Le poesie hanno gambe da centometrista.
Le poesie
In fondo
Non esistono.
Esattamente come gli dei, i fantasmi, gli angeli
O gli alieni.
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Le poesie
Hanno gambe da centometrista
Sotto cuori troppo emotivi
Per resistere e
Vedere il traguardo
e vincere,
Sotto stomaci disorientati e fin troppo sensibili
Al dolore
D’ulcera
D’un mondo
Sovente in preda a se stesso.
Le poesie
Hanno orologi stralunati
Capaci di contare ricordi soltanto.
Nessuna ora,
Nessun secondo,
Solo momenti violenti,
Ben più violenti di qualsiasi
Concetto
Di presente
Passato
O futuro.
Le poesie
Hanno pochi occhi complici disposti a guardarle
Negli occhi.
Conoscono le recite a memoria
Di bambini che ne studiano
I motivi
(come se una poesia potesse mai avere un motivo)
In piccole aule dai lunghi inverni sui muri,
Abbandonati alla didattica del nessun amore
Di insegnanti
Incapaci
Di poesia
E per questo così puntuali
Nel pretendere la santissima inutile
Devozione
Da premio – voto, premio – bene, premio –male.
Le poesie
In fondo
Non esistono.
Esattamente come gli dei, i fantasmi, gli angeli
O gli alieni.
E se esistono sono illusioni
Proprio come i fantasmi, gli angeli, gli alieni
L’amore eterno o gli dei.
Illusioni
Che rubano umori, sogni, dita, tasti
E sterminati scenari notturni
di sublime gioia
O terribile disfatta.
Le poesie
non muoveranno
O fermeranno mai alcun esercito.
E non per etica o morale,
no:
Semplicemente perché
Troppo disinteressate
Ai fatti ed alle copertine dell’umana coscienza.
Le poesie
Siamo noi
Siamo noi
Finché non cediamo del tutto
All’esigenza
Di un segno preciso,
Di un titolo,
Di un senso
Di un libro di istruzioni
O
di un commento.
( Simone bc)
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