Il lamento degli alberi
L’autunno cominciò precocemente, quell’anno: un settembre piovoso e freddo seguiva all’agosto torbido di uragani. La vegetazione risentiva già la vecchiaia, ma nelle ore di sereno, pareva si ribellasse e che tutto fosse finito; e si coloriva d’oro e di rosso.
Cade una foglia che pare tinta di sole, che nel cadere ha l’iridescenza d’una farfalla: ma appena giunta a terra, si confonde con l’ombra, già morta.
È bastato il fruscìo per scuotere tutto l’albero, che comincia a lamentarsi. D’albero in albero, il lamento si estende. Giù tutte le foglie! E con le foglie cade anche qualche frutto: la pigna si spacca e i pignuoli le si staccano e cadono come i denti dalla bocca del vecchio.
I rami più alti, con ancora le foglie verdi, si sbattono in una lotta leggera; alcuni dicono di sì, altri di no: e i primi si sbattono contro i secondi, per spogliarsi più presto, flagellandoli con crudeltà, poi tutto di nuovo si placa, in una stanchezza dolce, rassegnata.
Ma quando il velo del crepuscolo ricopre ogni cosa, il lamento ricomincia, e dà l’impressione che davvero la natura sia malata e non possa sopportare oltre in silenzio il suo dolore.
Grazia Deledda, Romanzi e novelle- Mondadori
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Tag: Autunno
Grafica…autunnale
Carinissimo questo tutorial, Sol. 🙂
Non ho saputo aspettare…e così ecco i miei disegni in tema autunnale… 😀
Foglie d’autunno
Cadono le foglie
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Cadono già le foglie. Sono stanche.
Hanno visto tant’acqua e tanto sole.
Sbocciate con le tenere viole,
cadono prima delle nevi bianche.
La loro vita dura una stagione:
cadono a sciami, a sciami frusciando;
i bimbi le sparpagliano passando
e le raccolgono a farsene corona.
Il vento le trasporta in mulinello
e soffia e picchia con malinconia;
esse fan tutti gli anni questa via:
parton col brutto e tornano col bello.
(R. Callevi)
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Come foglie – Malika Ayane
IL MITO di DIONISO/BACCO
Siamo ormai in autunno e l’uva è arrivata sulle nostre tavole e, anche se ancora non si sente nel ‘aria “l’aspro odor dei vini” 🙂 , i filari di viti carichi di grappoli maturi nascosti tra i pampini… 😀
mi fanno venire in mente la mitica figura di Bacco.
Bacco è il nome con cui viene identificato nella mitologia latina il dio greco Dioniso che è il dio del vino.
Bacco, Michelangelo, Museo nazionale del Bargello, Firenze
IL MITO
Nella mitologia greca Diòniso (o Dionìso) è la più importante divinità terrestre.
Diòniso è l’unico tra i celesti che non abbia avuto due dei come genitori. Ebbe per padre Zeus e per madre la mortale Semele, figlia di Cadmo re di Tebe. Quando Seleme incinta morì prematuramente, Zeus, le tolse dal grembo Dioniso e se lo cucì in una coscia dove lo tenne fino alla nascita.
E’ noto soprattutto come dio del vino in quanto si dice che inventò l’arte della sua fabbricazione e dell’umidità della terra che porta i frutti a maturazione. Col tempo, è diventato famoso anche come dio del benessere e della civiltà e come dio della gioia e dell’allegria. Gli si attribuiva l’arte divinatoria e la proprietà di guarire i mali
A seconda dell’epoca e degli artisti è rappresentato in vari modi: ora come un ragazzino di bell’aspetto, ora come un giovane barbuto e robusto, ora come un vecchio grasso e buffonesco.
Fontana di Dioniso, Giardini di Boboli, Firenze
Spesso è adornato da tralci e grappoli d’uva e d’edera. Infatti erano sacri a Dioniso la vite e l’edera e fra gli animali il delfino, la lince, la tigre, il leone ed il caprone.
Dioniso, Caravaggio-Galleria degli Uffizi, Firenze
Tratto da: http://www.elicriso.it
V
Autunno nel cuore…
E’ di nuovo autunno e mi sono accorta di amare questa stagione, con i suoi ritmi lenti, il suo equilibrio…
Guardandomi attorno vedo i caldi colori autunnali trasformare pian piano il paesaggio; vedo soffici tappeti di foglie iniziare a coprire il verde pallido dei prati…e, anche se le prime foglie gialle che cadono dagli alberi fanno inevitabilmente pensare ad una “fine”, amo la tranquillità con cui esse si staccano dai rami e volteggiando nell’aria, si posano a terra e poi sospinte dal vento sono libere di andare per la loro nuova strada.
Se prima amavo solo la primavera, quando tutto “inizia”, ora riesco a vedere il lato più bello di una stagione che mi appariva forse troppo malinconica e sento di poter accettare di avere l’autunno nel cuore.
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