La bellezza del mondo nei “fiori d’autunno” in Giappone

Higanbana: i fiori d’autunno

Giappone, i fiori del nirvana dell’equinozio d’autunno

TOKYO – Crescono ovunque, tinteggiando di rosso le città del Giappone e costeggiando a profusione i campi di riso: sono gli higanbana, letteralmente i fiori del Nirvana. Li si chiama così anche perché crescono spontaneamente intorno alle tombe, celebrando il ricordo dei defunti che nel Sol Levante è al centro dei riti di settembre. Gli higanbana, fiori di un rosso sangue (ma anche gialli e bianchi), hanno innumerevoli nomi che richiamano soprattutto i defunti, l’inferno, i fantasmi, il veleno, le volpi, i fulmini. Hanno bulbi velenosi e sbocciano qui e là per le strade di Tokyo, nelle aiuole e ai margini delle viuzze di città di provincia, e tra le costruzioni millenarie di templi come Eisho-ji a Kamakura.

In Things Japanese (1890) Basil Hall Chamberlain li inseriva nella voce “Superstizioni”, lì dove ci si raccomandava di non avvicinare questi splendidi fiori alle fiamme perché c’era il rischio che i loro petali, tanto simili alle lingue di fuoco, provocassero un incendio.
Il tempo cambia rapidamente in Giappone tra la fine di agosto e la fine di ottobre, e a settembre, dopo un giorno di festa dedicato al “Rispetto verso gli Anziani” (il 20 settembre), il 23 settembre nel Sol Levante è nuovamente vacanza nazionale: si festeggia l’equinozio d’autunno e o-higan, parola che proviene dal termine buddhista che indica il nirvana, l’altro mondo, l’aldilà (di lì il nome dei fiori). È un tempo dedicato alla memoria degli antenati, una cerimonia buddhista che dura una settimana e prevede la cura della tomba di famiglia, che viene pulita e decorata con fiori. Così la gente passeggia, interrompe il lavoro, trascorre una giornata di festa. In Giappone l’equinozio d’autunno merita un giorno di riposo. ( da: la Repubblica)

In giapponese ha vari nomi, ma quello ufficiale è Higanbana, formato dagli ideogrammi 彼岸 (higan) e 花(fiore),letteralmente significa fiore dell’equinozio d’autunno. L’O-higan(festa buddista) è periodo di 7 giorni intorno all’equinozio d’autunno

Curiosità

Questo fiore ha piu di 1000 nomi, tra cui

  • Lycoris Radiata,  
  • kajibana (火事花) – il fiore di fuoco
  • Shibito Bana 死人花 – Il fiore dei morti
  • Yūrei Bana 幽霊花 – Il fiore fantasma
  • Jigoku Bana 地獄花 – Il fiore dell’inferno

La bellezza del mondo…sospesa sul ponte

Simbolo dell’ingegneria dell’Impero Inca, era crollato a causa della mancata manutenzione annuale dovuta al confinamento per la pandemia

È stato restaurato l’ultimo ponte Inca del Perù, intrecciato a mano secondo un’antica tradizione. La sua manutenzione è un rituale fatto di gesti sapienti che vengono tramandati di generazione in generazione. L’antico ponte pedonale Q’eswachacasospeso a 20 metri di altezza sul fiume Apurìmac in una zona remota del Perù meridionale (nel dipartimento di Cusco, antica capitale Inca, e più precisamente nel distretto di Quehue) era crollato a marzo dopo aver saltato lo scorso anno il consueto restauro di primavera, a causa del confinamento per la pandemia di coronavirus. 

È stato rimesso in sicurezza dagli abitanti: le donne hanno tessuto le corde a terra, mentre gli uomini  in aria, sospesi senza imbracatura. “L’intera popolazione ha molto rispetto e ammirazione per i nostri ingegneri andini”, ha detto il sindaco di Quehue, Mario Tacuma al quotidiano El Comercio.

“Le generazioni ereditano la conoscenza e la saggezza ancestrali per preservare il ponte”, ha commentato dal canto suo il governatore di Cusco, Jean Paul Benavente, ringraziando gli abitanti del villaggio per il loro lavoro.

Lungo 28 metri e largo poco più di un metro, il ponte è uno dei simboli dell’ingegneria dell’Impero inca. (Da: euronews)

Nel 2009, l’Istituto Nazionale di Cultura ha dichiarato il rituale di rinnovamento del ponte Qeswachaka come il nuovo ‘Patrimonio Culturale della Nazione’.
Nel 2013, l’Unesco ha aggiunto il ponte Qeswachaka alla lista di “Patrimonio culturale intangibile dell’umanità”. L’inclusione ha considerato la conoscenza ancestrale così come i rituali che vengono effettuati durante il processo di ristrutturazione di questo ponte.

La bellezza del mondo: “Manhattanhenge“ a New York

Il tramonto visto dalla 42a strada nel cuore della “Grande Mela”

 30/05/2023

Anadolu Agency

Tramonti mozzafiato a New York in questi giorni: è il momento del “Manhattanhenge”.

Impropriamente chiamato anche Solstizio di Manhattan, il “Manhattanhenge” è l’effetto che si crea quando il Sole al tramonto si allinea perfettamente con la griglia stradalesull’asse est-ovest, nel cuore della ”Grande Mela”.

Il termine fa riferimento a Stonehenge, il celebre monumento neolitico allineato in direzione dell’alba del solstizio d’estate e del tramonto del solstizio d’inverno.

Al posto del cerchio di pietre, il suggestivo canyon creato dalle linee parallele di grattacieli di acciaio, vetro e cemento.

I tramonti e le albe si allineano su New York due volte all’anno, in date equamente distanziate dal solstizio d’estate e dal solstizio d’inverno. Gli allineamenti al tramonto si verificano intorno al 28 maggio e al 13 luglio.Gli allineamenti all’alba si verificano intorno al 5 dicembre e all’8 gennaio.

Secondo il piano urbanistico del 1811, la griglia stradale della maggior parte di Manhattan è ruotata di 29 gradi in senso orario rispetto all’asse est-ovest. Di conseguenza, quando l’azimut del tramonto è di 299 gradi (cioè 29 gradi a nord del vero ovest) il tramonto si allinea alle strade della griglia. 

Lo spettacolo del “Manhattanhenge” è visibile lungo molte strade tra cui la 14a, 23a, 34a, 42a e 57a strada.

Uno dei punti di osservazione privilegiati è il Tudor City Bridge sulla 42esima che in queste occasioni si affolla di fotografi.

Le date precise di “Manhattanhenge” dipendono dalla data del solstizio d’estate, che varia di anno in anno intorno al 21 giugno. 

Si parla di “sole pieno” quando il disco solare appare interamente sopra l’orizzonte, mentre “mezzo sole” quando il disco solare è parzialmente nascosto sotto l’orizzonte. (Tratto da Rai News)