La bellezza del mondo…in fiore

E, per restare tra i fiori, voliamo in Giappone dove anche se ormai i ciliegi sono sfioriti, è bello pensare che ogni anni essi colorino il Giappone e rappresentino bene “la bellezza effimera e la fragilità della vita”.

Sakura: la leggenda e il significato spirituale dei fiori di ciliegio giapponesi

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La primavera in Giappone coincide con l’Hanami, la festa in cui si assiste alla fioritura del ciliegio Sakura. Sono proprio i meravigliosi fiori di ciliegio che tingono il Paese nipponico di rosa, scopriamo qualcosa di più su questa tradizione millenaria.

L’hanami è una festa millenaria che, come sappiamo, consiste nel trascorrere giornate immersi nella natura per assistere all’incantevole fioritura dei ciliegi. In giapponese, ‘hana’ vuol dire fiori e ‘mi’ sta per guardare, osservare. Per l’occasione, si mangia sui prati e si beve sake in compagnia di parenti e amici.

Sakura, la leggenda

Al Sakura è legata una bellissima leggenda giapponese che risale a centinaia di anni fa in cui la pace era cosa rara per via di battaglie tra feudi. Si narra però che esisteva un bosco dove la guerra non aveva toccato nulla, c’erano alberi, profumi e animali. Nessun guerriero osava entrarci per rovinare la natura. Proprio qui c’era un albero che non fioriva mai e sembrava morto. In realtà non lo era ma era molto triste e solitario perché non poteva mai godere della bellezza dei colori dei fiori. Gli animali per paura non si avvicinavano, l’erba attorno non cresceva.

Ma un giorno, la fata dei boschi vedendo tanta solitudine si commosse, si avvicinò a lui e disse che avrebbe lanciato un incantesimo che sarebbe durato 20 anni. Durante questo lasso di tempo, l’albero avrebbe provato quello che prova il cuore umano. Forse così si sarebbe emozionato e avrebbe trovato la fioritura.

La fata gli disse ancora che si sarebbe potuto trasformare in essere umano e poi di nuovo in pianta, ma se finiti i 20 anni non fosse riuscito a diventare vitale, sarebbe morto per sempre. L’albero si trasformò in umano, ma all’inizio trovò solo odio e guerra. Per questo tornava spesso ad essere una pianta, fino a quando da uomo, camminando vide una bellissima ragazza. Era Sakura che si mostrò gentile: parlarono a lungo condividendo sogni e speranze.

Quando Sakura gli chiese quale era il suo nome, all’albero venne in mente una sola parola: “Yohiro”, che significa speranza. Tra i due nacque una profonda amicizia e in breve tempo sbocciò l’amore. Un giorno Yohiro confessò a Sakura tutto il suo amore e la sua vera natura. Sakura rimase impressionata e restò in silenzio. Il tempo era passato e la scadenza dei 20 anni stava per avvicinarsi. Yohiro, che tornò ad assumere le sembianze di un albero, si sentiva molto triste.

Ma Sakura confessò all’albero tutto il suo amore. Fu allora che apparve nuovamente la fata e chiese a Sakura di scegliere: rimanere umana o fondersi con Yohiro sotto forma di albero.

Lei pensò all’odio e alla guerra e decise di fondersi con Yohiro. Ed ecco che i due si fusero e divennero uno solo, e come per miracolo, l’alberò fiorì. La parola Sakura significa “fiore di ciliegio”. Oggi il loro amore fiorisce in Giappone.

Sakura, il significato simbolico e spirituale

È innegabile che il sakura sia un fiore meraviglioso, ma l’hanami racchiude anche una simbologia che va oltre la bellezza. Il sakura fiorisce e sfiorisce in pochi giorni per cui rappresenta la caducità della vita, la fragilità, ma anche la voglia di assaporare ogni istante.

Si guarda al sakura con tristezza, ma anche con commozione perché festeggiandolo l’hanami in primavera si parla della rinascita. Non a caso la fioritura dei ciliegi è da sempre vista come segno premonitore della ricchezza della raccolta del riso, come auspicio di prosperità. Il Sakura è anche simbolo delle qualità del Samurai, ovvero onestà, coraggio, lealtà e purezza. In Giappone sakura è anche un nome femminile.

La bellezza del mondo…fra i tulipani

Il tulipano indossava un abito color carminio; non voleva tradire la fiducia dei pettirossi che saltellavano furtivi.
(Emily Dickinson)

www.instagram.com/p/BxF-NsPhsBZ/

Storia del tulipano ed altre curiosità

Il nome “tulipano” deriva dal turco “tullband” copricapo, turbante, probabilmente per via della caratteristica forma di questo fiore. Secondo un’antica leggenda persiana, la più antica tra tutte quelle che vedono il tulipano come protagonista, questo nacque dalle gocce di sangue di un giovane ragazzo suicidatosi in seguito ad una terribile delusione amorosa.

Anche nella celebre raccolta di fiabe “Le mille e una notte” il tulipano viene associato all’amore: secondo i racconti infatti il sultano lasciava cadere un tulipano rosso ai piedi di una delle donne dell’harem per indicare loro quale fosse la prescelta.

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Fu nel XVI secolo che questo splendido fiore ottenne una grande popolarità in Turchia, durante il regno del sultano ottomano Solimano il Magnifico, dalla cui corte vennero portati prima a Vienna, dove però non riscossero un grande successo e non furono coltivati a lungo, poi in Olanda e in Inghilterra, dove l’enorme richiesta negli anni a venire portò il prezzo dei bulbi alle stelle trasformando il tulipano in un vero e proprio status symbol, non solo per l’altissimo valore decorativo ma anche per quello gastronomico, tanto che, nella prima metà del 1600, il governo dovette imporre dei prezzi fissi per la vendita. 

Per quanto oggi sia comunemente “la rosa rossa” la regina indiscussa degli innamorati il fiore che più di tutti simboleggia l’amore è proprio il tulipano (è più corretto infatti dire che la rosa simboleggi un segreto da rivelare con segretezza, che si tratti di passione, gelosia o amore).

A prescindere dall’origine fiabesca che ritrae questo splendido fiore come una conseguenza di una delusione d’amore attualmente si ritiene che esso sia un’allusione alle relazioni perfette, non tanto a quelle sfortunate e deleterie, sebbene esista un’altra interpretazione secondo cui il tulipano rappresenti proprio i sentimenti più scostanti: questo andrebbe contro le credenze più antiche, o, forse, è semplicemente un altro modo di vedere l’amore: bello, passionale, onesto, ma caratterizzato da continui capricci e contrasti tra due anime unite.

Ma la particolarità del tulipano sta nelle sue tonalità: così come l’amore, che a seconda della persona può essere vissuto in mille modi diversi ed evocare altrettante sensazioni diverse così anche lui con le sue sfumature descrive le tante facce di un sentimento complesso e meraviglioso allo stesso tempo, quasi fosse un dono per chi, meno abile di altri o semplicemente spaventato nell’ammettere alla persona amata ciò che prova nel cuore, voglia donare qualcosa che simboleggi una sensazione per lui difficile da esprimere.

Esistono più di cento specie di tulipani, e altrettante possono essere le sfumature. Queste sono le più classiche:

-Tulipano rosso: il fiore perfetto per una dichiarazione d’amore in piena regola. regalare un tulipano rosso è come dire “ti amo e ti amerò per sempre”, una promessa e un impegno da non sottovalutare.

-Tulipano violetto: il tulipano della modestia. forse la dichiarazione di chi non ha la presunzione di promettere qualcosa di eccessivo? meno incisivo e passionale del tulipano rosso ma comunque nobile e dolce.

-Tulipano giallo: il giallo ricorda il sole: un dono perfetto per un amore solare, spensierato, e caldo, reso tale da una persona disinibita e con gioia di vivere.

-Tulipano screziato: caratterizzato da sfumature di brillanti colori che rispecchiano la lucentezza degli occhi di chi riceve questo dono, dolce e aggraziato.

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Le mille sfumature del fiore e del suo significato fanno sì che, a seconda della cultura, il tulipano sia uno dei fiori più utilizzati per composizioni e regali dai più svariati significati: oltre al classico significato nell’impero Ottomano era simbolo di ricchezza e potere, ma anche di intimità e tenerezza (non è insolito che il tulipano fiorisca nelle vicinanze di qualche residuo di neve ed è tra i primi a sbocciare ogni anno); spesso vengono utilizzati anche per augurare alle persone amate un felice Natale, o un felice matrimonio, soprattutto se in primavera.

-Attualmente l’Olanda è ancora la maggior produttrice di tulipani.

-Diversamente dall’antico significato, quello che descrive l’amore come qualcosa di puro ma anche di eterno e, quindi, se vogliamo, costante, è curioso notare come il significato occidentale attribuito al tulipano sia quello dell’incostanza: secondo alcune interpretazioni questo può comunque essere accomunato all’amore stesso, perché, sotto certi punti di vista, l’amore, con i suoi alti e i suoi bassi, è incostante.

Il tulipano è uno dei pochi fiori consigliati anche per un regalo ad un uomo, grazie ai suoi colori e alla corolla, entrambi molto decisi, che lo rendono più adatto ad un pensiero del genere rispetto a molti altri fiori che, seppur meno romantici, hanno un aspetto più aggraziato e femminile.

Composizioni di tulipani

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Le composizioni di tulipani possono essere realizzate in maniere molto diverse fra loro a seconda del messaggio che si vuole comunicare e del motivo per il quale vengono realizzata. I tulipani infatti sono dei fiori che si abbinano perfettamente sia a composizioni glamour che a composizioni romantiche, ma possono anche adattarsi perfettamente a composizioni in stile country o shabby-chic. 

Tutto dipende dalla tonalità del tulipano che scegliamo e che decidiamo di rafforzare con gli elementi accessori della composizione. Tulipani rossi abbinati a tessuti dello stesso colore sono perfetti per composizioni che vogliono trasmettere un senso di passione, amore e sentimento. Tulipani bianchi abbinati a cestini color paglia o a contenitori in stile provenzale sono ideali per matrimoni o per arredare gli spazi interni ed esterni della casa. I tulipani di colore giallo, arancio e viola infine si abbinano perfettamente a composizioni più vivaci, adatte a stemperare la serietà di uffici e aziende piuttosto che per le sale d’aspetto ambulatoriali.

Si capisce quindi come utilizzando colori differenti si riesca a comunicare un messaggio molto preciso capace di mandare specifici messaggi e di avere un significato molto particolare.

Da: giardinaggio.it

 

 

Tutto il bello che c’è..

Ancona, la ma città, si è svegliata dal suo letargo invernale e l’ha fatto alla grande come ben mostra questo brevissimo video fatto in una mia passeggiata alla Mole Vanvitelliana in occasione dell’annuale “Flower Show”.

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La Mole era bellissima con tutti quei colori ed ho anche potuto ammirare dall’alto, lungo il camminamento che circonda le mura (non sempre accessibile al pubblico), il panorama ma da un altro punto di vista…quello del cavallo! 😀

Quel giorno che la Primavera arrivò in anticipo

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La terra era ancora dura di gelo e immobile nel freddo invernale.wakie-wakie-its-groundhog-day_animated_gif Nascosti nelle tane gli animaletti dormivano profondamente. Il lievissimo respiro regolare segnava, come lo scandire dei secondi di una sveglia, il passare del tempo. Sotto terra i piccoli semi intirizziti in paziente attesa della prima uscita primaverile, sapevano di dover attendere ancora qualche tempo.
Un giorno mentre tutto ancora dormiva arrivò nel bosco una signorina alta ed elegante. Con passo danzante e leggero si faceva largo gettando a casaccio piccoli boccioli nei prati e sugli alberi. Tra i  suoi capelli del verde brillante dell’erba la camomilla faceva capolino allegramente. spring girlAveva fra le mani tulipani, viole e mimose; il suo abito di fiori di pesco e di ciliegio spandeva intorno un irresistibile profumo che si insinuava in ogni angolo remoto.
Era febbraio, il signor Inverno non ci mise molto ad accorgersi che qualcosa succedeva a sua insaputa nel bosco di cui era custode fino al venti del mese di marzo. Uscì immediatamente e una ventata di freddo vento raggelò i piccoli fiori che la Primavera in anticipo aveva incautamente fatto uscire.Piglet-flower Nuvoloni scuri si addensarono improvvisamente all’orizzonte e in un lampo consegnarono il loro carico, poco dopo la terrà tornò  a essere un manto bianco uniforme. I fiori si ritirarono in un angolo, cercando di proteggersi dalla furia invernale, mentre una voce risuonò alta “Senti Primavera non fare la svampita, tornatene a casa che il mio contratto scade tra un mese!” 
La Primavera raccolse come poté i suoi fiori e ritornò sui suoi passi dicendo: “Ma come sei suscettibile e precisino Signor Inverno, potresti anche concedermi qualche giorno dei tuoi.” Ancora la voce dell’Inverno tuonò imperiosa: “Sparisci!”
Nel bosco tornò la calma invernale, gli uccellini affacciatisi a sentire il battibecco tornarono al riparo mentre gli animali in letargo non si accorsero di nulla, ci father wintervoleva ben altro che una litigata tra le stagioni per svegliarli.