Iniziamo la giornata, o meglio, la metà giornata😴🤭 con questo pensiero che a me sembra molto liberatorio. Dobbiamo concentrarci su ciò che è veramente importante per ciascuno di noi. La libertà di essere veramente se stessi è un’urgenza che custodiamo infondo all’anima.
Data l’ora, vi auguro buon pranzo perché abbiamo anche un corpo da nutrire!😋
Si narra che un giorno un vecchio maestro fosse stanco delle continue lamentele del suo allievo. Perciò un mattino lo spedì a prendere un po’ di sale. Quando l’allievo tornò, il maestro lo pregò di mescolarne una manciata in un bicchiere d’acqua e di berla.
“Com’è?” domandò il maestro.
“Salata!” rispose l’allievo, facendo una smorfia. Il maestro rise e invitò il ragazzo a mescolare la stessa manciata di sale nel vicino lago. I due si recarono in silenzio fino alla riva e dopo che l’allievo ebbe versato la manciata nell’acqua, il maestro disse: “Adesso bevi dal lago!” L’allievo obbedì e di nuovo il maestro domandò: “Com’è?”
“Fresca.” rispose l’allievo.
“Hai sentito il sapore del sale?” domandò il maestro. “No.” rispose il giovane. Quando i due si sedettero insieme, il maestro disse all’allievo: “L’amarezza della vita è, né più e né meno, come il sale puro.
La quantità di amarezza nella vita rimane esattamente la stessa.
Tuttavia la quantità di amarezza che avvertiamo dipende dal contesto in cui la proviamo. Se avverti amarezza, dunque, l’unica cosa che puoi fare è ampliare il senso delle cose. Smetti di essere un bicchiere. Sii un lago!”
Se dovessi indossare un capo più e più volte, quale sarebbe?
Ho sempre avuto un debole per le scarpe basse e comode.
Anche morbide!
Le scarpe col tacco alto non le ho mai portate se non forse tanto, tantissimo tempo fa a qualche matrimonio.👰♀️ Ricordo ancora quella volta che per il matrimonio di una mia cugina ho messo appunto le scarpe col tacco che non era certo un tacco 12! 😁👠 Per fortuna non ho dovuto camminare molto ma sono comunque stata seduta per qualche ora e nel rialzarmi le scarpe mi facevano malissimo da non poter camminare.🙄 La mia fortuna e’ stata che per arrivare alla macchina si doveva attraversare un bel prato e così me le sono tolte😮 e “a piedi nudi nel parco “ 😁 ce l’ho fatta!
Tacco 12?
Ma le scarpe che ho portato sicuramente di più da bambina sono stati i “sandali con gli occhietti“
A me piace chiamarli “sandali occhi di gatto “
Oggi sono tornati molto di moda anche per grandi ma per me sono legati alla mia infanzia ed al ricordo di tante scivolate che ci ho fatto con relative sbucciature delle ginocchia!🥺 Vi chiederete il perché delle scivolate, presto detto: la suola di questi sandali era in “pelle di bufalo“, bella a vedersi ma a contatto soprattutto dell’erba diventava scivolosa come se ci fosse stato messo il sapone!😄 Però, con la creatività dei bambini, io ho trasformato questo problemino in una risorsa, ci scivolavo giù dalle scarpate erbose come avessi uno snowboard.😄🏂
Quasi, quasi me ne compro un paio ma con la suola di gomma para. Che volete…alla mia età niente più scivolate volontarie!😂
Una stella cadente non serve ad esaudire un desiderio. Serve a dirci che la bellezza, per quanto passeggera ed inafferrabile, può cambiarci dentro. (Fabrizio Caramagna)
Da stasera inizierò a raccogliere le stelle cadenti! ☄️😊
Simbolo dell’ingegneria dell’Impero Inca, era crollato a causa della mancata manutenzione annuale dovuta al confinamento per la pandemia
È stato restaurato l’ultimo ponte Inca del Perù, intrecciato a mano secondo un’antica tradizione. La sua manutenzione è un rituale fatto di gesti sapienti che vengono tramandati di generazione in generazione. L’antico ponte pedonale Q’eswachacasospeso a 20 metri di altezza sul fiume Apurìmac in una zona remota del Perù meridionale (nel dipartimento di Cusco, antica capitale Inca, e più precisamente nel distretto di Quehue) era crollato a marzo dopo aver saltato lo scorso anno il consueto restauro di primavera, a causa del confinamento per la pandemia di coronavirus.
È stato rimesso in sicurezza dagli abitanti: le donne hanno tessuto le corde a terra, mentre gli uomini in aria, sospesi senza imbracatura. “L’intera popolazione ha molto rispetto e ammirazione per i nostri ingegneri andini”, ha detto il sindaco di Quehue, Mario Tacuma al quotidiano El Comercio.
“Le generazioni ereditano la conoscenza e la saggezza ancestrali per preservare il ponte”, ha commentato dal canto suo il governatore di Cusco, Jean Paul Benavente, ringraziando gli abitanti del villaggio per il loro lavoro.
Lungo 28 metri e largo poco più di un metro, il ponte è uno dei simboli dell’ingegneria dell’Impero inca. (Da: euronews)
Nel 2009, l’Istituto Nazionale di Cultura ha dichiarato il rituale di rinnovamento del ponte Qeswachaka come il nuovo ‘Patrimonio Culturale della Nazione’. Nel 2013, l’Unesco ha aggiunto il ponte Qeswachaka alla lista di “Patrimonio culturale intangibile dell’umanità”. L’inclusione ha considerato la conoscenza ancestrale così come i rituali che vengono effettuati durante il processo di ristrutturazione di questo ponte.
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