Oggi, 17 febbraio, si celebra la Giornata Nazionale del Gatto. Ma perché proprio questa data? Le motivazioni all’origine della scelta di questo giorno sono diverse e hanno a che fare con i numeri, le stelle e alcune caratteristiche proprie dei felini. Innanzitutto va ricordato che febbraio è infatti il mese dell’Aquario, un segno che ha caratteristiche affini a quelle universalmente riconosciute ai gatti. L’Aquario è infatti dominato da Urano, protettore degli spiriti liberi e anti-convenzionali. Come detto c’è anche una questione numerica collegata alla data del 17 febbraio. C’è infatti chi ricorda che il numero romano diciassette (XVII) abbia come anagramma”VIXI”, che in latino significa “ho vissuto”.Ed il gatto – per antonomasia – è dotato di ben sette vite. La scelta del 17 è anche ricollegata a una credenza dei paesi nordici, dove il 17 è un numero che porta buona sorte, nell’accezione “vivere una vita per sette volte”. ( da: il giorno.it )
La leggenda narra che molti secoli fà, il sole implorò la luna perché voleva lo aiutasse a lasciare il cielo ed essere libero.
La Luna, pigra, accettò e il 1 Giugno, quando il sole splendeva più intensamente, si avvicinò a lui e gradualmente lo coprì concretizzando il suo desiderio.
Il sole, che guardava la terra da milioni di anni, non ebbe dubbi e finalmente realizzò il suo desiderio di sentirsi completamente libero passando inosservato e si tramutò in un essere più discreto, veloce e affascinante: una gatta nera.
Dopo un pò, la luna si era stancata e, senza avvisare il sole, si allontanò lentamente.
Quando il sole si rese conto, si dovette affrettare, uscire dal corpo della gatta nera e salire in cielo. Lo fece così in fretta che lasciò i suoi raggi sul pelo dell’animale, e fù in questo modo che si mescolarono le pennellate del sole e i segni della luna. E fu così che nacquero le squamine!
Dicono che oltre alla loro origine solare questi gatti hanno proprietà magiche e portano fortuna ed energia positiva a chi li adotta.
Buon giorno! Vi ricordate di me? Io sono Ruga, la tartaruga, 😊 🐢 e come sempre in questo periodo mi risveglio perché, nonostante il meteo bizzarro, io la primavera la sento nel cuore.
Qualche giorno fa appena uscita dal letargo ero ancora un po’ rinco😁
Oggi sono decisamente più sveglia e ho una gran voglia di correre…😳 ma per ora passeggio un po’ tra le margherite e, credetemi, è una sensazione meravigliosa. La primavera è il risveglio della vita e per me è proprio il caso di dirlo. Andare un po’ in letargo, soprattutto quando fa freddo, non è male ma poi la primavera ti esplode dentro e ti abbaglia con la nuova luce della vita che rinasce.
Per ora vado molto lentamente perché devo sgranchirmi le zampe! 🐾
Tengo la testa più fuori possibile per sentire il profumo dell’erba fresca e delle foglie secche che col vento se ne andranno via..🍂
La figura del gatto nero: differenza tra paesi e culture
Total black 😻
Il 17 novembre si celebra la Giornata mondiale del gatto nero.
Già dal Medioevo, i felini neri venivano associati al demonio e, per ordine del clero, dovevano essere uccisi e bruciati vivi. Nomea che si è poi protratta negli anni. La data non è un caso: in primis perché il mese di novembre è quello più triste dell’anno, inizia con la commemorazione dei santi e dei morti, e poi il numero 17 è legato alla sfortuna. Ma chi sceglie di adottare un gatto nero in casa? In Italia sono circa solo il 10% del totale e questo perché il nero “spaventa”.
La festa dedicata
La festa del gatto nero è nata una quindicina di anni fa per volere dell’associazione italiana Difesa Animali ed Ambiente. Lo scopo, è stato spiegato in un comunicato stampa dell’associazone ed è legato alla lotta per combattere il fenomeno dell’uccisione dei gatti neri. Questa nuova recente tradizione si è trasformata nel tempo nella giornata contro tutte le superstizioni, ma anche come occasione per festeggiare questo felino in passato tanto disprezzato e tanto amato allo stesso tempo.
Il gatto è un animale che ha attraversato i secoli venerato o odiato, a seconda dell’epoche e delle credenze popolari. Venerato dagli antichi egizi e temuto negli anni della caccia alle streghe, quando si pensava che questo piccolo felino fosse legato a loro e quindi finivano a rogo insieme
La leggenda della Befana e del gatto nero
Le leggende e le superstizioni (da sfatare ovviamente) su questo incantevole felino sono tantissime. Ad esempio, una storia racconta della Befana e del suo gatto nero. In questo caso, però, tende a ribaltare l’idea del gatto nero come simbolo di sfortuna.
La leggenda narra che anticamente tutti i felini erano tigrati, e che l’unico esemplare di gatto nero fosse proprio quello della Befana. Questo unico gatto non viveva sulla terra, ma vi faceva visita solo il 6 gennaio, quando accompagnava la Befana a cavallo della sua scopa. Come tutti gli esemplari della sua specie, anche il gatto della Befana era molto curioso e spesso si domandava come potesse essere la vita degli umani sulla terra; purtroppo, non conosceva questo pianeta perché vi faceva visita solo il 6 gennaio e dopo si ritirava con la sua vecchia padrona in una sorta di letargo fino all’anno successivo.
La leggenda narra che una notte del 6 gennaio, mentre accompagnava la Befana nella distribuzione dei regali alle famiglie, spinto dalla curiosità si sporse dalla scopa e cadde giù finendo nel caminetto di una casa; a quel punto la befana, invece di arrabbiarsi e correre a recuperare il suo compagno a 4 zampe, lasciò il suo gatto nero come regalo alla famiglia.
Quest’ultima con immensa gioia e stupore accolse il gatto a braccia aperte, ed è da quel momento che sulla terra accanto ai gatti tigrati iniziarono a circolare anche i gatti neri. Questa leggenda vuole insegnare che i gatti neri sono simbolo di buona fortuna, perché considerati come regalo della notte dell’Epifania.
La figura del gatto nero: differenza tra paesi e culture
Il gatto nero in molte culture è visto come simbolo di cattiva sorte e malaugurio, come in Italia, Spagna e Stati Uniti; al contrario in paesi come Inghilterra, Scozia e Giappone è simbolo di buon auspicio e si ritiene che averne uno in casa porti prosperità e benessere.
In Cina, invece, il gatto nero è portatore di povertà, fame e miseria; mentre, in Germania si ritiene che se un gatto nero attraversa la strada da sinistra a destra porti fortuna, al contrario da destra a sinistra porti sfortuna. Infine, in Lettonia quando nasce un gatto nero significa che ci sarà presto buon raccolto per tutti.
Sempre intorno alla figura del gatto vi sono tantissime altre credenze buone e cattive: in Scozia, ad esempio, si crede che se un gatto nero trova rifugio davanti all’entrata di un’abitazione, porterà tanta felicità alla famiglia che ci abita. (Fonte: Trieste prima)
Reika, un po’ tigrata prima che cadesse dalla scopa della befana!😺
Come ogni anno, da 20 anni, il 23 maggio è il giorno dedicato alle tartarughe.
Ecco alcune curiosità (più o meno note) 🙂 :
Le tartarughe sono sulla terra da più di 200 milioni di anni, nel tardo Triassico dell’era mesozoica.
Tuttavia, i ritrovamenti di resti fossili di un rettile sudafricano – l’Eunotosaurus africanus , con la sua gabbia toracica semirigida, ha dimostrato che l’evoluzione del guscio della tartaruga è iniziato addirittura prima.
La tartaruga gigante può vivere fino a 200 anni. Lo scorso anno una tartaruga gigante, un esemplare di Chelonoidis phantasticus, è ricomparsa dopo più di un secolo nelle Galapagos, facendo così ritenere che la specie non sia estinta anche se in numero molto ridotto.
Il carapace della tartaruga sembra una corazza unica, compatta, fatta in un unico blocco: si tratta invece di una struttura anatomica assai complessa, che col passare degli anni si è trasformata ed evoluta, per arrivare a quello che è oggi. Il guscio è infatti costituito da circa 50 ossa, comprese costole e vertebre.
Ogni scaglia che compone la parte superiore del guscio si chiama scuto, e attraverso l’osservazione di questa superficie è possibile studiare le fasi di crescita della tartaruga.
Il detto “essere lento come una tartaruga” non corrisponde proprio alla realtà. La tartaruga infatti non è l’animale più lento al mondo, la battono la lumaca e il bradipo. Le tartarughe di terra possono camminare a una velocità che può raggiungere i 100 metri all’ora.
E, riguardo a questa ultima curiosità, posso affermare infatti di essere sempre abbastanza sorpresa nel vedere con quale velocità Ruga, la mia tartaruga, si muove in giardino soprattutto quando è l’ora del pranzo. 😀
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