E’ tardissimo… o prestissimo….ma io sto andando a letto ora, per cui… 🙂
I Re Magi
Un’altra tradizione del Natale è costituita dal lungo cammino e dall’arrivo dei Re Magi alla nascita di Gesù. In realtà i Re Magi non erano re, ma sacerdoti che, alla corte di Babilonia, studiavano il cielo e le stelle al fine di predire e di trarre presagi.
Una stella più lucente delle altre attira l’attenzione dei Magi, abitanti dell’Estremo Oriente.
Essi erano uomini non ignari dell’ arte di osservare le stelle e la loro luminosità, per questo compresero l’importanza del segno.
Certamente operava nei loro cuori la divina ispirazione… Essi partirono.
Ed ecco che la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra…».
Secondo quanto riportato dal Vangelo apocrifo armeno i nomi dei magi erano: Gasparre, Melchiorre e Baldassarre
I magi rappresentavano le tre razze umane, la semita, la giapetica e la camitica. Melchiorre rappresentava l’Asia, Baldassarre l’Africa e Gasparre l’Europa. Erano inoltre il simbolo del dono portato al Signore da tre parti del mondo. Anche le loro diverse età rappresentavano i diversi periodi della vita dell’uomo; la giovinezza, la maturità e la vecchiaia.
Nel Vangelo di Matteo, come negli apocrifi e nelle leggende orientali sui Magi, si narra che i re portarono al Cristo tre doni: oro incenso e mirra.
Che cosa simboleggiano?
I doni portati al Signore erano un simbolo di perfezione: l’oro rappresentava la regalità, ed era un dono riservato ai re; l’incenso rappresentava la divinità, il soprannaturale; la mirra rappresentava l’umanità, l’essere uomo, era la sostanza utilizzata per cospargere i corpi prima della sepoltura.
I RE MAGI
Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.
di Gabriele D’Annunzio
Da : http://www.qualcosadime.net
La stella di Natale
Era pieno inverno.
Soffiava il vento della steppa.
E tremava il neonato nella grotta
sul crinale della collina.
Il fiato del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta,
sulla mangiatoia aleggiava un tiepido vapore.
E lì accanto, mai scorta fino allora,
più discreta d’un lucignolo
alla finestra d’un capanno,
riluceva una stella sulla via di Betlemme.
Una gran folla si assiepava presso la collina.
Albeggiava. Comparivano i tronchi dei cedri.
E a loro: “Chi siete?” chiese Maria.
Noi, stirpe pastori e messaggeri del cielo,
siamo qui per cantare lodi a voi due.
“Non si può, tutti insieme.
attendete sulla soglia”
Albeggia. Dalla volta celeste l’alba scacciava,
come granelli di polvere, le ultime stelle.
E dalla gran folla solo i Magi
Maria lasciò entrare nella grotta.
I Magi, nell’ombra, in quella stalla buia
bisbigliavano, trovando a fatica le parole.
A un tratto qualcuno, nell’oscurità,
con la mano trasse un po’ a sinistra
dalla mangiatoia uno dei tre Magi;
e quello si volse: dalla soglia, come fosse in visita,
alla Vergine guardava la stella di Natale.
Boris Pasternak (1890-1960)
Da : http://www.ilvolodeigabbiani.it.
ANDREA MANTEGNA -Adorazione dei Magi
Pensieri, aforismi, citazioni…come vengono.
Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi…
William Shakespeare
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Aspettando la Befana
Beh..ormai lo sapete, 😮 io sono attratta dalle leggende e come non parlare quindi della Befana…? 😀 Le sue origini soprattutto, perdendosi nella notte dei tempi, hanno generato tanti credo e la figura della Befana la si conosce ormai anche in quei paesi dove non si celebra affatto questa tradizione.
Ecco cosa ho trovato girando un pò nel web : ed è solo una piccolissima parteeee… 🙂
L’Epifania
Oggi, nella liturgia cristiana occidentale, l’Epifania celebra la manifestazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, del Cristo ai Magi. Ma inizialmente questa festa, nata in Oriente intorno al 120-140, celebrava il battesimo di Gesù.
Questa celebrazione aveva un significato particolare per coloro che credevano che l’incarnazione del Cristo fosse avvenuta non alla nascita ma al battesimo. Anticamente, il 6 gennaio era la data del solstizio invernale nella quale tradizionalmente si festeggiava il nuovo sole. Fu dunque naturale celebrare l’incarnazione del Cristo in quella data simbolica.
Poi la festa venne adottata dalle Chiese orientali trasformandosi nella quadruplice celebrazione della nascita del Cristo, dell’adorazione dei Magi, del suo battesimo e del primo miracolo a Cana.
Prese così il nome di tà Epiphania, le Epifanie, ovvero le varie manifestazioni visibili del Cristo.
La festa delle Epifanie si diffuse intorno al IV secolo in Occidente, e all’inizio del V fu adottata a Roma dove si modificò perché nello stesso periodo, come abbiamo ricordato, la Chiesa romana aveva cominciato a celebrare il Natale del Cristo il 25 dicembre: divenne prevalentemente la celebrazione della venuta dei Magi e fu chiamata Epifania, al singolare.
Storia della Befana
Vi sono, in Italia, due usanze che sembrano coilegarsi a tradizioni precristiane.
Prima che si affermasse la consuetudine dei regali natalizi ai bimbi, ai quali si raccontava che li aveva portati Gesù nella notte, erano i Re Magi ad avere questa funzione nel giorno dell’Epifania, in ricordo dei tre doni offerti al Bambino per eccellenza.
Ancor oggi, in Spagna, il 6 gennaio è il giorno dei regali che vengono portati dai Reyes Magos.
In Italia, invece, si è avuto uno sdoppiamento: Gesù Bambino è diventato il dispensatore dei regali importanti, mentre una figura anomala e non inquadrabile nella religione cristiana la Befana, porta regalucci o addirittura carbone se Il bambIno non si è comportato bene nell’anno appena trascorso.
La Befana rappresentata da una vecchia brutta che vola su una scopa: una vecchia benefica e tutto sommato simpatica che scende di notte per la cappa del camino e lascia nelle calze dei bimbi doni, dolci e talvolta carbone.
Il suo nome deriva da Epiphània che diventa dapprima Pifania, poi Bifania e infine Befana, tentativo evidente di cristianizzare il misterioso ed inquietante personaggio trasformandolo nella personificazione femminile della festa.
Ma perché scegliere una vecchia a rappresentare una festa che celebra la nascita del Bambino? E perché mai in alcune feste popolari dell’Epifania si usa segare o bruciare la Befana?
Molte sono le ipotesi, ma una delle più accreditate interpreta la Befana come la sopravvivenza di una figura arcaica, simbolo di Madre Natura che, giunta alla fine dell’anno invecchiata e rinsecchita, è degna soltanto di essere segata o bruciata.
Segata offre una cascatella di dolciumi e regalini, che altro non sono se non i semi grazie ai quali risorgerà a primavera come Madre Natura giovinetta.
Bruciata offre carbone che, simbolicamente è l’energia latente nella terra, pronta a rivivere col nuovo sole.
Proverbio della Befana
La notte di Befana nella stalla
parla l’asino, il bove e la cavalla.
Tratto da : http://www.reportonline.it
Per saperne di più :
http://www.letteratour.it/altro/A01epifan01.htm
…Capodanno “di fuoco” a Madeira
Prima di stabilirmi in Italia, ho vissuto per qualche anno fuori dal mio paese. Il lavoro mi permetteva di stare per un po’ in un paese e, passato un certo tempo e conosciuto ormai quel paese, di andare altrove a lavorare per poter vedere altri luoghi. E fu così che tanti anni fa arrivai all’isola di Madeira un posto che mi è rimasto, come nessun altro, nel cuore…
Ho tanti splendidi ricordi di questo paradiso di fiori e paesaggi mozzafiato dove trascorsi un anno, un mese e dieci giorni della mia vita…
Uno di questi ricordi è del Capodanno e dei fuochi artificiali veramente spettacolari con cui si saluta l’inizio dell’anno…
I fuochi più importanti sono quelli della capitale dell’isola, Funchal, anche se, allora almeno, li facevano anche in altre località dell’isola. Funchal è piena di turisti che arrivano per l’occasione. Le navi da crociera fanno scalo proprio lì per trascorrere il Capodanno e poter vedere questi straordinari giochi di luci e colori che hanno ottenuto l’anno scorso il riconoscimento dai Guinness come “il più grande spettacolo pirotecnico del mondo” con uno spazio occupato pari ad una ellisse di 6 km di estensione e 2,7 chilometri di larghezza.
Il 31 dicembre 2006, sotto il rigido controllo del funzionario incaricato dal Guinness dei primati, lo spettacolo durò 8 minuti e fu accompagnato dalle Quattro stagioni di Vivaldi. I fuochi partivano da 37 posti strategici (31 a terra, e 6 in piattaforme marittime), si usarono 17 tonnellate di fuochi, i lanci furono 660.300 con più di 8.000 “spari” al minuto per la gioia dei più di 100.000 presenti …
Ma questi sono solo dati, interessanti, curiosi che servono per rendersi conto che non si parla di fuochi artificiali come altri, anche perché hanno una cornice meravigliosa come la bahia di Funchal ma credetemi, i dati non possono mai rendere giustizia a tanta bellezza… Io non me ne scorderò mai e mi sento fortunata di poterli aver visti dal terrazzo all’ultimo piano dell’albergo dove lavoravo… Tutti noi che lavoravamo quella sera siamo saliti con i clienti a vederli… tutto si è fermato e tutti siamo rimasti incantati ad ammirarli… ed è stata veramente dura riprendere poi a lavorare!! 😦
Foto mie di quel giorno non ne ho perché, come potevamo vedere bene i fuochi se avevamo l’occhio attaccato all’obbiettivo della macchina fotografica?…Nessuno di noi ha fotografato…eravamo tutti a bocca aperta e guardavamo 😮 ….
Ho fatto un collage di foto trovate in rete e se volete rendervi conto di cosa si prova quella notte ad essere lì, guardate questo video…











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