Categoria: Vita
Oggetti smarriti lungo il cammino della vita e… ciò che viviamo.
Grazie…
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Cara Luna, ti ringrazio di cuore per i tuoi bellissimi auguri. Sono riusciti, mentre sorridevo guardandoli, a farmi scordare che un altro anno pessera sulle mie spalle 😮
Così persino il ringraziamento che avevo appena preparato mi sembrava poco adatto… la signora, non giovanissima, che goffamente ballava ringraziando contenta era si gioiosa, ma il peso dell’età si sentiva cosi come quello del momento che viviamo, mentre io, conquistata dal “musetto” della tua entusiasta protagonista, mi sentivo per un momento “giovane” 😮 e con gran forza per afrontare il “domani”
E cosi, in un attimo, buttata la cartolina appena fatta, mi ci sono “camuffata” da lei. Ovviamente, data la mia eta, l’energica “danza” nonostante i miei enormi sforzi non e cosi armoniosa, ne vigorosa, ma non importa, cio che conta e la sferzata di gioia ed energia che mi ha trasmeso…
Perche, in questi tempi cosi problematici, posso dire con gioia che un traguardo l’ho raggiunto, sono arrivata indenne ad un altro compleanno!! 😆 e per questo ringrazio e sono felice sperando sia il primo traguardo raggiunto di tanti altri… 🙂
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Auguri…
Carissima Sol, questa pandemia ha cambiato tante cose anche del nostro quotidiano e chissà quante ne cambierà ancora. 😳 Ma ad ogni evento, anche catastrofico, c’è sempre un “dopo”, un cambiamento che magari ci darà nuove opportunità perché il virus non potrà mai fermare il tempo. Ricorda quindi: “non contare i giorni, fa sì che siano i giorni a contare. 😊
Tana libera tutti?

Oggi sembra essere tornata di moda la frase “tana libera tutti” che, in questa versione moderna, ci fa pensare soltanto ad una libertà perduta.
A me ricorda invece uno dei periodi più belli della mia infanzia quando l’essere liberi per noi bambini significava solamente vivere.
Sono nata in un piccolo paese dove allora si trascorreva la vita quasi sempre all’aperto e non solo in estate quando la scuola era chiusa.
All’aperto si potevano fare tantissimi giochi ma “nascondino” era il mio preferito. 😀

Questo gioco ha origini lontanissime e addirittura Polluce, intorno al II secolo narra di un gioco all’aperto della Magna Grecia chiamato apodidraskinda, dal greco dialettale apodrason-skaso-kripdo = fuggire scappare nascondersi.
Il gioco attuale, è comunque un’eredità del XVII secolo, quando lo si giocava tra i nobili come una delle poche forme di socializzazione e di corteggiamento tra giovani aristocratici, diffuso inizialmente in Italia, Francia e Spagna, quindi in tutta Europa.
Le regole sono abbastanza semplici (le metto solo per quei “pochi” 😀 che non ci hanno mai giocato da bambini e non sapranno mai cosa si sono persi) 😦 : il luogo di partenza del gioco è detto “tana” ( noi, all’aperto, usavamo il tronco di un albero)

Dalla “tana” prestabilita, un giocatore scelto con una rituale “conta”, senza vedere (chiudendo gli occhi, preferibilmente con le palme delle mani e/o tenendo il viso contro un muro, ), conta fino ad arrivare ad un numero deciso precedentemente, in modo da dare tempo agli altri giocatori di allontanarsi e trovare un nascondiglio. Finito di contare, chi ha contato apre gli occhi gridando “Via!” o l’ultimo numero e comincia a cercare gli altri giocatori. Colui che ha contato, ogni volta che trova un giocatore nascosto deve correre fino alla “tana” e toccarla esclamando ad alta voce “tana per” (o “trovato”) e il nome di chi ha trovato, precisando bene il luogo (es. dietro l’albero, dietro il divano, sotto il tavolo…); in questo modo “elimina” quel giocatore, che rimarrà “prigioniero” alla “tana”. Il cercatore di turno continua la sua ricerca degli altri concorrenti nascosti; se però un giocatore raggiunge la tana prima di essere visto e quindi trovato da chi ha contato, la tocca, dichiara ad alta voce “tana” (o “salvi me”) ed è “libero”. Il giocatore cercatore di turno dovrà quindi cercare gli avversari ma anche stare attento a presidiare la “tana”, cercando di non allontanarsi troppo da essa, per evitare che qualcuno ”faccia tana”. Se l’ultimo giocatore nascosto riesce a raggiungere e a toccare la “tana”, potrà esclamare “tana libera-tutti”! o semplicemente “liberi tutti” (o “salvi tutti”), liberando così tutti i giocatori già catturati, e il giocatore che era alla ricerca in quel turno di gioco sarà obbligato ad accecarsi di nuovo, a contare e a cercare anche nel turno successivo.
Ricordo ancora quella sensazione di batticuore quando da dietro il tuo nascondiglio vedevi arrivare verso di te il compagno che ti stava cercando e temevi di essere scoperto e che ti facesse “tana”.
E poi l’adrenalina che ti faceva scattare, uscire dal nascondiglio e correre a più non posso a far tana prima di essere visto dal cercatore e poi, se eri l’ultimo a non essere ancora stato scoperto, la felicità e anche l’orgoglio di poter gridare: ” tana libera per tutti” e liberare così tutti i giocatori precedentemente catturati. 🙂
Si, questo era un gioco ed ora che purtroppo la realtà supera qualsiasi fantasia (e siamo anche diventati “grandi”) dobbiamo essere consapevoli che ognuno di noi è responsabile e dovrà fare la propria parte per essere liberi da questo virus e non potrà esserci nessuno a gridare: Tana libera per tutti.

Covid19, fase 2: “ terra di mezzo”
Siamo ormai nella fase 2 e mi sembra di essere in una specie di “ terra di mezzo”. 🙄 Da una parte ci sono gli “ alieni” 😳 quelle presenze silenziose e senza volto😷 che ti passano accanto. Se però le incroci e le guardi negli occhi puoi vederci anche un sorriso e questo ti rassicura.
Dall’altra parte c’è la natura con il suo splendore di sempre, la sua resilienza che se ne infischia del virus e ci regala la bellezza superba e quasi sfrontata delle rose rosse.

(Richard Brinsley Sheridan)
O quella meno appariscente delle rose bianche.

Una sola rosa può essere nel mio giardino. Un solo amico, il mio mondo.
(Leo Buscaglia)
Ci sono poi i fiori di campo più timidi si ma i più resilienti.
(Fabrizio Caramagna)
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È bello sentire che la vita riprende (e lo si capisce dal rumore che sento in strada proprio ora mentre sto scrivendo) ma il “silenzio” di questi mesi passati devo dire che un po’ mi manca ecco perché voglio pensare che se gli “ stolti”, che per altro Dante ha messo in tutti i “gironi infernali”, non riescono a rispettare le regole imposte per frenare il virus in questa fase, lo fanno perché non sanno“ ben dosare la ritrovata libertà”.
Dove sei
Libertà
Ubriaca di parate e di bandiere….
Chi dirà…
Che il silenzio in fondo è libertà…
Chi dirà…
Che di troppa libertà si muore…
Qui in città
Tutto va…
…Tutto va, se non si arrestano i motori. Mentre poi,
Libertà, non si respira mai!
Chi lo sa
Quanto costa fare andare il cuore…
Renato Zero da: “ Che bella libertà “



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