twenty twenty-one

Anno 2021 ed eccoci in un periodo di cambiamenti, belli speriamo! La pandemia inizia a segnare il passo ed i vaccini stanno contribuendo molto a mettere in affanno il Covid 19 anche se, come tutti i virus, cerca ogni strada per sopravvivere e noi dobbiamo sbarragliele tutte anche con misure meno restrittive.

Santo cielo! Indossiamo la mascherina… se necessaria.

Anno di cambiamenti, dicevo e cambiamenti si vedono anche qui sul nostro blog! Dopo quasi 20 anni abbiamo cambiato il tema che usavamo da quando abbiamo iniziato. Ci eravamo affezionate ma WordPress ha deciso di mandarlo in pensione! Ora la nostra mente non è più così elastica come allora e facciamo fatica ad adattarci ai nuovi cambiamenti soprattutto della home page.

Ma le varie voci del menù in alto alla pagina sono le stesse a cui eravate abituati. La “NUOVA VOCE” invece vi porterà direttamente al post più recente e a tutti i vari widget che prima erano sul lato destro della home page e che ora si trovano in fondo.

L’unica cosa che ci è sfuggita un pò di mano (per ora) sono le Gallery dove alcune immagini sembrano essersi ribellate all’ordine in cui Sol le aveva diligentemente messe, ma Sol (stacanovista delle gallery) le sta già richiamando all’ordine.

Le acchiappa più veloce del vento! I sogni bisogna inseguirli sempre… 🙂

Graziee… vacinate

.

Carissima Luna, ti ringrazio di cuore per i tuoi stupendi auguri con mascherina (persino personalizzata 😮 ) allegri e positivi come sei te, nonostante gli abbracci a distanza siano obbligatori ancora così come non poter soffiare personalmente la nuova candelina che si aggiunge alla mia già enorme collezione (spero che il “pesciolone soffiatore” carichi pure con il peso del mio nuovo anno 😆 )

.

.

Sempre guardando avanti (la cervicale è impietosa anche con me 😆 ) e dopo ascoltare lo splendido coretto di auguri a gola spiegata con cui mi ha deleitato l’orecchio, da neovacinata, ho deciso di rischiare e organizare un mio caloroso asolo batteristico di ringraziamento senza mascherina.

.

.

Ovviamente ero da sola in cucina per cui il rischio di contagio era tutto calcolato al ribasso 😆 e le mie indubbie doti fra le padelle, forse piu consone a frittate che ad asoli, non avrebbero urtato i timpani di nessuno 😆

.

Un compleanno in maschera…

Carissima Sol, eccoci di nuovo al tuo compleanno😊e anche quest’anno siamo con la mascherina….

Personalizzata per l’occasione😁

E ancora niente abbracci…in presenza!😠

Solo a distanza…

Sembrerebbe quindi di essere fermi allo scorso anno🙄e magari tu saresti anche contenta di non dover spegnere una candelina in più 😁

Ce la farai…🥳

ma invece il tempo non si ferma e per consolarti in qualche modo, sappi che anche il virus 🦠 ha un anno in più e si sente un po’ affaticato🥴ed impaurito dalla forza aggressiva dei vaccini. 💉

Noi vacinade…👍😊

Quindi, come sempre, ti dico di guardare avanti e non è solo saggezza…😂

Appunto! 😄

E per finire…ecco il mio “ BUON COMPLEANNO “🎉 cantato a gola spiegata…tanto da Ancona a Torino “teniamo le distanze”.😄

🎈🎊🎂🍾

Addio a Carla Fracci, regina della danza

Disse in una intervista: «E Nureyev mi disse: tu sei la danza, non puoi ritirarti»

Ed Eugenio Montale le dedicò questa poesia nel 1969 per il suo ritorno dopo la gravidanza.

LA DANZATRICE STANCA

Torna a fiorir la rosa che pur dianzi languia…
dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.
e quando mai può dirsi per stagioni
che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?
ma si parla della rifioritura
d’una convalescente, di una guancia
meno pallente ove non sia muffito
l’aggettivo, del più vivido accendersi
dell’occhio, anzi del guardo.
è questo il solo fiore che rimane
con qualche merto d’un tuo dulcamara.
a te bastano i piedi sulla bilancia
per misurare i pochi milligrammi
che i già defunti turni stagionali
non seppero sottrarti. Poi potrai
rimettere le ali non più nubecola
celeste ma terrestre e non è detto
che il cielo se ne accorga. basta che uno
stupisca che il tuo fiore si rincarna
si meraviglia. non è di tutti i giorni
in questi nivei défilés di morte.

GISELLE – Teatro dell’Opera di Roma – 1980 – Carla Fracci e Rudolf Nureyev