Ancora sul filo di…lana,tra “amarcord”,statue e dipinti.

Si, eccomi di nuovo tra fili e gomitoli di lana morbidi e coloratissimi. 🙂

i miei fili si intrecciano facilmente 😀

Come vi ho detto, anche se io non ho mai imparato bene a lavorare a maglia, da piccola sono vissuta circondata da lane e gomitoli, da ferri ed uncinetti perché sia mia mamma che una mia zia hanno sempre sferruzzato o fatto lavori all’uncinetto oltre che ricami col telaio.

Quando andavo a casa di mia zia facevo una specie di full immersion nella lana perché lei era una insegnante di Economia Domestica e, soprattutto durante le vacanze scolastiche, si portava a casa i lavori che le sue allieve non avevano finito a scuola ed erano davvero tanti…che alla fine stando nella sua stanza eri avvolta da lana calda e colorata. 🙂

mia zia aveva un sacco di idee 🙂

Parlare della maglia oltre ad essere una specie di “amarcord” mi ha anche fatto scoprire un mondo che non conoscevo.

Riporto qui alcune notizie trovate su Wikipedia:

L’inizio del lavoro a maglia si perde nella notte dei tempi.

Solo quando ci si ferma al II o III secolo dopo Cristo ci sono notizie sicure perché prima la storia si confonde troppo spesso con la leggenda.

Sono state però trovate sculture che risalgono al IV secolo a.C. che hanno fatto ipotizzare che il lavoro a maglia fosse ormai entrato nella vita quotidiana, come dimostra una statua greca, che si trova ad Atene, nel Museo del Partenone, Kore n. 670, che sembra indossare un maglione come quello dei nostri tempi. 😀

Kore , Museo dell’Acropoli, Atene


Pur non avendo documenti specifici al riguardo, ad una osservazione attenta, si può notare che l’artista ha riprodotto con lo scalpello la lavorazione del punto a coste – 3 maglie diritte alternate a tre rovesci oppure un’alternanza di 7 diritti e tre rovesci – nelle vesti senza cuciture che venivano indossate durante le cerimonie sacre.
Da tener presente che il numero tre e il numero sette erano considerati numeri dal potere magico.

Testimonianze di lavori a maglia attraverso dipinti.

Certamente un capo che veniva indossato da un membro della casa reale veniva imitato ed infatti possiamo ammirare nei quadri di Hans Holbein il Giovane e di altri pittori della sua scuola, che ritraggono nel corso degli anni la famiglia dei Tudor, un medesimo e molto semplice motivo di berretto, lavorato a maglia rasata con diminuzioni regolari che rimasero di moda per un secolo.

Hans Holbein il Giovane-Autoritratto

Il quadro che più fedelmente è testimone dell’apprezzamento del lavoro ai ferri da parte dei pittori è la pala dell’altare di Buxehude in Germania, nota come “La visita degli Angeli”, dipinta da Mastro Bertram nel 1400, nel quale viene rappresentato un momento di vita familiare all’interno della casa di Nazaret.

Mastro Bertram – Pala dell’altare di Buxehude in Germania, nota come “La visita degli Angeli” – 1400

Nel dipinto si può osservare la Madonna intenta a sferruzzare una piccola tunica “inconsutile”, cioè senza cuciture, per Gesù Bambino rifinendo la scollatura col sistema circolare a quattro ferri, sistema ancora sconosciuto in quei tempi in Germania, ma osservato dall’artista durante un viaggio in Italia.

“La visita degli Angeli” – 1400 -particolare

Gatti in festa…

Amici amanti dei gatti, oggi è la nostra giornata, la festa nazionale del gatto. 🙂 E’ stato scelto il mese di febbraio perché è sotto il segno dell’ Acquario, segno degli spiriti liberi e chi meglio del gatto lo potrebbe rappresentare? Il giorno 17 per sfatare che il gatto porti sfortuna. Se poi il vostro gatto è proprio del segno dell’Acquario, eccovi il suo Oroscopo 😀 :

GATTO ACQUARIO
(21 gennaio – 20 febbraio)

• Modernissimo e anticonformista, il gatto dell’Acquario è profondamente altruista, partecipa alle vicissitudini dei suoi simili con tutto se stesso e ama prendersi cura delle persone con cui vive. Ha un carattere molto dolce, è paziente e generoso però non vuole che gli si diano ordini. In casa ama controllare che tutto sia in ordine e al posto giusto. Dedica molto tempo alla cura del suo aspetto e ama essere spazzolato e coccolato. In primavera e poi in estate passa molto tempo in giardino o sul balcone, d’inverno, invece, adora guardare fuori dalla finestra e vedere cadere la neve, la pioggia, osservare il cielo. Il gatto Acquario ama la compagnia degli altri gatti e delle persone. Quando andate a dormire non chiudetelo fuori dalla vostra camera da letto. Il gatto Acquario ama stare con voi nelle ore notturne e proteggervi dai brutti sogni.

Te lo dirò in un’altra vita, quando saremo tutti e due gatti
citazione dal film: Vanilla Sky


 

Sul filo di…lana.

Girovagando sul web mi sono imbattuta in diversi articoli su come poterci rilassare e trovare un po’ di calma almeno interiore se quella esteriore sembra quasi irraggiungibile, a volte.🙄

Un articolo di Donna Moderna mi ha colpito😳 : “ Lavoro a maglia, yoga per la mente”, intervista all’economista Loretta Napoleoni.

https://www.donnamoderna.com/news/societa/lavoro-a-maglia-yoga-per-la-mente

Ora, devo dirvi che questo articolo ha attirato la mia attenzione perché anche io da piccola sono stata iniziata al lavoro a maglia da mia mamma ma forse la mia passione non era come la sua e così il mio sferruzzare 🧶 non ha prodotto molto più di una sciarpa 🧣 stretta e corta.😁

Ma perché è proprio vero che a volte “ le passioni saltano una generazione”, mia figlia ha sempre avuto la passione per i lavoretti fai-da-te al telaio o all’ uncinetto ed ora, ormai grande, ama sferruzzare 🧶 e devo dire che a differenza di me, ha molta costanza e riesce a fare cose carine ed utili…🧦🧤, non sciarpe strette e corte,😀 mia mamma ne sarebbe stata proprio contenta.👵

È anche vero che ora con internet è molto più facile trovare con chi condividere le proprie passioni, e non solo virtualmente.

Per (re)imparare ad usare i ferri ci sono tutorial online e corsi dal vivo perché “ fare la maglia in gruppo ha un forte potere di aggregazione” di cui noi oggi abbiamo più bisogno che mai.

E anche se non si “sferruzza” il mondo della maglia è così variegato e pieno di colori come i suoi fili di lana che non ci si annoia mai.

Lei è pronta a darci un aiuto 🧶😊

Vacanzeee!!!

Finalmente le tanto sospirate vacanze sono arrivate! Molti avranno già preso una parte delle ferie perché ora si tende a dilazionarle ma il mese di agosto rimane comunque il mese “vacanziero” per eccellenza.

Si parte allora verso mari, monti e laghi vicini o lontani con entusiasmo e voglia di abbandonare almeno per un pò il solito trantran giornaliero.

Chi ama il mare non vede l’ora di “fare un tuffo dove l’acqua è più blu”… ma di questi tempi possiamo ben dire…” mi son scordato di te” 😀

Ma alla fine una soluzione si trova sempre 😀

La bellezza del mondo…in fiore

E, per restare tra i fiori, voliamo in Giappone dove anche se ormai i ciliegi sono sfioriti, è bello pensare che ogni anni essi colorino il Giappone e rappresentino bene “la bellezza effimera e la fragilità della vita”.

Sakura: la leggenda e il significato spirituale dei fiori di ciliegio giapponesi

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La primavera in Giappone coincide con l’Hanami, la festa in cui si assiste alla fioritura del ciliegio Sakura. Sono proprio i meravigliosi fiori di ciliegio che tingono il Paese nipponico di rosa, scopriamo qualcosa di più su questa tradizione millenaria.

L’hanami è una festa millenaria che, come sappiamo, consiste nel trascorrere giornate immersi nella natura per assistere all’incantevole fioritura dei ciliegi. In giapponese, ‘hana’ vuol dire fiori e ‘mi’ sta per guardare, osservare. Per l’occasione, si mangia sui prati e si beve sake in compagnia di parenti e amici.

Sakura, la leggenda

Al Sakura è legata una bellissima leggenda giapponese che risale a centinaia di anni fa in cui la pace era cosa rara per via di battaglie tra feudi. Si narra però che esisteva un bosco dove la guerra non aveva toccato nulla, c’erano alberi, profumi e animali. Nessun guerriero osava entrarci per rovinare la natura. Proprio qui c’era un albero che non fioriva mai e sembrava morto. In realtà non lo era ma era molto triste e solitario perché non poteva mai godere della bellezza dei colori dei fiori. Gli animali per paura non si avvicinavano, l’erba attorno non cresceva.

Ma un giorno, la fata dei boschi vedendo tanta solitudine si commosse, si avvicinò a lui e disse che avrebbe lanciato un incantesimo che sarebbe durato 20 anni. Durante questo lasso di tempo, l’albero avrebbe provato quello che prova il cuore umano. Forse così si sarebbe emozionato e avrebbe trovato la fioritura.

La fata gli disse ancora che si sarebbe potuto trasformare in essere umano e poi di nuovo in pianta, ma se finiti i 20 anni non fosse riuscito a diventare vitale, sarebbe morto per sempre. L’albero si trasformò in umano, ma all’inizio trovò solo odio e guerra. Per questo tornava spesso ad essere una pianta, fino a quando da uomo, camminando vide una bellissima ragazza. Era Sakura che si mostrò gentile: parlarono a lungo condividendo sogni e speranze.

Quando Sakura gli chiese quale era il suo nome, all’albero venne in mente una sola parola: “Yohiro”, che significa speranza. Tra i due nacque una profonda amicizia e in breve tempo sbocciò l’amore. Un giorno Yohiro confessò a Sakura tutto il suo amore e la sua vera natura. Sakura rimase impressionata e restò in silenzio. Il tempo era passato e la scadenza dei 20 anni stava per avvicinarsi. Yohiro, che tornò ad assumere le sembianze di un albero, si sentiva molto triste.

Ma Sakura confessò all’albero tutto il suo amore. Fu allora che apparve nuovamente la fata e chiese a Sakura di scegliere: rimanere umana o fondersi con Yohiro sotto forma di albero.

Lei pensò all’odio e alla guerra e decise di fondersi con Yohiro. Ed ecco che i due si fusero e divennero uno solo, e come per miracolo, l’alberò fiorì. La parola Sakura significa “fiore di ciliegio”. Oggi il loro amore fiorisce in Giappone.

Sakura, il significato simbolico e spirituale

È innegabile che il sakura sia un fiore meraviglioso, ma l’hanami racchiude anche una simbologia che va oltre la bellezza. Il sakura fiorisce e sfiorisce in pochi giorni per cui rappresenta la caducità della vita, la fragilità, ma anche la voglia di assaporare ogni istante.

Si guarda al sakura con tristezza, ma anche con commozione perché festeggiandolo l’hanami in primavera si parla della rinascita. Non a caso la fioritura dei ciliegi è da sempre vista come segno premonitore della ricchezza della raccolta del riso, come auspicio di prosperità. Il Sakura è anche simbolo delle qualità del Samurai, ovvero onestà, coraggio, lealtà e purezza. In Giappone sakura è anche un nome femminile.