Il tramonto visto dalla 42a strada nel cuore della “Grande Mela”
30/05/2023
Anadolu Agency
Tramonti mozzafiato a New York in questi giorni: è il momento del “Manhattanhenge”.
Impropriamente chiamato anche Solstizio di Manhattan, il “Manhattanhenge” è l’effetto che si crea quando il Sole al tramonto si allinea perfettamente con la griglia stradalesull’asse est-ovest, nel cuore della ”Grande Mela”.
Il termine fa riferimento a Stonehenge, il celebre monumento neolitico allineato in direzione dell’alba del solstizio d’estate e del tramonto del solstizio d’inverno.
Al posto del cerchio di pietre, il suggestivo canyon creato dalle linee parallele di grattacieli di acciaio, vetro e cemento.
I tramonti e le albe si allineano su New York due volte all’anno, in date equamente distanziate dal solstizio d’estate e dal solstizio d’inverno. Gli allineamenti al tramonto si verificano intorno al 28 maggio e al 13 luglio.Gli allineamenti all’alba si verificano intorno al 5 dicembre e all’8 gennaio.
Secondo il piano urbanistico del 1811, la griglia stradale della maggior parte di Manhattan è ruotata di 29 gradi in senso orario rispetto all’asse est-ovest. Di conseguenza, quando l’azimut del tramonto è di 299 gradi (cioè 29 gradi a nord del vero ovest) il tramonto si allinea alle strade della griglia.
Lo spettacolo del “Manhattanhenge” è visibile lungo molte strade tra cui la 14a, 23a, 34a, 42a e 57a strada.
Uno dei punti di osservazione privilegiati è il Tudor City Bridge sulla 42esima che in queste occasioni si affolla di fotografi.
Le date precise di “Manhattanhenge” dipendono dalla data del solstizio d’estate, che varia di anno in anno intorno al 21 giugno.
Si parla di “sole pieno” quando il disco solare appare interamente sopra l’orizzonte, mentre “mezzo sole” quando il disco solare è parzialmente nascosto sotto l’orizzonte. (Tratto da Rai News)
Foto tratte dal video live di “ N.Y.C. Walking Show”
La figura del gatto nero: differenza tra paesi e culture
Total black 😻
Il 17 novembre si celebra la Giornata mondiale del gatto nero.
Già dal Medioevo, i felini neri venivano associati al demonio e, per ordine del clero, dovevano essere uccisi e bruciati vivi. Nomea che si è poi protratta negli anni. La data non è un caso: in primis perché il mese di novembre è quello più triste dell’anno, inizia con la commemorazione dei santi e dei morti, e poi il numero 17 è legato alla sfortuna. Ma chi sceglie di adottare un gatto nero in casa? In Italia sono circa solo il 10% del totale e questo perché il nero “spaventa”.
La festa dedicata
La festa del gatto nero è nata una quindicina di anni fa per volere dell’associazione italiana Difesa Animali ed Ambiente. Lo scopo, è stato spiegato in un comunicato stampa dell’associazone ed è legato alla lotta per combattere il fenomeno dell’uccisione dei gatti neri. Questa nuova recente tradizione si è trasformata nel tempo nella giornata contro tutte le superstizioni, ma anche come occasione per festeggiare questo felino in passato tanto disprezzato e tanto amato allo stesso tempo.
Il gatto è un animale che ha attraversato i secoli venerato o odiato, a seconda dell’epoche e delle credenze popolari. Venerato dagli antichi egizi e temuto negli anni della caccia alle streghe, quando si pensava che questo piccolo felino fosse legato a loro e quindi finivano a rogo insieme
La leggenda della Befana e del gatto nero
Le leggende e le superstizioni (da sfatare ovviamente) su questo incantevole felino sono tantissime. Ad esempio, una storia racconta della Befana e del suo gatto nero. In questo caso, però, tende a ribaltare l’idea del gatto nero come simbolo di sfortuna.
La leggenda narra che anticamente tutti i felini erano tigrati, e che l’unico esemplare di gatto nero fosse proprio quello della Befana. Questo unico gatto non viveva sulla terra, ma vi faceva visita solo il 6 gennaio, quando accompagnava la Befana a cavallo della sua scopa. Come tutti gli esemplari della sua specie, anche il gatto della Befana era molto curioso e spesso si domandava come potesse essere la vita degli umani sulla terra; purtroppo, non conosceva questo pianeta perché vi faceva visita solo il 6 gennaio e dopo si ritirava con la sua vecchia padrona in una sorta di letargo fino all’anno successivo.
La leggenda narra che una notte del 6 gennaio, mentre accompagnava la Befana nella distribuzione dei regali alle famiglie, spinto dalla curiosità si sporse dalla scopa e cadde giù finendo nel caminetto di una casa; a quel punto la befana, invece di arrabbiarsi e correre a recuperare il suo compagno a 4 zampe, lasciò il suo gatto nero come regalo alla famiglia.
Quest’ultima con immensa gioia e stupore accolse il gatto a braccia aperte, ed è da quel momento che sulla terra accanto ai gatti tigrati iniziarono a circolare anche i gatti neri. Questa leggenda vuole insegnare che i gatti neri sono simbolo di buona fortuna, perché considerati come regalo della notte dell’Epifania.
La figura del gatto nero: differenza tra paesi e culture
Il gatto nero in molte culture è visto come simbolo di cattiva sorte e malaugurio, come in Italia, Spagna e Stati Uniti; al contrario in paesi come Inghilterra, Scozia e Giappone è simbolo di buon auspicio e si ritiene che averne uno in casa porti prosperità e benessere.
In Cina, invece, il gatto nero è portatore di povertà, fame e miseria; mentre, in Germania si ritiene che se un gatto nero attraversa la strada da sinistra a destra porti fortuna, al contrario da destra a sinistra porti sfortuna. Infine, in Lettonia quando nasce un gatto nero significa che ci sarà presto buon raccolto per tutti.
Sempre intorno alla figura del gatto vi sono tantissime altre credenze buone e cattive: in Scozia, ad esempio, si crede che se un gatto nero trova rifugio davanti all’entrata di un’abitazione, porterà tanta felicità alla famiglia che ci abita. (Fonte: Trieste prima)
Reika, un po’ tigrata prima che cadesse dalla scopa della befana!😺
Anno 2021 ed eccoci in un periodo di cambiamenti, belli speriamo! La pandemia inizia a segnare il passo ed i vaccini stanno contribuendo molto a mettere in affanno il Covid 19 anche se, come tutti i virus, cerca ogni strada per sopravvivere e noi dobbiamo sbarragliele tutte anche con misure meno restrittive.
Santo cielo! Indossiamo la mascherina… se necessaria.
Anno di cambiamenti, dicevo e cambiamenti si vedono anche qui sul nostro blog! Dopo quasi 20 anni abbiamo cambiato il tema che usavamo da quando abbiamo iniziato. Ci eravamo affezionate ma WordPress ha deciso di mandarlo in pensione! Ora la nostra mente non è più così elastica come allora e facciamo fatica ad adattarci ai nuovi cambiamenti soprattutto della home page.
Ma le varie voci del menù in alto alla pagina sono le stesse a cui eravate abituati. La “NUOVA VOCE” invece vi porterà direttamente al post più recente e a tutti i vari widget che prima erano sul lato destro della home page e che ora si trovano in fondo.
L’unica cosa che ci è sfuggita un pò di mano (per ora) sono le Gallery dove alcune immagini sembrano essersi ribellate all’ordine in cui Sol le aveva diligentemente messe, ma Sol (stacanovista delle gallery) le sta già richiamando all’ordine.
Le acchiappa più veloce del vento! I sogni bisogna inseguirli sempre… 🙂
In una bella serata estiva, tanto tempo fa, in cielo splendeva una sottile falce di luna, che si affacciava fra le nuvole.
Un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava senza sosta. I suoi ululati erano lunghi, ripetuti e disperati. La luna, la regina d’argento della notte, ne fu infastidita e gli chiese perché si lamentasse tanto. Il lupo rispose che aveva perso uno dei suoi cuccioli e che ormai disperava di trovarlo. La regina della notte, dispiaciuta e desiderosa di aiutarlo, pensò di illuminare tutta la montagna per far sì che il lupacchiotto trovasse la via del ritorno. Così si gonfiò tanto da diventare un disco grande e luminoso. A quel punto il lupo ritrovò il suo cucciolo, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Lo afferrò in tempo, lo strinse forte, lo rincuorò e ringraziò infinitamente la luna. Poi se ne andò col figlioletto, allontanandosi tra la vegetazione. Le fate dei boschi, commosse, decisero di fare un bellissimo regalo: una volta al mese la luna sarebbe diventata un globo di luce grande e luminoso, visibile a tutti, in modo che tutti i cuccioli del mondo potessero ammirarla in tutto il suo splendore. Da allora, una volta al mese i lupi ululano festosi alla luna piena. Non si può imbrigliare il vento!
Già tempo fa avevo parlato di questa leggenda che mi affascina molto, ma a volte la realtà supera la leggenda…
E si, quando la luna da spettacolo è proprio da ululato…ops, volevo dire da ‘urlo’! 🙂
E proprio ieri, 31 gennaio, c’è stato uno spettacolo lunare rarissimo ( non avveniva dal 1866) che la NASA ha chiamato “a super blue blood moon”. Una luna piena che supera se stessa…
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