…ora di cena

Ormai è ora di cena e sento un gran rumorone di pentole che arriva dalla cucina dove evidentemente il cuoco si sta dando un gran da fare 🙂 … e mentre mi sorge il dubbio se quel gran rumore corrisponda a tante buone pietanze o sia un modo di richiamare la mia attenzione perchè io vada a preparare qualcosa per cena 🙂 …approfito per augurarvi una buona cena e una…

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…i 24.000….baci

Bei ricordi e belle canzoni Luna, ma la tua scelta è basata solo sulle migliori canzoni vero? O per caso, questi 24.000 baci di Celentano vogliono chiamarmi in causa? thin125.gif ….

Beh, ovviamente la scelta è basata sui successi di allora ma messi in vena di raccontare vi dirò che questo periodo per la musica italiana è stato qualcosa che forse nemmeno voi potete immaginare… perchè in Spagna per esempio, queste erano le canzoni che si sentivano a tutte le ore nelle radio, e mica tradotte o cantate da chissà chi in spagnolo, no, erano loro, Celentano e la Pavone e cantavano rigorosamente in italiano… gli spagnoli, scimmiottando le parole che credevano di capire in italiano, le cantavano a squarciagola… ed ecco succedeva che, nell’assenza totale di conoscenze minime d’italiano, non potendole vedere in tv perché ritenuta piccola per stare davanti alla tv e non avendo soldi per comperare i dischi e così non avendo modo di leggere i titoli scritti da nessuna parte io, per esempio, (indotta, quello sì, da una madre che era sicura di capire più di una bimbetta) capissi al posto dei 24.000 baci di cui si tratta 24.000 “apaci” a093.gif (che ovviamente non poteva essere altro che la parola italiana per dire gli indiani”apaches” a0651.gif ) e mi faccessi, quello si, mille domande perché… accidenti, dove troverà lui tutti questi “apaches”?… e poi…cosa c’entreranno nella canzone ? 12bcc511_.gif …Ma come si sà una bambina non si ferma molto a lungo su una cosa e sentendo altra musica, altre canzoni, dimentica domande…. e così capita che passati tanti anni ed arrivata in Italia un giorno a caso in tv senta i “24000 baci” cantati da Celentano…ed ora, che finalmente l’italiano lo sa, capisce subito appena sentita la prima frase che sono baci e non “apaci” quelli di quella canzone che si sentiva in radio tanti tanti anni fa in Spagna…. c0081.gif

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Come eravamo…alle feste.

(viene da qui…)

Beh..ecco è sabato sera…ed ora qui davanti al pc ripenso alle nostre… “feste in famiglia” del sabato ser…ops noooo..del sabato pomeriggioooo…! 😀

Però erano i favolosi anni 60’…ed anche di pomeriggio le feste erano belle e sul giradischi musica149.gif mettevamo sempre canzoni ad hoc..! post-1329-1170437791.gif

Rita Pavone – Cuore

Che m’importa del Mondo

Adriano Celentano “Pregherò”

Naturalmente non c’era solo il…Ballo del mattone… 🙂

Adriano Celentano – 24000 baci

(continua qua…)

Cerchiate: Leggenda della “Strada consortile della bocca dei lupi”

Mappa-CERCHIATE 🙂

Cerchiate cerchiate via cavallotti

Pochi conoscono la leggenda relativa alla “Strada consortile della bocca dei lupi”, l’attuale Via Cavallotti.

Si racconta infatti, che un cavaliere francese, dopo aver combattuto nella seconda crociata in Terrasanta, abbia attraversato con il suo cavallo tutta l’Italia; lasciatosi alle spalle la città di Milano e, giunto a Cerchiate, decise di abbeverare il suo cavallo in uno dei tanti fontanili esistenti nel Borgo composto dalla chiesetta, dal mulino e da alcune stalle.
Prese poi la decisione di fermarsi qualche giorno per riposare, prima di ripartire per la Francia. post-280-1156259349.gif

Cerchiate era allora circondato da fitti boschi e da qualche prato. Superato il ponte sull’Olona, notò un’atmosfera molto strana: strada deserta, nessuna traccia di persone e di animali:.Udì solo un gran rumore uscire dalle stalle; si avvicinò e trovò le porte sprangate, andò verso il mulino e anche qui tutto chiuso: solo la ruota del mulino girava libera nelle acque limpide del fiume. Sentì miagolare dei gatti, si guardò attorno e non li vide, alzò la testa e i mici erano sugli alberi, quasi a voler fuggire da qualche pericolo. si avvicinò alla piccola chiesa, guardò attraverso le grate della finestra e vide che tutti gli abitanti erano là dentro in preghiera.

Attese un po’ e non vide uscire nessuno. Bussò alla porta e a stento riuscì a farsi aprire. Non appena entrò, la porta venne subito richiusa. Il più anziano del villaggio raccontò con dei gesti, cheda diversi giorni, branchi di lupi affamati si avvicinavano al paese terrorizzando tutti. l’uomo si unì a loro nella preghiera e cercò di calmarli assicurandoli che il giorno dopo con la sua spada avrebbe sistemato le cose.

Quanto sopra sempre spiegato a gesti a causa della lingua diversa da quella degli abitaqnti del villaggio. I bimbi presero subito confidenza e cominciarono a giocare con lui e lui ricambiava le attenzioni lasciando intendere di avere a casa dei bambini che lo aspettavano.

Il mattino seguente i lupi ritornarono e gli abitanti spaventati rimasero nella chiesetta; il crociato aprì la porta ed uscì verso l’allora sentiero che portava nei boschi (Via Cavallotti), si tolse il mantello e lo stese per terra con la croce rivolta verso l’alto, innalzando al cielo una preghiera. I lupi vi si sdraiarono sopra, cominciarono a leccargli le mani; lui li accarezzò e parlò con loro come se fossero dei vecchi amici. Dopo un paio d’ore se ne andarono da dove erano venuti e non tornarono mai più. Il pellegrino rimase qualche giorno in paese festeggiato da tutti; il mulino ricominciò a macinare, le mucche ad andare nei prati, i bambini a giocare e i gatti scesero dagli alberi.

L’uomo, prima di ripartire per la Francia, scrisse su una pergamena quanto aveva visto e la pose nel cassetto dell’armadio che nella chiesetta conservava gli arredi sacri e, salutati i presenti, riparì. Poichè i bambini di ieri, come quellidi oggi, facevano i capricci e combinavano marachelle, i genitori li portavano all’inizio di Via Cavallotti dicendo “se non fai il bravo ti porto dal lupo, chiamo il lupo, ti metto nella bocca del lupo”; da allora la strada si chiamò per secoli “Strada della bocca dei lupi”.

Con il passare del tempo sempre meno si pensò a quel soldato e alla pergamena, qualcuno la cercò e non la trovò più. C’è chi dice che quando Napoleone con le sue truppe venne in Lombardia, molti soldati depredarono chiese e conventi e che qualcuno, giunto a Cerchiate abbia rovistato anche nei cassetti della chiesetta e scoperto il documento scritto in francese antico, lo abbia preso e portato in Francia dove si troverebbe in qualche museo. Il tempo passò, la strada della “Bocca dei lupi” divenne Via Cavallotti; Cerchiate si coprì di nuove case e dell’antico Borgo non rimase che un libro di storia e questa leggenda…

Da: Parole di Poesia.

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