Auguri… Befanaaa!

Filastrocca della Befana

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte…
Vien dal cielo con la scopa
e sui tetti pian si posa,
e poi scende svelta svelta
dai camini con la cesta.

La befana è una vecchietta
un po’ brutta poveretta,
ma ai bambini poco importa
se la cesta é piena piena
tutta piena di
bamboline per riempire le calzine.

La befana con la cesta
cerca, cerca la calzina
e soltanto ai bimbi buoni
lei ci mette tanti regalini
ma a chi é stato un po’ birbone,
lei la colma con carbone.

La befana é già sul tetto
presto bimbi tutti a letto!
Lasciamo sola la vecchietta
a riempire la calzetta,
che domani di buon mattino
scopriremo il regalino!

.

befana2.jpg

Ecco…ora le feste sono davvero finite…perchè si sa…questa vecchina se le porta via….ma non senza lasciarci un DOLCE vjk.gif ricordo…! 🙂

I Re Magi

wtktop.jpg

Un’altra tradizione del Natale è costituita dal lungo cammino e dall’arrivo dei Re Magi alla nascita di Gesù. In realtà i Re Magi non erano re, ma sacerdoti che, alla corte di Babilonia, studiavano il cielo e le stelle al fine di predire e di trarre presagi.
Una stella più lucente delle altre attira l’attenzione dei Magi, abitanti dell’Estremo Oriente.
Essi erano uomini non ignari dell’ arte di osservare le stelle e la loro luminosità, per questo compresero l’importanza del segno.

Certamente operava nei loro cuori la divina ispirazione… Essi partirono.
Ed ecco che la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra…».

Secondo quanto riportato dal Vangelo apocrifo armeno i nomi dei magi erano: Gasparre, Melchiorre e Baldassarre

I magi rappresentavano le tre razze umane, la semita, la giapetica e la camitica. Melchiorre rappresentava l’Asia, Baldassarre l’Africa e Gasparre l’Europa. Erano inoltre il simbolo del dono portato al Signore da tre parti del mondo. Anche le loro diverse età rappresentavano i diversi periodi della vita dell’uomo; la giovinezza, la maturità e la vecchiaia.

Nel Vangelo di Matteo, come negli apocrifi e nelle leggende orientali sui Magi, si narra che i re portarono al Cristo tre doni: oro incenso e mirra.
Che cosa simboleggiano?
I doni portati al Signore erano un simbolo di perfezione: l’oro rappresentava la regalità, ed era un dono riservato ai re; l’incenso rappresentava la divinità, il soprannaturale; la mirra rappresentava l’umanità, l’essere uomo, era la sostanza utilizzata per cospargere i corpi prima della sepoltura.

blkyelsparkelbar.gif

I RE MAGI
Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.

O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.

Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.

di Gabriele D’Annunzio

Da : http://www.qualcosadime.net

re_magi006.gif

 

La stella di Natale

Era pieno inverno.

Soffiava il vento della steppa.

E tremava il neonato nella grotta

sul crinale della collina.

Il fiato del bue lo riscaldava.

Animali domestici stavano nella grotta,

sulla mangiatoia aleggiava un tiepido vapore.

E lì accanto, mai scorta fino allora,

più discreta d’un lucignolo

alla finestra d’un capanno,

riluceva una stella sulla via di Betlemme.

Una gran folla si assiepava presso la collina.

Albeggiava. Comparivano i tronchi dei cedri.

E a loro: “Chi siete?” chiese Maria.

Noi, stirpe pastori e messaggeri del cielo,

siamo qui per cantare lodi a voi due.

“Non si può, tutti insieme.

attendete sulla soglia”

Albeggia. Dalla volta celeste l’alba scacciava,

come granelli di polvere, le ultime stelle.

E dalla gran folla solo i Magi

Maria lasciò entrare nella grotta.

I Magi, nell’ombra, in quella stalla buia

bisbigliavano, trovando a fatica le parole.

A un tratto qualcuno, nell’oscurità,

con la mano trasse un po’ a sinistra

dalla mangiatoia uno dei tre Magi;

e quello si volse: dalla soglia, come fosse in visita,

alla Vergine guardava la stella di Natale.

Boris Pasternak (1890-1960)

Da : http://www.ilvolodeigabbiani.it.

blkyelsparkelbar.gif

manteg14.jpg

ANDREA MANTEGNA -Adorazione dei Magi

Aspettando la Befana

Beh..ormai lo sapete, 😮 io sono attratta dalle leggende e come non parlare quindi della Befana…? 😀 Le sue origini soprattutto, perdendosi nella notte dei tempi, hanno generato tanti credo e la figura della Befana la si conosce ormai anche in quei paesi dove non si celebra affatto questa tradizione.

Ecco cosa ho trovato girando un pò nel web : ed è solo una piccolissima parteeee… 🙂

xmas2.gif

L’Epifania

Oggi, nella liturgia cristiana occidentale, l’Epifania celebra la manifestazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, del Cristo ai Magi. Ma inizialmente questa festa, nata in Oriente intorno al 120-140, celebrava il battesimo di Gesù.
Questa celebrazione aveva un significato particolare per coloro che credevano che l’incarnazione del Cristo fosse avvenuta non alla nascita ma al battesimo. Anticamente, il 6 gennaio era la data del solstizio invernale nella quale tradizionalmente si festeggiava il nuovo sole. Fu dunque naturale celebrare l’incarnazione del Cristo in quella data simbolica.
Poi la festa venne adottata dalle Chiese orientali trasformandosi nella quadruplice celebrazione della nascita del Cristo, dell’adorazione dei Magi, del suo battesimo e del primo miracolo a Cana.
Prese così il nome di tà Epiphania, le Epifanie, ovvero le varie manifestazioni visibili del Cristo.
La festa delle Epifanie si diffuse intorno al IV secolo in Occidente, e all’inizio del V fu adottata a Roma dove si modificò perché nello stesso periodo, come abbiamo ricordato, la Chiesa romana aveva cominciato a celebrare il Natale del Cristo il 25 dicembre: divenne prevalentemente la celebrazione della venuta dei Magi e fu chiamata Epifania, al singolare.

0001.gif

Storia della Befana

Vi sono, in Italia, due usanze che sembrano coilegarsi a tradizioni precristiane.
Prima che si affermasse la consuetudine dei regali natalizi ai bimbi, ai quali si raccontava che li aveva portati Gesù nella notte, erano i Re Magi ad avere questa funzione nel giorno dell’Epifania, in ricordo dei tre doni offerti al Bambino per eccellenza.
Ancor oggi, in Spagna, il 6 gennaio è il giorno dei regali che vengono portati dai Reyes Magos.
In Italia, invece, si è avuto uno sdoppiamento: Gesù Bambino è diventato il dispensatore dei regali importanti, mentre una figura anomala e non inquadrabile nella religione cristiana la Befana, porta regalucci o addirittura carbone se Il bambIno non si è comportato bene nell’anno appena trascorso.
La Befana rappresentata da una vecchia brutta che vola su una scopa: una vecchia benefica e tutto sommato simpatica che scende di notte per la cappa del camino e lascia nelle calze dei bimbi doni, dolci e talvolta carbone.
Il suo nome deriva da Epiphània che diventa dapprima Pifania, poi Bifania e infine Befana, tentativo evidente di cristianizzare il misterioso ed inquietante personaggio trasformandolo nella personificazione femminile della festa.
Ma perché scegliere una vecchia a rappresentare una festa che celebra la nascita del Bambino? E perché mai in alcune feste popolari dell’Epifania si usa segare o bruciare la Befana?
Molte sono le ipotesi, ma una delle più accreditate interpreta la Befana come la sopravvivenza di una figura arcaica, simbolo di Madre Natura che, giunta alla fine dell’anno invecchiata e rinsecchita, è degna soltanto di essere segata o bruciata.
Segata offre una cascatella di dolciumi e regalini, che altro non sono se non i semi grazie ai quali risorgerà a primavera come Madre Natura giovinetta.
Bruciata offre carbone che, simbolicamente è l’energia latente nella terra, pronta a rivivere col nuovo sole.

0001.gif

Proverbio della Befana

La notte di Befana nella stalla
parla l’asino, il bove e la cavalla.

Tratto da : http://www.reportonline.it

piccolvischio.gif

Per saperne di più :

http://www.letteratour.it/altro/A01epifan01.htm

http://www.ilnatale.org/epifania/befana.htm

art121797christmas-eve-posters.jpg

Storie di Natale – La Befana

Le leggende della Befana e Babushka

La leggenda narra di una vecchia signora (la Befana in Italia e Babushka in Russia) che si rifiutò di uscire nella notte fredda con i pastori per andare a far visita al bambino Gesù.
Al mattino, preparò un cesto di doni per il Bambinello e andò a far visita nella stalla, ma la trovò vuota.

Da quel giorno ha viaggiato per il mondo, guardando ogni bimbo in faccia per trovare Gesù Bambino.
A Natale lascia doni per ciascun bimbo buono sempre sperando che uno di loro sia Gesù.

xmas2.gif

The Legends of la Bafana and Babushka

The legend is told of a grandmotherly old woman (la Bafana in Italy) (Babushka in Russia) who refused to go out into the cold night with the shepherds to visit the baby Jesus. In the morning, she prepared a basket of gifts for the child and visited the stable only to find it empty. Since that day, she has traveled the world, peering into each child’s face seeking to find the Christ. At Christmas time she leaves gifts for every child always hoping one of them will be the Christ.

l15.gif

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:

Viva, viva la Befana!

befana16tk.gif