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Pensieri, aforismi, citazioni…come vengono. 👘

La bellezza del mondo…di fuoco🌋
Terremoti, vento a raffiche tremende, pioggia che ci sferza e allaga, frane che scendono a valle portando distruzione: riusciamo ancora ad amare la natura? Riusciamo ancora a chiamarla “madre” e non “matrigna”? Ebbene si!
Noi siamo una terra ballerina e abbiamo i vulcani che ci ricordano quanto la nostra terra sia ancora giovane e solo la crosta sia apparentemente stabile.
Proprio i vulcani lo dimostrano; quando eruttano ci ricordano di una natura più profonda, fatta di fuoco e cenere e anche quando essa ci mostra il suo lato peggiore può donarci spettacoli incredibili.
STROMBOLI





ETNA







CAMPI FLEGREI
Solfatara di Pozzuoli





Anche se non ci rendiamo conto quando si visita la solfatara, camminiamo su di un campo vulcanico. Lo spettacolo che ci si presenta è davvero incredibile.😦 C’è odore di zolfo, fumo che esce dal terreno che in certi punti è così caldo che le suole delle scarpe quasi scottano. E’ come il materializzarsi dell’ Inferno dantesco.😱🔥
I Campi Flegrei sono un campo vulcanico attivo da oltre 80mila anni. L’ultima eruzione è avvenuta nel 1538, a seguito della quale l’area è andata incontro a un costante sprofondamento fino alla metà del XX secolo, quando il suolo ha ripreso a sollevarsi accompagnato da attività sismica anche intensa.
Ma cosa succederebbe se avvenisse una nuova eruzione?😱
E poi abbiamo…il VESUVIO 🌋: tra i più noti e celebrati vulcani al mondo. Attivo da circa 40.000 anni e con numerose eruzioni in epoca storica







Il Vesuvio visto da Pompei in una stampa degli anni 1890

L’ultimo giorno di Pompei, dipinto di Karl Pavlovič Brjullov del 1830-1833
Eruzione del 1944
Estate di San Martino
Secondo la tradizione oggi 11 novembre (giorno del vescovo Martino di Tours), dovrebbe iniziare un periodo, della durata di circa tre giorni, caratterizzato da temperature più miti, che ricordano appunto il periodo estivo.
Ma quest’anno il detto popolare che recita “L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”, non sarà rispettato. Secondo le previsioni meteo infatti, proprio a partire da oggi arriverà l’Inverno di San Martino che tra domani e mercoledì potrebbe portare pioggia e perfino la neve a quote abbastanza basse.
Ma, nonostante queste previsioni, oggi qui da me è una bella giornata con un piacevole sole anche se l’aria in ombra è un po’ frizzantina ma tutto lascia sperare che ancora una volta il detto popolare abbia la meglio seguendo anche la ben nota leggenda.
Secondo la leggenda, durante un giorno freddo e piovoso, Martino di Tours (divenuto poi San Martino) vide per strada un mendicante seminudo e tremante, così, mosso da un sentimento di pietà, decise di donargli metà del suo mantello; improvvisamente il cielo si schiarì e il sole iniziò a scaldare come in estate.

San Martino divide il suo prezioso mantello con un povero, particolare della facciata del Duomo di Lucca dedicato al santo.

L’estate di San Martino è contraddistinta dai colori accesi, tendenti al rosso, del paesaggio autunnale, evidenziati dalla luce del Sole.
Il nome di “estate di San Martino” è condiviso con le culture di lingua spagnola e francese, nei paesi anglosassoni il fenomeno viene chiamato Indian Summer (“estate indiana”), mentre in alcune lingue slave tra cui il russo, è chiamato Bab’e Leto.
Nella cultura di massa era proprio durante l’estate di San Martino che venivano rinnovati i contratti agricoli annuali; da qui deriva il detto “fare San Martino”,cioè traslocare. Tradizionalmente, durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino nuovo, che solitamente viene abbinato alle prime castagne.
Nella letteratura:
- Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Carducci, intitolata appunto San Martino.
- Un’altra poesia dedicata all’estate di San Martino, ma incentrata sull’aspetto fugace e illusorio del suo improvviso incanto, è Novembre di Giovanni Pascoli.
- Anche Cesare Pavese ha dedicato una poesia al periodo intitolata Estate di San Martino.
- L’estate di San Martino (Nachsommer, 1857) è uno dei romanzi più celebri di Stifter.
Nella musica:
Da: Wikipedia
Il cielo…☁️🐑☁️🐑☁️
“ Cielo a pecorelle, acqua a catinelle”😧
Dopo tanta pioggia si guarda al cielo con un po’ di preoccupazione. Questa mattina c’erano tante “pecorelle”e non ho potuto fare a meno di collegarle al proverbio sopracitato. Ma, come tutti i proverbi, sarà affidabile? Stando a delle spiegazioni scientifiche il proverbio è vero molto spesso: ha quindi un buon grado di affidabilità.😧
Ma io spero che le pecorelle non siano così “ scientifiche” ed abbiano solo confuso il cielo per un grande prato…blu. 😁




“Più guardi le nuvole, meno vuoi stare in terra!”
NORMAN SGRÒ
Quante volte ho guardato al cielo
Ma il mio destino è cieco e non lo sa…
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