Aspettando la Befana…🧙‍♀️

Epifania, come si festeggia la Befana nel mondo?

La notte fra il 5 e il 6 gennaio è tradizionalmente conosciuta come l’Epifania, la festa della Befana. Nell’immaginario collettivo questa figura è rappresentata da una vecchietta che di notte, sopra alla sua scopa, passa sui tetti delle case e, calandosi dai camini, riempie le calze lasciate appese dai bambini di dolcetti, caramelle, giocattoli e carbone

  • il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania”, che significa “apparizione” o “manifestazione”.  
  • Nella tradizione cristiana la storia della Befana è strettamente legata a quella dei Re Magi. Si dice infatti che i tre uomini, nel viaggio per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada abbiano chiesto a una vecchietta informazioni. Dopo aver rifiutato l’invito dei Magi a proseguire il percorso con loro, l’anziana pentitasi preparò un sacco pieno di dolci e, nella ricerca di Gesù Bambino, bussò a ogni porta regalando dolcetti a ciascun bambino che incontrava.

Nel mondo la festa dell’Epifania è una tradizione che viene celebrata nei modi più svariati.

Giorno della Befana: le celebrazioni in Francia, Spagna e Germania

L’Epifania è una notte magica, in cui nel mondo si organizzano festeggiamenti speciali. A differenza dell’Italia in Francia i bambini non ricevono in dono dolciumi o carbone, ma la tradizione vuole che nei giorni precedenti alla festa della Befana si prepari una torta, la “Galette des Rois“, al cui interno si inserisce una fava. Il dolce viene diviso in tante fette quanti sono gli invitati a tavola, più una parte riservata a una persona povera nel caso in cui si presenti alla porta di casa. Il fortunato che riesce a trovare la fava diventa per quel giorno il Re o la Regina della festa. La festa dell’Epifania è per i francesi un giorno festivo, che ogni anno ricorre la domenica precedente o seguente il 6 di gennaio

I bambini spagnoli seguono invece una celebrazione del giorno della Befana più simile a quella italiana. In Spagna infatti i più piccoli il 6 gennaio si svegliano molto presto per correre a vedere i regali che i Re Magi hanno lasciato loro. Il giorno prima mettono davanti alla porta un bicchiere di acqua per i cammelli assetati, con anche qualcosa da mangiare. In molte città spagnole poi, la festa dell’Epifania viene celebrata con il Corteo dei Re Magi, in cui i tre sfilano per le vie cittadine su carri riccamente colorati. 

In Germania tale celebrazione ha un carattere ancora strettamente religioso. I tedeschi credenti si recano infatti in Chiesa, mentre i preti di solito passano di casa in casa con dei chierichetti per raccogliere offerte e recitare qualche Verso. Non essendo un giorno festivo i bambini vanno a scuola, ma, prima di recarvisi, scrivono sulla porta la sigla C+M+B, a indicare che “Cristo ha protetto questa casa”.

La festa della Befana in Islanda, Romania e Russia

Una tradizione molto particolare con cui si festeggia l’Epifania è quella dell’Islanda. Qui infatti il 6 gennaio è il tredicesimo giorno, perché da Natale a questa data passano esattamente 13 giorni. Dall’11 dicembre al 25 arrivano tredici Babbo Natale, uno ogni giorno, e da Natale in poi se ne vanno uno al giorno. Proprio il 6 gennaio è il momento in cui l’ultimo Babbo Natale lascia la città, e così viene segnata anche la fine delle festività natalizie. La festa della Befana si celebra con una fiaccolata, a cui partecipano oltre al tredicesimo Babbo Nataleanche il Re e la Regina degli elfi. La fiaccolata termina con un falò e dei fuochi d’artificio. 

Come per la Spagna anche per la Romania il giorno dell’Epifania rappresenta l’arrivo dei Re Magi. I bambini in questa occasione bussano a ogni porta chiedendo di entrare per raccontare qualche storia. Per ringraziarli, le persone lasciano loro qualche soldino oppure della frutta secca. Allo stesso modo anche i preti si recano nelle case dei cittadini per benedirle. In Russia invece in occasione del giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, si celebra il Natale ortodosso. Durante questa ricorrenza i bambini sono in trepidante attesa di ricevere i loro regali, portati secondo il mito da Babbo Natale, chiamato Padre Gelo, accompagnato da Babuschka, una simpatica vecchietta.

Da: http://www.allianz-assistance.it

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, il cappello alla romana…Viva Viva la Befana!😀

Estate di San Martino

Secondo la tradizione oggi 11 novembre (giorno del vescovo Martino di Tours), dovrebbe iniziare un periodo, della durata di circa tre giorni, caratterizzato da temperature più miti, che ricordano appunto il periodo estivo.

Ma quest’anno il detto popolare che recita “L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”, non sarà rispettato. Secondo le previsioni meteo infatti, proprio a partire da oggi arriverà l’Inverno di San Martino che tra domani e mercoledì potrebbe portare pioggia e perfino la neve a quote abbastanza basse.

Ma, nonostante queste previsioni, oggi qui da me è una bella giornata con un piacevole sole anche se l’aria in ombra è un po’ frizzantina ma tutto lascia sperare che ancora una volta il detto popolare abbia la meglio seguendo anche la ben nota leggenda.

Secondo la leggenda, durante un giorno freddo e piovoso, Martino di Tours (divenuto poi San Martino) vide per strada un mendicante seminudo e tremante, così, mosso da un sentimento di pietà, decise di donargli metà del suo mantello; improvvisamente il cielo si schiarì e il sole iniziò a scaldare come in estate.


San Martino divide il suo prezioso mantello con un povero, particolare della facciata del Duomo di Lucca dedicato al santo.

L’estate di San Martino è contraddistinta dai colori accesi, tendenti al rosso, del paesaggio autunnale, evidenziati dalla luce del Sole.

Il nome di “estate di San Martino” è condiviso con le culture di lingua spagnola e francese, nei paesi anglosassoni  il fenomeno viene chiamato Indian Summer (“estate indiana”), mentre in alcune lingue slave tra cui il russo, è chiamato Bab’e Leto.

Nella cultura di massa era proprio durante l’estate di San Martino che venivano rinnovati i contratti agricoli annuali; da qui deriva il detto “fare San Martino”,cioè traslocare. Tradizionalmente, durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino nuovo, che solitamente viene abbinato alle prime castagne.

Nella letteratura:

  • Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Carducci, intitolata appunto San Martino.
  • Un’altra poesia dedicata all’estate di San Martino, ma incentrata sull’aspetto fugace e illusorio del suo improvviso incanto, è Novembre di Giovanni Pascoli.
  • Anche Cesare Pavese ha dedicato una poesia al periodo intitolata Estate di San Martino.
  • L’estate di San Martino (Nachsommer, 1857) è uno dei romanzi più celebri di Stifter.

Nella musica:

Da: Wikipedia

Il crisantemo

In Italia il crisantemo è associato al fiore dei morti e in generale a contesti tristi ma nel resto del mondo è “ la margherita dai 16 petali” e viene regalato in occasioni di gioia e convivialità.

Il perché qui in Italia sia diventato il fiore dei morti sta semplicemente nella sua stagionalità, il crisantemo fiorisce a novembre, proprio in concomitanza con le celebrazioni della festa del Giorno dei Morti. Questa correlazione non esiste nelle altre culture dove il crisantemo acquista un significato completamente diverso e opposto a quello cattolico.

Crisantemo significa fiore dell’oro e ha diversi significati nel mondo. In Corea e in Cina ad esempio è il fiore dei festeggiamenti, in Giappone è il fiore nazionale. Non a caso il crisantemo viene raffigurato in dipinti e drappi o nominato nelle opere letterarie. Comunque, in Oriente in generale, i crisantemi vengono regalati in occasione di matrimoni, comunioni e addirittura compleanni. Nel Regno Unito, si regala per felicitarsi per una nascita, in Australia è il fiore donato per la festa della mamma, mentre negli Stati Uniti simboleggia la gioia e la positività.

Il crisantemo si trova in vari e bellissimi colori:

Bianco, crema, giallo in mille tonalità, rosa in altrettante varianti, rosso vivo o cupo, magenta e porpora, arancione e perfino marrone, con sfumature differenti sullo stesso “petalo”.

In Italia il crisantemo bianco significa dolore e lutto, mentre nei paesi orientali e quelli anglosassoni è simbolo di gioia, pace e vitalità. Viene regalato durante matrimoni e agli amici speciali.

Il crisantemo giallo si regala invece per farsi perdonare qualcosa, visto che simboleggia un amore trascurato, infine il crisantemo rosso a sorpresa indica proprio il classico ‘Ti amo’.

Anche il crisantemo ha la sua leggenda:

La leggenda del crisantemo

La leggenda narra che in un piccolo villaggio una bambina vegliava in lacrime sulla mamma moribonda, ma uno spirito impietosito, vedendo la bambina tanto disperata, le comparve vicino e le porse una margherita, dicendole di darla alla morte perché gli spiriti avevano concesso e lei e sua madre di continuare a restare insieme per tanti giorni quanti erano i petali del fiore.

Quando lo spirito scomparve, la bambina con molta cura e delicatezza, iniziò a ridurre i petali in striscioline sottilissime senza farli staccare e quando giunse la morte, che già era stata avvertita dallo spirito della concessione fatta alla bambina, vide il fiore dall’infinito un numero di petali.

Decise di non portar via la donna e disse alla bambina che anche lei, la morte, le avrebbe fatto un dono: concedere a lei e alla sua mamma di passare insieme tanti anni quanti erano i petali del fiore, e detto ciò se ne andò.

Da: greenme.it

Ho piantato dei crisantemi bianchi nel mio giardino sia perché sono legata alla tradizione italiana ma anche perché mi piace vedere in loro un simbolo di gioia, pace e vitalità.

Non una voce tra l’ospite, l’amico ed il crisantemo bianco. ( Haiku da: la luna in fiore)

Tutto Zen 18 (angolo meditativo per volerci bene)

La lezione del passero

Un passero durante il volo decide di atterrare su un piccolo ramo. Il ramo è stabile e lo sostiene. Ma mentre si riposa, il vento inizia a soffiare e l’albero comincia a oscillare. Quando le fondamenta dell’albero vacillano, tuttavia, egli rimane indifferente perché comprende due preziose verità. In primo luogo, sa di poter volare. Non importa cosa succede al ramo, il passero può sempre fare affidamento sulle proprie capacità. E in secondo luogo, sa che ci sono altri rami su cui potrebbe stabilirsi se fosse necessario.”

Siamo a settembre ed ho ripreso la mia pratica del Taichi ma, con un caldo così opprimente che non sembra avere una fine, non è facile. Mi è venuta sottomano questa storiella che rivela alcune preziose intuizioni su una sana fiducia nei propri mezzi, sull’abilità che viene dall’esperienza e sulla resilienza.

Sono abile, sono resiliente e posso praticare con scioltezza! 😁👍🏻

Tutto Zen 17 (angolo meditativo per volerci bene)

LA STORIA DEL RE E DEI DUE FALCHI (trovare il coraggio di cambiare)

“Un grande Re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al maestro di falconeria perché li addestrasse. 
Dopo qualche mese, il maestro comunicò al Re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.

«E l’altro?» chiese il Re.
«Mi dispiace, sire, ma l’altro falco si comporta stranamente, forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. 
Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno. 
Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli il cibo».

Il Re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco. 
Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno poté schiodare il falco dal suo ramo. 
Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere il falco immobile sull’albero, giorno e notte. 
Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema. 
Il mattino seguente, il re spalancò la finestra e, con grande stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino.
«Portatemi l’autore di questo miracolo» ordinò. 
Poco dopo gli presentarono un giovane contadino.
«Tu hai fatto volare il falco? 
– Come hai fatto? 
– Sei un mago, per caso?» gli chiese il Re. 
Intimidito e felice, il giovane spiegò:

«Non è stato difficile, maestà, ho semplicemente tagliato il ramo.

IL FALCO SI È RESO CONTO DI AVERE LE ALI ED HA INCOMINCIATO A VOLARE!.


Non esiste altro scopo nella vita che non sia vivere con totalita’
in modo da rendere ogni istante una celebrazione.
Vivi, danza, mangia, dormi, fa’ qualsiasi cosa con somma totalita’ e ricordati sempre:
quando vedi che stai creando un problema, escine immediatamente.
(Osho)