AUGURI LUNA !!

Ho corso a perdifiato  per arrivare in tempo ma tu ormai sei andata via … Mi dispiace tanto Luna… sai che memoria mi trovo ed oggi nonostante fosse programmato nel palmare per avvertirmi in tempo lui ha deciso di stare zitto.  Lo sai che io confido poco nella tecnologia e così si è vendicato di me, mi sa… 

Cara Luna, amica e compagna di blog, eccoci qua ad un tuo nuovo compleanno ed io non perdo l’occassione nonostante il ritardo di dirti che hai ancora un anno in più in cui hai dovuto sopportarmi pazientemente ogni giorno e in cui abbiamo condiviso gioie e pensieri… 

Come vedi dopo la corsa mi sono seduta ad aspettare con tutto pronto, la torta, le bevande, i palloncini, i regali e persino i fiori, sperando così che nonostante festeggeremo ormai domani, riesca a perdonare la mia sbadataggine… Ah, e come vedrai per farmi perdonare questa volta sono stata attenta alle candeline… Ne ho messe soltanto quattro, così che tu possa assegnare a ciascuna il numero di anni che voglia ma anche perché non rimanga a corto d’ossigeno  soffiando… 

Auguri Marta, buon compleanno !! 

Halloween colorato…Halloween glitterato

La strana musica che emana da… Halloween 😮 continua ad ispirarci cards colorate e glitterate… 😀

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Per scaricare queste cards, dovrete aprirle e poi col solito sistema, “tasto destro del mouse e salva con nome”…altrimenti  non si vedranno nè ingrandite nè in movimento.

Per chi avesse  problemi a scaricare le nostre immagini con Firefox se aperte procedere così : Aprite l’immagine, e con il puntatore su di essa cliccate col tasto destro del mouse e successivamente su “Visualizza informazione immagine” e nella finestra che vi si apre cliccate su “Salva con nome” che trovate in basso a destra.

Aspettando Halloween…con racconti da paura.(3)

Giovanna la Pazza di Giovanni Buzi

Sera di Halloween.
Mollichino, piccolo villaggio tra le montagne, 668 anime.
Tutti i bambini sono in festa, mascherati da elfi, Biancaneve, la Bella Addormentata eccetera, vanno di casa in casa per racimolar dolci e caramelle. Mezzo metro di neve, la luna sospesa come una testa mozza. La casa di Giovanna è piantata accanto a un precipizio. Del gruppo, solo cinque bambini hanno il coraggio d’oltrepassare il cancello e bussare a quella porta, toc toc, il cuore in gola.
– Buonasera, graziosi, sorride una vecchia befana, meglio conosciuta in paese come Giovanna la Pazza. Cosa posso fare per voi, piccini?
I bambini, protetti dalle maschere, allungano una mano e rispondono,
– Buon Halloween, signora.
– Buon Halloween a voi, bellissimi. Volete una fettina di torta alle mele, una manciata di dolciumi, un pan di Spagna con crema, ciliegie e fragole fresche? Immagino di sì. Venite carini, venite…
I pupi, pur esitanti, entrano. La vecchia, gonne, sottogonne e scialle nero, li guida all’interno. Ad un lato del caminetto acceso c’è una tavola imbandita d’ogni leccornia, dall’altro un albero di Natale. “L’albero a novembre?”, pensano i bimbi. A più d’uno scappa da ridere, ma non c’era da stupirsi, non stavano in casa di Giovanna la Pazza?
Dai rami sfilacciati d’un abete in peluche, tra palle rosse e piccole zucche di vetro, s’accendono e si spengono mini teschi di plastica di tutti i colori.
– Vi piace il mio albero?, dice la vecchia con gli occhietti lucenti.
– Bello!, fa un bimbo-puffo tutt’azzurro.
– Bello sì… ma avete visto qui?, dice Giovanna la Pazza mostrando il tavolo pieno di dolci.
– Eccome!, esclamano in coro i pupi avventandosi su quel ben di dio.
– Calma belli, fa con voce ferma la vecchia.
I bimbi si bloccano.
– Tutto questo è per voi, ma chi vuole servirsi deve prima fare un piccolo giochino.
Che storia era quella? Erano pupi sì, ma non scemi. Tutti avevano la tele in casa e tutti sapevano quello che succedeva per il mondo, il bello (poco) e il brutto (molto). Adesso, pazza o non pazza, che voleva la vecchia?
– Ragazzi, quello che voglio da voi è una cosa molto semplice. Ascoltate: si potranno servire al Tavolo delle Dolcezze solo quei bambini che riusciranno a colpirne almeno una, e detto ciò mostra su una cassapanca una ventina di zucche con naso, bocca e occhi intagliati. Dimenticavo, continua la vecchia, sotto due zucche ci sono i genitori d’uno di voi.
– Come?, dice una bambina vestita da Bella Addormentata.
– Ho fatto due fori nella cassapanca. Da quei buchi passano le teste dei genitori d’uno di voi.
I bambini si guardano e scoppiano a ridere; non poteva esser vero. Era proprio Pazza, quella Giovanna! Accettano. Un bambino prende una noce da una cesta, sta per tirare quando sente la vecchia dire:
– Calma, bello. Cosa fai?
– Tiro.
– Buona idea, ma non le noci.
– Cosa, allora?
– Queste, fa la vecchia mostrando un bel cesto di mele rosse.
– Perfetto, dice una puffa, sarà più facile colpire le zucche.
– Sì, molto più facile. Però dovete sapere che cinque mele sono avvelenate.
– Ma questa non è un’altra favola?
– Silenzio! Chi partecipa al gioco può tirare tre sole mele. Se colpisce una zucca si serve al tavolo di tutto ciò che vuole, se le manca, se ne va a mani vuote.
– Cosa vuol dire che le mele sono avvelenate?
La vecchia sceglie una mela dal paniere, la passa sullo scialle, ci si specchia e la tira con forza contro il tavolo. Una zucca viene colpita ed esplode!
– Caspita, che c’hai messo, vecchia?
– Ce ne sono ancora quattro così. Non preoccupatevi, a voi non succederà niente.
– Ci sono veramente i genitori d’uno di noi sotto alle zucche?
– Lo giuro!, mette una mano sul cuore Giovanna la Pazza.
– E se li colpiamo con una mela avvelenata…
– Faranno Boom!, la vecchia aprendo le mani e mostrando un bel sorriso.
– Io ci sto, dice un elfo prendendo una mela.
– Gioco anch’io!, un Peter Pan tira e manca d’un pelo una zucca.
– Anch’io!, dice la Bella Addormentata lanciando una mela che colpisce in pieno buum! una zucca.

***

Il sole s’alza e fa risplendere le montagne innevate. A Mollichino, villaggio di 668 anime, ne mancano due all’appello; i genitori della piccola Maria, la Bella Addormentata.

Foglie gialle…

Come la foglia non ingiallisce senza la muta complicità di tutta la pianta, così il malvagio non potrà nuocere senza il tacito consenso di tutti voi.

Voi non potete separare il giusto dall’ingiusto e il buono dal cattivo; perché stanno mescolati insieme al cospetto del sole, come insieme sono tessuti il filo bianco e il filo nero.
E, se il filo nero si spezza, il tessitore dovrà esaminare la tela da cima a fondo e proverà di nuovo il suo telaio.
(Kahlil Gibran)

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