Il crisantemo

In Italia il crisantemo è associato al fiore dei morti e in generale a contesti tristi ma nel resto del mondo è “ la margherita dai 16 petali” e viene regalato in occasioni di gioia e convivialità.

Il perché qui in Italia sia diventato il fiore dei morti sta semplicemente nella sua stagionalità, il crisantemo fiorisce a novembre, proprio in concomitanza con le celebrazioni della festa del Giorno dei Morti. Questa correlazione non esiste nelle altre culture dove il crisantemo acquista un significato completamente diverso e opposto a quello cattolico.

Crisantemo significa fiore dell’oro e ha diversi significati nel mondo. In Corea e in Cina ad esempio è il fiore dei festeggiamenti, in Giappone è il fiore nazionale. Non a caso il crisantemo viene raffigurato in dipinti e drappi o nominato nelle opere letterarie. Comunque, in Oriente in generale, i crisantemi vengono regalati in occasione di matrimoni, comunioni e addirittura compleanni. Nel Regno Unito, si regala per felicitarsi per una nascita, in Australia è il fiore donato per la festa della mamma, mentre negli Stati Uniti simboleggia la gioia e la positività.

Il crisantemo si trova in vari e bellissimi colori:

Bianco, crema, giallo in mille tonalità, rosa in altrettante varianti, rosso vivo o cupo, magenta e porpora, arancione e perfino marrone, con sfumature differenti sullo stesso “petalo”.

In Italia il crisantemo bianco significa dolore e lutto, mentre nei paesi orientali e quelli anglosassoni è simbolo di gioia, pace e vitalità. Viene regalato durante matrimoni e agli amici speciali.

Il crisantemo giallo si regala invece per farsi perdonare qualcosa, visto che simboleggia un amore trascurato, infine il crisantemo rosso a sorpresa indica proprio il classico ‘Ti amo’.

Anche il crisantemo ha la sua leggenda:

La leggenda del crisantemo

La leggenda narra che in un piccolo villaggio una bambina vegliava in lacrime sulla mamma moribonda, ma uno spirito impietosito, vedendo la bambina tanto disperata, le comparve vicino e le porse una margherita, dicendole di darla alla morte perché gli spiriti avevano concesso e lei e sua madre di continuare a restare insieme per tanti giorni quanti erano i petali del fiore.

Quando lo spirito scomparve, la bambina con molta cura e delicatezza, iniziò a ridurre i petali in striscioline sottilissime senza farli staccare e quando giunse la morte, che già era stata avvertita dallo spirito della concessione fatta alla bambina, vide il fiore dall’infinito un numero di petali.

Decise di non portar via la donna e disse alla bambina che anche lei, la morte, le avrebbe fatto un dono: concedere a lei e alla sua mamma di passare insieme tanti anni quanti erano i petali del fiore, e detto ciò se ne andò.

Da: greenme.it

Ho piantato dei crisantemi bianchi nel mio giardino sia perché sono legata alla tradizione italiana ma anche perché mi piace vedere in loro un simbolo di gioia, pace e vitalità.

Non una voce tra l’ospite, l’amico ed il crisantemo bianco. ( Haiku da: la luna in fiore)

Non solo rose…

In un mondo imperfetto c’è una cosa perfetta: la bellezza. La bellezza la si può trovare ovunque, basta saperla cercare. Io, eterna viaggiatrice (almeno col pensiero), l’ho trovata in tanti posti ed ora me la porto nel cuore. Ora che sto per lo più nel mio piccolo mondo quotidiano, ho imparato a cercarla e trovarla a due passi da me: nel mio giardino. E’ primavera e tutto si risveglia ed ecco che allora la bellezza mi appare in un gabbiano che vola proprio davanti al mio balcone; in una tortora che sta appollaiata su un ramo di un albero che s’innalza dalla scarpata; in uno scoiattolo che fugacemente salta da un albero all’altro; in un merlo, di un nero lucente, che si aggira tra i cespugli mostrando il suo becco giallo; in una gazza, ladra di oggetti luccicanti. Ma soprattutto la bellezza la trovo nei fiori: dalle timide margherite e violette, alle rose che fanno a gara con i glicini per essere ammirate.

“Conta i fiori del tuo giardino, mai le foglie che cadono.”
Romano Battaglia

La bellezza del mondo nei “fiori d’autunno” in Giappone

Higanbana: i fiori d’autunno

Giappone, i fiori del nirvana dell’equinozio d’autunno

TOKYO – Crescono ovunque, tinteggiando di rosso le città del Giappone e costeggiando a profusione i campi di riso: sono gli higanbana, letteralmente i fiori del Nirvana. Li si chiama così anche perché crescono spontaneamente intorno alle tombe, celebrando il ricordo dei defunti che nel Sol Levante è al centro dei riti di settembre. Gli higanbana, fiori di un rosso sangue (ma anche gialli e bianchi), hanno innumerevoli nomi che richiamano soprattutto i defunti, l’inferno, i fantasmi, il veleno, le volpi, i fulmini. Hanno bulbi velenosi e sbocciano qui e là per le strade di Tokyo, nelle aiuole e ai margini delle viuzze di città di provincia, e tra le costruzioni millenarie di templi come Eisho-ji a Kamakura.

In Things Japanese (1890) Basil Hall Chamberlain li inseriva nella voce “Superstizioni”, lì dove ci si raccomandava di non avvicinare questi splendidi fiori alle fiamme perché c’era il rischio che i loro petali, tanto simili alle lingue di fuoco, provocassero un incendio.
Il tempo cambia rapidamente in Giappone tra la fine di agosto e la fine di ottobre, e a settembre, dopo un giorno di festa dedicato al “Rispetto verso gli Anziani” (il 20 settembre), il 23 settembre nel Sol Levante è nuovamente vacanza nazionale: si festeggia l’equinozio d’autunno e o-higan, parola che proviene dal termine buddhista che indica il nirvana, l’altro mondo, l’aldilà (di lì il nome dei fiori). È un tempo dedicato alla memoria degli antenati, una cerimonia buddhista che dura una settimana e prevede la cura della tomba di famiglia, che viene pulita e decorata con fiori. Così la gente passeggia, interrompe il lavoro, trascorre una giornata di festa. In Giappone l’equinozio d’autunno merita un giorno di riposo. ( da: la Repubblica)

In giapponese ha vari nomi, ma quello ufficiale è Higanbana, formato dagli ideogrammi 彼岸 (higan) e 花(fiore),letteralmente significa fiore dell’equinozio d’autunno. L’O-higan(festa buddista) è periodo di 7 giorni intorno all’equinozio d’autunno

Curiosità

Questo fiore ha piu di 1000 nomi, tra cui

  • Lycoris Radiata,  
  • kajibana (火事花) – il fiore di fuoco
  • Shibito Bana 死人花 – Il fiore dei morti
  • Yūrei Bana 幽霊花 – Il fiore fantasma
  • Jigoku Bana 地獄花 – Il fiore dell’inferno

Pollice verde…

Che l’espressione “avere il pollice verde” si riferisse ad avere una certa abilità nel giardinaggio, nella cura dei fiori e delle piante si era capito. Ma perché proprio “pollice verde”?😮 Nel mio immaginario mi vedevo una specie di mago che passava di fiore in fiore toccandolo con il suo pollice verde!😂 Invece la cosa è molto meno fantastica come ho appreso dal più concreto Google. 😁

L’espressione “avere il pollice verde” si riferisce a chi è pratico nel coltivare e curare piante e fiori.
Pare che questa espressione derivi dal modo di potare dei giardinieri che tengono le piante afferrandole delicatamente fra il pollice e l’indice; questa azione provocherebbe la fuoriuscita della clorofilla dalla pianta macchiando così di verde il dito. Quindi il colore verde sul pollice è dovuto al contatto della mano con le piante senza l’utilizzo di guanti.

Perciò nell’immaginario collettivo si pensa che chi abbia, per così dire, “il pollice verde” abbia sviluppato più di altri la capacità di entrare in relazione con le piante. (Da: http://www.micheleilgiardiniere.it)

Comunque veder crescere rigogliosi fiori e piante nel proprio giardino è pur sempre uno spettacolo pieno di magia che la natura ripete ogni giorno.

Io ho il pollice verde…sotto i guanti!😄