Halloween is coming!🎃

Di Halloween ormai si sa quasi tutto ma forse c’è qualcosa che alcuni, compresa me, ancora non sapevano.Eccovi delle curiosità interessanti:

Halloween è la seconda festa più costosa negli Stati Uniti

Mentre il Natale occupa il primo posto come la festa più commerciale del paese, Halloween arriva al secondo posto, visto che gli americani spendono circa $ 9 miliardi in costumi, decorazioni, caramelle e altro ogni anno.

Per Halloween si vendono più dolcetti di qualsiasi altra festività

Secondo la National Confectioners Association, Halloween supera la Pasqua per il maggior numero di dolcetti venduti per le vacanze, seguita da Natale e San Valentino. 300.000 tonnellate di caramelle di Halloween vengono vendute in occasione del gioco “dolcetto o scherzetto”, il che equivale a circa due libbre di caramelle per americano.

 La più grande sfilata di Halloween è a New York City

La parata di Halloween del villaggio di New York nel Greenwich Village è la più grande parata di Halloween del mondo. È iniziata nel 1973 come una sfilata di burattini per bambini, un tema che è rispettato ancora oggi, ma con elementi più adulti. È diventato un evento iconico in città.

Il bobbing per le mele ha un’origine romantica

Il gioco di Halloween noto come “bobbing per le mele” (in inglese bobbing for apples o apple bobbing),che consiste nel riuscire ad afferrare con la bocca alcune mele immerse in contenitori pieni d’acqua, iniziò quando i romani invasero la Gran Bretagna nel I secolo d.C. e portarono nel paese il melo, che rappresentava la dea Pomona. Durante l’annuale festival di Pomona, i giovani single cercavano di catturare le mele e si pensava che la prima persona che avesse morso una mela sarebbe stata la prossima a sposarsi.

L’arancione e il nero sono i colori di Halloween a causa dei Celti

Il nero era indossato durante Samhain (e in seguito All Hallows Eve) per rappresentare il lutto dei defunti e l’arancione è stato scelto perché simboleggia il raccolto, il fuoco e le foglie mutevoli dell’autunno.

Non si possono adottare gatti neri a ridosso di Halloween

Si pensava che i gatti neri rappresentassero il male fin dal Medioevo e furono persino sacrificati dai pellegrini in America a causa della loro associazione con le streghe. Ora, molti rifugi per animali non consentono l’adozione di gatti neri nel mese di ottobre per il timore che possano essere feriti o abbandonati dopo i festeggiamenti.

Ad Halloween 2020 si è verificata una luna piena 

Mentre la maggior parte dei film e delle immagini di Halloween include una luna piena illuminata, è un evento abbastanza raro avere una luna piena il 31 ottobre e pare accada solo ogni 20 anni circa. È successo lo scorso Halloween, quindi devono passare altri due decenni prima che la luna di Halloween sorga di nuovo.

I pipistrelli sono diventati simboli di Halloween a causa dei falò

I pipistrelli erano spesso attratti dai falò sacrificali che facevano parte di Samhain a causa degli insetti che venivano alle fiamme. Il fatto che fossero creature notturne dalle ali nere ha rafforzato la loro associazione con Halloween.

Ogni anno vengono prodotti 35 milioni di libbre di mais caramellato

L’iconico mais caramellato di Halloween è stato creato per la prima volta nel 1880 ed era conosciuto come “mangime per polli”. Solo negli anni ’50 il mais caramellato è stato associato ad Halloween a causa del suo colore arancione.

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Da: Barnebys.it

Caturday (non di sabato)…😻

Wanda…😽

Oggi, 17 febbraio, si celebra la Giornata Nazionale del Gatto. Ma perché proprio questa data? Le motivazioni all’origine della scelta di questo giorno sono diverse e hanno a che fare con i numeri, le stelle e alcune caratteristiche proprie dei felini. Innanzitutto va ricordato che febbraio è infatti il mese dell’Aquario, un segno che ha caratteristiche affini a quelle universalmente riconosciute ai gatti. L’Aquario è infatti dominato da Urano, protettore degli spiriti liberi e anti-convenzionali. Come detto c’è anche una questione numerica collegata alla data del 17 febbraio. C’è infatti chi ricorda che il numero romano diciassette (XVII) abbia come anagramma”VIXI”, che in latino significa “ho vissuto”.Ed il gatto – per antonomasia – è dotato di ben sette vite. La scelta del 17 è anche ricollegata a una credenza dei paesi nordici, dove il 17 è un numero che porta buona sorte, nell’accezione “vivere una vita per sette volte”. ( da: il giorno.it )

La castagna, regina d’autunno

La castagna è il simbolo indiscusso dell’autunno, con il suo color marrone, i suoi ricci e il suo profumo quando viene arrostita e il suo sapore inconfondibile .

Una volta l’arrivo dell’autunno portava un gran fermento nelle famiglie, durante tutto l’anno si teneva pulito il sottobosco, dove c’era un castagno il terreno era ripulito dalle erbacce, concimato e falciato con cura. La selva doveva essere a posto per poter raccogliere le castagne cadute, la raccolta iniziava tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre e continuava fino a novembre; era un lavoro che si faceva in famiglia, a mano, raccogliendole in panieri e ceste di vimini o gerle.

❝Nevica sulle montagne.
La campagna è .sepolta
sotto la nebbia folta.
Bambini è proprio questo
il tempo umido e fresco
delle castagne.
Via, tutti in fila andiamo
con sacchi e con cestelli.
Nel bosco c’è un tappeto
di muschi e di fuscelli.
Un gran volo d’uccelli
passa di valle in valle.
Tra sassi e foglie gialle
cascano da ogni ramo,
sgusciano fuor dai ricci
tante castagne.❞

Ogni famiglia raccoglieva le castagne della propria selva, nessuno raccoglieva quelle nelle proprietà altrui, ma dopo l’11 di novembre la raccolta era libera, i boschi venivano messi a disposizione di tutti, anche del bestiame.

Oggi le castagne vengono raccolte con l’ausilio di reti soprattutto nei moderni castagneti da frutto intensivi o addirittura attraverso la raccolta meccanica con aspiratrici e raccattatrici.

La castagna è un frutto dalle mille risorse per esempio se consumate al mattino, bollite o arrosto, aiutano a combattere la stanchezza autunnale grazie al loro apporto di magnesio e manganese. Poi sono molto ricche di carboidrati, aminoacidi, sali, vitamine e la farina lavorata può essere usata per produrre un ottimo sostituto del pane integrale, basta solo fare attenzione a non consumarlo con frutta acida, proteine animali, pane, zucchero e vino perché può causare acidità di stomaco e fenomeni di fermentazione. Mangiare ogni tanto una o due castagne crude aiuta a creare degli anticorpi perfetti per  proteggere dai malanni stagionali, aiuta a tonificare i muscoli, i nervi e le vene.

E come di ogni cosa non si butta via niente e allora l’acqua in cui sono state cotte le castagne è perfetta per risciacquare i capelli dopo lo shampoo per esaltare i riflessi dei capelli biondi, mentre se si fanno bollire in due litri d’acqua due manciate di foglie e una decina di ricci per venti minuti, si ottiene un infuso perfetto per il bagno che usato due volte alla settimana aiuta a rinforzare le ossa e aiuta a curare i reumatismi.

Ci sono anche tante leggende legate alla castagna.

Prima leggenda del perchè le castagne hanno i ricci

Tanto tempo fa, le castagne non avevano il riccio, ma erano appese ai rami come le mele. Un giorno tre castagne decisero che quell’inverno non volevano soffrire né il caldo né il freddo ed andarono dal castagno più vecchio per farsi dare un consiglio. Arrivate da lui gli chiesero: “Come possiamo fare a non soffrire né il freddo né il caldo?”.

L’albero allora rispose: “Dovete chiamare i ricci del bosco e dire loro di portare gli amici morti”.

Le castagne fecero come aveva detto loro il grande castagno: i ricci portarono gli amici morti, tolsero loro la pelliccia spinosa e la avvolsero sulle castagne. Da quel giorno le castagne ebbero il riccio.

Seconda leggenda del perchè le castagne hanno i ricci

Moltissimi anni fa, in un bosco di montagna, viveva una famiglia di ricci: mamma, papà e i loro piccoli. Accanto ad essi, c’era un enorme albero pieno di castagne. 

Salì sopra e rimase sorpresa nel vedere le tristi castagne che si lamentavano, e spiegarono loro degli scoiattoli che le mangiavano. Insieme, escogitarono un bel piano: al momento dell’arrivo degli scoiattoli, le castagne si sarebbero nascoste dentro i ricci. 

Così fecero. Da quel giorno, gli scoiattoli si punsero e non vennero più a disturbare le castagne. Ecco perché, ancora oggi, le castagne mantengono il loro riccio per proteggersi dal nemico.

Leggenda della castagna e della sua apertura a croce

In un piccolo paese di montagna gli abitanti erano molto poveri e non avendo di che mangiare si rivolsero a Dio pregandolo di dar loro qualcosa per sfamarsi. Il buon Dio sentite le loro preghiere diede loro una pianta da cui poter raccogliere frutti nutrienti, il castagno; ma il Diavolo visto quello che Dio aveva fatto, per impedire che la gente potesse raccogliere i frutti, li avvolse in un guscio spinoso. Presi dallo sconforto gli abitanti del piccolo paese ritornarono nuovamente a pregare Dio ed egli sceso in mezzo a loro fece il segno della croce: i gusci spinosi come per miracolo si aprirono, e da quel giorno, quand’è periodo, i frutti di questa pianta si aprono a croce.

❝In un riccio ramato
Per terra cascato
Una bella castagna
Per bacco si lagna.

Non sono ancor pronta
Non mangiarmi, sei tonta?
Aspetta un pochino
Che il gusto è divino.

Sarò caldarrosta fumante
dalla brace alla bocca all’istante
son mondina nel paiolo son fina
senza fretta mia cara bambina!❞

Oltre alle bellissime leggende legate alla castagna, c’è anche una pianta da ricordare, un castagno plurimillenario, che si trova nel Parco dell’Etna in territorio del comune di Sant’Alfio, il terreno su cui sorge era proprietà di nobili del luogo e una volta era uso celebrare conviviali e banchetti per ospiti illustri.

L’età stimata di quest’albero va dai due ai quattro mila anni di vita , ed è considerato il più antico d’Europa ed il più grande d’Italia: misura infatti la bellezza di 22 mt di circonferenza per 22 mt d’altezza. Nel 1965 l’albero fu espropriato e dichiarato monumento nazionale.

Anche legata a quest’albero c’è una bella storia da ricordare, si narra infatti, che la Regina Giovanna I d’Aragona con al seguito cento cavalieri e dame, coi loro cavalli, fu sorpresa da un temporale durante una battuta di caccia nelle vicinanze dell’albero e proprio sotto i rami trovò riparo con tutto il numeroso seguito. Il temporale continuò fino a sera, così la regina passò sotto le fronde del castagno la notte in compagnia, si dice, di uno o più amanti fra i cavalieri al suo seguito. Per questo motivo è stato chiamato il castagno dei cento cavalli.

Fonte: eticamente.net