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Categoria: Viaggi
Dove siamo stati e…dove vorremmo andare.
Leggende del Monte Conero
Come si legge nell’articolo di Virgilio Viaggi, sono molte le grotte artificiali che si trovano sul Conero e alcune sono anche legate a delle leggende che si perdono indietro nel tempo…
Ecco due leggende che interessano le grotte menzionate nell’articolo:
Buco del Diavolo: anche detto Buco della Paura, è un inquietante cammino sotterraneo nei pressi di Camerano. Una tradizione ricollegabile ai miti pagani, narra che, percorrendolo interamente, si arriverebbe in una grande stanza con al centro un altare, su cui si troverebbe una chioccia d’oro attorniata da dodici pulcini: ma lo sventurato non potrà mai tornare indietro se non scoprirà il vero nome del Demonio e non lo scriverà sulla roccia con il proprio sangue.
Grotta degli Schiavi: crollata negli anni ’30, la bella grotta sopravvive nel ricordo e nelle leggende legate ai pirati. Questi pare fossero soliti utilizzare tale grotta come “deposito” di schiavi, i lamenti dei quali potevano essere uditi da grande distanza; tra di essi, un giorno giunse una bella principessa veneta, che triste per la lunga permanenza si sciolse con il suo stesso pianto, andando a formare una sorgente di acqua purissima che ancora oggi si getta nel mar Adriatico.
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Un’altra leggenda riguarda invece uno degli scorci più belli e suggestivi che si trovano lungo la costa proprio sotto il Monte Conero che noi anconetani amiamo molto:
Le Due Sorelle: molte sono le leggende che orbitano attorno a questi due scogli. La più singolare è senza dubbio quella di una Sirena, che attirava con il suo canto seducente i marinai all’interno della grotta degli Schiavi, dove i poveretti venivano imprigionati. Alleato della perfica Sirena era un Demone marino, che per le sue malefatte venne trasformato in pietra e diviso in due: le due Sorelle.
Fonte: http://www.conero.it/it/conero/leggende-del-monte-conero
Marche: 10 cose da fare
Machu Picchu fa 100 anni.
Ha festeggiato cent’anni dalla scoperta il Machu Picchu, il sito archeologico Inca del Perù, arroccato sulle Ande, simbolo della cultura precolombiana, che è anche Patrimonio dell’Unesco e una delle sette meraviglie del mondo.
Incastonata tra le montagne, a circa 2500m di altitudine, la città perduta fu individuata per caso dall’esploratore americano Hiram Bingham nel luglio del 1911. Non si sa ancora cosa fosse né a cosa servisse una città così sperduta, pare fosse un luogo di pellegrinaggio e, a seconda della stagione, i pellegrini visitavano una parte o l’altra della cittadella.
Fonte: Virgilio Viaggi
Come vorrei essere uno di quei pellegrini…ma non potendo, accontentiamoci di vederlo in video. 😀
Machu Picchu
Murales a Diamante
Su “Linea Blu” di sabato 25 giugno, Diamante “La Città dei Murales” è stata la protagonista della puntata.
Questa cittadina della Calabria, oltre ai peperoncini ed ai cedri, è ormai famosa soprattutto per i suoi murales che sembrano ormai essere davvero tanti…sui 300. 😮
Vedendo quelle immagini stupende, avrei voluto davvero essere lì, a passeggiare tra i vicoli, ma non potendo ho pensato di documentarmi un pò cercando sul web e “sognando” così la mia vacanza estiva. 🙂
Fu la scrittrice Matilde Serao a coniare per Diamante la definizione di “perla del Tirreno”.
“Ancora oggi Diamante appare come un luogo dal fascino senza tempo, una gemma dalle infinite ricchezze paesaggistiche e naturali che offre al visitatore sempre nuove sensazioni. Dai profumi inebrianti di una natura incontaminata che sa di montagna ma si specchia nel mare, ai sapori decisi della cucina locale. E poi i colori, quelli vivaci dei “murales” che rivestono le pareti del centro storico ma soprattutto quelli che la natura ha donato generosa a questo lembo di Calabria, dal verde dei pregiatissimi cedri al rosso infuocato delle corone di peperoncino, appese come amuleti alle porte di tutte le case del paese, dalle mille sfumature del mare che qui si tinge d’azzurro e di viola fino al bianco argenteo delle lunghe spiagge di sabbia e ghiaia.
E proprio i murales sono diventati una delle caratteristiche principali di Diamante, tanto da procurarle l’appellativo di “Città più dipinta d’Italia”. Da oltre venti anni, infatti, Diamante si è trasformata in una suggestiva galleria d’arte a cielo aperto grazie ai murales che arricchiscono i diversi angoli del paese. La singolare iniziativa si deve al pittore e scultore Nani Razzetti che, volendo rivitalizzare il bellissimo centro storico della cittadina calabrese, pensò ad una nuova attrazione che da un lato desse ai turisti un motivo in più per visitare questa località e che dall’altro facesse rinascere nella gente del luogo il gusto della conservazione e della valorizzazione del proprio passato. Dal 1981, anno della prima edizione dell’Operazione Murales, ogni estate l’iniziativa richiama a Diamante centinaia di artisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo che arricchiscono di nuovi dipinti le mura del centro storico del paese e nello stesso tempo provvedono a sottoporre a minuziosi interventi di conservazione i murales preesistenti. Tutto questo fa di Diamante una città cantastorie, in cui i muri raccontano il secolare rapporto tra l’uomo ed il mare, leggende locali e storie vissute, scene sacre e vicende terrene, costringendo i turisti a passeggiare per vicoli e corti con il naso all’insù alla scoperta delle tradizioni di questa terra”.
Fonte : http://www.ilportaledelsud.org/diamante.htm
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Diamante murales






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