ARACNE.


Aracne è una figura mitologica narrata da Ovidio nelle “Metamorfosi”, ma che pare sia d’origine greca.

Aracne abitava a Colofone, nella Lidia. Suo padre, Idomeneo, lavorava come tintore. La ragazza era abilissima nel tessere, tanto che la gente diceva che avesse imparato da Pallade Atena, mentre lei affermava il contrario, ovvero che la dea avesse imparato da lei. Ne era tanto sicura, che sfidò la dea a gareggiare con lei.

Una vecchia si presentò ad Aracne, suggerendole di ritirare quanto aveva detto, per evitare l’ira della dea. Quando lei rispose sgarbatamente, la vecchia uscì dal suo travestimento rivelandosi come la dea Atena: la gara ebbe così inizio. Aracne scelse come tema della sua tela gli amori degli dei; il suo lavoro era perfetto, ironicamente descriveva le astuzie usate dagli dei per raggiungere i loro fini. Atena si adirò, stracciò la tela e colpì Aracne con la sua spola.

Aracne, in preda alla disperazione, si impiccò; ma la dea non era soddisfatta e trasformò la ragazza in un ragno, costringendola e filare e tessere per tutta la vita.

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Le filatrici (La favola di Aracne)
Diego Velázquez, 1657 ca.
Madrid, Museo del Prado

leggende della notte: la leggenda del Minotauro

Nei tempi del suo massimo splendore regnava a Creta Minosse, re spietato e crudele, che viveva nel palazzo di Crosso. Allora le città greche erano le sue colonie e il peggior balzello era costituito dall’obbligo di inviare quattordici fanciulli e fanciulle, che erano dati in pasto al Minotauro.

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The Minotaur (George Frederick Watts, 1817-1904)

L’orribile mostro, metà uomo e metà toro, era nato dall’unione tra Pasifae, moglie di Minosse, e Zeus, che per possederla, aveva preso le sembianze di toro.

Il Minotauro venne rinchiuso da Minosse nel laberinto costruito nei sotterranei del palazzo da Dedalo, padre di Icaro.

Quando venne la volta di Atene, Teseo, figlio del re Egeo, si unì alle vittime prescelte, poiché voleva liberare il suo poppolo da quell’infame tributo.

La nave destinata a compiere l’ infausto viaggio portava le vele nere, in segno di lutto, e Teseo promise al padre che avrebbe fatto issare le vele bianche in segno di vittoria.

Arrivato a Creta, Teseo conobbe Arianna, figlia di Minosse, che innamorata di lui decise di aiutarlo e gli confidò il segreto per raggiungere il Minotauro, ucciderlo ed uscirne indenne dal labirinto.

Bastava prendere un gomitolo di lana, legarne un capo all’ingresso del labirinto e srotolarlo man mano che vi ci si addentrava. Ucciso il mostro, era sufficiente arrotolare nuovamente il gomitolo e rifare il percorso a ritroso.

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Theseus and the Minotaur (W. Russell Flint, 1880-1969)

Naturalmente Teseo riuscì nell’impresa, liberò i compagni e partì alla volta di Atene. Ma nella fretta di tornare indietro nessuno si ricordò di cambiare le vele e quando il re Egeo, scorse in lontananza la nave pensò che il figlio fosse perito nell’impresa. A quella vista il re, disperato, si gettò in mare e morì.

Fu così che da quel giorno il mare che bagna Atene si chiamò Egeo, a perenne ricordo di quel tragico gesto.

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Fonte della prima immagine : http://furry.wikia.com/wiki/File:Minotaur.jpg

Fonte della seconda immagine: http://furry.wikia.com/wiki/File:Minotaurdeath.jpg