Le scarpe, senza dubbio!

Se dovessi indossare un capo più e più volte, quale sarebbe?

Ho sempre avuto un debole per le scarpe basse e comode.

Anche morbide!

Le scarpe col tacco alto non le ho mai portate se non forse tanto, tantissimo tempo fa a qualche matrimonio.👰‍♀️ Ricordo ancora quella volta che per il matrimonio di una mia cugina ho messo appunto le scarpe col tacco che non era certo un tacco 12! 😁👠 Per fortuna non ho dovuto camminare molto ma sono comunque stata seduta per qualche ora e nel rialzarmi le scarpe mi facevano malissimo da non poter camminare.🙄 La mia fortuna e’ stata che per arrivare alla macchina si doveva attraversare un bel prato e così me le sono tolte😮 e “a piedi nudi nel parco “ 😁 ce l’ho fatta!

Tacco 12?

Ma le scarpe che ho portato sicuramente di più da bambina sono stati i “sandali con gli occhietti“

A me piace chiamarli “sandali occhi di gatto “

Oggi sono tornati molto di moda anche per grandi ma per me sono legati alla mia infanzia ed al ricordo di tante scivolate che ci ho fatto con relative sbucciature delle ginocchia!🥺 Vi chiederete il perché delle scivolate, presto detto: la suola di questi sandali era in “pelle di bufalo“, bella a vedersi ma a contatto soprattutto dell’erba diventava scivolosa come se ci fosse stato messo il sapone!😄 Però, con la creatività dei bambini, io ho trasformato questo problemino in una risorsa, ci scivolavo giù dalle scarpate erbose come avessi uno snowboard.😄🏂

Quasi, quasi me ne compro un paio ma con la suola di gomma para. Che volete…alla mia età niente più scivolate volontarie!😂

Un fiume…

Se potessi avere qualcosa che porta il tuo nome, cosa sarebbe?

“Se poniamo a confronto il fiume e la roccia, il fiume vince sempre non grazie alla sua forza ma alla perseveranza. (Buddha)

Per la verità già un fiume porta il mio nome: il fiume Marta. Quindi la mia risposta è quasi ovvia! 😊 E devo anche dire che il fiume mi rispecchia, amo il fiume anche se io vivo sul mare ma “L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare.” ( Paulo Coelho )

Da Vikipedia

Il fiume Marta, chiamato anticamente Larthe, è l’unico emissario del lago di Bolsena,scorre nel Lazio, in provincia di Viterbo,nel territorio dei comuni di Marta, Tuscania e Tarquinia.

Lungo il corso del Marta sono presenti alcune sorgenti termali.

La valle formata dal Marta è stata usata, fin dalla preistoria, come importante via di comunicazione e di transumanza.

Il Marta sfocia nel mar Tirreno, dopo un corso di circa 50 km, nei pressi di Tarquinia; presso la foce sorgeva, anticamente, il porto etrusco Martanum.

Nel 2005 i fondali tra la foce del torrente Arrone e la foce del fiume Marta sono stati proposti come siti di interesse comunitario.

Sul fiume Marta è ancora presente un insediamento dell’epoca etrusca chiamato, La Cannara”. Visitabile nel comune di Marta VT. Una fitta serie di canne era stata piantata sul passaggio del fiume per rallentare il flusso dei pesci e catturarli facilmente dal capanno sopra realizzato. Nel medioevo “La Cannara” divenne una peschiera (trappola per le anguille). La Cannara fu diretta proprietà del Papa di Roma. La foce del fiume Marta è ad estuario

La bellezza del mondo…in fiore

Chi l’avrebbe mai detto che a due passi da me ci fosse una tale bellezza!🌺

La passeggiata primaverile più bella in Italia, tra peschi in fiore. (Fonte: Chiara Proietto – viaggi.nanopress.it)

viale dei peschi Catalogna

La fioritura dei peschi, così come quella degli altri alberi da frutto, è uno degli spettacoli naturali più emozionanti e affascinanti del periodo, per una passeggiata primaverile. Ecco dove ammirarne una meravigliosa in Italia.

La primavera è la stagione della rinascita. Dopo la lunga pausa dalla vita dettata dall’inverno, ecco che piano piano iniziano a sbocciare timidi i primi variopinti fiori, i prati ricominciano ad acquisire il loro colore verde vivace, la natura inizia a mostrarsi sempre più viva e rigogliosa, e i colori tornano a manifestarsi in tutto il loro splendore.

Quando arriva la bella stagione la tavolozza del mondo si riempie di nuove e brillanti sfumature, romantiche e fascinose, che danno una luce nuova a tutto ciò che toccano.

In Italia c’è un posto dove è possibile ammirare le tonalità rosate del ritorno della primavera che si manifesta nel fiorire di meravigliosi peschi.

La fioritura dei peschi in Italia, per una passeggiata primaverile

Non per forza bisogna recarsi dall’altra parte del mondo per ammirare le più belle fioriture che Madre Natura è capace di regalarci. Se in Giappone sono i ciliegi in fiore a dare ogni anno spettacolo, in Italia i protagonisti sono i peschi.

Ogni primavera a metà marzo le colline comprese tra Macerata e Fermo prendono le tonalità di rosa delle preziosissime pesche Saturnia.

In queste giornate la natura sa regalare uno spettacolo senza eguali, emozionante e bellissimo nella sua semplicità. Si tratta solo di fioriture, ma questo semplice processo naturale è inevitabilmente diventato il simbolo della rinascita, della vita che torna ad esplodere.

La pesca protagonista di questo spettacolo grandioso è la varietà Saturnia. Questa è una specie di evoluzione della tabacchiera siciliana, coltivata nelle Marche a partire dal 1985.

Questa tipologia di pesca è più vicina al frutto originario a polpa bianca. Infatti fino al ventesimo secolo la pesca era conosciuta solo ed esclusivamente con la polpa di questo colore. Solo in seguito, grazie a vari incroci, la sua polpa ha raggiunto anche la pigmentazione gialla.

La pesca Saturnia viene prodotta tra Macerata e Fermo sulle colline bagnate dalle acque del fiume Chienti da circa 30 anni ed è oggi ritenuta una delle prelibatezze della gastronomia marchigiana conosciuta in tutto il mondo. La sua coltura si è diffusa principalmente nei comuni di Montecosaro, Montegranaro e Civitanova Marche.