Se la musica fu un modo per evocare la vita, per non arrendersi, «farla conoscere al mondo e suonarla anche solo una volta – evidenzia il Maestro Francesco Lotoro, fondatore e presidente della Fondazione ILMC – significa riscattarla e ottenere quella giustizia che non è stata concessa al compositore».
Autentico Patrimonio dell’Umanità, la musica concentrazionaria è una delle eredità più significative della Storia universale ricevuta dal fenomeno delle deportazioni: segno tangibile del fatto che dove non c’è libertà ma c’è carta e strumenti musicali, carta e strumenti musicali diventano la libertà.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.