Pensieri, aforismi, citazioni…come vengono.

Ferma le sensazioni
e se riesci vivile
vedrai sarà tutto più facile
ascolta il cuore non la testa,
fermati a parlare
senza la paura di provare.
Ferma la sensazione se ci riesci
ed ogni volta avrai il cielo
nelle mani.

da : Laura Battaglia

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Celine Dion – Taking Chances

Don’t know much about your life.
Don’t know much about your world, but
Don’t want to be alone tonight,
On this planet they call earth.

You don’t know about my past, and
I don’t have a future figured out.
And maybe this is going too fast.
And maybe it’s not meant to last,

But what do you say to taking chances,
What do you say to jumping off the edge?
Never knowing if there’s solid ground below
Or hand to hold, or hell to pay,
What do you say,
What do you say?

I just want to start again,
And maybe you could show me how to try,
And maybe you could take me in,
Somewhere underneath your skin?

What do you say to taking chances,
What do you say to jumping off the edge?

Never knowing if there’s solid ground below
Or hand to hold, or hell to pay,
What do you say,
What do you say?

And I had my heart beaten down,
But I always come back for more, yeah.
There’s nothing like love to pull you up,
When you’re laying down on the floor there.
So talk to me, talk to me,
Like lovers do.
Yeah walk with me, walk with me,
Like lovers do,
Like lovers do.

What do you say to taking chances,
What do you say to jumping off the edge?
Never knowing if there’s solid ground below
Or hand to hold, or hell to pay,
What do you say,
What do you say?

Don’t know much about your life
And I don’t know much about your world.

 

Come eravamo…Figli dei fiori

(viene da qui…)

Ci avviavamo verso il “68…verso la contestazione giovanile iniziata alla Sorbonne…

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ma intanto questo era diventato il nostro inno :

Scott MacKenzie – San Francisco

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e sognavamo la California…

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The Mamas And Papas – California Dreamin

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Hippy… anche nel vestire
(Silvia Cutuli) – “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”, recita il motto dei primi movimenti hippy, nati sulla West Coast americana. Dobbiamo aggiungere “disegnateli anche sui vostri vestiti”, volendo indagare le ripercussioni della filosofia hippy, sulla moda degli anni’70. È proprio nei ’70 che la protesta ideologica esplosa nel decennio precedente, trova maggiore espressione in un codice di comportamento e di conseguenza di abbigliamento.
Tra il 1966 e il 1967 nasce a San Francisco il movimento hippy, che coinvolge la società nel suo complesso estendendosi al mondo della moda, della cultura, della musica, dell’arte. Nel quartiere bohèmien di Haight Ashbury, si forma il primo nucleo dei “figli dei fiori”, il fiore è scelto come simbolo di libertà e innocenza.
Sul finire degli anni ’60 il movimento hippy si politicizza: negli Stati Uniti si collega al movimento di contestazione contro la guerra in Vietnam, mentre in Francia, nel maggio 1968, anima i moti studenteschi.
Nel decennio ’70, si trasforma sempre più a livello ideologico, sviluppando l’idea di dar vita ad una società parallela a quella borghese, in cui si possa vivere seguendo i propri desideri, senza tabù, con una totale libertà nel comportamento. Gli elementi estetici che connotano l’immagine hippy sono i capelli lunghi, gli abiti essenziali nelle caratteristiche, i tessuti naturali, i piedi nudi, l’assenza di trucco per le ragazze.
I giovani per la strada indossano magliette corte, gilet a fiori, camicie annodate sopra l’ombelico, pantaloni a zampa d’elefante, gonnellone zingaresche ispirate a diverse etnie. Si ha una sorta di dissacrazione del guardaroba, un non-vestire che inevitabilmente si riflette sulla moda. Sulle passerelle trionfa il patchwork, il colore, il gusto folk, la maglieria, tutto ciò che è legato ideologicamente alla necessità di recuperare le forme più semplici e naturali. Non a caso i ’70 sono gli anni d’oro dei mercatini dell’usato, dei sabot di legno, degli scialli e dei maglioni fatti a mano, delle tinture vegetali, della macrobiotica e dell’erboristeria.
Molti stilisti, a decenni di distanza dal nascere della moda hippy, riportano sulle passerelle tessuti naturali, colori, accessori, riferimenti etnici che si nutrono dei ’70, oggi decontestualizzati a livello politico ed intesi come libertà nel porsi, nel vestirsi.

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60’s Fashion

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Jefferson Airplane – White Rabbit

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Hippie Girl

(continua qua…)

Come eravamo…Beatles o Rolling Stones?

(viene da qui…)

Si, eravamo sempre più la Beat Generation…chi ci fermava più..? 🙂

E proprio in questi favolosi anni “60 ci fu l’epico scontro/incontro…tra i due mitici gruppi musicali : Beatles e Rolling Stones..

I Beatles andavano forte…ma sulla loro strada c’erano già i Rolling Stones… 😮

La Beatlemania era esplosa…ma comincia anche l’avventura dei Rolling Stones, ..”un ragazzo di nome Mick Jagger, che allora però si faceva chiamare ancora Mike ( Mick, in Inghilterra suona meno “bravo ragazzo” di Mike) forma a Londra il suo primo gruppo…”

“Poi, la loro musica divenne aggressiva e con testi anche volgari che inneggiano al sesso ed alle droghe pesanti e così furono chiamati i “brutti, sporchi e cattivi” e contrapposti ai più rassicuranti Beatles….”

“Gli Stones piaceranno solo ai ragazzi e non ai genitori, ovvero piaceranno ai ragazzi perché non piaceranno ai genitori, quindi saranno i primi eroi “contro”, ma di massa, il modello di tutti i rocker maledetti che seguiranno…” ..e quindi capite che ad un certo punto noi eravamo divisi tra gli “scarafaggi” e le “pietre rotolanti”.. 😮

Indubbiamente, per noi ragazze, non era facile sfuggire al fascino (un pò perverso) di Mick Jagger.. 😮 come capirete guardando questa sua foto..con John Lennon.. 🙂

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Io, dopo un primo momento di indecisione, sono stata con i Beatles… 🙂

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The Beatles — Help!

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The Beatles — Ticket to Ride

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Anche se… 😉

Rolling Stones- I Wanna Be Your Man

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The Rolling Stones – Satisfaction.

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Ma c’era anche ..un ragazzo ed il Vietnam..

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C’era un ragazzo che, comme me, amava… Gianni Morandi

(alcune citazioni sono state prese da : Musica e Memoria, Wikipedia)

(continua qua…)

Ancora sopra le nuvole

Momenti di malinconia si alternano a momenti di allegria, è normale. Ogni tanto ci fermiamo un pò, riflettiamo, guardiamo le cose di cui è fatto il nostro quotidiano e non tutte ci trasmettono allegria. Ma è proprio in questi momenti che io mi sento più spinta a “volare” a guardare al di sopra delle “nuvole”…!

Voi direte…ma cosa centra ora…? Giusto ! Ma è che ora sono in uno di questi momenti…malinconici.

Sarà la stagione, saranno i pensieri che vanno e vengono, saranno i rapporti non sempre facili con chi mi sta vicino o “lontano”, saranno gli anni che passano…tutto ci può stare.

Ma io non ci sto…non ci sto…! La malinconia non è la mia dimensione…e allora ecco che cerco ogni cosa che mi sembra buona per andare… “sopra le nuvole” e tuffarmi nel mio domani con…allegria ! 🙂

Point Break

Alla ricerca dell’onda perfetta

 

Ecco…ho appena letto questo trafiletto di Ilaria Santi…

“Tutto incominciò negli anni ’80, quando alcuni tahitiani cominciarono a surfare un reef al largo del villaggio di Teahupoo, all’estremità meridionale dell’isola di Tahiti. Oggi i surfisti accorrono dai quattro angoli del globo per cavalcare un’onda enorme, un grattacielo di tonnellate d’acqua, che arriva solamente una volta l’anno. I pericoli sono sempre in agguato. Il rispetto per l’onda, però, è d’obbligo.”

e come vorrei essere lì anche io… o

Vi ricordate POINT BREAK..? 🙂

Point Break

 

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