pillole di …spagnolo (1)

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¡Hola!

… Volevo mettere una emoticon che saluta in spagnolo, ma non sembra che si veda almeno per ora …e continuo a pensare sempre di più che sia un segno del destino… e che forse non dovrei incominciare… 8)

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Voglio presentarvi un amico, perchè questa prima pillola è dedicata a lui… Eccolo… 🙂

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…Ebbene si, 🙂 l’asino è il nostro primo protagonista perchè come molti di voi credo sapranno in spagnolo esiste la parola “burro” ma, ogni volta che la dite state nominando quel nostro amico di sopra… l’asino.. 🙂

Iniziamo, dunque, il nostro elenco con la parola che in assoluto ha creato più equivoci in spagnolo… perchè è ovvio che potete immaginare cosa pensa uno spagnolo di un italiano che gli dica che vorrebbe far colazione per esempio con …”pane e burro”… 😮

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Ah…nell’elenco lo spagnolo sarà in rosso, e la pronuncia figurata in verde…

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burro (bùrro)……. asino

burro = mantequilla (mantekìglia)

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largo (làrgo) ……… lungo

largo = ancho (àncio)

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gamba (gàmba) ……….. gambero

gamba = pierna (pièrna)

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aceite (azèite) ………. olio

aceto = vinagre (vinàgre)

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guardar (guardàr) ……….. conservare

guardare = mirar (miràr)

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salir (salìr) ………. uscire

salire = subir (subìr)

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E per oggi le nostre pillole sono finite… sempre che prima o poi riesca a postarle… 8)

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¡Hasta la pròxima! ….. 🙂 … Buena semana a todos y….

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(continua qua…)

Pillole di…spagnolo

E’ da giorni che ci pensavo, a me piace fare cose nuove o quasi e le sfide un po’ fuori dai canoni della “normalià” mi attirano molto così come provare cose diverse ed infatti, spinta da altri perchè sono una gran timida, avevo fatto delle “lezioni di spagnolo nel web”, cosa che mi sembrava alquanto improponibile per tutti i problemi che presenta e sono parecchi… Ma no !… Non pensate che ora incomincerò qua le lezioni di spagnolo… non ne avrei il tempo e poi in fondo io preferisco raccontare, dire cose… le regole grammaticali mi pesano perché lasciano poco spazio alla fantasia…

Però ho pensato che qualche pillola su varie curiosità della lingua spagnola si poteva provar a fare, giusto qualche riga curiosa senza nessuna pretesa ogni tanto… solo una spagnola che a furia di parlare italiano incomincia a dimenticare la sua lingua e che prova a fissare per scritto ciò che ancora ricorda prima che sparisca dalla sua memoria… 🙂

Avevo deciso proprio oggi di provarci…ma non riesco a collegarmi al blog che dal palmare, da dove scrivo ora questa bozza… che sia destino? 🙂

Mentre ci penso se sia un segno del destino che non abbia la linea (anche se averla col mio pc “della mutua” è quasi lo stesso) 🙂 …e che le pillole dovrò iniziare a somministrarvele un altro giorno… oggi posso solo darvi un “minicachet” di spiegazioni sulle pillole 🙂 : pensate a quelle parole spagnole, che io chiamo “trappole per italiani”, a volte identiche o quasi all’italiano ma che in spagnolo hanno un significato completamente diverso e che possono far cadere in confusione e anche con risultati molto comici… forse può essere curioso leggere queste diversità fra due lingue tanto simili…

Per essere un post dal palmare ho scritto fin troppo per cui non rimane che finirla per oggi… 🙂

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pillole di Madrid: dolci, feste, ozio e.. hasta la vista a Madrid!

(viene da qua…)

I dolci di Madrid sono legati soprattutto alle feste della città. “Las torrijas”, il più importante di tutti, si mangia soprattutto nella Settimana Santa e sono fette grosse di pane inzuppate nel latte (o nel vino) passate nell’ uovo e fritte, tocco finale un po’ di cannella o miele. Le “huesos de santo” (ossa del santo) devono il loro nome alla forma allungata ed al fatto che si preparano il 1 di Novembre, il giorno di Ognisanti. Sono fatti di pasta di mandorle ripiena di crema. Sono il modo di ricordare i defunti dei madrileni, assieme ai “buñuelos”. Le “rosquillas del santo” si preparano per il 15 maggio festa di San Isidro, patrono di Madrid. Sono ciambelle e sono di tre tipi: “las tontas”(le sceme) chiamate così per non essere ricoperte di nulla; “las listas” (le furbe) ricoperte di zucchero fuso e quelle di Santa Clara ricoperte di meringa secca. Non si possono dimenticare “los churros” che abbiamo già menzionato e “los barquillos” cialde di forma cilindrica, molto simili a quelle dei gelati, che vengono venduti per strada in tutte le feste da caratteristici personaggi col tipico vestito del “chulapo” di Madrid che li trasportano in enormi e curiosi cilindri colorati con una apertura in alto che somiglia alla ruota di un timone, la “barquillera”…

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E siccome i dolci tipici si mangiano nelle principali feste cittadine, non si può non menzionare le tipiche feste di Madrid. Sono forse le uniche occasioni in cui si vede e si sente il “vero madrileno”. Sono molto popolari e si svolgono per strada, frequentate soprattutto da chi madrileno lo è da sempre e tutto l’anno convive serenamente ed in armonia con gente di ogni dove, ma che in queste occasioni torna a sentirsi “solo madrileño”. Nelle “verbenas”, balli per strada, si balla “el chotis”, il tipico ballo di Madrid, si fanno uscire dagli armadi i vestiti di “chulapos” e “chulapas” e si sentono suonare los “organillos” (piccole pianole da strada). Le principali feste sono: il 15 maggio per il patrono San Isidro ed il 15 agosto per la “Virgen de la Paloma” la patrona “popolare” di Madrid. Ovviamente si fanno anche processioni e per San Isidro si va anche alla “hermita del Santo”, mentre il quadretto della “Virgen de la Paloma” ogni anno per la sua festa viene amorevolmente preso in consegna dai pompieri, gli unici in grado con la loro scala di poterlo prendere e portarlo in processione per le vie. Come detto prima, la Virgen de la Paloma (Madonna della Colomba, nome datole per il ritrovamento del quadro che la rappresenta in una colombaia) è solo la patrona “popolare”. La patrona ufficiale è la “Virgen de la Almudena” la cui effigie rimase nascosta dentro la muraglia di Madrid dal 712, anno in cui fu nascosta per sfuggire all’assedio arabo, fino all’anno 1085 quando, finalmente riconquistata Madrid e non riuscendo a trovare più il luogo del nascondiglio, durante una processione fatta allo scopo di chiedere un segnale per trovarla, si aprì la muraglia con grande frastuono ed apparve l’immagine. Oggi in quel luogo c’è una targa a ricordo ed una piccola effigie.

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Ci sono infinità di cose che potrei ancora raccontare di Madrid, tantissimi posti appena accennati o lasciati da parte per non disperdere troppo il filo del racconto della “mia città”..C’è una gran offerta culturale con ben 73 musei, opera, teatri, spettacoli di ogni tipo, festival di musica e danza…estesi e curati parchi e giardini che permettono di passeggiare, remare, fare sport, persino di dare da mangiare agli scoiattoli in una città che è una delle capitali più verdi d’Europa…C’è l’enorme aeroporto internazionale dove arrivano settimanalmente più di 1000 voli provenienti da tutto il mondo; ci sono due Palazzi di Congressi, c’è il moderno recinto della fiera “del Campo de las Naciones” e ci sono più di 80.000 posti in altri centri di riunioni che fanno di Madrid uno dei centri di affari più rinomati d’Europa… C’è una metropolitana efficiente e molto estesa che permette non solo di raggiungere in pochissimo tempo qualunque zona della città ma che ormai raggiunge l’aeroporto e molti paesi della provincia…e ci sono tante altre cose ancora…

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Ma quel qualcosa che caratterizza Madrid è la sua profonda e contagiosa passione per la vita, la sua scatenata effervescenza così come quella dei suoi abitanti. Io direi che Madrid più che vista va “assaporata”, ad incominciare dai “volti” di Madrid, i volti della gente che si vede per strada…suonatori di bicchieri, piccole bands più o meno improvvisate, mimi…ovunque è un palcoscenico, ovunque ci si raduna…

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C’è un’ infinità di proposte per il tempo libero e lo svago. A Madrid esce settimanalmente un giornalino molto venduto, si chiama la “Guia del Ocio” e serve per poter conoscere almeno una parte dell’ampia offerta che c’è al riguardo. Locali, discoteche, bar, caffè e nuove terrazas aprono in continuazione. La zona vecchia, piena di animazione e sempre brulicante di gente fino a tardi, i quartieri di Chueca (per i gay), Bilbao (per i modaioli) e Malasaña (per gli alternativi) racchiudono il triangolo della moda madrilena, delle nuove tendenze e della vita notturna più scatenata. Ci sono anche Arguelles per gli studenti, Salamanca per i bar con musica e Huertas per tutti.

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E c’è anche una grande offerta commerciale e per lo shopping che va dalle piccole e caratteristiche botteghe del centro, a tutte le più grandi firme ed alla grande distribuzione con l’immancabile Corte Inglés, che si trova ovunque, la “esquina del Bernabeu” (vicino allo stadio del Real Madrid), Xanadù, Mercado Fuencarral, e “la Vaguada” per citarne solo qualcuno dei più noti.

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Non mi rimane che dire…anche se lo avrete già capito.. che io adoro Madrid con tutta la sua allegria, la sua confusione e le sue contraddizioni ma con quella vitalità che difficilmente si trova altrove. Spero che, se andrete in Spagna, visitiate Madrid perché, come già dissi all’inizio di queste pillole, noi madrileni diciamo…de Madrid al cielo y un agujerito para seguir viendo…(da Madrid al cielo…ed un forellino per poter continuare a vederla)

inoltre….

pillole di Madrid….andar “de tapas”

(viene da qua…)

La cucina di Madrid ha subito l’influenza delle cucine di coloro che sono arrivati qui da ogni parte, soprattuto da quando nel lontano 1561 Felipe II vi portò la corte e ne fece la capitale. E l’arrivo della corte contrappose la fino allora esistente cucina popolare, che si usava nelle case dei madrileni e nei “mesones”, a quella propria dell’aristocrazia di corte. Ed è proprio nei “mesones” che la cucina madrilena ha amalgamato ambedue subendo anche le influenze delle cucine regionali ed arabe . E lo fa così bene che l’aristocratica tortilla di patate, cucinata e mangiata per tanto tempo solo a corte, diventa uno dei piatti più popolari in assoluto a Madrid, mentre il “pastel de liebre” (pasticcio di lepre) amato e cucinato dal popolo, diventa un piatto della cucina di corte.

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I madrileni amano “picar” (“spizzicare”) fuori orario. I bar e le caffetterie sono pieni di gente a tutte le ore del giorno. Iniziando dal mattino quando si fa la colazione verso le 10, a volte con “el chocolate con churros” (cioccolata molto densa e calda con una specie di frittelle strette e lunghe, che può anche essere merenda nel freddo inverno, o chiusura di una lunga nottata di “movida”), si prendono tramezzini misti, croissant nelle croissanterie infarciti di ogni cibo immaginabile, toasts con burro e marmellata e verso pranzo o cena si prende l’aperitivo… ma si mangiano anche “bocadillos” (panini) dall’ eterno “bocadillo de calamares” alle altre tantissime varietà, come il “pepito de ternera” o ” el montado de lomo”….

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Ci si ritrova con gli altri per l’aperitivo prima di cena o di pranzo nei fine settimana. Si ordina un “chato” (piccolo bicchiere di vino rosso o bianco) o una “caña” (un bicchiere di birra), accompagnato da “tapas” (un intera porzione) o “pinchos” (porzione molto più piccola tenuta su sovente da uno stecchino). Per chi non lo sapesse, le tapas sono singole porzioni piccole ma molto sfiziose. Se ne mangiano tante in piedi al “bar de tapas”. “Tapear”, il verbo con cui si indica l’andare in giro per tapas non è solo un modo diverso di mangiare, per i madrileni è un modo di vivere: si sta insieme, si tira a far tardi, ci si sente parte della comunità. Abitualmente si prendevano una o due tapas per locale assieme ad una bevanda per passare poi ad un altro e prenderne altre ma ora, data la gran varietà che si trova in ogni bar, ci si ferma in uno solo a pranzare o cenare “tapeando” con.. Gambas al ajillo, gambas con gabardina, boquerones en vinagre, callos, patatas bravas, tortilla brava, setas al ajillo, caracoles a la madrileña, soldaditos de Pavia, pincho moruno, pinchos de lomo o chorizo … la varietà è enorme. Si trovano bar de tapas in qualsiasi zona della città. Il più conosciuto è “el Museo del Jamón” (prosciutto) dove una enorme quantità di prosciutti scende dal soffitto.

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Forse la parola “tapa” viene dall’antica abitudine di “tapar” (coprire) i calici ed i bicchieri di vino nelle taverne e mesones con un pezzo di pane o con un pezzetto di prosciutto per impedire che vi entrassero le mosche o la polvere. Sia questa o un’altra l’origine, è una tradizione molto antica risalente al medioevo e che oggi è diventata ormai un simbolo d’identità al punto che durante la Conferenza di Madrid, la regina Sofia ed il sindaco invitarono Raisa Gorbachova ad una bevuta con tapa durante la sua visita a Madrid.

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Ma si fa anche pranzo o cena normalmente, quando non si può “ir de tapas”, e la tradizione dei nostri pasti non è leggera e nemmeno aristocratica. Il piatto per eccellenza è “el cocido” (bollito con carne, insaccati, ceci e verdure varie), la tortilla de patata (frittata di patate), los callos a la madrileña (trippa con chorizo, un salame con paprica), el potaje de garbanzos con espinacas y bacalao (ceci con spinaci e baccalà), la sopa de ajo (zuppa d’aglio) e anche se può sembrare un paradosso, data la posizione di Madrid, una grande importanza nei piatti madrileni hanno il pesce ed i frutti di mare. “El besugo a la madrileña” è uno dei piatti madrileni più antichi e assieme c’è la gran varietà di piatti preparati col baccalà: los soldaditos de pavia, buñuelos, croquetas… perchè, anche se si stenta a credere, Madrid è il secondo mercato per importanza di pesce al mondo dietro a quello di Tokio.

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E si può andare di “tapas” o mangiare i piatti tradizionali madrileni in tanti mesones, fondas, taverne e ristoranti di ogni tipo. Qualcuno è anche tanto antico da figurare nel Guinnes dei Primati (il restaurante Botin che esiste dal 1725) , altri ancora decorati con mosaici alle pareti e molto caratteristici, altri moderni e con la cucina di ogni tipo e persino le “cafeteria” dei centri commerciali sono piene all’inverosimile e non si fa solo merenda, si fanno anche i pasti…

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Ma per ora finiamo qua, mi ha preso fame, 4665ade.png finiremo la prossima volta…

(continua qui….)

pillole di Madrid: altri musei, parchi, mercati all’aperto

(viene da qui…)

Madrid è tutto quello che finora abbiamo visto, ma è anche tante altre cose che volutamente abbiamo dimenticate nel nostro percorso: musei, parchi e giardini, mercati all’aperto ed altro ancora. Partiamo per un veloce percorso fra qualcuna di esse…

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Iniziamo dai due musei, fra l’enorme offerta di musei cittadina, più importanti dopo il Prado e che completano una speciale immaginaria passeggiata nell’arte di tutti i tempi dai capolavori del passato del Prado alla produzione artistica dal 900 ad oggi del Reina Sofia con il suo pezzo forte, il Guernica di Picasso, e con tutta la collezione dell’ antico Museo di Arte Contemporanea con opere di Mirò, Tapies e tanti altri. L’annello di congiunzione fra i capolavori classici del Prado con l’arte contemporanea del Reina Sofia è il Museo Thyssen-Bornemisza, che raccoglie la più importante collezione privata di arte del mondo con opere dai primitivi fiamminghi fino alle avanguardie contemporanee.

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Ma non di sola arte si vive a Madrid…La grande città respira grazie ai sui innumerevoli parchi e giardini… Sulla riva destra del Manzanares, con una estensione di 1.722 ettari, si trova una delle più ampie zone verdi di Madrid: la Casa de Campo. Creata nel 1562 da Filippo II come tenuta di caccia è aperta al pubblico dal 1931. All’interno si trova un bel laghetto artificiale, dove è possibile noleggiare barche a remi, e per i suoi viali si notano numerosi padiglioni, alcuni anche d’interesse artistico. La Casa del Campo è uno dei luoghi di svago preferiti dei madrileni, anche per la presenza di percorsi appositamente studiati per i ciclisti, di piste da pattinaggio, di campi da tennis, di una piscina all’aperto in estate, e di apposite aree con tavolini per pic-nic e punti di ristoro. Dalle vicinanze del lago artificiale si può godere di bellissime vedute di Madrid. Al suo interno si trovano il Parque de Atracciones (gran luna park con ristoranti, negozi, teatro per concerti e spettacoli all’aperto), il Parque Zoologico di Madrid (con acquario, delfinario ed aviario) e il Teleferico che collega ad un altro parco cittadino, el Parque del Oeste, all’altro lato del Manzanares con un tragitto di 2,5 chilometri ed a solo 40 metri da terra. Qua si trovano anche parte dei padiglioni della fiera di Madrid ed il Madrid Arena, un grande stadio di 30.000 m2 di superficie e con una capacità per 10.500 spettatori per avvenimenti sportivi, spettacoli, fiere e esposizioni. Alcuni degli antichi padiglioni della fiera (una volta Feria del Campo) sono costruzioni tipiche di diverse regioni spagnole trasformate oggi in ristoranti. Anche qua c’è la Venta del Batàn, luogo tradizionale di custodia dei tori delle corride della Plaza de Toros de Madrid.

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Ci sono tanti altri parchi cittadini: la Quinta de la Fuente del Berro, el Parque de Berlin, el Capricho e altri ancora di tutti i gusti e misure ma per la sua diversità merita qualche parola il Parque ferial Juan Carlos I, nuovo spazio per la fiera di Madrid che ha sostituito quello della Casa de Campo e dove si trovano tutte le nuove tendenze architettoniche più di avanguardia in una esplosione di nuove idee e concetti del volume come nelle curiose sculture di artisti contemporanei all’aperto.

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Ma anche all’aperto si svolge la Feria Internacional del Libro, appuntamento annuale con tutte le novità dell’editoria mondiale da maggio a giugno nel parco del Retiro; il mercato permanente di libri antichi ed usati nella Cuesta de Moyano ed “el Rastro”, mercato all’aria aperta che si svolge domeniche e festivi nel centro storico di Madrid. Deve il suo nome all’antica ubicazione di diverse concerie attorno alla via della “Ribera de Curtidores” (curtidores sono appunto i conciatori) vicina al mattatoio presso il Manzanares. Il trasporto degli animali morti dal mattatoio fino alle concerie, lasciava una “rastro de sangre” (scia, traccia di sangue). El Rastro era uno dei simboli emblematici di Madrid quando le bancarelle erano di artigiani ed antiquari. Tradizionalmente si vendevano articoli non commercializzati nei negozi classici con merce vecchia e strana, “rarità” e oggetti “diversi”, particolarmente vecchi. Oggi è diventato un mercato delle pulci con persone di ogni etnia alla ricerca di curiosità ed “occasioni”. A seconda delle zone del labirinto di vie e viuzze che l’ospita, si può trovare un particolare tipo di merce dall’artigianato locale ad abbigliamento nuovo e fatto a mano, a quello usato, mobili, antichità, dischi, roba usata e oggetti impossibili, ferramenta, tessuti e pelli. E quando il giro del rastro finisce ci si ferma in uno dei tanti bar a prendere una “cana con una tapa”.

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Ed ora un accenno al clima di Madrid, che tanto condiziona le abitudini ed orari dei madrileni. Madrid è una fornace d’estate ed un congelatore d’inverno ed anche nella stessa giornata ci possono essere differenze abissali fra la temperatura del fresco mattino e le ore centrali della giornata. A dicembre, gennaio e febbraio si arriva facilmente a temperature sotto lo zero, a luglio ed agosto ci sono giornate oltre i 40° senza un filo di vento, o con un vento che sarebbe l’invidia di un forno ventilato. Le piogge sono irregolari, ed in generale, la primavera e l’autunno sono le stagioni ideali per visitare Madrid, in particolare maggio e settembre, con temperature di 16 e 24 gradi circa. Questo clima fa che a Madrid tutto venga spostato all’indietro nell’orologio. I negozi aprono tardi (9,30 o 10 della mattina, 17 o 17,30 al pomeriggio), si esce di casa, dove ci si ripara dal caldo a finestre chiuse e dietro a tapparelle, solo verso sera se non si è proprio costretti a farlo prima, si fa pranzo e cena tardi….e si vive soprattutto di notte… Anche se i turisti, almeno nelle zone più frequentate, trovano ristoranti aperti a tutte le ore i madrileni fanno colazione fra le 8 e le 9, pranzo tra le 14 e le 15, mentre si cena dalle 22 in poi…Ma delle abitudini alimentari dei madrileni e della cucina tipica parleremo la prossima volta….

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(continua qua…)