i bellissimi fuochi artificiali. Quest’anno la natura voleva quasi regalarci i “suoi” di fuochi e mentre attendevamo l’inizio abbiamo potuto vedere meravigliosi lampi che illuminavano tutto in ben due temporali proprio vicino a noi… Ma per fortuna appena cominciati i fuochi i temporali si sono allontanati 🙂

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Ed ecco qualche immagine ripresa dal mio solito fotografo preferito, Alex, 🙂 dei fuochi della notte scorsa… Il fotografo ha fatto del suo meglio ma i bellissimi fuochi bisogna vederli, in foto non rendono proprio l’idea… 🙂

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L’acqua che scava la roccia

Il monastero sulla sponda del fiume Piedra è circondato da una splendida vegetazione, è una vera oasi all’interno dei campi sterili di quella parte della Spagna. Là, il piccolo fiume diventa una magnifica corrente, e si divide in dozzine di cascate.

L’errante sta camminando nei dintorni, ascoltando la musica dell’acqua. Improvvisamente, una grotta – dietro una cascata – cattura la sua attenzione. Studia le rocce, consumate dal tempo, e guarda attentamente le amabili forme create pazientemente dalla natura. E trova un verso di R. Tagore scritto su una placca: “Non è stato un martello a rendere le rocce così perfette, ma l’acqua, con la sua dolcezza, la sua danza e il suo suono”. Dove la forza può solo distruggere, la gentilezza può scolpire.

(Paulo Coelho) da “I racconti del Maktub”

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Tutto ciò che racconta Paulo Coelho potete vederlo qua di seguito nello slide che ho fatto con foto prese nel web: il Monastero (el “Monasterio de Piedra” , perché prende il nome dal fiume che gli scorre vicino), il fiume Piedra e quel paradiso che crea al suo passaggio vicino al monastero, la grotta e la targa con le parole di Tagore…

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…Io sul fiume Piedra ci sono stata tantissimo tempo fa, ero una bambina, ma mi ha così tanto impressionato e mi è tanto piaciuto che ho un ricordo indelebile…. E’ stata fra l’altro la prima volta in vita mia che vedevo una cascata…e lì ce ne sono tante, ma la “Cola de Caballo” (così si chiama quella più alta) mi ha così affascinata che la ricordo come se la stessi vedendo ancora ora 🙂

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…un racconto di giorno

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I monaci e il secchio

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Uno dei monaci del monastero di Sceta commise una grave mancanza, e così fu chiamato l’eremita più saggio perché potesse giudicarla.

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L’eremita si rifiutò, ma i monaci insistettero tanto che lui finì per andare. Prima, però, prese un secchio e lo forò in vari punti. Poi, lo riempì di sabbia e s’incamminò verso il convento. Il superiore, vedendolo entrare, gli domandò che cosa fosse.

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“Sono venuto a giudicare il mio prossimo – disse l’eremita -. I miei peccati stanno scorrendo dietro di me, come scorre la sabbia di questo secchio. Ma, siccome non mi guardo alle spalle e non mi rendo conto dei miei stessi peccati, sono stato chiamato a giudicare il mio prossimo!”

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I monaci allora rinunciarono alla punizione all’istante.

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Paulo Coelho, da “I racconti del Maktub”