L’odore della pioggia

Sono in balcone e dopo giorni roventi respiro la pioggia. È una pioggia che scende leggera, non è accompagnata da vento e non fa paura come ora succede sempre più spesso. E così posso respirare il suo odore come succedeva una volta magari camminando dopo una giornata di pioggia.

A questa sensazione che avvertiamo appunto dopo la pioggia e che ci piace tantissimo, gli scienziati hanno dato anche un nome: “ Petricore”.

“Il petricore cambia a seconda del terreno in cui cade. La pioggia, infatti, si mescola ai composti del terreno e forma delle bolle d’aria che scoppiando rilasciano nell’atmosfera delle particelle aromatiche. I tanti profumi con cui noi veniamo a contatto attivano il nostro cervello e ci regalano sensazioni ed emozioni.

Il petricore ci connette con la natura e ci fa vivere qualche istante lontano dal caos cittadino.” (Fonte: Greenme .it)

POST SCRIPTUM

Forse tessendo lodi al “profumo” della pioggia ho irritato Eolo, il dio dei venti e della tempesta! 😩

Fatto sta che, non avevo ancora pubblicato il post, quando si è scatenata una vera tempesta di vento e la “pioggerellina” si è trasformata in una pioggia di grandine i cui chicchi, grossi, sono diventati come dei proiettili sparati da una mitragliatrice contro serrande, vetri, tavolini da giardino, auto…un disastro! 😩

la mia serranda! 😳

Buongiorno!

È tempo di attivarsi!!

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Giornata mondiale delle tartarughe

Come ogni anno, da 20 anni, il 23 maggio è il giorno dedicato alle tartarughe.

Ecco alcune curiosità (più o meno note) 🙂 :

Le tartarughe sono sulla terra da più di 200 milioni di anni, nel tardo Triassico dell’era mesozoica.

Tuttavia, i ritrovamenti di resti fossili di un rettile sudafricano – l’Eunotosaurus africanus , con la sua gabbia toracica semirigida, ha dimostrato che l’evoluzione del guscio della tartaruga è iniziato addirittura prima.

La tartaruga gigante può vivere fino a 200 anni. Lo scorso anno una tartaruga gigante, un esemplare di Chelonoidis phantasticus, è ricomparsa dopo più di un secolo nelle Galapagos, facendo così ritenere che la specie non sia estinta anche se in numero molto ridotto. 

Il carapace della tartaruga sembra una corazza unica, compatta, fatta in un unico blocco: si tratta invece di una struttura anatomica assai complessa, che col passare degli anni si è trasformata ed evoluta, per arrivare a quello che è oggi. Il guscio è infatti costituito da circa 50 ossa, comprese costole e vertebre. 

Ogni scaglia che compone la parte superiore del guscio si chiama scuto, e attraverso l’osservazione di questa superficie è possibile studiare le fasi di crescita della tartaruga.

Il detto “essere lento come una tartaruga” non corrisponde proprio alla realtà. La tartaruga infatti non è l’animale più lento al mondo, la battono la lumaca e il bradipo. Le tartarughe di terra possono camminare a una velocità che può raggiungere i 100 metri all’ora.

E, riguardo a questa ultima curiosità, posso affermare infatti di essere sempre abbastanza sorpresa nel vedere con quale velocità Ruga, la mia tartaruga, si muove in giardino soprattutto quando è l’ora del pranzo. 😀

Aggiungi un posto a tavola…