Due per la strada…(viaggio virtuale)

…viene da qua

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“…dobbiamo andare e non fermarci mai finche’ non arriviamo.”
“Per andare dove, amico?”
“Non lo so, ma dobbiamo andare…”

(J. Kerouac, Sulla strada)

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Beh…Natale è passato e anche Pasqua… 😮 e credo sia quasi arrivato il momento di rimettersi in…viaggiooo ! Si, avete capito beneeee..! IN VIAGGIO..!

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Sol ed io ci siamo conosciute in un viaggio…un viaggio che, seppur “virtuale”, 484052.gif ha fatto si che un sogno si confondesse quasi con la realtà, un sogno di essere insieme in posti mai visti e che, grazie al web, è diventato quasi reale…magari per lo spazio di un…click

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topi26.gif sulle foto di un paesaggio. A noi due (e non solo a noi due…vero, Val ? 🙂 ) quel “viaggio” è restato nel cuore, perchè è riuscito a trasformare in realtà una sola cosa, ma una cosa davvero importante… la nostra amicizia. Stando al pc e scrivendo su di un forum…

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pc098.gif Sol, io ed altri amici ci siamo girati quasi tutti gli States, perchè è cominciato come il “sogno americano”, ma poi abbiamo fatto una puntatina in Germania per i Mondiali di Calcio e poi siamo state a Valencia…per la Coppa America. Se ricordate…questo blog è iniziato propri con un “reportage” sulla Coppa America….

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Ecco..vedi Sol, col tuo post su “las fallas” hai fatto scattare come dei flash back..!!!!

Ti ricordi quando, dopo la fine della Louis Vuitton Cup, aspettando l’inizio delle Finali ci siamo fatte un giretto per Valencia..?

…Continua qua…..

La Reggia di Venaria

Lo scorso 19 marzo sono stata alla Reggia di Venaria Reale, una delle tante residenze che i Savoia fecero costruire nei dintorni di Torino. Riaperta dopo il restauro di una buona parte delle sue sale e giardini, ospita nei suoi saloni una mostra con 450 opere d’arte che raccontano la storia dei Savoia tra il Cinque ed il Seicento, il passaggio del Ducato di Savoia a Regno, grazie agli spagnoli che donando loro la Sicilia li fecero diventare sovrani, e i fasti della dinastia in questi anni.

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Splendidi i restauri dei saloni, in particolari la Sala di Diana (purtroppo vietato fotografare) da dove partivano le battute di caccia che erano la principale destinazione di questa residenza. Meravigliosa la Galleria Grande e la cappella di San Uberto che potete vedere nelle foto dello slide che segue. Purtroppo la residenza ha perso ogni decorazione ed arredo nel tempo, un po’ per l’arrivo di Napoleone e conseguente saccheggio, un po’ per la successiva crisi economica dei Savoia che dovettero ritirarsi nelle due residenze di Stupinigi e Racconigi (soprattutto), dove portarono non solo l’arredamento ma anche i pavimenti che presero da qui, per risparmiare in un qualche modo nel completamento di queste due residenze.

Grazie però all’arrivo ora per la mostra di mobili, pitture ed arazzi dalle altre residenze e da musei esteri si è riuscito a ricostruire in buona parte l’ambiente della Venaria come si presentava all’epoca con buona parte di quadri ed arredi allora presenti. Ovviamente quando finirà questa mostra immagino che le sale “spogliate” del loro contenuto, ospiteranno altre mostre che ci inviteranno a rivisitarla…

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Per creare una più reale ambientazione e riempire il vuoto che purtroppo molte stanze sarebbero costrette a presentare al visitatore, il percorso della visita è integrato dalla presenza di una serie di inserti multimediali ideati dal celebre regista Peter Greenaway. Greenaway ha cercato di “ripopolare la Reggia” rendendo il visitatore spettatore della vita dei reali, cortigiani e servi grazie a conversazioni, aneddoti e pettegolezzi basati su fatti realmente accaduti. E’ una sorta di film di ciò che si svolgeva in quei tempi nella vita di corte con i protagonisti del passato interpretati da noti attori italiani. Persino le “signorine di facili costumi di corte” ci raccontano i loro problemi, vediamo il letto del re mentre dorme… i servi nella cucina ed i loro racconti….

Completa l’ambientazione la mostra intitolata “La Corte di Carta” che in un gran salone ci propone la fedele riproduzione di vestiti ed acconciature che troviamo nelle tele della mostra, realizzate con gran maestria in carta.

I giardini, ancora in opera di restauro, con la Peschiera Grande, presentano una curiosità: il Giardino delle Sculture Fluide del maestro Penone. Fondendo l’arte con la natura e reinterpretandola attraverso le sue creazioni in bronzo e marmo possiamo scoprire siepi, alberi e tronchi, a volte sorprendenti…come quello che nasconde la canna fumaria del sistema di climatizzazione della Reggia, quel tronco che di colpo fa uscire un pennacchio di fumo, che almeno da lontano, viene confuso con un vero tronco gigantesco…

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Il tutto pensato per essere inserito in un bel centro storico che formava parte dell’ideazione del complesso della Venaria con una Via Mensa molto bella e piena di negozi e locali con un sguardo alla Reggia…

Purtroppo la giornata, fredda e tanto grigia, non rende bella in foto come è la Reggia dal vivo o i giardini. Ma le foto della Galleria credo possano rendere in parte giustizia a quello che lì si può ammirare… 🙂

La nit del foc e altro a Valencia: las fallas

La notte scorsa con la “cremà” sono finite las “fallas de Valencia” 2008, le feste popolari per eccellenza di quella città che si svolgono nelle principali vie e piazze cittadine.

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(Afp foto)

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, sono una specie di carnevale con carri allegorici, generalmente improntati all’ironia e alla critica del costume e la società, con spettacoli pirotecnici di ogni tipo e falò finale per risorgere dalle ceneri l’indomani stesso cominciando con nuove idee e proggetti per le “fallas” dell’anno a venire…

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Ma sono molto più di questo, sopratutto per i valenciani… Sono le feste di tutta una città ed i suoi abitanti ci lavorano tutto l’anno e ci spendono tanti soldi ed energie…

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Le vie, come succede a Natale, vengono illuminate a festa e partecipano ad un concorso che decreterà la più bella illuminazione… C’è l’offerta di fiori alla Madonna, la scelta della fallera mayor, i dolci e “bunuelos”, i costumi tipici e tante altre manifestazioni….

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“Las Fallas” si svolgono ogni anno dal 15 al 19 marzo anche se dal 1 di marzo ci sono già le “mascletà”, spettacoli di botti e fuochi artificiali che coi rumori “creano” composizioni musicali.

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L’origine di questo spettacolo viene fatta risalire ad un antica tradizione dei falegnami che il giorno del loro patrono, San Giuseppe appunto, bruciavano i resti di segatura e legno inservibile per liberare spazio nelle loro botteghe. Il nome “falles” deriva direttamente dallo stesso termine che in valenciano medievale si usava per chiamare le torce che si mettevano nell’alto delle torri poste a difesa della città.

Tutti questi monumenti che bruceranno la notte del 19 marzo partecipano a un concorso per categorie (anche infantili, dato che pure i bambini partecipano a pieno titolo alla costruzione e realizzazione della fallas) che decreterà i trionfatori così come le figure (“i ninots”) che verrano (indultati) “salvati” dal fuoco ed andranno al Museo Fallero.

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L’edizione di quest’anno è stata disturbata da forti raffiche di vento che hanno messo in serio pericolo la stabilità dei monumenti ma, nonostante questo e la minaccia di pioggia dell’ultimo giorno, lo spettacolo di fuoco e giochi pirotecnici (2.300 chili di materiale pirotecnico controllato da 8 computers) che chiude queste feste si è potuto svolgere regolarmente con un record assoluto di presenze mai visto prima.

Ed a partire dalle 22 hanno iniziato a bruciare le “fallas” infantili, per proseguire poi dopo la mezzanotte con quelle adulte riempiendo Valencia di falò in ogni quartiere…

La “falla” vincitrice di quest’anno intitolata “Cuanto cuento” è stata quella di Nou Campanar, alla sua quinta vittoria consecutiva. E’ anche la più cara della storia con un preventivo di 900.000 euro. Quest’anno si sono bruciati a Valencia 772 “fallas” fra infantili ed adulte per un costo totale di 10.650.000 euro! 😮

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Fin qua le notizie di stretta attualità su questo evento e pochi dati per chi non ne avesse mai sentito parlare… Avrei voluto scrivere qualcosa per tempo su Valencia e le sue tradizioni più peculiari e sopratutto su queste feste ma il tempo corre e le fallas 2008 sono già passate alla storia… Ora ogni Casal faller avrà già incominciato a pensare e disegnare la sua nuova falla 2009! 🙂

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So che la mia amica Luna adora questi carri allegorici di carta pesta e che non vede l’ora di postare carri e “ninots” di questa ed altre edizioni perciò, fuori tempo massimo ormai, posterò ancora qualche notizia su Valencia e anche su queste feste per dare sfogo alla sua voglia di “farci vedere” queste bellissime “opere d’arte” . 🙂

(foto Flickr)

…. Continua qua….

..ed ieri ci hanno “regalato la città”: una giornata di “Esperienza Torino”

Ieri, splendida giornata di primavera, con un sole che sorrideva, rallegrando la vita e scaldando fino al sudore ricordandoci che l’estate non è poi così lontana, c’era a Torino una simpatica iniziativa. Il settimanale la Stampa “regalava la città” ai suoi lettori fedeli. Perché bisogna spiegare che Torino vorrebbe festeggiare “alla grande” il 150 anniversario dell’unità d’Italia nel 2011 e così per non arrivare in ritardo, o festeggiare in modo sommesso, mentre si prepara l’evento s’inizia a festeggiarlo… non fosse mai che poi non lo si festeggiasse a sufficienza o meglio ancora…. festeggiamo l’avvicinarsi della ricorrenza e così creeremo il clima festaiolo adatto per ricevere al meglio l’evento… 🙂

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(dalla Stampa… “vi regaliamo tutta la città”, l’ascensore della Mole)

L’iniziativa “vi regaliamo tutta la città” della Stampa forma parte di “Esperienza Torino” e prevedeva che chi si presentava, ieri, con la copia di Torino sette ( l’Appendice settimanale della Stampa su spettacolo, cultura e tempo libero) alle biglietterie dell’ascensore della Mole Antonelliana, della cremagliera di Superga o al capolinea dei “tram storici” che percorrono il centro cittadino, avrebbe avuto diritto ad una corsa gratuita per se e la sua famiglia. Si poteva, volendo, farle tutte e 3.

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Così, chi (come noi) compra la Stampa ogni giorno, vedendo la magnifica giornata e non avendo programmato gite al mare o preventivato altre uscite, si è sentito molto propenso a provare questa “esperienza Torino”… sperando che in tanti fossero invece andati a fare una bella gita fuori città per poter così godersi l’iniziativa senza venir travolto da fiumane di persone…

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Ed eccoci qua, arrivati a Torino, con un cielo spettacolarmente azzurro… La città non può riceverti meglio…tocca ora trovare una sistemazione per la macchina, date le difficoltà che arrivare a piazza Castello in auto e trovare un parcheggio suppongono per chi arriva da fuori. Seguendo il consiglio dei vigili di Torino, ci si infila nel parcheggio in Piazza Carlo Felice, entrando proprio di fronte alla stazione di Porta Nuova, e si procede sottoterra fino ad arrivare il più vicino possibile a Piazza Castello. Ma… ci sono “due ma”… Appena si sta per prendere il biglietto una scritta con un prezzo, uno solo… mezz’ora 1 euro!!… ed incominciano i dubbi… ma come? abbiamo sempre lasciato la macchina qua e non era poi così caro… ma no, vedrai che c’è qualche sbaglio…ma si, entriamo, non può essere…insomma, ci siamo ormai infilati e chi riesce ad uscirne?…per forza ormai bisogna prendere il biglietto e procedere nel parcheggio e, sia come sia, provare se il prezzo è quello…Si percorre da dentro il vecchio parcheggio per arrivare alla parte nuova il più vicino a piazza Castello…Ci avevano detto che si poteva arrivare da dentro, ma no, ci si deve per forza fermare sotto Piazza San Carlo, per poi continuare a piedi ed uscire a Piazza Castello… Pazienza, vorrà dire che un’altra volta proveremo ad entrare da Piazza Castello per aver la macchina proprio lì…oggi è d’obbligo la passeggiata…ma si, fuori il sole sorride, sorridiamo pure noi….

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Una bellissima piazza Castello al sole splendente ci riceve… Non c’è quasi nessuno, sono le 14,30 ed un meraviglioso cielo azzurro fa da contorno al bellissimo Palazzo Reale… Ma non possiamo fermarci molto, andiamo verso il Teatro Regio a vedere i tram storici e provare questo viaggio in tram… E dire che di tram io ne ho provato tanti, anche quando i tram, ormai storici, non erano che i soliti tram di ogni giorno!… ma era all’estero, forse questi di Torino erano diversi… Al nostro arrivo vediamo un bel tram rosso e bianco sicuramente storico… Infatti, ci viene detto che è del 1911 e che nonostante sia fermo ed abbia posto ormai è pieno e partirà…che noi si deve andare a far la coda ad un tavolino dove verrà posto un timbro ricordo della giornata e che o aspettiamo 20 minuti il ritorno del tram rosso o prendiamo quello “verde” del 1958…. Nessun problema, ovvio che potendo scegliere avremmo scelto quello rosso, ma tant’è…anche il verdino… (stiamo sulla fiducia dato che ancora non lo si vede) è storico e antico e visto che la gente non è tanta, non staremo sicuramente a far coda per 20 minuti…. Vorremmo immergerci in questa “Esperienza Torino” e non rimaner fermi al primo traguardo…

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Ma ecco che il tram rosso parte ed arriva il nostro tram verde… Timbrato il nostro “Torino sette” e muniti di adesivi rossi, si sale sul tram che è decorato con sagome colorate che dall’esterno rappresentano i viaggiatori alle finestre ma che, di dentro, nulla tolgono alla visione di chi è nel tram…

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Ed inizia il giro nel centro storico…

il sogno continua…a Racconigi, una sera…

…e nel cortile, sotto i portici, quasi illeggibili al buio, c’erano scritte queste parole….

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Dopo lungo errare,

quando il freddo avanza

e l’ombra sembra vincere la luce,

d’improvviso l’epifania di un giardino luminoso,

raccolto nella dimensione segreta di una festa fiabesca.

Sarà come perdersi nella regione serena dei sogni,

assorti nella contemplazione di visioni estatiche,

arresi allo stupore di sensi inesplorati,

che solo il silenzio, mistica nudità,

nella latenza di parole convenienti,

ha facoltà di svelare.

Perdersi per ritrovarsi,

il distacco e l’abbandono come rivelazione.

Sognare è percorrere il tempo interiore del sentire e del pensare,

un tempo ignoto che plasma e (ri)modella la realtà,

alla luce del fluire delle emozioni.

Nei sogni esiliamo le attese,

ai sogni rimettiamo progetti,

nelle pesanti valigie dell’inconscio

stipiamo illusioni, desideri, paure e incertezze,

per dischiuderci al destino,

per domandare pienezza di senso.

Sognare è consegnare la vita al suo compimento,

affacciarsi alla soglia del mistero,

permeare l’invalicabile condizione umana.

E’ nel sogno lo snodo dell’essere,

l’avviso di verità che inseguiamo.

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altri articoli sul castello ed il parco di Racconigip…