Risposta

Ma no Sol…il tuo bellissimo puzzle non deve essere in crisi.. 🙂 perchè infondo, a ben cercare, tutti i pezzi di un puzzle si trovano e, prima o poi, riusciamo a farli combaciare se ci atteniamo all’evidenza, senza giudicare… 😮

La verità non è un giudizio, ma adesione a un’evidenza concreta.

Nicolas Gomez Davila

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World Piece


Come eravamo…Figli dei fiori (2)

(viene da qui…)

Eccomi ancora sul filo dei miei dischi.. musica016.gif 🙂 per i ricordi di quegli anni…quando appunto la rivolta giovanile squote il mondo ma al ritmo di rock’n’ roll.. 😀

I Beatles stanno ormai orbitando… anche se da noi…” l’impatto col ciclone Beatles ha l’effetto di un temporale estivo..”

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Lucy in the Sky with Diamonds

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Quando sono venuti in Italia per il loro primo concerto (1965) sono stati accolti …tiepidamente.. 😮 , sia forse per il prezzo troppo elevato del biglietto (sulle 100.000 lire di allora) ma anche perchè, in Italia, l’inglese non era ancora così di moda e quindi preferivamo i cantanti nostrani…soprattutto Celentano, Morandi, il vero re del mercato discografico.

Gianni Morandi “C’era un ragazzo…”

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Ma la protesta sociale, poco a poco, sale d’intensità e raggiunge quella americana. I Nomadi cantano ” Dio è morto” scritta da Guccini che l’ha ripresa dalla poesia “L’urlo” di Ginsberg.

(cliccare nella cover sottostante per ascoltare la canzone)

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Teatro delle canzoni del beat italiano non è però l’università, nè i circoli letterari ma una discoteca che farà epoca : il PIPER CLUB di Roma.

Spunti per il testo da : “Anni sessanta” di Igor Principe

continua QUA

…il carnevale di Tenerife

Luna ci ha raccontato le origini dello splendido Carnevale di Venezia, io vi racconto quel poco che so sul Carnevale più famoso del mio paese, quello di Tenerife, nelle “Islas Afortunadas”: le Canarie…

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Anche se la mia generazione è nata e cresciuta senza carnevale, vietato nella Spagna della dittatura, ne abbiamo sentito raccontare da genitori e nonni e, in modo più o meno clandestino, i carnevali più famosi e popolari, quello di Cadiz e di Tenerife, hanno continuato a svolgersi. Prima a livello familiare e poi trovando espedienti vari come chiamare “Fiestas de Inverno” il famoso Carnevale di Tenerife ma una così lunga tradizione, risalente all’arrivo dei “conquistadores” nel XV secolo, non poteva essere cancellata per decreto… Negli anni, prima chiedendo il riconoscimento di feste di interesse turistico per le “Fiestas de Inverno”, poi chiedendo il titolo di feste d’interesse turistico nazionale si arrivò anche in periodi bui al riconoscimento quasi ufficiale del Carnevale come tale…

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Di carattere quasi caraibico, dovuto probabilmente anche al clima clemente, il carnevale di Tenerife può vantare una partecipazione assolutamente cosmopolita con turisti e isolani che gomito a gomito godono di queste feste in totale fratellanza…C’è il carnevale ufficiale, quello con le splendide carrozze, i vestiti pieni di piume ed orpelli, le bellissime ragazze tra cui si sceglie la “Reina del Carnaval” con più di 100 gruppi diversi composti da una media di 50 persone e quello della gente che mascherata in ogni modo festeggia, dopo aver presenziato a sfilata e manifestazioni ufficiali, il carnevale per le strade ballando, cantando e facendo festa per tutte le notti di durata del Carnevale. Ed a questa festa quasi continua partecipano migliaia di persone al punto che nel 1987, un concerto di Celia Cruz con i Billo’s Caracas Boys, a cui hanno asistito 250.000 persone, è entrato nei Guinnes dei primati come il più grande assembramento di persone in una piazza all’aria aperta per assistere ad un concerto, record che ancora rimane…

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Le variopinte comparse ed i vari gruppi (“Murgas” e “rondallas”) partecipano ai concorsi per la scelta dei migliori nelle varie categorie infantile, adulta e della “terza età”… Si preparano musiche e canzoni create per questa occasione, splendide carrozze, gruppi che mascherati per strada le accompagneranno e si scelgono le ragazze più belle per partecipare alla elezione della regina del carnevale, che rappresenterà il Carnevale in tutti gli atti e manifestazioni…. Le votazioni per la regina si svolgono il mercoledì precedente la settimana di Carnevale in un gran gala con una giuria di personaggi famosi e membri dell’amministrazione comunale a cui si aggiungono ultimamente i voti tramite sms per facilitare e velocizzare la scelta… I vestiti delle aspiranti, curati in ogni minimo particolare e frutto del disegno anche di sarti rinomati abbondano di piume e pietre raggiungendo un peso veramente difficile da trasportare (in media 150-200 chili) per cui le ragazze si aiutano con ruote per riuscire a trasportarli… Sono costosissimi, e generalmente vengono pagati dagli sponsor delle tante multinazionali presenti alle Canarie… Ogni anno viene dato un tema su cui si svilupperà poi la fantasia di ogni gruppo per rappresentarlo e un artista famoso realizza il cartello ufficiale del Carnevale che da il via all’inizio dei preparativi…

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L’annuncio dell’inizio del Carnevale è la prima sfilata di carri e gruppi che ha luogo la sera e notte del venerdì per le vie della città e che da il via fino al martedì ai vari concerti di artisti famosi, la musica ed il ballo ovunque. Il martedì la chiusura ufficiale del Carnevale con una sfilata ancora, ma questa volta di giorno. Questa sfilata è un po’ più turistica con l’arrivo di navi da crociera per l’ evento…

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La vera fine del Carnevale avviene però con un evento quasi “demenziale” per i non spagnoli… el “entierro de la sardina” (Il funerale della sardina) dove una gran sardina, che rappresenta il carnevale che finisce, è accompagnata fra lacrime e sospiri da vedovi e vedove vestiti in nero al suo funerale per finire bruciata… E’ la fine del carnevale…

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Ed eccovi un video della sfilata del carnevale di Tenerife

altri carnevali:

e altri sulla Spagna…

Com’è bella Venezia…

Com’è triste Venezia…ci canta Charles Aznavour

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ma com’è bella Venezia…soprattutto in questo periodo di Carnevale.

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ll Carnevale di Venezia, se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa.

Si hanno ricordi delle festività del Carnevale fin dal 1094, sotto il dogato di Vitale Falier, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima. Il documento ufficiale che dichiara il Carnevale una festa pubblica è del 1296 quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo l’ultimo giorno della Quaresima.

Tuttavia il Carnevale ha tradizioni molto più antiche che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le società, basti pensare ai Saturnalia latini o ai culti dionisiaci nei quali il motto era “Semel in anno licet insanire” (“Una volta all’anno è lecito non avere freni”) ed è simile lo spirito che anima le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali sull’esempio del “Panem et Circenses” latino.

Alcuni Carnevali sono passati alla storia: quello del 1571, in occasione della grande battaglia delle forze cristiane a Lepanto quando, la domenica di Carnevale venne allestita una sfilata di carri allegorici: la Fede troneggiava col piede sopra un drago incatenato ed era seguita dalle Virtù teologali, la Vittoria sovrastava i vinti ed infine la Morte con la falce in mano per significare che in quella vittoria anche lei aveva trionfato.

Nel 1664 in occasione delle nozze in casa Cornaro a San Polo, si organizzò una grandiosa e divertente mascherata a cui parteciparono molti giovani patrizi. Una sfarzosa sfilata attraversò Venezia e fece tappa in due dei più famosi monasteri della città: quello di San Lorenzo e quello di San Zaccaria, dove risiedevano le monache di nobile stirpe.

Il 27 febbraio 1679 il Duca di Mantova sfilò con un seguito di indiani, neri, turchi e tartari che, lungo il percorso sfidarono e combatterono sei mostri, dopo averli uccisi si cominciò a danzare.

Per il Carnevale del 1706: giovani patrizi si mascherarono da Persiani e attraversarono la città per poi esibirsi nelle corti e nei parlatoi dei principali monasteri di monache (San Zaccaria e San Lorenzo).

Per molti giorni all’anno, il mondo sembrava non opporre più resistenza i desideri diventavano realizzabili e non c’era pensiero o atto che non fosse possibile. Questa era Venezia nel Settecento, il secolo che, più di ogni altro, la rese luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo. Venezia era allora il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante, decorativo e galante, il mondo di pittori come Boucher e Fragonard, Longhi, Rosalba Carriera e Giambattista Tiepolo, la patria del padre della Commedia dei Caratteri, uno dei più grandi autori del teatro europeo e uno degli scrittori italiani più conosciuti all’estero: Carlo Goldoni che, in una poesia dedicata al Carnevale, così rappresenta lo spirito della festa:

“Qui la moglie e là il marito
Ognuno va dove gli par
Ognun corre a qualche invito,
chi a giocar chi a ballar”.

Nel XIX secolo, invece, Venezia e il suo Carnevale incarnano il mito romantico internazionale e la città della Laguna, con le sue brume e l’aspetto paludoso, diventa meta di artisti, scrittori, musicisti, avventurieri e bellissime dame di tutto il mondo: Sissi d’Austria, Wagner, Byron, George Sand, Ugo Foscolo.

Tratto da :http://www.carnevalevenezia.com

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Carnaval de Venise 2007

altri carnevali: