
Tutto Zen…(angolo meditativo per volerci bene)

Per stare insieme…e divertirsi…e imparare sempre cose nuove.


La mia maestra dì Taichi ci ricorda sempre che: Lo yin e yang sono opposti: qualunque cosa ha un suo opposto, non assoluto, ma in termini comparativi. Nessuna cosa può essere completamente yin o completamente yang; essa contiene il seme per il proprio opposto.

La lezione del passero
“Un passero durante il volo decide di atterrare su un piccolo ramo. Il ramo è stabile e lo sostiene. Ma mentre si riposa, il vento inizia a soffiare e l’albero comincia a oscillare. Quando le fondamenta dell’albero vacillano, tuttavia, egli rimane indifferente perché comprende due preziose verità. In primo luogo, sa di poter volare. Non importa cosa succede al ramo, il passero può sempre fare affidamento sulle proprie capacità. E in secondo luogo, sa che ci sono altri rami su cui potrebbe stabilirsi se fosse necessario.”
Siamo a settembre ed ho ripreso la mia pratica del Taichi ma, con un caldo così opprimente che non sembra avere una fine, non è facile. Mi è venuta sottomano questa storiella che rivela alcune preziose intuizioni su una sana fiducia nei propri mezzi, sull’abilità che viene dall’esperienza e sulla resilienza.

“Un grande Re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al maestro di falconeria perché li addestrasse.
Dopo qualche mese, il maestro comunicò al Re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.
«E l’altro?» chiese il Re.
«Mi dispiace, sire, ma l’altro falco si comporta stranamente, forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare.
Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno.
Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli il cibo».
Il Re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco.
Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno poté schiodare il falco dal suo ramo.
Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere il falco immobile sull’albero, giorno e notte.
Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema.
Il mattino seguente, il re spalancò la finestra e, con grande stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino.
«Portatemi l’autore di questo miracolo» ordinò.
Poco dopo gli presentarono un giovane contadino.
«Tu hai fatto volare il falco?
– Come hai fatto?
– Sei un mago, per caso?» gli chiese il Re.
Intimidito e felice, il giovane spiegò:
«Non è stato difficile, maestà, ho semplicemente tagliato il ramo.

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