Il giorno del ricordo (10 febbraio)

Esodo giuliano/dalmata

“Perché cerchi tu la vendetta, o uomo! con quale scopo tu la insegui? Credi tu di procurare dolore al tuo avversario  con essa? Sappi che tu stesso sentirai il più più grande dei tormenti.” ( Faraone Akhenaton)

Il giorno del ricordo

Umberto Saba, Ulisse

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

Per ricordare…con la musica 🎼

Se la musica fu un modo per evocare la vita, per non arrendersi, «farla conoscere al mondo e suonarla anche solo una volta – evidenzia il Maestro Francesco Lotoro, fondatore e presidente della Fondazione ILMC – significa riscattarla e ottenere quella giustizia che non è stata concessa al compositore».

Autentico Patrimonio dell’Umanità, la musica concentrazionaria è una delle eredità più significative della Storia universale ricevuta dal fenomeno delle deportazioni: segno tangibile del fatto che dove non c’è libertà ma c’è carta e strumenti musicali, carta e strumenti musicali diventano la libertà.

https://soundcloud.com/user-926617132/abeles-valzer-felicito-musica-scritta-nei-campi-di-concentramento?utm_source=clipboard&utm_medium=text&utm_campaign=social_sharing