Vento

Si, finalmente è arrivato il vento fresco del Nord 0009+ ed io respiro meglio 🙂
Il vento, questo elemento impalpabile, invisibile, a volte una leggera brezza rinfrescante che fa sentire appena la sua presenza; a volte un vento caldo che ci agita e quasi affretta i nostri passi; a volte una furia fredda e devastatrice…
C’è sempre comunque un vento che ci accompagna nella nostra vita e forse a volte ci trasmette un pò della sua magia…e chissà, forse se lo sapessimo seguire come sa fare un bravo navigante immezzo al mare, ci porterebbe al sicuro nel nostro porto.
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VENTI

Caldi e freddi i venti spirano

E gli zefiri con il loro fascino ispirano

Così come i venti impetuosi

Con la loro magia sono generosi

Se nuove iniziative vuoi propiziare

E i tuoi rituali compilare

Il vento del Sud, è vero, l’amore può portare

Allora caccia i timori e l’occasione non farti scappare

Il vento purificatore dell’Ovest calma e guarisce

E tutte le questioni irrisolte finisce

Se chiarir la mente e riempir le tasche vorrai

Il vento del Nord usar dovrai

Osserva il vento e come spira

Il suo potere usa mentre gira

Perché la tua magia correr possa

Sulle ali del suo respiro.

(Dorothy Morrison)

Vento di levante (Est): Il vento che soffia da Est è quello della freschezza, della vita che si rinnova, della forza, del potere e dell’intelletto. E’ un vento caldo e forte che soffia dal punto in cui ha luogo la splendente alba di sole luna stelle. Per questo è il vento che ha a che fare con gli inizi, i fenomeni  nuovi che nascono dal lavoro del vento del Nord. Il calore è quello del sole, della scintilla della creazione.

Dato che l’Est è la direzione dell’alba e della luce, il colore di questo vento è il bianco.
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Vento di scirocco (Sud): Più viaggiate a Sud e più comincia a far caldo, da questa parte dell’equatore. Per questa ragione il vento del Sud è un vento caldo e fiero. Simbolicamente governa mezzogiorno, quando il sole (o la Luna )sono più alti nel cielo, il momento di maggiore luce e calore.

Il colore del Vento del sud? Giallo, il giallo del sole di mezzogiorno.

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Vento di libeccio (Ovest): Il vento dell’Ovest è quello che soffia fresco e umido; può annunciare la pioggia o la nebbia quando attraversa una terra. E’ una forza fertile e benevola che è gentile e persuasiva. Governa simbolicamente il crepuscolo, quando ogni cosa sembra rimanere immobile. Il giorno e la notte si fondono in un paesaggio magico di colori muti e brezze fresche. Il vento dell’Ovest è il gradito sollievo dopo la brezza secca e calda del Sud.

Il suo colore è il blu che ha il cielo appena prima che la luce scompaia.
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Vento di tramontana (Nord): Il vento del Nord è il vento della morte, ma non necessariamente una morte fisica. E’ il regno di una legge eterna e universale: il cambiamento. “morte” qui, si riferisce all’eliminazione delle
negatività. Il Vento del Nord è freddo soffiando dalla direzione dell’inverno e delle terre coperte di neve, è secco e sterile.

Il suo colore è il nero della notte fonda.

Tratto da: violetfairy.altervista.org/venti.

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rosa_dei_venti

…e -15!!… brrr che freddo!!

smiles_2041 Dopo le grandi nevicate delle settimane scorse e nonostante il sole qua in Piemonte, a Carmagnola per l’esatezza, si va avanti con un freddo tremendo  come mai prima nei tanti inverni passati qua io abbia “goduto” smiles_2034 … e abbiamo ancora tutta la neve dei giorni scorsi, che diventata ormai ghiaccio se le cose non cambiano ci durerà una vita e continuerà a raffreddare ulteriormente la temperatura ambientale… chevelodico.gif

Mentre continuo ad aggiungere maglioni a maglioni mb13wn0.gif senza riuscire a riscaldarmi scopro oggi per la mia gioia che noi, fortunati carmagnolesi, ormai abbiamo il privilegio di vivere in quella che la Stampa di Torino definisce in un articolo di Daniele Cat Berro, la Siberia del Piemonte… shockato02nq7

Non trovando in rete l’articolo della Stampa perchè di cronaca di Torino non mi rimane che provar a riscaldarmi mentre ve lo riporto qua…

E’ Carmagnola la Siberia piemontese di Daniele Cat Berro

E’ esperienza comune che faccia più freddo in montagna che in pianura: un’osservazione forse banale, dirà qualcuno. Ma non sempre è così. In inverno, se il cielo è sereno e non c’è vento a rimescolare l’atmosfera, di notte il suolo si raffredda velocemente e l’aria fredda -più densa e pesante- si accumula in pianura e nei fondovalle, dove può ristagnare per diversi giorni insieme a nebbia e inquinamento. Così in cima ad una collina la temperatura può anche essere di 10 gradi più elevata rispetto alla pianura.

Si chiama inversione termica, un fenomeno che stupisce sempre, ma che è molto più comune e normale di quanto si pensi. Se il terreno è coperto di neve, come in queste settimane, l’effetto è perfino più evidente, perché in questo caso il terreno esposto al cielo stellato si raffredda ancora di più. Ecco il motivo di tanto gelo in pianura nei giorni scorsi e dei meno 15 gradi registrati ieri a Carmagnola. Mentre su colline e montagne già si respirava aria meno rigida, al piano si è formato un vero e proprio “lago” di aria fredda, invisibile se non ai termometri.

In Piemonte la pianura a Sud di Torino è particolarmente soggetta a questi intensi raffreddamenti invernali, ma lo sono anche l’altipiano di Poirino, il Chivassese, le valli ombrose incastonate tra i colli delle Langhe e del Monferrato, la campagna alessandrina. Spesso è la zona intorno a Carmagnola ad essere la più fredda in assoluto. Nel febbraio 1956, durante una delle ondate di gelo più intense del Novecento in Italia, si misurarono 26 gradi sotto zero a Lombriasco (località a 5 o 6 chilometri di Carmagnola), valore termico più gelido rilevato a bassa quota in Piemonte dacché sono in funzione gli strumenti metereologici.

Chissà a quanto si sarà scesi nel terribile gennaio del 1709, quando a San Mauro si attraversava il Po ghiacciato con i carri e il fusto degli alberi scoppiava sotto l’azione del gelo… Forse a meno 30, ma purtroppo a quei tempi non c’erano ancora termometri che potessero documentarlo.

Finalmente pioveeee…!!!

Finalmente pioveeee…!!!! ….  seee sm_cool

Non è una gran pioggia…ma è quel tanto che basta per rendere la temperatura più…umanaaa..!!!

138-cazzarola.gif…ancora un pòòòò…e ci restavo…seccaaaa…su questo divanooo…!!!!

Ehm…soleeee…una cosaaaa…: se ti venisse un pò di sonnooo…riposati pure tranquillooo…!!!! ti-prreegoo.gif 😀

Il caldo

Le condizioni metereologiche come si sa influiscono notevolmente sulla nostra vita e questa estate un po’ bizzarra ne è la dimostrazione costante: al gran caldo che regna sovrano un po’ ovunque si alternano temporali e persino trombe d’aria più proprie da paesi tropicali che dal nostro. Ma passati questi le temperature tornano a salire e di nuovo c’è il caldo…quel gran caldo di questa estate…

Quel caldo che come si sa fiacca le forze, ci costringe a riposi forzati in attesa di quel fresco che ci ridarà le forze e la voglia di intraprendere le nostre attività…

Ci si rifugia volentieri in una “siesta” rigeneratrice… 🙂

…ogni attività sembra una meta irragiungibile… ci si sente un vero straccio… 😦

…sudati, appiccicosi, sembra di essere in un sacchetto di plastica…

…o di stare in una friggitrice calda e pronta all’uso… 😮

…la lingua sembra felpata e bollente…

…si è costretti a controllare la pressione che man mano che il caldo aumenta cala e cala…

Scappare lontano, evadere dal caldo, diventa un sogno ad occhi aperti…

…raggiungere mete innevate è il nostro maggior desiderio….

…ma anche luoghi “improbabili” purchè più freschi…

…andare a trovare gli amici fortunati con l’aria condizionata potrebbe essere la mossa giusta…

…tanto a nulla servono ormai le “vecchie” buone abitudini…

…il caldo ha l’avvento su di noi: s’inizia a pensare di diventare persino un altro…

…di affrontare con gioia il nostro “incubo peggiore”… 😮

…persino di affrontare una dieta non “appetibile” ma “rinfrescante”…

…si controlla la posizione del sole prima di avventurarsi ad uscire…

…si è disposto persino a frugare nei frigo altrui alla ricerca di quel qualcosa di fresco da “requisire”… 🙂

…ma ormai la nostra lingua è diventata un caldo panno di lana…

…ogni cosa diventa lecita pur di placare sete ed arsura…

…si supplica… 🙂

…si prega… 😀

…si minaccia 😮

…c’è chi arriverebbe persino a rubare!! 😮

…o al estremo sacrificio… rinunciare all’amata chioma pur di non sciogliersi nel sudore!! 😮

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Sperando che non dobbiamo diventare altri, snaturare le nostre abitudini e diete, arrivare ai gesti più estremi, e meno che mai sacrificare la nostra amata chioma 😀 auguro a tutti noi un weekend fresco ma senza eccessi temporaleschi… 🙂

(foto Tiscali)

domenica 6 luglio 2008 ore 16… una domenica “particolare” a Carmagnola

Ora posso finalmente scriverlo, finora c’era ancora da sistemare e raccogliere i pezzi, in ogni senso… 🙂

Domenica, verso le 4 del pomeriggio di una giornata apparentemente normale qua, a Carmagnola, in un attimo si è scatenato l’inferno ed io mi ci sono trovata così dentro da non riuscire a pensare di scrivere nulla fino a vedere almeno tolte le principale traccie e poter guardare tutto con un poco più di distacco…

E’ iniziato di colpo, una grandinata fortissima e pazzesca… a nulla è servito correre e cercar di chiudere saracinesche e vetri di porte e finestre, qualcuna siamo riusciti a chiuderle, le altre, il forte vento e la grandine grossa che entrava t’impedivano di farlo. Ovunque, in ciascuna porta e finestra della parte della porta d’ingresso della casa e del lato sinistro entrava l’acqua di sotto ma questo era solo una piccola cosa…

Scesa al piano sotto terra ancora sulle scale ho visto un fiume che correva nella tavernetta… Il registro delle grondaie era saltato. Evidentemente c’era troppa grandine e pioggia e le grondaie non riuscivano a far defluire tutto e non ha trovato miglior via di scampo che, saltato il coperchio, trovare sfogo lì nella tavernetta correndo impetuoso per tutto il piano di sotto da una stanza all’altra… Un fiume veloce sgorgava largo quanto il registro della grondaia a piena velocità nel nostro piano interrato!!

Era già successo quasi una ventina di giorni fa e tutto era rimasto allagato, ma la velocità e la quantità che defluiva questa volta minacciava, se continuava per molto, di farci arrivare l’acqua chissà dove data la velocità vertiginosa con cui entrava… Ho gridato e di corsa sono salita su a cercare qualunque cosa potesse aiutarmi da subito ad incominciare a cacciare via l’acqua pur di non farla salire di sopra…

Arrivata in cucina il vento, tremendo…. sentivo ogni cosa in giardino colpire di qua e di là, di colpo un rumore sordo… ma ero troppo indaffarata in cucina a raccattare ogni cosa potessi per arginare l’acqua per fermarmi… Ho solo spento il pc in cucina e scesa di sotto mi sono fiondata nell’acqua per andare a prendere gli stivaloni di gomma…. Mentre si faceva uscire dal garage la macchina s’incominciava a cercar di raccogliere e spingere via l’acqua che ormai allagava tutto il piano ed arrivava oltre le caviglie…. Per fortuna evidentemente aveva smesso o rallentato e l’acqua ormai non affluiva…

Ad un tratto il campanello… Corro di sopra a vedere. Il videocitofono era lì vicino ma con i piedi a mollo uno forse non ricorda nemmeno i piaceri delle comodità moderne… Una mia vicina mi fa senza nessun preambolo…”forse non te ne sei accorta ma hai un pino sul tetto di casa”. Detto questo scompare veloce, immagino a raccogliere acqua pure lei… Corro in giardino ma pochi passi e la mia strada s’interrompe contro un gigantesco pino che traversa tutto un lato del mio giardinetto per continuare sulla casa sul cornicione attorno e la cucina e che finisce con la sua splendida punta sull’ultima parte della mansarda…

Non posso credere ai miei occhi… Il tonfo che sentii mentre in cucina spegnevo il pc e cercavo di raccogliere ogni cosa necessaria fu dunque quell’albero… Un attimo e realizzo che stranamente un pino così enorme (ho saputo dopo che aveva 40 anni di vita) difficilmente non sarebbe entrato dal mio tetto e distrutto tutto ed io ero lì sotto in cucina…. eppure… non ho tempo d’altro… due persone per me sconosciute mi chiedono se stiamo bene e scusandosi per l’intrusione mi dicono che sono entrate con le scale a vedere cosa era successo… Sono i miei vicini, anzi i figli della mia scomparsa vicina, i padroni per intenderci del pino che vedendolo crollare su di noi hanno cominciato a chiamarci ma non vedendo ne sentendo nessuno con le scale hanno scavalcato il muro per vedere da se i danni che poteva aver fatto… Non scambiamo che due parole e a grida comunico al resto della famiglia che raccoglie acqua la sorpresa che ci attende sopra e chiamo i pompieri… Ho un albero sul tetto!!! credo di aver detto nel massimo della lucidità che potevo racimolare… Saputo che non c’erano vittime mi hanno detto che sarei finita in lista con tanti altri per cui non sarebbe stato un intervento veloce…

Il peso del pino è rimasto appoggiato miracolosamente sul muro di recinzione e così avevamo un pino in bilico, che finché il muretto reggeva poggiava tutto il peso lì per finire ad adagiarsi sul mio giardino ed il mio tetto… ma questo lo abbiamo capito bene dopo… lì per lì si vedeva che miracolosamente non era entrato in casa… si capiva che era in bilico fra il muretto e la casa ma non si sapeva se sarebbe rimasto così, per quanto, ne nulla…

Sotto il pino s’intravedeva l’unica vittima subito scoperta, lo sdraio fatto a pezzi… l’abbiamo raccattato e messo ad un lato….e visto che i pompieri sarebbero venuti i vicini, fatte le foto per le assicurazioni, sono rientrati con le loro scale dalla loro parte e iniziato con altri pini… Loro hanno visto abbattuti solo in quel loro giardino 3 pini giganteschi: uno quello arrivato su di noi, un altro arrivato sulla serra di un altro mio vicino confinante con entrambi, ed un altro nel mezzo del loro giardino…

Noi siamo tornati alla nostra acqua e così abbiamo continuato per ore… ma i pompieri non venivano, si sentivano sirene continue e c’era da pensare che sicuramente tutta Carmagnola era stata colpita… Io stessa mentre cercavo di chiudere le saracinesche e le porte in sala avevo visto volare come fossero dei foglietti di carta le tegole dell’unico palazzo che ho in vista nei dintorni….

Richiamo i pompieri che confermano che siamo in lista ma dicono d’attendere… Noi imperterriti continuiamo con l’acqua di sotto… Ormai si va avanti per inerzia, più si toglie acqua e più sembra essercene… Non so quanto tempo ce’ voluto per togliere il grosso dell’acqua sotto, ritirare la roba bagnata e lasciare zuppo ma almeno non allagato il piano interrato… e dei pompieri nessuna traccia col pino sempre in bilico….

Nuova chiamata ai pompieri che questa volta ci dicono che i privati se la devono vedere da soli, che loro non ce la fanno… che bisogna contattare una dita privata… Comprensibile è, il disastro è stato generale e loro non ce la facevano ma ormai è passato tanto tempo e nessuno attrezzato per questi intervento non sarà indaffarato da qualche altra parte… mannaggia ed il pino in bilico?

Per fortuna i vicini proprietari del pino, attrezzati e volenterosi, entrano di nuovo da noi e con tanta attenzione, lavorando poco a poco con l’ascia e la sega elettrica, per non farlo crollare di colpo sulla casa o sul muro della nostra cucina, incominciano a farlo a pezzi fino a liberarci…. E’ stato davvero miracoloso… Il muretto ha retto egregiamente tutto il peso del pino e praticamente sorreggendolo ha fatto che si appoggiasse solo sul nostro tetto… I danni non potevano essere minori, qualche tegola rotta in cima al muretto e sul tetto e la grondaia un po’ schiacciata… Bisogna davvero ringraziare il cielo…. una fortuna così ed un muretto così non capitano tante volte 🙂

Alla nove di sera pressa poco eravamo liberi dall’albero e dall’acqua e sfiniti potevamo finalmente pensare alla cena… C’è sempre chi nonostante stanchezza e fatalità ha la fortuna di godere di un appetito pungente 🙂 … e così nonostante io all’idea di mangiare rabbrividivo non ho potuto che mettermi a fare cena e dare una svolta di normalità ad una domenica veramente straordinaria… 🙂

Ho saputo che le tegole che io ho visto volare da quel palazzo sono finite dritte sulle macchine in un parcheggio, che qualcuno si è trovato in macchina a dover frenare di colpo per far passare un tettuccio completo di quelli sottili in metallo che svolazzava beato, che per fortuna i nostri zii in Carmagnola hanno avuto un altro enorme pino caduto ma sul giardino e né loro né la casa ha subito danni, che ancora ieri sulla via che da Carmagnola porta a San Bernardo (via del Porto) c’erano alberi caduti, che ancora oggi ci sono rami sparsi ovunque, che la campagna, il mais, i peperoni, le serre hanno subito danni così grossi che si mette anche in dubbio la annuale “sagra del peperone”, che scuole, parchi cittadini e tante altre cose hanno subito danni enormi… Ho saputo… io non ho visto nulla perché sono rimasta qua, a pensare a quel pino ed a ringraziare il cielo, a guardare i fiori che stanno nuovamente lottando per spuntare nonostante domenica… 🙂

Ho solo le foto fatte al pino e la casa subito per l’assicurazione quando ancora non si capiva se sarebbe rimasto dov’era o sarebbe finito per crollare il muro e il pino avrebbe sfondato tutto… Non sono logicamente ben fatte, c’erano cose che premevano e quello dell’assicurazione è stato un pensiero dei vicini… io non ci avrei mai pensato… Eccone qualcuna…

il muretto dei miracoli che ha retto il peso del pino 🙂

il pino in bilico

la punta del pino adagiata nella maggior parte sulla cornice e la nostra cucina

Purtroppo ultimamente ci sono tanti problemi che susseguendosi non rendono facile sempre ne serene le mie, le nostre giornate, e questo non è stato certamente l’evento peggiore ma voglio, come di questa vicenda capitata a me fra le tante capitate agli altri carmagnolesi domenica, trarre sempre il lato positivo sperando che tutto abbia sempre quel risvolto che faccia sorridere alla vita e ringraziare perché poteva essere peggio…. perché nonostante tutto c’è quello spiraglio a cui ci si può aggrappare per rimanere a galla…. 🙂