Estate di san Martino

Da Wikipedia.

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« L’estate di san Martino, tre giorni e un pocolino »

(detto popolare)

L’estate di san Martino è il nome con cui viene indicato un eventuale periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore. Nell’emisfero australe il fenomeno si osserva eventualmente in tardo aprile – inizio maggio. Nei paesi anglosassoni viene chiamata Indian summer.

(Indian summer is a name given to a period of sunny, warm weather in autumn, not long before winter. Usually occurring after the first frost, Indian summer can be in September, October, or early November in the northern hemisphere, and March, April, or early May in the Southern hemisphere. It can persist for a few days or extend to a week or more.)

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San Martino viene festeggiato l’11 novembre.

Tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino novello, che solitamente viene abbinato alle prime castagne. Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Giosuè Carducci intitolata appunto

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San Martino

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La nebbia a gl’irti colli

Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

( Giosuè Carducci).

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E come in ogni detto popolare…c’è un un fondo di verità; infatti qui oggi è stata una bella giornata di sole e temperatura mite e speriamo che duri ancora…2 giorni e un pocolino… 🙂

In Spagna mettono il “vasino da notte” in museo

Per qualcuno sarà stato uno dei primi “incubi” ma per la maggioranza di noi è stato uno dei nostri primi traguardi da raggiungere 😀 , il nostro primo “successo” salutato con gioia dalle nostre mamme 😀 vasino… In altri tempi, era però elemento imprescindibile del buon vivere quotidiano in uso generalizzato per ogni ceto sociale già dall’undicesimo secolo… Parlo del vaso da notte che da un anno riempie il Museo ad esso dedicato a Ciudad Rodrigo (Salamanca) antica piazzaforte di frontiera spagnola, oggi cittadina con un notevole complesso storico artistico.

Frutto della passione del proprietario, José María del Arco, che colleziona vasi da ogni luogo da ben 27 anni il Museo è ubicato nel Seminario Diocesano de San Cayetano, vicino alla Cattedrale e ritenuta la maggiore collezione del mondo, più grande di quella simile di Monaco, in Germania. Fra i 1300 pezzi in mostra provenienti da 27 paesi diversi, si possono trovare pezzi “rari ed unici” , da quelli di preziosa fattura ai classici e più comuni, per ogni misura, materiale e gusto. 🙂

Il più antico è un vaso islamico del XIII secolo di terracotta gialla con forma cilindrica mentre il più moderno è di ferro, opera di Antonio Casares, pesa più di tre chili e ha 160 metri di fil di ferro. 😮 Fra le altre curiosità anche 300 pezzi in miniatura fra cui un esemplare di 7 millimetri in oro. Francese del XIX secolo è un curioso vaso a forma di reggiseno commissionato per un matrimonio, che secondo l’abitudine dell’epoca, veniva usato nei matrimoni per far bere agli sposi lo champagne 😮 😀 Assieme al vaso di origine cinese, dotato di uno strettissimo orificio anti “versamento”, utilizato per l’uso in imbarcazioni 😮 troviamo anche una collezione dei chiamati “Dompedros”, ricoperti di legno per nasconderli alla vista, proveniente nella maggior parte dall’ Inghilterra ed un curioso regalo da parte di uno scrittore anglosassone a sua moglie con l’iscrizione… “dopo di te, passalo a me, cara” 😀

Ed eccovi qua qualche esempio fotografico della “curiosa” collezione assieme ad un video che mostra qualcuno degli elementi più antichi, curiosi e spiritosi 😀

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Chewingum art

Ci sono tanti materiali per scolpire e questo è uno dei più originali 🙂 … In questo slide potete vedere le opere di Maurizio Savini fatte col… chewingum! … sono bellissime, vero? 🙂

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