Storie di Natale…aspettando Natale.

palla sissi

Si stava avvicinando il Natale. Il gatto Sissi e il topino stavano passeggiando per le strade della città. ” Come mai c’è tanta gente in giro?” chiese il topino ” E’ il Natale che si avvicina e tutti stanno acquistando regali e cose buone per le feste. E tu topino con chi festeggi? “


” Io non ho nessuno con cui festeggiare. I miei amici topini non vengono più tanto volentieri a trovarmi da quando sanno che frequento un gatto ”
” Perché non festeggiamo noi due ” disse il gatto Sissi. Il topino fu molto contento dell’idea, ma il problema era dove e come festeggiare.

Alla fine il gatto Sissi pensò che nella casa dove ora viveva, le due bimbe e la loro famiglia avrebbero fatto una festicciola la sera della vigilia di Natale, ma poi sarebbero andati tutti a dormire. Sissi e il topino avrebbero potuto arrivare dopo e continuare loro la festa. Erano entusiasti del progetto, e subito iniziarono ad organizzarsi.

E’ la mezzanotte della vigilia di natale e attraverso la speciale porticina fatta apposta per permettere a Sissi di entrare e uscire da solo, i nostri due amici s’introdussero nella casa.

palla rossa piccola

L’albero di natale era acceso in tutto il suo splendore, e molti regali erano già sotto l’albero. Subito fecero un brindisi, bevendo un po’ di spumante avanzato nei bicchieri. “Pizzica” disse il topino ” fa le bollicine sul naso” ; ” e’ vero ” confermo’ Sissi, “e’ proprio strano”

Presero poi un pasticcino tra quelli avanzati sul vassoio e se lo sgranocchiarono con gusto. Infine si erano portati l’un l’altro un regalo. Nel pacchettino per il topino c’era un pezzo di formaggio. Sissi apri’ il suo regalo e ci trovo’ …… una cavalletta !!!

” Non sapevo cosa regalarti ” disse il topino” ma spero che ti piaccia. Puoi giocare a corrergli dietro per tenerti in allenamento. E’ una cavalletta velocissima. Mi ci sono volute ore per prenderla ” . Il gatto Sissi ringraziò anche se dentro di se pensava ” Certo che ‘sti topi sono proprio strani”.

topino

Il topino non aveva mai visto le palline dell’albero di natale, e allora chiese a Sissi di fargliele vedere da vicino . Sissi allora ne tiro’ qualcuna giù dall’albero perché il topino le potesse vedere bene. Il topo si divertiva un mondo a guardare la sua immagine riflessa sulle palline. Si guardava e rideva e come un matto. Poi disse a Sissi ” prova tu a guardarti, guarda che buffo”. Avevano trovato proprio un gioco divertente.

palla gatto

Mentre i nostri amici si divertivano, successe una cosa veramente inaspettata. Videro una luce intensa che si stava formando verso la finestra del balcone. ” Che cosa sta succedendo ? ” chiese il topino ” non lo so ” rispose Sissi continuando a guardare quella luce. Quando la luce svanì, apparve un uomo vestito di rosso, con una folta barba bianca. Era Babbo Natale che stava venendo nella casa a portare i doni alle due bimbe.

palla babbo

Quando si accorse della presenza dei due animaletti disse: “Mah, mi avevano assicurato che dormivano tutti qui. E invece guarda chi c’è qua; un gatto e un topino. Cosa ci fate qui? ” – ” Stavamo festeggiando il Natale” risposero.

“Oh, bravi, bravi. E’ bello vedere un gatto e un topo amici che festeggiano insieme, sapete cosa faccio? Lascio due regali anche per Voi. Ditemi un po’: Cosa vi piacerebbe avere? “

Il gatto Sissi ci pensò un pochino e disse” Mi piacerebbe una nuova cesta per dormire” e il topino ” A me piacerebbe uno scaldino da mettere nella mia tana, dentro cui dormire quando fa’ freddo” . Babbo natale estrasse dal sacco due bellissimi pacchi e glieli porse. Aprirono i loro pacchi. Il gatto Sissi trovò una bellissima cesta, e ci entro’ subito dentro per provarla.

Il topino invece ci trovò un cappello da Babbo Natale che sembrava fatto proprio per lui. S’infilo’ dentro e disse ” oh, che calduccio. Grazie Babbo Natale!”.Il caro vecchietto aveva intanto finito di deporre i pacchi.” Volete venire a fare un giro nella mia slitta magica ?” Chiese Babbo Natale. ” Si, si, che bello e dov’è la tua slitta” rispose Sissi. ” E’ qui fuori della finestra; presto, salite”. Quella sera il gatto Sissi e il topino andarono con Babbo Natale a portare i regali a molti bimbi e si divertirono moltissimo. E dall’alto della slitta volante augurarono a tutto il mondo, il loro Buon Natale.

palla slitta+

Da: web.tiscali.it

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Storie di Natale…aspettando Natale.

Ho già messo una volta questa breve leggenda di Natale… ma l’ho trovata molto adatta ad essere rimessa con questa card che ho fatto per provare subito il tuo primo Tutorial di Natale, Sol. 🙂

LA LEGGENDA DELLE PALLINE DI NATALE

A Betlemme c’era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere.

Questo è il perchè ogni anno sull’albero di Natale appendiamo le palline colorate, per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.

Da: http://www.happynoel.net

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base giocoliere finita 2

Bacco e I Baccanali…il mito continua

Viva Bacco e viva Amore.
L’uno e l’altro ci consola.
L’uno passa per la gola
L’altro va dagli occhi al cuore.
Bevo il vin; cogli occhi poi…
Faccio quel che fate voi.

[Carlo Goldoni (Venezia 1707 – 1793)
da “La Locandiera”, atto II, scena VIII]

baccanali_reni

Bacco fanciullo – Bulino da un dipinto di Guido Reni

di Giovanni Antonio Lorenzini (1665-1740)

La figura di Bacco per i Romani era legata alle feste, al divertimento sfrenato… tantè che il nome era originariamente utilizzato con funzione di epiteto che significa “rumoroso” (“baccano” ha la stessa origine), con chiaro riferimento alle feste in suo onore.

E di “baccano” forse le feste in suo onore ne facevano parecchio 😀 se, come ci dice Cicerone, i Baccanali a Roma furono proibiti… 😮

Ma veniamo alla loro descrizione :

… “I Baccanali erano feste in onore di Bacco o Libero, antica divinità italica, presto identificata con il Dioniso della mitologia greca. Durante le sue feste, i partecipanti si abbandonavano ad un’allegria assai libera, scomposta e licenziosa, ad imitazione delle feste dionisiache che la Grecia celebrava in onore di Dioniso. Le Baccanti, sacerdotesse del dio, vestite d’una pelle di Daino, cinto il capo d’una corona d’edera e tralci di vite, correvano, scapigliate, agitando torce ardenti. Queste feste si celebravano durante la notte e il tumulto e la sfrenatezza cui giungevano i partecipanti, erano tali de provocare spesso gravi disordini; per questo motivo a Roma i baccanali vennero proibiti con un senato consulto nel 186 a.C. (Cicerone, De legibus 2.37; Livio 39.9 ss.)…”

Da: artive.beniculturali.it

baccanali_voet

Satiro e Baccante – Acquaforte da un dipinto di Rubens

di Alexandre Voet il Giovane (1637 ca-1690 ca)

Certo che “Bacco” è da sempre al centro di sregolatezze… 😮  se anche un antico detto ammonisce che :

BACCO, Tabacco e Venere RIDUCONO L’UOMO IN CENERE… e, vero o no, tutti questi elementi insieme certamente formano un bel mix esplosivo… se usati senza controllo… 😮

bacco, tabbacco, venere 2

Ma, Bacco… perbacco, mette anche un pò di allegria… 😉

Zucchero “Bacco per bacco”cco fanciullo
bulino da un dipinto di Guido Reni

Madinat-al-Zahra: realtà e leggenda

Puerta_del_primer_ministroVicino a Cordova (Córdoba per gli spagnoli), ai piedi delle montagne della Sierra Morena, ci sono i resti della meravigliosa città di Madinat-al-Zahra (Medina Azahara) fatta costruire da Abd al-Rahman III come simbolo dell’indipendenza dai califfati orientali di Damasco e Egitto. Autoproclamatosi nel 929 “califa”, massima autorità politica e religiosa e principe dei credenti, crea il “califado di Cordoba” inizio di un periodo di gran splendore per la Spagna musulmana. La rappresentazione chiara e visibile del prestigio del nuovo potere che detiene è questa città che sorge nello sfarzo ed il lusso.

Lavorarono 10.000 persone al giorno per creare in 25 anni di costruzione una imponente urbanizazione Medina_Al_Azhra_arcoche, servendosi delle condizioni naturali del territorio, si sviluppò in 3 terrazze. La parte più alta destinata a residenza del “Califa” e luogo di rappresentanza, la media a sede del governo e giardini e quella più bassa con la Moschea e la città con mercati, giardini, orti e tutto quanto serviva alla vita di una gran città.

Fra le tante meraviglie di questa città c’era il Salone dei califfi che dai racconti dell’epoca aveva il  soffitto  d’oro e marmo di diversi colori, solidi ma trasparenti così come le pareti.  Nel centro c’era una gran pila piena di mercurio. Ci si immetteva nel salone da otto porte ad ogni lato, ornate con oro ed ebano su pilastri di marmi e cristalli. Quando il sole entrava nella sala da queste porte il riflesso nelle pareti e soffitto era tale che accecava  e a questo si univa la voglia di stupire del “califa” che con un solo gesto ad un schiavo faceva mettere in movimento il mercurio contenuto nella pila e d’un tratto sembrava che tutta la stanza fosse attraversata dai raggi del sole e tremasse e girasse… all’inseguimento del sole 😮

(bellissima elaborazione 3d di rojunson)

Questa città, distrutta a 75 anni dalla sua costruzione, è rimasta ancorata alle leggende , ai racconti ed a Granpórtico_Alcazarquell’ ambiente magico di città delle Mille ed un notte… Numerose sono le leggende su questa città; una è quella che ci racconta del tunnel che collegava Medina Azahara alla Moschea di Cordova che usava il “califa” per andare in preghiera….

Le mie preferite sono quelle  che ci raccontano della nascita di questa città come una città nata dall’amore di Abd al-Rahman verso la sua favorita Azahara. In una di queste si dice che fu per lei che fece costruire questa splendida città che avrebbe portato il nome della sua amata diventando appunto ” la città di al-Zahra”…

Abd al-Rahman andato a Granada a vedere il sultano conobbe le sue tre bellissime figlie: Azahara, Yasmine e Zineb. Subito fra Azahara ed il califa nacque un grande amore e quando Abd al-Rahman ritornò a Cordova  portò con se la sua innamorata.  Per dimostrare l’amore che nutriva per lei ordinò la costruzione di una città contattando per la sua realizzazione i migliori architetti ed artigiani, fece arrivare i materiali più preziosi, fece creare splendidi giardini con fiori e piante  da tutto il mondo, li riempì di uccelli e frutti esotici. I tessuti più pregiati ed i mobili più lussuosi ornavano le stanze di Azahara, tutto sembrava poco per lei.

Ma lei aveva un’ aria sempre più triste e  nessun regalo riusciva a strapparle un sorriso.  Il “califa” sconcertato  chiese il motivo di tanta tristezza e come poteva porvi rimedio ma Azahara rispose che almendros en florniente avrebbe potuto farle ritornare il sorriso perché non c’era modo di farle vedere la neve della sua adorata Sierra Nevada. “Io farò nevicare per te a Cordova” disse Abd al-Rahman senza esitare un secondo.

Inmediatamente mandó ad abbattere un bosco situato di fronte alla medina e a ripiantarlo di mandorli vicinissimi gli uni agli altri in modo che ogni primavera, quando i mandorli fiorivano , la neve appariva a Cordova solo per la sua amata Azahara….

Dopo la distruzione, Medina Azahara rimase nel più totale abbandono e molte delle sue decorazioni finirono per essere usate nella costruzione dei bei palazzi di Cordova o in aste all’estero. Solo nel 1910 iniziò il lungo lavoro per ritornare a portare alla luce i resti di questa splendida città, lavoro che continua ancora ora. La parte attualmente emersa e ristaurata è soltanto il 10 % della totale estensione della città per cui, molto tempo ci vorrà ancora per poter vedere apparire dalla terra che la copre la totalità di Medina Azahara.

Sito ufficiale del Conjunto arqueologico Madinat al -Zahra

IL MITO di DIONISO/BACCO

Siamo ormai in autunno e l’uva è arrivata sulle nostre tavole  e, anche se ancora non si sente nel ‘aria “l’aspro odor dei vini” 🙂 , i filari di viti carichi  di grappoli maturi nascosti tra i pampini… 😀 0012 mi fanno venire in mente la mitica figura di Bacco.

Bacco è il nome con cui viene identificato nella mitologia latina il dio greco Dioniso che è il dio del vino.

Bacco_michelangelo

Bacco, Michelangelo, Museo nazionale del Bargello, Firenze

IL MITO

Nella mitologia greca Diòniso (o Dionìso) è la più importante divinità terrestre.

Diòniso è l’unico tra i celesti che non abbia avuto due dei come genitori. Ebbe per padre Zeus e per madre la mortale Semele, figlia di Cadmo re di Tebe. Quando Seleme incinta morì prematuramente, Zeus, le tolse dal grembo Dioniso e se lo cucì in una coscia dove lo tenne fino alla nascita.

E’ noto soprattutto come dio del vino in quanto si dice che inventò l’arte della sua fabbricazione  e dell’umidità della terra che porta i frutti a maturazione. Col tempo, è diventato famoso anche come dio del benessere e della civiltà e come dio della gioia e dell’allegria. Gli si attribuiva l’arte divinatoria e la proprietà di guarire i mali

A seconda dell’epoca e degli artisti è rappresentato in vari modi: ora come un ragazzino di bell’aspetto, ora come un giovane barbuto e robusto, ora come un vecchio grasso e buffonesco.

dioniso_fontana

Fontana di Dioniso, Giardini di Boboli, Firenze

Spesso è adornato da tralci e grappoli d’uva e d’edera. Infatti erano sacri a Dioniso la vite e l’edera e fra gli animali il delfino, la lince, la tigre, il leone ed il caprone.

dioniso_caravaggio

Dioniso, Caravaggio-Galleria degli Uffizi, Firenze

Tratto da: http://www.elicriso.it

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