75 anni: in attesa di miglioramenti!

Cosa pensi che migliori con l’età?

Questa è davvero una bella domanda per chi come me ne ha passati di anni sempre alla ricerca di quei miglioramenti che si dovrebbero ottenere andando avanti con l’età. Certo, se mi guardo indietro, ce ne sono stati (almeno dal mio punto di vista😊) ma soprattutto è l’aver raggiunto la maggior consapevolezza di dover accettare non con rassegnazione ma con tranquillità le difficoltà che la vita ti mette difronte. Da giovani c’è “ il tutto e subito”, con l’età si impara ad aspettare e a non arrendersi mai e a lottare (anche silenziosamente) per tutto ciò che è veramente importante per noi e per chi ci sta accanto. Con l’età io ho migliorato (o almeno cercato di migliorare) il mio modo di vivere dando più importanza “all’oggi” anche se inevitabilmente si è attratti verso il futuro e si fanno progetti, cosa che per me è comunque essenziale per vivere bene. Riguardo alla fisicità cito il detto: “gallina vecchia fa buon brodo”!🤭😜

Rilassarsi fa anche bene alla pelle! 😁

Le scarpe, senza dubbio!

Se dovessi indossare un capo più e più volte, quale sarebbe?

Ho sempre avuto un debole per le scarpe basse e comode.

Anche morbide!

Le scarpe col tacco alto non le ho mai portate se non forse tanto, tantissimo tempo fa a qualche matrimonio.👰‍♀️ Ricordo ancora quella volta che per il matrimonio di una mia cugina ho messo appunto le scarpe col tacco che non era certo un tacco 12! 😁👠 Per fortuna non ho dovuto camminare molto ma sono comunque stata seduta per qualche ora e nel rialzarmi le scarpe mi facevano malissimo da non poter camminare.🙄 La mia fortuna e’ stata che per arrivare alla macchina si doveva attraversare un bel prato e così me le sono tolte😮 e “a piedi nudi nel parco “ 😁 ce l’ho fatta!

Tacco 12?

Ma le scarpe che ho portato sicuramente di più da bambina sono stati i “sandali con gli occhietti“

A me piace chiamarli “sandali occhi di gatto “

Oggi sono tornati molto di moda anche per grandi ma per me sono legati alla mia infanzia ed al ricordo di tante scivolate che ci ho fatto con relative sbucciature delle ginocchia!🥺 Vi chiederete il perché delle scivolate, presto detto: la suola di questi sandali era in “pelle di bufalo“, bella a vedersi ma a contatto soprattutto dell’erba diventava scivolosa come se ci fosse stato messo il sapone!😄 Però, con la creatività dei bambini, io ho trasformato questo problemino in una risorsa, ci scivolavo giù dalle scarpate erbose come avessi uno snowboard.😄🏂

Quasi, quasi me ne compro un paio ma con la suola di gomma para. Che volete…alla mia età niente più scivolate volontarie!😂

Essere civili

Come miglioreresti la tua comunità?

Ho trovato la risposta in questo post di James Lucas su Twitter:

Uno studente chiese all’ antropologa Margaret Mead quale riteneva che fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ami, pentole di terracotta o macine di pietra. Ma non fu così.

Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era un femore rotto e poi guarito. Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume a bere qualcosa o cercare cibo. Sei carne per bestie predatrici che si aggirano intorno a te. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca.

Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, lo ha portato in un luogo sicuro e lo ha aiutato a riprendersi.

Mead disse che aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo.

Le fragilità

Quali aspetti secondo te rendono una persona unica?

Come accetta le proprie fragilità e come si rapporta con quelle degli altri.

E tu, chissà dove sei
Anima fragile
Che mi ascoltavi immobile
Ma senza ridere. Vasco Rossi

Un fiume…

Se potessi avere qualcosa che porta il tuo nome, cosa sarebbe?

“Se poniamo a confronto il fiume e la roccia, il fiume vince sempre non grazie alla sua forza ma alla perseveranza. (Buddha)

Per la verità già un fiume porta il mio nome: il fiume Marta. Quindi la mia risposta è quasi ovvia! 😊 E devo anche dire che il fiume mi rispecchia, amo il fiume anche se io vivo sul mare ma “L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare.” ( Paulo Coelho )

Da Vikipedia

Il fiume Marta, chiamato anticamente Larthe, è l’unico emissario del lago di Bolsena,scorre nel Lazio, in provincia di Viterbo,nel territorio dei comuni di Marta, Tuscania e Tarquinia.

Lungo il corso del Marta sono presenti alcune sorgenti termali.

La valle formata dal Marta è stata usata, fin dalla preistoria, come importante via di comunicazione e di transumanza.

Il Marta sfocia nel mar Tirreno, dopo un corso di circa 50 km, nei pressi di Tarquinia; presso la foce sorgeva, anticamente, il porto etrusco Martanum.

Nel 2005 i fondali tra la foce del torrente Arrone e la foce del fiume Marta sono stati proposti come siti di interesse comunitario.

Sul fiume Marta è ancora presente un insediamento dell’epoca etrusca chiamato, La Cannara”. Visitabile nel comune di Marta VT. Una fitta serie di canne era stata piantata sul passaggio del fiume per rallentare il flusso dei pesci e catturarli facilmente dal capanno sopra realizzato. Nel medioevo “La Cannara” divenne una peschiera (trappola per le anguille). La Cannara fu diretta proprietà del Papa di Roma. La foce del fiume Marta è ad estuario