Ricordiamo…

………………………..

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato…

…………………………..

Primo Levi

.

auschwitz_2.gif

.

Barbra Streisand – People

People,
People who need people
Are the luckiest people in the world
Were children needing other children
And yet letting our grown-up pride
Hide all the need inside
Acting more like children than children
Lovers
Are very special people
Theyre the luckiest people in the world
With one person,
One very special person
A feeling deep in your soul
Says you are half now youre whole
No more hunger and thirst
But first be a person who needs people
People, people who need people
Are the luckiest people in the world.

With one person
One very special person
A feeling deep in your soul
Says you are half now youre whole
No more hunger and thirst
But first be a person who needs people
People, people who need people
Are the luckiest people in the world.

…27 gennaio, giorno della memoria

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.

(Primo Levi) .

.

mani-in-alto.jpg

.

.

Così scrive Anna Frank pochi giorni prima che i tedeschi irrompano nell’alloggio segreto, dopo due anni di “semi-prigionia” , dal 9 luglio ’42 al 4 agosto ’44:

.

anne6tv.gif

 

.

« “la gioventù in fondo è più solitaria della vecchiaia.” Questa massima che, ho letto in qualche libro mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera; è vero che qui gli adulti trovano maggiori difficoltà che i giovani? No, non è affatto vero.

Gli anziani hanno un’opinione su tutto, e nella vita non esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio.

Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno una vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero di problemi che ci assillano, problemi per i quali forse noi siamo troppo giovani, ma ci incalzano di continuo sino a che, dopo lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti, che la annullano.

Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione.

Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.»

.

Anna Frank, op. cit. , 15 luglio 1944, pp 268-268.

 

 

Come eravamo…Figli dei fiori (2)

(viene da qui…)

Eccomi ancora sul filo dei miei dischi.. musica016.gif 🙂 per i ricordi di quegli anni…quando appunto la rivolta giovanile squote il mondo ma al ritmo di rock’n’ roll.. 😀

I Beatles stanno ormai orbitando… anche se da noi…” l’impatto col ciclone Beatles ha l’effetto di un temporale estivo..”

.

Lucy in the Sky with Diamonds

.

Quando sono venuti in Italia per il loro primo concerto (1965) sono stati accolti …tiepidamente.. 😮 , sia forse per il prezzo troppo elevato del biglietto (sulle 100.000 lire di allora) ma anche perchè, in Italia, l’inglese non era ancora così di moda e quindi preferivamo i cantanti nostrani…soprattutto Celentano, Morandi, il vero re del mercato discografico.

Gianni Morandi “C’era un ragazzo…”

.

Ma la protesta sociale, poco a poco, sale d’intensità e raggiunge quella americana. I Nomadi cantano ” Dio è morto” scritta da Guccini che l’ha ripresa dalla poesia “L’urlo” di Ginsberg.

(cliccare nella cover sottostante per ascoltare la canzone)

scheda_dioemorto1web

.

Teatro delle canzoni del beat italiano non è però l’università, nè i circoli letterari ma una discoteca che farà epoca : il PIPER CLUB di Roma.

Spunti per il testo da : “Anni sessanta” di Igor Principe

continua QUA

Com’è bella Venezia…

Com’è triste Venezia…ci canta Charles Aznavour

.

.

ma com’è bella Venezia…soprattutto in questo periodo di Carnevale.

.

390113135_52d30f5544.jpg

ll Carnevale di Venezia, se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa.

Si hanno ricordi delle festività del Carnevale fin dal 1094, sotto il dogato di Vitale Falier, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima. Il documento ufficiale che dichiara il Carnevale una festa pubblica è del 1296 quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo l’ultimo giorno della Quaresima.

Tuttavia il Carnevale ha tradizioni molto più antiche che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le società, basti pensare ai Saturnalia latini o ai culti dionisiaci nei quali il motto era “Semel in anno licet insanire” (“Una volta all’anno è lecito non avere freni”) ed è simile lo spirito che anima le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali sull’esempio del “Panem et Circenses” latino.

Alcuni Carnevali sono passati alla storia: quello del 1571, in occasione della grande battaglia delle forze cristiane a Lepanto quando, la domenica di Carnevale venne allestita una sfilata di carri allegorici: la Fede troneggiava col piede sopra un drago incatenato ed era seguita dalle Virtù teologali, la Vittoria sovrastava i vinti ed infine la Morte con la falce in mano per significare che in quella vittoria anche lei aveva trionfato.

Nel 1664 in occasione delle nozze in casa Cornaro a San Polo, si organizzò una grandiosa e divertente mascherata a cui parteciparono molti giovani patrizi. Una sfarzosa sfilata attraversò Venezia e fece tappa in due dei più famosi monasteri della città: quello di San Lorenzo e quello di San Zaccaria, dove risiedevano le monache di nobile stirpe.

Il 27 febbraio 1679 il Duca di Mantova sfilò con un seguito di indiani, neri, turchi e tartari che, lungo il percorso sfidarono e combatterono sei mostri, dopo averli uccisi si cominciò a danzare.

Per il Carnevale del 1706: giovani patrizi si mascherarono da Persiani e attraversarono la città per poi esibirsi nelle corti e nei parlatoi dei principali monasteri di monache (San Zaccaria e San Lorenzo).

Per molti giorni all’anno, il mondo sembrava non opporre più resistenza i desideri diventavano realizzabili e non c’era pensiero o atto che non fosse possibile. Questa era Venezia nel Settecento, il secolo che, più di ogni altro, la rese luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo. Venezia era allora il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante, decorativo e galante, il mondo di pittori come Boucher e Fragonard, Longhi, Rosalba Carriera e Giambattista Tiepolo, la patria del padre della Commedia dei Caratteri, uno dei più grandi autori del teatro europeo e uno degli scrittori italiani più conosciuti all’estero: Carlo Goldoni che, in una poesia dedicata al Carnevale, così rappresenta lo spirito della festa:

“Qui la moglie e là il marito
Ognuno va dove gli par
Ognun corre a qualche invito,
chi a giocar chi a ballar”.

Nel XIX secolo, invece, Venezia e il suo Carnevale incarnano il mito romantico internazionale e la città della Laguna, con le sue brume e l’aspetto paludoso, diventa meta di artisti, scrittori, musicisti, avventurieri e bellissime dame di tutto il mondo: Sissi d’Austria, Wagner, Byron, George Sand, Ugo Foscolo.

Tratto da :http://www.carnevalevenezia.com

.

Carnaval de Venise 2007

altri carnevali:

 

 

 

 

…Capodanno “di fuoco” a Madeira

Prima di stabilirmi in Italia, ho vissuto per qualche anno fuori dal mio paese. Il lavoro mi permetteva di stare per un po’ in un paese e, passato un certo tempo e conosciuto ormai quel paese, di andare altrove a lavorare per poter vedere altri luoghi. E fu così che tanti anni fa arrivai all’isola di Madeira un posto che mi è rimasto, come nessun altro, nel cuore…

funchal-ridotta.jpg

Ho tanti splendidi ricordi di questo paradiso di fiori e paesaggi mozzafiato dove trascorsi un anno, un mese e dieci giorni della mia vita…

4_5-vereda-c_-verde_ridotta.jpg

Uno di questi ricordi è del Capodanno e dei fuochi artificiali veramente spettacolari con cui si saluta l’inizio dell’anno…

I fuochi più importanti sono quelli della capitale dell’isola, Funchal, anche se, allora almeno, li facevano anche in altre località dell’isola. Funchal è piena di turisti che arrivano per l’occasione. Le navi da crociera fanno scalo proprio lì per trascorrere il Capodanno e poter vedere questi straordinari giochi di luci e colori che hanno ottenuto l’anno scorso il riconoscimento dai Guinness come “il più grande spettacolo pirotecnico del mondo” con uno spazio occupato pari ad una ellisse di 6 km di estensione e 2,7 chilometri di larghezza.

Il 31 dicembre 2006, sotto il rigido controllo del funzionario incaricato dal Guinness dei primati, lo spettacolo durò 8 minuti e fu accompagnato dalle Quattro stagioni di Vivaldi. I fuochi partivano da 37 posti strategici (31 a terra, e 6 in piattaforme marittime), si usarono 17 tonnellate di fuochi, i lanci furono 660.300 con più di 8.000 “spari” al minuto per la gioia dei più di 100.000 presenti …

guinness-madeira-pq-ridotto.jpg

Ma questi sono solo dati, interessanti, curiosi che servono per rendersi conto che non si parla di fuochi artificiali come altri, anche perché hanno una cornice meravigliosa come la bahia di Funchal ma credetemi, i dati non possono mai rendere giustizia a tanta bellezza… Io non me ne scorderò mai e mi sento fortunata di poterli aver visti dal terrazzo all’ultimo piano dell’albergo dove lavoravo… Tutti noi che lavoravamo quella sera siamo saliti con i clienti a vederli… tutto si è fermato e tutti siamo rimasti incantati ad ammirarli… ed è stata veramente dura riprendere poi a lavorare!! 😦

estensione-fuochi.jpg

Foto mie di quel giorno non ne ho perché, come potevamo vedere bene i fuochi se avevamo l’occhio attaccato all’obbiettivo della macchina fotografica?…Nessuno di noi ha fotografato…eravamo tutti a bocca aperta e guardavamo 😮 ….

 madeira-san-silvestro-fuochi-artificiali-questa.jpg

Ho fatto un collage di foto trovate in rete e se volete rendervi conto di cosa si prova quella notte ad essere lì, guardate questo video