STORIE DI NATALE: LA LEGGENDA DELLO SPIRITO DELL’ACQUA (leggenda di Natale norvegese)
Si dice che nei boschi norvegesi si aggiri una bellissima Troll (che è un essere magico che non per forza somiglia a quello di Harry Potter), vestita di bianco e con lunghi capelli biondi (ha anche una coda da mucca però, cosa che non si capisce come si associ al vestito bianco, forse ha un buco sul retro). Hulda (questo il nome della donna Troll) è uno spirito dell’acqua e sfortunatamente per lei spesso e volentieri l’acqua in Norvegia si ghiaccia e lei rimane sotto gli strati di ghiaccio. Un giorno, era Natale, un pescatore volle portare a Hulda un dolce ma trovando il lago in cui viveva lo spirito completamente ghiacciato e non volendo lasciare il dolce sulla sua superficie (poteva passare una volpe e mangiarselo, che ne sai) decise di fare un buco nel ghiaccio con il suo piccone (cosa ci facesse un pescatore con un piccone è una buona domanda). Scava e scava però il ghiaccio era veramente durissimo e il pescatore riuscì a fare solo un buchino piccolo piccolo. Mentre si arrovellava per cercare una soluzione dal buchino uscì una manina piccolissima e bianca che afferrò il dolce: questo allora per magia si rimpicciolì e passò dentro il buco. Da allora, ancora oggi, nel giorno di Natale è usanza portare allo spirito dell’acqua dei dolcetti molto piccoli, in modo che possano passare attraverso qualsiasi buco nel ghiaccio.
Si avvicina il Natale e anche l’orsetto Paddington ce lo ricorda con il suo personaggio che vive tra la realtà e la fantasia come tutti noi vorremmo vivere il periodo natalizio.
La festa che ricorda tutti i Santi ha origini antichissime. È una celebrazione cristiana che, però, mescola elementi sacri e profani. Si osserva in Paesi di tutto il mondo, con tradizioni diverse, dal Messico alla Baviera passando per il Guatemala, mentre negli Stati Uniti si lega ad Halloween.
Storia
Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad essere celebrate nel IV secolo. La ricorrenza della Chiesa occidentale potrebbe derivare dalla festa romana che celebra l’anniversario della trasformazione del Pantheon in chiesa dedicata alla Vergine e a tutti i martiri, avvenuta il 13 maggio del 609 o 610. In seguito, Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festa era diffusamente celebrata in novembre. Il 1º novembre venne decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pio, nell’835.
Tradizioni di tutto il mondo
In diversi Paesi, inclusa l’Italia, il giorno di Ognissanti è un giorno festivo, mentre non lo è il giorno della Commemorazione dei defunti (2 novembre). Di conseguenza, molte persone visitano il cimitero nel giorno di Ognissanti. In Austria e Baviera è consuetudine il 1° novembre che i padrini diano ai loro figlioli una pasta lievitata intrecciata (Allerheiligenstriezel). In Portogallo, nel Dia de Todos los Santos, i bambini vanno di porta in porta e ricevono torte, noci, melograni, dolci e caramelle. Il giorno di Ognissanti in Messico coincide con il primo giorno della celebrazione del Giorno dei Morti (Día de Muertos). In Guatemala, nel giorno di Ognissanti si prepara un pasto speciale chiamato “fiambre”, fatto di salumi e verdure, da lasciare sulle tombe dei propri cari; è anche consuetudine far volare degli aquiloni come simbolo di unione tra i morti e i vivi.
Ognissanti e Halloween
Negli Stati Uniti e in Canada, la festività di Halloween viene celebrata in occasione del giorno di Ognissanti, sebbene le celebrazioni siano generalmente limitate al 31 ottobre. Nel corso del XX secolo l’osservanza è diventata in gran parte secolare, sebbene alcuni gruppi cristiani abbiano continuato ad abbracciare le origini cristiane della festa.
Il Samhain irlandese
Il Samhain è un’antica festa celtico-pagana, celebrata tra il 31 ottobre e il 1º novembre, e conosciuta spesso anche come Capodanno celtico. Risalente al VI secolo a.C. o addirittura prima, il suo nome deriverebbe dall’irlandese antico e si suppone significhi “fine dell’estate”, mentre in gaelico (irlandese moderno) significa “novembre”. Le celebrazioni di Samhain, sia quelle religiose che folcloristiche, hanno origine da un’antica festività del paganesimo celtico, che si suppone abbia influenzato anche la festa popolare di Halloween e la festività cristiana di Tutti i Santi. (Fonte: Sky tg 24)
Certo che non ci facciamo mancare proprio niente! Davvero bestiale!😠🦠
Speriamo che sia almeno meno agguerrito e più urbanizzato, insomma un vero gentleman! 🙄
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Storia e leggenda- Figura biforme della mitologia greca (il cui nome deriva dal capostipite Centauro, figlio di Issione), partecipe della natura del cavallo (le quattro zampe e la groppa) e dell’uomo (dal bacino in su), che, secondo la leggenda, viveva sui monti della Tessaglia.
I Centauri, nella mitologia greca, erano creature per metà umane (nella parte superiore) e per metà equine (nella parte inferiore). La parola Centauro, significa, letteralmente, “colui che trafigge il toro” e la leggenda ci narra che vissero nelle foreste della Grecia Classica. Come per ogni altra creatura mitologica, il Centauro è presente in diverse diverse storie del mondo classico e ognuna di queste narra una diversa origine della “specie”.
I Centauri, discendenti di Issione e Nefele oEra, erano noti per essere degli inguaribili ubriaconi e violentatori di donne.
Questa credenza nacque da un episodio che si verificò durante le nozze tra Ippodamia e Piritoo, re dei Lapiti. Infatti questi tentarono di violentare le donne e uccidere gli uomini. Il re e il suo amico Teseo, però, uccisero molti Centauri cacciandoli in seguito anche dalla Tessaglia. Non tutti i Centauri però avevano questa indole. Chirone, per esempio, era considerato uno dei Centauri più saggi e i suoi insegnamenti, soprattutto quello sull’arte della guarigione, lo fanno ritenere il padre fondatore della scienza veterinaria.
Durante il periodo medievale, all’immagine del Centauro era associata quella dell’eretico. Questo proprio per il fatto che la dissociazione delle sue parti anatomiche lo rendeva simile allo stato equivoco dell’eretico. Per metà , quindi, cristiano e per l’altra metà pagano.
Il Centauro nella gran parte dei casi è raffigurato armato di un arco o di una clava. È intento nella caccia di prede quali colombe o cervi. Questi animali sono stati scelti per simboleggiare la debolezza dell’anima, facile preda del male. Troviamo i Centauri citati nell’Inferno di Dante come giustizieri delle persone che hanno usato violenza verso il prossimo.
La collocazione dei Centauri nell’Inferno con tale compito sta proprio a simboleggiare la loro indole violenta perseguita durante la loro vita terrena.
La figura del gatto nero: differenza tra paesi e culture
Total black 😻
Il 17 novembre si celebra la Giornata mondiale del gatto nero.
Già dal Medioevo, i felini neri venivano associati al demonio e, per ordine del clero, dovevano essere uccisi e bruciati vivi. Nomea che si è poi protratta negli anni. La data non è un caso: in primis perché il mese di novembre è quello più triste dell’anno, inizia con la commemorazione dei santi e dei morti, e poi il numero 17 è legato alla sfortuna. Ma chi sceglie di adottare un gatto nero in casa? In Italia sono circa solo il 10% del totale e questo perché il nero “spaventa”.
La festa dedicata
La festa del gatto nero è nata una quindicina di anni fa per volere dell’associazione italiana Difesa Animali ed Ambiente. Lo scopo, è stato spiegato in un comunicato stampa dell’associazone ed è legato alla lotta per combattere il fenomeno dell’uccisione dei gatti neri. Questa nuova recente tradizione si è trasformata nel tempo nella giornata contro tutte le superstizioni, ma anche come occasione per festeggiare questo felino in passato tanto disprezzato e tanto amato allo stesso tempo.
Il gatto è un animale che ha attraversato i secoli venerato o odiato, a seconda dell’epoche e delle credenze popolari. Venerato dagli antichi egizi e temuto negli anni della caccia alle streghe, quando si pensava che questo piccolo felino fosse legato a loro e quindi finivano a rogo insieme
La leggenda della Befana e del gatto nero
Le leggende e le superstizioni (da sfatare ovviamente) su questo incantevole felino sono tantissime. Ad esempio, una storia racconta della Befana e del suo gatto nero. In questo caso, però, tende a ribaltare l’idea del gatto nero come simbolo di sfortuna.
La leggenda narra che anticamente tutti i felini erano tigrati, e che l’unico esemplare di gatto nero fosse proprio quello della Befana. Questo unico gatto non viveva sulla terra, ma vi faceva visita solo il 6 gennaio, quando accompagnava la Befana a cavallo della sua scopa. Come tutti gli esemplari della sua specie, anche il gatto della Befana era molto curioso e spesso si domandava come potesse essere la vita degli umani sulla terra; purtroppo, non conosceva questo pianeta perché vi faceva visita solo il 6 gennaio e dopo si ritirava con la sua vecchia padrona in una sorta di letargo fino all’anno successivo.
La leggenda narra che una notte del 6 gennaio, mentre accompagnava la Befana nella distribuzione dei regali alle famiglie, spinto dalla curiosità si sporse dalla scopa e cadde giù finendo nel caminetto di una casa; a quel punto la befana, invece di arrabbiarsi e correre a recuperare il suo compagno a 4 zampe, lasciò il suo gatto nero come regalo alla famiglia.
Quest’ultima con immensa gioia e stupore accolse il gatto a braccia aperte, ed è da quel momento che sulla terra accanto ai gatti tigrati iniziarono a circolare anche i gatti neri. Questa leggenda vuole insegnare che i gatti neri sono simbolo di buona fortuna, perché considerati come regalo della notte dell’Epifania.
La figura del gatto nero: differenza tra paesi e culture
Il gatto nero in molte culture è visto come simbolo di cattiva sorte e malaugurio, come in Italia, Spagna e Stati Uniti; al contrario in paesi come Inghilterra, Scozia e Giappone è simbolo di buon auspicio e si ritiene che averne uno in casa porti prosperità e benessere.
In Cina, invece, il gatto nero è portatore di povertà, fame e miseria; mentre, in Germania si ritiene che se un gatto nero attraversa la strada da sinistra a destra porti fortuna, al contrario da destra a sinistra porti sfortuna. Infine, in Lettonia quando nasce un gatto nero significa che ci sarà presto buon raccolto per tutti.
Sempre intorno alla figura del gatto vi sono tantissime altre credenze buone e cattive: in Scozia, ad esempio, si crede che se un gatto nero trova rifugio davanti all’entrata di un’abitazione, porterà tanta felicità alla famiglia che ci abita. (Fonte: Trieste prima)
Reika, un po’ tigrata prima che cadesse dalla scopa della befana!😺
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