L’Italia unita ce la farà: un messaggio di incoraggiamento da Porta a Porta

L’ITALIA UNITA CE LA FARA’

Noi rapiti dalla paura, noi obbligati alla solitudine, noi nelle mani della scienza. noi grati alla scienza. Noi responsabili e coscienti, noi padri antichi sopravvissuti tra untori numerati. Noi figli del globale che al mostro ha offerto il viaggio dall’oriente come ai cellulari e a i giochi dei bambini. Noi che ora non cantiamo nei cori delle chiese e non spingiamo più alle code e al bar misuriamo il metro.

Noi che vediamo i nostri figli dormire un po’ di più e con fatica spieghiamo loro di questa festa triste. Noi che contiamo i morti e se è anziano, impareremo a non dire “ah ma se è anziano”.


Noi come gente semplice di un paese in guerra che il pericolo semplifica gli approcci ma questa volta annulla gli abbracci. Noi ci sosterremo con clemenza ed efficienza. Noi giocheremo per le strade libere a tana libera tutti. E ai nostri ricercatori porteremo fiori e più soldi in busta paga. 

Riapriremo alberghi e aziende. E guarderemo di nuovo, ma con stupore, l’azzurro del nostro mare e l’arte dei nostri abiti. Noi riapriremo la Scala, perchè all’alba vincerò! 

Noi che il futuro non sarà più quello di una volta faremo della paura di oggi la forza di domani. Noi che Leopardi è tra i libri di casa: “Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride Per li poggi e le ville. Apre i balconi, Apre terrazzi e logge la famiglia: E, dalla via corrente, odi lontano Tintinnio di sonagli; il carro stride Del passegger che il suo cammin ripiglia.

Di Concita Borrelli e Giulio Mainenti.

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Per ora noi che ce ne stiamo tranquilli a casa, ci guardiamo i tanti video che ci ricordano che l’Italia è così tanto bella che questo stop “virale” non fermerà la nostra voglia di ricominciare a fare progetti e andare per monti, mari, valli e…spiagge della nostra penisola. 🙂

ad una nuova stagione…

anche del Conero

Ascoltate nonna Rosetta…

Non posso fare a meno di mettere questo nuovo video di nonna Rosetta perché è forse con questo approccio “allegro” che tutti noi potremo affrontare al meglio la grave emergenza di questi giorni. 🙂

Sicuramente 🙂

DALLI ALL’UNTORE!!!

Io che ho vissuto al tempo dell’Aviaria, di Ebola ma era lontana, io che ho vissuto al tempo della Sars ma è scomparsa quasi subito, io che non ho vissuto al tempo della Spagnola, io che non ho vissuto al tempo della Peste di manzoniana memoria, io che vivo ora il tempo del nuovo coronavirus Covid19 qui in Italia e in una Regione dove il virus cerca di entrare a forza, faccio una riflessione:

stai lontano da me !!!! 😦

è vero che, anche se facciamo ragionare il cervello e cerchiamo di ascoltare le informazioni ed i consigli di coloro che ne sanno sicuramente più di noi (di me sicuramente) e ce la mettono tutta per aiutarci e per aiutare la nostra bella Italia ad uscire da questa empasse, la paura ci sta sempre più entrando dentro ma soprattutto è l’ansia che sta ottenebrando la nostra razionalità e capacità di giudizio.

Il panico è sicuramente più devastante di qualsiasi virus pur non sottovalutando gli effetti deleterei di quest’ultimo.

Lo stiamo vedendo ora perché non siamo mai preparati ad un male che non conosciamo e soprattutto non possiamo vedere.

Ad un male che ci costringe ad abbandonare le nostre abitudini ormai consolidate e certe per nuove regole dai risultati a volte incerti.

Ma il passato ci può aiutare ed insegnare molto…a degli anziani in una casa di riposo è stato chiesto se avessero paura del virus ed hanno risposto: ” ma che pauraaa!!! Noi siamo quelli della Spagnola!

Ho trovato un articolo che se letto attentamente e tolte alcune parti più specifiche sull’argomento petrolio (è del 2008, niente a che vedere con il Nuovo Coronavirus) è quasi perfetto per quello che sta succedendo ora nel 2020.

view-source:http://aspoitalia.blogspot.com/2008/07/dalli-alluntore.html

Invidie, pregiudizi, ignoranza, spaccature tra cittadini, spaccature tra i Governi, spaccature tra le Nazioni, non sono anche essi un virus che si propaga?

Solo unità e buon senso (soprattutto a casa nostra) potrebbe essere il primo vaccino per il Covid19.

Conscia della gravità della situazione, io sono comunque ottimista…e una risata ogni tanto ci fa anche bene. 😀

Ancora sul filo di…lana,tra “amarcord”,statue e dipinti.

Si, eccomi di nuovo tra fili e gomitoli di lana morbidi e coloratissimi. 🙂

i miei fili si intrecciano facilmente 😀

Come vi ho detto, anche se io non ho mai imparato bene a lavorare a maglia, da piccola sono vissuta circondata da lane e gomitoli, da ferri ed uncinetti perché sia mia mamma che una mia zia hanno sempre sferruzzato o fatto lavori all’uncinetto oltre che ricami col telaio.

Quando andavo a casa di mia zia facevo una specie di full immersion nella lana perché lei era una insegnante di Economia Domestica e, soprattutto durante le vacanze scolastiche, si portava a casa i lavori che le sue allieve non avevano finito a scuola ed erano davvero tanti…che alla fine stando nella sua stanza eri avvolta da lana calda e colorata. 🙂

mia zia aveva un sacco di idee 🙂

Parlare della maglia oltre ad essere una specie di “amarcord” mi ha anche fatto scoprire un mondo che non conoscevo.

Riporto qui alcune notizie trovate su Wikipedia:

L’inizio del lavoro a maglia si perde nella notte dei tempi.

Solo quando ci si ferma al II o III secolo dopo Cristo ci sono notizie sicure perché prima la storia si confonde troppo spesso con la leggenda.

Sono state però trovate sculture che risalgono al IV secolo a.C. che hanno fatto ipotizzare che il lavoro a maglia fosse ormai entrato nella vita quotidiana, come dimostra una statua greca, che si trova ad Atene, nel Museo del Partenone, Kore n. 670, che sembra indossare un maglione come quello dei nostri tempi. 😀

Kore , Museo dell’Acropoli, Atene


Pur non avendo documenti specifici al riguardo, ad una osservazione attenta, si può notare che l’artista ha riprodotto con lo scalpello la lavorazione del punto a coste – 3 maglie diritte alternate a tre rovesci oppure un’alternanza di 7 diritti e tre rovesci – nelle vesti senza cuciture che venivano indossate durante le cerimonie sacre.
Da tener presente che il numero tre e il numero sette erano considerati numeri dal potere magico.

Testimonianze di lavori a maglia attraverso dipinti.

Certamente un capo che veniva indossato da un membro della casa reale veniva imitato ed infatti possiamo ammirare nei quadri di Hans Holbein il Giovane e di altri pittori della sua scuola, che ritraggono nel corso degli anni la famiglia dei Tudor, un medesimo e molto semplice motivo di berretto, lavorato a maglia rasata con diminuzioni regolari che rimasero di moda per un secolo.

Hans Holbein il Giovane-Autoritratto

Il quadro che più fedelmente è testimone dell’apprezzamento del lavoro ai ferri da parte dei pittori è la pala dell’altare di Buxehude in Germania, nota come “La visita degli Angeli”, dipinta da Mastro Bertram nel 1400, nel quale viene rappresentato un momento di vita familiare all’interno della casa di Nazaret.

Mastro Bertram – Pala dell’altare di Buxehude in Germania, nota come “La visita degli Angeli” – 1400

Nel dipinto si può osservare la Madonna intenta a sferruzzare una piccola tunica “inconsutile”, cioè senza cuciture, per Gesù Bambino rifinendo la scollatura col sistema circolare a quattro ferri, sistema ancora sconosciuto in quei tempi in Germania, ma osservato dall’artista durante un viaggio in Italia.

“La visita degli Angeli” – 1400 -particolare