Addobbi e luci…🎊🚦🚥 🤶

Siamo nel periodo dell’Avvento, siamo in attesa del Natale e già da qualche settimana si sente ovunque la magica atmosfera natalizia.

Le vie e le piazze delle città e anche balconi, terrazze e giardini delle case sono illuminati da mille lucine e diventano magici durante tutto il periodo.🤩

Presepe sotto la Stella (Piazza della Repubblica-Ancona)

E’ tradizione che sia durante l’Immacolata, ovvero l’8 dicembre, il momento più adatto per decorare la casa a Natale, dal presepe all’ albero e alle finestre.

Ma, come si sa, i tempi cambiano e anche le tradizioni e così ai primi di novembre qualcuno può aver già tirato fuori dalle scatole, le palline, le ghirlande e le luci per fare un primo controllo degli addobbi.

Uno studio scientifico ha dimostrato infatti che “mettere le decorazioni natalizie in anticipo rende più felici”. E noi tutti penso si ha un gran bisogno di essere felici.🫠

Quando andavo a scuola iniziavo a fare l’albero il primo giorno delle vacanze scolastiche ed ho continuato anche con mia figlia. Era bello tirar fuori dagli scatoloni presi dalla cantina le luci e gli addobbi coloratissimi.

Col passar degli anni le abitudini sono cambiate e anche gli addobbi sono cambiati, più moderni e più pratici forse ma io ho ancora nel cuore i miei addobbi vintage, quegli addobbi di vetro fragilissimi ma bellissimi che si muovevano e tintinnavano appena sfioravi i rami dell’albero.

Forse qualcuno si ricorderà di quegli uccellini che si mettevano sui rami dell’albero con una molletta attaccata alle loro zampe e si muovevano ad un tocco leggero.

Dagli addobbi vintage di Piero, un mio amico.😊

Ho smesso di fare l’albero diversi anni fa….ed ecco uno dei motivi! 😹

E anche l’albero mandava segnali preoccupanti… 😂

Ora solo punti luce e….addobbi morbidi! 😃

Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo! 🥳

La bellezza del mondo…di fuoco🌋

Terremoti, vento a raffiche tremende, pioggia che ci sferza e allaga, frane che scendono a valle portando distruzione: riusciamo ancora ad amare la natura? Riusciamo ancora a chiamarla “madre” e non “matrigna”? Ebbene si!

Noi siamo una terra ballerina e abbiamo i vulcani che ci ricordano quanto la nostra terra sia ancora giovane e solo la crosta sia apparentemente stabile.

Proprio i vulcani lo dimostrano; quando eruttano ci ricordano di una natura più profonda, fatta di fuoco e cenere e anche quando essa ci mostra il suo lato peggiore può donarci spettacoli incredibili.

STROMBOLI

Eruzione del 2022

ETNA

Eruzione del 2024

CAMPI FLEGREI

Solfatara di Pozzuoli

Anche se non ci rendiamo conto quando si visita la solfatara, camminiamo su di un campo vulcanico. Lo spettacolo che ci si presenta è davvero incredibile.😦 C’è odore di zolfo, fumo che esce dal terreno che in certi punti è così caldo che le suole delle scarpe quasi scottano. E’ come il materializzarsi dell’ Inferno dantesco.😱🔥

I Campi Flegrei sono un campo vulcanico attivo da oltre 80mila anni. L’ultima eruzione è avvenuta nel 1538, a seguito della quale l’area è andata incontro a un costante sprofondamento fino alla metà del XX secolo, quando il suolo ha ripreso a sollevarsi accompagnato da attività sismica anche intensa.

Ma cosa succederebbe se avvenisse una nuova eruzione?😱

E poi abbiamo…il VESUVIO 🌋: tra i più noti e celebrati vulcani al mondo. Attivo da circa 40.000 anni e con numerose eruzioni in epoca storica

Eruzione del 1944

Eruzione del 1944

Estate di San Martino

Secondo la tradizione oggi 11 novembre (giorno del vescovo Martino di Tours), dovrebbe iniziare un periodo, della durata di circa tre giorni, caratterizzato da temperature più miti, che ricordano appunto il periodo estivo.

Ma quest’anno il detto popolare che recita “L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”, non sarà rispettato. Secondo le previsioni meteo infatti, proprio a partire da oggi arriverà l’Inverno di San Martino che tra domani e mercoledì potrebbe portare pioggia e perfino la neve a quote abbastanza basse.

Ma, nonostante queste previsioni, oggi qui da me è una bella giornata con un piacevole sole anche se l’aria in ombra è un po’ frizzantina ma tutto lascia sperare che ancora una volta il detto popolare abbia la meglio seguendo anche la ben nota leggenda.

Secondo la leggenda, durante un giorno freddo e piovoso, Martino di Tours (divenuto poi San Martino) vide per strada un mendicante seminudo e tremante, così, mosso da un sentimento di pietà, decise di donargli metà del suo mantello; improvvisamente il cielo si schiarì e il sole iniziò a scaldare come in estate.


San Martino divide il suo prezioso mantello con un povero, particolare della facciata del Duomo di Lucca dedicato al santo.

L’estate di San Martino è contraddistinta dai colori accesi, tendenti al rosso, del paesaggio autunnale, evidenziati dalla luce del Sole.

Il nome di “estate di San Martino” è condiviso con le culture di lingua spagnola e francese, nei paesi anglosassoni  il fenomeno viene chiamato Indian Summer (“estate indiana”), mentre in alcune lingue slave tra cui il russo, è chiamato Bab’e Leto.

Nella cultura di massa era proprio durante l’estate di San Martino che venivano rinnovati i contratti agricoli annuali; da qui deriva il detto “fare San Martino”,cioè traslocare. Tradizionalmente, durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino nuovo, che solitamente viene abbinato alle prime castagne.

Nella letteratura:

  • Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Carducci, intitolata appunto San Martino.
  • Un’altra poesia dedicata all’estate di San Martino, ma incentrata sull’aspetto fugace e illusorio del suo improvviso incanto, è Novembre di Giovanni Pascoli.
  • Anche Cesare Pavese ha dedicato una poesia al periodo intitolata Estate di San Martino.
  • L’estate di San Martino (Nachsommer, 1857) è uno dei romanzi più celebri di Stifter.

Nella musica:

Da: Wikipedia